Semi di fede

Lunedì 10 dicembre

Coscienza del limite e Accoglienza del limite

In questo deserto che è il limite dobbiamo entrare

Abbiamo venduto la perfezione che non esiste

La potenza che è un bluff è la vanteria del gallo cedrone

E abbiamo creato malattie da noi stessi accusando Dio

Anzi abbiamo spinto Dio al margine di tutto e di tutti

Siamo stati dei farlocconi e oggi paghiamo il biglietto

Il nostro Dio è Dio della compagnia

E’ il Dio con noi l’Emanuele

Facciamoci trovare da Lui e con Lui viviamo il deserto

Siamo fragili e non vittime e gioiamo di questo

Siamo gente bisognose e non macchine efficienti

Ci hanno messo delle responsabilità addosso gonfiandoci come zampogne

Per quattro soldi e per un po’ di potere

Mentre il Padre del cielo si fa piccolo per portarci su

Abbiamo usato anche l’umiltà per mantenere il potere

Mentre l’umiltà è la vita dell’uomo comune

Ogni giorno ti fa vivere la libertà della conoscenza

Sei piccolo, hai paura e ti paralizzi e Lui ti dice:

Prendi la barella e va a casa tua”

E tu non devi spiegare niente puoi solo rispondere:

l’uomo che mi ha guarito me lo ha detto”

Una testimonianza secca e umile di chi sta portando le sue paure sotto il braccio

Sono contento di fare la pastorale della zappa

Avere a che fare con l’humus mi fa capire

Che io e la terra siamo una cosa sola

Con la differenza che nelle mie narici Dio ha soffiato

Venerdì 7 dicembre

Dio ti vede” “Dio ti cerca

La prima espressione di nefasta memoria

Un Dio che fa terrorismo e lo usavano per controllare

Ancora oggi molte mamme per la loro storia

Quando il bambino va a fare la confessione

Minacciano il piccolo che deve dire tutto altrimenti va all’inferno

Mamme terroriste che hanno vissuto sulla loro pelle una religiosità imbalsamata

Dio prima ti cerca perché ad Adamo dice: “dove sei”

Dio ci cerca perché vuole fare una passeggiata con noi

Vuole incontrarci per stare con noi

Ci cerca sempre, specialmente quando non siamo a piombo

E quando ci trova , perché ci nascondiamo ci lava della nostra sporcizia

Dopo ci vede per contemplarci e mentre noi apriamo la bocca farfugliando qualcosa

Lui ordina agli angeli : Rivestite questo mio figlio mettetegli addosso le cose più belle

dategli l’anello e calzatelo

Altro che “Dio ti vede”

Lui ti vede, solo quando esci dal tuo nascondino, per posare il suo sguardo amorevole su di te

Signore tutto questo noi non sappiamo

Ti abbiamo passato ai raggix pensando di sapere

E ci troviamo Dio che ci aspetta

Se urli “ Aiutami!!!” Lui ti dirà “Eccomi”

Tu scegli di essere una pentola di fagioli chiuso in te

Invece di urlargli la tua richiesta di aiuto

L’urlo è per chi lo cerca veramente perché deve rompere la barriera del suo orgoglio

 Giovedi 6 dicembre

Il fine e la fine

Quanti progetti in frantumi

Quanti piani campati per aria

Dove il proprio ego è principio e fine

Ma l’onesta di dirselo non c’è

Allora accampiamo diritti che non ci sono

Abbiamo desideri contrari al fine

Perchè se sono io il fine la morte come la malattia mi annienta

Mi trovo davanti a un muro dove il mio io si adatta

Dove il rimpianto e la rassegnazione mi pongono davanti alla fine

Il rimpianto è il canto di chi ha rimandato

La rassegnazione è la musica di chi ha omesso

Perchè il detto ingannatore è :“Finchè c’è vita c’è speranza”

