Semi di fede

 

Lunedì 12 novembre

Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».Lc 17,1-6

L’aggiunta di stamani è :

Io credo nel Tuo amore Signore”

Oggi è lunedì un po’ intontiti un po’ delusi per ieri

Le domeniche sera il sipario della delusione cala

Comincia il lunedì senza forza e già stanco

Oggi diventi…. un disastro ecologico

Quel gelso sei tu e piantati nel mare della misericordia

Non essere riottoso e scontato come tutti i lunedì

Ieri è andata come andata tu sradicati e gettati nella Sua bontà

Non fare il bambino capriccioso che ripete il solito rito

Il lunedì faccio sempre lo stesso e sono stanco

Ma se tu dici “ Io credo nel tuo amore Signore”

Che fatica fai?

Forse per la tua lesa maestà questo è duro

Meglio fare un gesto di umiltà espropriante del negativo

Che piangersi addosso

Prenditi così come sei e buttati nel mare dell’amore

E’ questo un modo concreto di far aumentare la tua fede

Prendi ogni cosa buona o cattiva come un’occasione per dire “Grazie Signore”

Ti cambia la vita e tu hai bisogno di credere a questo amore di Dio per te

Venerdì 9 novembre

Governare il fuoco

Dopo un po’ di tempo nella vita spirituale

Si assiste  al fenomeno della sciatteria

È come trovarsi un po’ spenti

I legni che prima erano incrociati

Ora si trovano isolati fanno  fumo

E qualcuno fa una piccola fiammella

Allora si deve governare il fuoco

Rimettere insieme i legni rimasti

Aggiungere dei nuovi mettendoli incrociati

È in questo modo che prendono fuoco

E il fuoco va… la fiamma prende vigore

Svolge la sua funzione di luce e calore

Forse devi governare il tuo fuoco interiore

Prima di tutto chiedi aiuto allo Spirito Santo

Poiché di fuoco ne capisce

Fallo soffiare in modo da allonare la cenere

Vedrai con dolcezza allontana l’abitudine

Facendoti vedere la brace sempre viva

Riattizza il fuoco con i legnetti semi consumati

In modo da completare ciò che porti avanti per inerzia

Prendi nuovi legni e mettili incrociati

Tutte le tue difficoltà mettile ai piedi della croce

Cominci a sentirti più leggero

E ricomincia di nuovo sapendo che hai a che fare con L’Eterno

Giovedì 8 novembre

Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.Lc 15,1-10

Davanti a questo amore senza ragione mi perdo, resto smarrito, lasciare il cento per uno