La vita di questo detto è ingannevole

Perché tiene conto della mia vita terrena

Fatta di pochi anni di settanta ,per i più robusti aumenta di dieci

E la speranza che sostiene questa vita si chiama illusione

Mentre il fine è puntare sulla vita che non finisce perché eterna

E questa Vita non me la posso dare da solo

E relazionarmi e amare l’Eterno

Che ogni giorno chiede a te “ Mi ami? ”

Se a Pietro ha chiesto il resto “ più di costoro “

A te chiede solo se lo ami come il Fine della tua vita

Mercoledì 5 dicembre

Affanni della vita 3

Spesso ti trovi al guinzaglio del tempo

Ti fa andare dove vuole e tu misero corri

Non ti accorgi che corri contro il tempo ?

Passa il tempo si fa beffa di te

Tu sconfortato continui a correre perché vuoi raggiungerlo

Poverino!!!

Spiaccicato come un pomodoro marcio per terra

vuoi ancora competere con il tempo

Piuttosto raccogliti nel silenzio ricomponi la tua persona nell’unità

E vai dall’Eterno che ti ha redento

Lui è il principio e fine nel suo amore trovi l’Eternità

Nella Sua persona la dimensione eterna del tuo essere

Non ti perdere dietro alle carabattole della vita

Sono già finite prima di esistere e tu ti perdi in esse

Il niente ti porta a spasso con il guinzaglio

E tu senti il peso del niente

E’ questo il tempo dello Spirito dove i contenitori sono recinti chiusi

Si aprono alla Santissima Trinità

E nel tempo eterno le nostre relazioni so aperte all’amore

E ognuno nel proprio stato potrà dare gloria a Dio

Martedì 4 dicembre

Affanni della vita 2

C’è chi ha ed è preoccupato di mantenere quello che ha

C’è chi non ha ed è preoccupato di cercare

Questa è l’ansia che distrugge le relazioni

Ci isola nelle relazioni

Possono rubare quello che abbiamo

Ma noi siamo i ladri che rubiamo la nostra stessa vita

Sia nel trattene che nel cercare

Perché l’ansia assorbe tutte le energie

L’uomo vive di relazioni

L’Altro è il luogo dove l’uomo respira

E’ il Tu che ti definisce

Non possiamo morire compressi trattenendo aria

E’ respirare che da vita

Noi ci rubiamo il tempo per amare

Ci releghiamo in spazi mortali perché angusti

dove nessuno ci trova

Anche il divertirsi è impegno e presenza

Perchè posso prendere e trovare

Che vita da cani di una volta

Oggi i cani sono diventati idoli

Perché il Tu non c’è più

Lunedì 3 dicembre

Affanni della vita

Se volessimo contare gli affanni di ogni giorno

Il numero sarebbe più grande dei minuti di un giorno

Abbiamo la pretesa di superare il tempo

Il tempo non si stanca

Siamo noi che non ci rendiamo conto che siamo finiti

Siamo isolati da noi stessi in quella megalomania

Che ci fa principio e fine di ogni cosa

Poi un palo che ci sbatte sui denti ci sveglia

E ci accorgiamo che non abbiamo un tu

La paura ci prende

Ci accorgiamo di non sapere amare

Perchè abbiamo un solo modello il nostro io

A cui abbiamo sacrificato tanti tu

Il palo preso ci fa rendere conto della nostra sterilità

E l’eco assordante che riempie la nostra testa

Ci fa capire che siamo fuori da noi

Nella corsa ci siamo innamorati del nostro io vincente

E abbiamo smarrito il Tu che ci definisce

Il Tu ti dice :

Abbi fede in Me nel mio cuore c’è un posto per te”

Preparati a questo incontro con una mentalità sponsale

Altrimenti il sacrificio del palo non è servito a niente

Venerdì 30 novembre

Il fare 3

Devo ancora prendere messa

Devo avere la gioia

Devo ascoltare

Devo impegnarmi di più

Devo seguire il Signore

Devo osservare i precetti

Devo confessarmi assolutamente

Allora sono cristiano

No!!!! Non lo sei mai stato

Questi doveri sono precetti di uomini

Lui ci invita a camminare insieme

Possiamo mettere i piedi dove lui li mette

Questo seguire non è un dovere

E’ un amore grande che ti prende dentro

E’ Lui che ci fa

E’ Lui il Vasaio

Noi ci possiamo mettere nelle sue mani

E in questa libertà lasciarci lavorare da Lui

E’ Lui che fa bene tutte le cose

È in questa fiducia che si passa dal dovere al volere

Mercoledì 28 novembre

Il fare 2

Ecco un’altra domanda

…e allora?”

Invece di buttarti a fare in maniera sconsiderata

Cerca di capire cosa ti è capitato

Ricordati che l’entusiasmo è bello se non lo bruci come paglia

Godi del bello che ti circonda e della Sua ineffabile presenza

Ricordati che la pioggia leggera penetra nel terreno

E Dio si propone a noi come una brezza del mattino

La bottiglia non può contenere l’oceano

La sua acqua può donarla all’oceano

E’ quello che avviene nella relazione con Dio

Perdendoci in Lui siamo di Dio

Certe volte la relazioni non va non ti scoraggiare

Prenditi il tempo dell’attesa come opportunità

Per non incorrere nel problema del fare

Comincia a vivere la relazione come un incontro ordinario

Ti senti solo? Cerca la sua presenza

Vivi con gli altri? Cerca la sua presenza nell’altro

Lavori ? Stai contribuendo alla bellezza del regno

Ti diverti? Lui gioisce con te

Martedì 27 novembre

Il Fare

Cosa devo fare?
Una domanda che tanti di noi si fanno
quando iniziano un percorso spirituale
E’ una domanda che nasconde un’ansia
L’ansia di chi è abituato al sacrificio
Più mi sacrifico più l’Altro mi accetta
E’ doloroso avere a che fare con questa persona
Dove ti devi sacrificare per essere amato
E poi sei sicuro che questa Persona vuole che tu ti sacrifichi ?
Oppure a te basta la legge del fare per sentirti apposto ?
E dici…”Ho fatto ? Ora mi paghi”
Non è questo quello che Dio vuole da te
Devi imparare a stare con Lui nella relazione
Quando tu stai nella relazione ti agiti
L’agitarsi è un fare che sposta aria
E invece di dire: “Devo amare e voglio che Lui mi accetti”
Una bottiglia è già piena di suo
Come può ricevere l’acqua dell’oceano?
Così sei tu davanti a Lui
Sei pieno di te delle tue cose pure e impure
Lascia a Lui la possibilità di amarti
La Sua delicatezza e la Sua discrezione ti circonda
Fatti circondare da questo perché la Sua forza
E’ la Sua dolcezza

Lunedì 26 novembre

Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere». Lc21,1-4

Getta la tua vita nel cuore di Dio

Come questa vedova che ha dato tutto

Tu invece di gettare vuoi trattenere e conservare

E invece di investire conservi per il futuro

Hai tanta cura per darti un’ immagine

Poi devi mantenere la stessa con il silicone

Arrivati i quaranta devi correre al restauro per l’immagine

E quando la plastica cola vai in crisi

Questa vedova getta nel tesoro poca roba

E attira lo sguardo di Dio

Sicuramente Dio provvederà a lei

A tempo opportuno la incontrerà chiamandola “benedetta”

Si passa la vita a trattenere

Non solo hai sciupato ciò che avevi

La tua stessa vita ti è passata avanti agli occhi

Quanti parlano dicono e non fanno

Questa vedova ha dato la vita

Passi la vita a fare corsi, itinerari,… e poi?