Pur rimanendo perplesso ho bisogno di questo amore unico

Sapere che tu mi ami nel mio essere unico

Che mi cerchi e mi ricerchi mi fa capire che mi posso fidare

Senza giudizio senza rotture di ossa

Mi carichi sulle spalle e ti rallegri

Le altre 99 non le lasci in balia del maligno

Tu ci vuoi far capire che ognuno di noi è unico

Tu mio Dio sei sensibile a questa unicità

Questi unici figli insieme fanno la Tua ricchezza

Peccatori e santi rimaniamo tuoi figli

Non c’è bisogno di smarrirsi per sentirsi amati

Il dolore più grande rimane, essere stati lontani da Te

Quel tempo sottratto al Tuo materno amore

Ti chiedo perdono non quando mi sono sentito peccatore

Perchè sul tuo amore ho sempre contato

E questo ha reso il mio cuore pronto all’ascolto

Ti chiedo quando mi sono sentito giusto nel mio ruolo

E quando Tu mi hai trovato

Mi sono comportato come una pentola di fagioli

Ho dimenticato di essere peccatore e bisognoso del Tuo amore

E ho fatto valere le quantità di cose che mi mancano

Cara mia stoltezza sei sempre vicina a me e mi fai deviare

Non hai ancora capito l’insensatezza del Suo grande amore

Alla Sua cena ci vuole tutti….e insieme

Mercoledì 7 novembre

Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Lc 14,25-33

Signore fammi sedere al Tuo tavolo per iniziare

E’ la prima espressione da dire

Insieme con Lui tutti i progetti hanno un tetto

Altrimenti ti rimane la paura e l’orgoglio

Che ti fanno mostrare perfetto e esigente

E dentro al tuo cuore c’è il fallimento e la delusione

La tua onorabilità è compromessa proprio da questo atteggiamento

Non ti sei seduto a parlare con Lui

Arbitrariamente hai interpretato ciò che Lui non ha detto

Quando agli occhi del mondo tu rimani ai margini

Ma nel tuo cuore c’è la gioia di Lui il tetto lo farai

Ma se sei agitato confuso rabbioso e il mondo ti cerca

Povero te

Non hai calcolato il prezzo del dono

Hai pensato di pagare il dono e questo ti ha messo fuori strada

Il dono si paga con la gratuità

E’ poi nella gratitudine che il Dono investe su di te

Tutto ciò fa parte del dialogo che tu hai fatto nel calcolo

Allora ti diverti da matti

Forme di attrito ci sono e menomale

Proprio questo ti fa capire il bisogno che hai di Lui

Martedì 6 novembre

Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”». Lc 14,15-24

Oggi svolto nella mia esistenza dice l’ottimista

Se riuscissi ad avere fortuna farei tanto bene dice la vittima

Se avessi il lavoro e la salute ti farei vedere il bene che farei

Frasi del genere sono sulla bocca di tutti, frasi che si realizzano nella esistenza dell’uomo dove l’uomo si sente ormai affrancato da Dio

Prima aveva i buoi, aveva preso moglie, aveva da comprare

Oggi non ha tempo per consumare e va in apnea.

Quindi come vedete veloci o lenti l’uomo quando sente la chiamata di Dio diffida di Dio e non di se stesso

Gentilmente una preghierina un segno di croce alla Totò anche questa è fatta

Mentre Dio ha voglia di invitarti a stare con Lui e fare festa

Non la sagra del paese, quella noiosa e ripetitiva fatta di abbuffate e di polemiche

L’invito che Dio ti fa è mangiare con te

Dove Lui è dono e si consegna a te e si fa mangiare e tu vivi di Lui

In quanti affetti hai cercato, ma per questo invito non hai tempo

Lui non si scoraggia manda i suoi servi per l’invito

Li manda tra quelli che non hanno niente

E poiché c’è sempre posto e la casa di Dio è un porto di mare invita a cercarne altri, fuori dal recinto

Sono quegli esseri grezzi che non sanno fare inchini e genuflessioni

Proprio quelli entrano; per il rosicamento delle brave persone

Quanto sei grande Dio

Ci inviti e scappiamo

Tu ci cerchi ancora e noi rifiutiamo

E Tu ?

Cerchi altrove perché è in Te l’amore dono e si dona

Se noi conoscessimo veramente quello che perdiamo

Moriremmo di dolore

Ci dai sempre la possibilità del Dono

Perchè Tu Dono ti consegni e riconsegni sempre a noi

Lunedì 5 novembre

«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Lc 14,12-14

C’è una mamma nel mondo che è sempre generosa

In qualsiasi posto del mondo tu vai

Potrai vedere opere che i suoi figli hanno fatto

Opere che i figli fanno senza pensare a se stessi

Questa mamma infatti ama questi figli

Che nel segreto costruiscono, istruiscono,accolgono sfamano

Ho girato molto e ho sempre trovato opere di bene

Questa mamma è la chiesa….. Perché parlare sempre male ?

E’ vero ci sono figli e figli ma non ci sono solo quelli cattivi

Ci sono anche quelli buoni che ogni giorno danno la vita senza chiedere niente

Di questi nessuno ne parla è proprio qui la gratuità e la forza soprannaturale di questa mamma

Sicuramente non faccio un buon servizio a questa madre

Ora che parlo della sua bontà e della sua generosità

Però nella verità dobbiamo dire la bellezza di questa sposa

Ama i suoi figli Giuda e i suoi figli Giovanni

Il Suo Sposo le ha lasciato questo testamento

Certo è molto più facile prendersela con questa mamma

La sua fecondità è immensa

Una piccola chiesa spersa nella foresta con un prete con una tonaca consumata

Tanti bambini tanta allegria e anche cibo

Quanti figli anonimi hanno contribuito e quel volto sorridente di quel prete

Tutti questi grazie a Dio non hanno una lapide ricordo

Questa madre li ricorda nelle preghiere e lo Sposo li accoglie in paradiso

Venerdi 2 novembre

Un giorno da meditare

Oggi c’è questa domanda:

Quale è la qualità della tua vita?”