La delusione di quei maestri che dicono e non fanno

Gesù guarda questa vedova e invita gli apostoli

Come a dire:

Invece di guardare i ricchi che danno il superfluo

Guardate, piuttosto il libro della vita di questa donna

Getta il tutto per essere figlia del Padre onnipotente

Venerdì 23 novembre 

………..si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Lc 19,45-48

La tua casa è casa di preghiera

Una domenica di agosto ero in Iran e cercavo una chiesa

Sopra una cupola ho visto una croce blu

Era circondata sbarre e cancelli quando ho oltrepassato i cancelli

Sono entrato in chiesa

La sensazione che ho avuto è trovarmi a casa

Ricordo molto bene l’impatto che ho avuto

Entrato in quella chiesa era la mia casa

C’eri Tu che mi aspettavi non parlo ne arabo ne farsi

Però quelle braccia aperte sul legno mi accoglievano

Quelle facce sorridenti mi faceva pensare ad una casa

Ho visto un papà che dopo messa è andato in una pasticceria

All’uscita portava le paste per far festa era domenica

Aveva preso un permesso non pagato

Che fede e che dignità viveva la sua domenica con te Signore

Sono un uomo fortunato non ho la canonica lontano

Quando voglio passo da te e faccio casa con te

Sono momenti particolari e intensi

E’ vero la tua è casa di preghiera Tu ci abiti

Tutti trovano riparo e sollievo presso di te

La tua casa aperta non solo è rifugio

Porta in se i segreti di tanti di noi

Entrare in chiesa è fare silenzio e rispetto

Non solo per la tua presenza ma tanti di noi

Hanno lasciato nella chiesa:

Le lacrime, le sofferenze le gioie le speranze

le paure i sospiri

Le mura delle chiese ascoltano tutto questo

per questo tutto è sacro

La chiesa è il laboratorio dove l’umano e il divino si uniscono

Giovedì 22 novembre 

Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.  Lc 19,41-44

Ogni Eucarestia che si celebra è fonte di pace

Tutto questo è nascosto ai nostri occhi

Perchè il nostro cuore è lontano da questa conoscenza

Il nostro cuore celebra l’Eucarestia come un dovere

Tante volte nelle pieghe del nostro cuore si nasconde il peccato

L’offerta della pace fatta al fratello è falsa

Entra nella logica di una cosa da fare

Eppure quella mano che non si apre durante un intero giorno

Si offre a dare pace

Un giorno cadde il mio sguardo sulle persone che di davano la pace

Fui molto triste perché quei gesti offendevano il Padre

Gesti svogliati come a dire “Ma tu che vuoi?”

Occhi sfuggenti che non sono difronte

Facce di marmo infastidite per quel piccolo gesto verso il fratello

Come il Padre essere felice vedere quello spettacolo ?

Vi offro la mia pace e non è la pace del mondo”

Ma credo che subito dopo dirà :

Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”

Quante grazie sprecate perché non siamo dove stiamo

Certo il nostro corpo è lì ma il nostro spirito è vagabondo

Siamo decentrati anche in chiesa

La predica può essere anche noiosa e va bene

Eppure!!!

Ma la sua parola la sua pace il suo corpo sono doni

che ogni giorno ci vengono offerti dalla sua persona

E’ lui stesso

Dove li facciamo cadere ?

In quella morale perfetta che non conosce mobilità

In quella liturgia stantia fatta di pizzi e merletti tutta forma

Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. 

Buona giornata!!!

Mercoledì 21

Mentre passo tutta la vita a pensare cosa devo fare

Tu stai ad aspettarmi, mi chiami e mi richiami

Mentre io nell’entusiasmo corro a fare

Nel fare mi incarto e comincio a qualificare i miei atti

Dicendo :

Ho fatto bene ho fatto male”

Perdo solo tempo a contare gesti e modi di fare

Tu stai sempre ad aspettarmi e cerchi il mio cuore

Che si è smarrito dietro al fare per sentieri non conosciuti

Ansioso del Tuo giudizio mi perdo

Questo fare che poi è un pensare di fare

Indicami Signore la tua via a me basta camminare con te

Sveglia i miei sensi dormienti o deviati dal pensiero

Apri le mie orecchie all’ascolto

Sveglia i miei occhi nella lettura della tua parola

Fa in modo che al mio cuore arrivi la conoscenza

Continui a meravigliarmi della Tua presenza

Alla Tua presenza c’è tutto il mio essere

Dolcezza del cuore che conosce e si perde in Te

Altro non voglio che questo la vita passa in Te

Sorgente e oceano d’amore

 

Martedì 20 novembre

Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Lc 19,1-10

Zaccheo ha accolto

Se tu lo accogli la salvezza, la benedizione di Dio entra in casa tua

Oggi lo puoi accogliere perché oggi passa

Puoi dire:” Aspetto domani”. E’ nella tua libertà farlo

Ma Lui passerà

Tu non sarai certo di incontrarlo domani

E’ quell’oggi che continuiamo a rimandare e questo ci rende mediocri perché non sappiamo rendere solenne l’incontro

Tutti siamo un po’ smarriti nei nostri pensieri

Questo ci rende distratti e l’oggi ci sfugge via

Non è quell’oggi fuggente che vuole la tua morte

E’ l’oggi della salvezza che è grazia e misericordia

Questo un vero peccatore lo sa , perché conosce il proprio peccato

Cerca il Salvatore che è Cristo

Vivere l’oggi ci rende vivi e accoglienti

Perchè la tiepidezza è vomitata da Dio

Lunedì 19 novembre

Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Lc 18,35-43

Se veramente vuoi vedere devi gridare forte

Quelli che lo sgridavano erano impegnati a spartirsi i posti di potere

Erano gli apostoli che stavano discutendo tra loro

Perchè Giacomo e Giovanni erano andati a chiedere il posto

Era una discussione tra sordi che vogliono vedere solo quello che loro desiderano

E il cieco che vuole vedere il Signore della verità

Se veramente vuoi vedere devi urlare Lui ti ascolterà

Non tirarti indietro

Ti puoi sentire smarrito davanti alla cecità che ti circonda

Tu urla più forte

Il tuo urlo sale fino a Lui

Lui ascolta la tua voce e si mette a tua disposizione

Cosa vuoi che io faccia per te”

Signore che io veda “

Che io veda…”

Come tu vedi ognuno di noi

Il senso delle cose che succedono intorno a te

Ogni uomo come una tua parola incarnata

Ora che ti vedo fammi mettere i miei piedi sulle tue orme

Lunedì 12 novembre

Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».Lc 17,1-6

L’aggiunta di stamani è :

Io credo nel Tuo amore Signore”

Oggi è lunedì un po’ intontiti un po’ delusi per ieri

Le domeniche sera il sipario della delusione cala

Comincia il lunedì senza forza e già stanco

Oggi diventi…. un disastro ecologico

Quel gelso sei tu e piantati nel mare della misericordia

Non essere riottoso e scontato come tutti i lunedì

Ieri è andata come andata tu sradicati e gettati nella Sua bontà

Non fare il bambino capriccioso che ripete il solito rito

Il lunedì faccio sempre lo stesso e sono stanco

Ma se tu dici “ Io credo nel tuo amore Signore”

Che fatica fai?

Forse per la tua lesa maestà questo è duro

Meglio fare un gesto di umiltà espropriante del negativo

Che piangersi addosso

Prenditi così come sei e buttati nel mare dell’amore

E’ questo un modo concreto di far aumentare la tua fede

Prendi ogni cosa buona o cattiva come un’occasione per dire “Grazie Signore”