Ieri Gesù ci ha parlato delle Beatitudini

Abbiamo bisogno di Lui per viverle e nel Vangelo è tutto scritto

Oggi abbiamo bisogno dello Spirito Santo

E’ lo Spirito che da vita e ci porta nell’eternità

Viviamo nello Spirito non siamo immuni:

senti la stanchezza del giorno, ma è una stanchezza piena

Il dolore bussa lo stesso alla porta, tu la apri e lo accogli

Che fai resistenza secondo i tuoi istinti ?

Perdi più tempo e vieni divorato dalla rabbia

Lo Spirito da continuità alla tua vita

La congiunge con la vita eterna ossia la vita che non finisce

Vivere la vita a pezzettoni tra il bianco e il nero

E’ una vita grigia

Non essere daltonico ai colori di Dio

Lo Spirito rende i tuoi occhi profondi che sanno guardare il cielo  

Nei cimiteri non cercate i morti ma i vivi

Ormai certe tombe sono diventate dei bazar disadorne per incuria e botteghe delle nostalgie

Mercoledì 31 ottobre

31 ottobre vigilia dei santi e ultimo mercoledì del mese.

Questa Sera ci incontriamo per celebrare la messa nella basilica

Il vangelo è quello delle beatitudini

Quando sono sceso in basilica da solo per un po’ di tempo mi sono fermato ad occhi chiusi

Ho pregato e ho chiesto l’intercessione dei tanti santi martiri il cui corpo ha trovato riposo in quelle grotte

La terra ha bevuto il loro sangue 

Le lacrime di chi ha perso il fratello la sorella la madre il padre erano custodite dal silenzio e dal buio

Come i canti di lode nella notte per sfuggire alle persecuzioni

Le mura della basilica e dei cunicoli mi testimoniano il Dono

Il Dono firmato con il sangue

Seguiamo chi per primo e sulla Sua pelle ha vissuto questo

Lui povero non aveva dove posare la testa

Lui afflitto per la morte del suo amico Lazzaro

Lui mite riferimento per imparare da Lui mite e umile di cuore

Lui giusto la sua giustizia è amare

Lui misericordia infinita ti aspetta sempre a braccia aperte

Lui puro si è consegnato a noi senza riserve

Lui pacifico ha preso su di se la nostra violenza

Lui perseguitato perché il suo bene per tutti non era legale

La legge degli uomini va osservata ecco la schiavitù

Non pensare di fare di queste beatitudini la tua vita

Diventi solo un moralista becero

Vai da Gesù e impara per almeno un po’ di anni

Conosciuto il Maestro potrai cominciare a balbettare qualche parola

Martedì 30 ottobre

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Lc 13,18-21

Un piccolo seme viene gettato e diventa un albero

Qualcosa che si confonde e viene nascosta nella farina

Impastata ne fa aumentare la massa

Il programma che Dio ha con noi per la diffusione del regno è:

Chi vuole essere grande deve diventare come un bambino

Chi vuole comandare si deve fare servo

I titoli di piccolo non sono indicazioni stradali che ad ogni incrocio vedi

E’ quella semente che non ha valore secondo l’uomo

Ma dalla propria morte fa nascere una foresta

Dio non lo vedo è nascosto

Non pensi che sei daltonico al colore di Dio ?

Lo vedi in chi ha bisogno

Abbraccia quel lebbroso, che ti fa schifo, con amore

E ti accorgi che l’Amato che sta in te ti dice “Eccomi”

E’ Lui che ti cambia le coordinate della tua esistenza

Sappi che il regno è fatto così

Il fare viene sempre dopo la conoscenza