Ti cambia la vita e tu hai bisogno di credere a questo amore di Dio per te

Venerdì 9 novembre

Governare il fuoco

Dopo un po’ di tempo nella vita spirituale

Si assiste  al fenomeno della sciatteria

È come trovarsi un po’ spenti

I legni che prima erano incrociati

Ora si trovano isolati fanno  fumo

E qualcuno fa una piccola fiammella

Allora si deve governare il fuoco

Rimettere insieme i legni rimasti

Aggiungere dei nuovi mettendoli incrociati

È in questo modo che prendono fuoco

E il fuoco va… la fiamma prende vigore

Svolge la sua funzione di luce e calore

Forse devi governare il tuo fuoco interiore

Prima di tutto chiedi aiuto allo Spirito Santo

Poiché di fuoco ne capisce

Fallo soffiare in modo da allonare la cenere

Vedrai con dolcezza allontana l’abitudine

Facendoti vedere la brace sempre viva

Riattizza il fuoco con i legnetti semi consumati

In modo da completare ciò che porti avanti per inerzia

Prendi nuovi legni e mettili incrociati

Tutte le tue difficoltà mettile ai piedi della croce

Cominci a sentirti più leggero

E ricomincia di nuovo sapendo che hai a che fare con L’Eterno

Giovedì 8 novembre

Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.Lc 15,1-10

Davanti a questo amore senza ragione mi perdo, resto smarrito, lasciare il cento per uno

Pur rimanendo perplesso ho bisogno di questo amore unico

Sapere che tu mi ami nel mio essere unico

Che mi cerchi e mi ricerchi mi fa capire che mi posso fidare

Senza giudizio senza rotture di ossa

Mi carichi sulle spalle e ti rallegri

Le altre 99 non le lasci in balia del maligno

Tu ci vuoi far capire che ognuno di noi è unico

Tu mio Dio sei sensibile a questa unicità

Questi unici figli insieme fanno la Tua ricchezza

Peccatori e santi rimaniamo tuoi figli

Non c’è bisogno di smarrirsi per sentirsi amati

Il dolore più grande rimane, essere stati lontani da Te

Quel tempo sottratto al Tuo materno amore

Ti chiedo perdono non quando mi sono sentito peccatore

Perchè sul tuo amore ho sempre contato

E questo ha reso il mio cuore pronto all’ascolto

Ti chiedo quando mi sono sentito giusto nel mio ruolo

E quando Tu mi hai trovato

Mi sono comportato come una pentola di fagioli

Ho dimenticato di essere peccatore e bisognoso del Tuo amore

E ho fatto valere le quantità di cose che mi mancano

Cara mia stoltezza sei sempre vicina a me e mi fai deviare

Non hai ancora capito l’insensatezza del Suo grande amore

Alla Sua cena ci vuole tutti….e insieme

Mercoledì 7 novembre

Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Lc 14,25-33

Signore fammi sedere al Tuo tavolo per iniziare

E’ la prima espressione da dire

Insieme con Lui tutti i progetti hanno un tetto

Altrimenti ti rimane la paura e l’orgoglio

Che ti fanno mostrare perfetto e esigente

E dentro al tuo cuore c’è il fallimento e la delusione

La tua onorabilità è compromessa proprio da questo atteggiamento

Non ti sei seduto a parlare con Lui

Arbitrariamente hai interpretato ciò che Lui non ha detto

Quando agli occhi del mondo tu rimani ai margini

Ma nel tuo cuore c’è la gioia di Lui il tetto lo farai

Ma se sei agitato confuso rabbioso e il mondo ti cerca

Povero te

Non hai calcolato il prezzo del dono

Hai pensato di pagare il dono e questo ti ha messo fuori strada

Il dono si paga con la gratuità

E’ poi nella gratitudine che il Dono investe su di te

Tutto ciò fa parte del dialogo che tu hai fatto nel calcolo

Allora ti diverti da matti

Forme di attrito ci sono e menomale

Proprio questo ti fa capire il bisogno che hai di Lui

Martedì 6 novembre

Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”». Lc 14,15-24

Oggi svolto nella mia esistenza dice l’ottimista

Se riuscissi ad avere fortuna farei tanto bene dice la vittima

Se avessi il lavoro e la salute ti farei vedere il bene che farei

Frasi del genere sono sulla bocca di tutti, frasi che si realizzano nella esistenza dell’uomo dove l’uomo si sente ormai affrancato da Dio

Prima aveva i buoi, aveva preso moglie, aveva da comprare

Oggi non ha tempo per consumare e va in apnea.

Quindi come vedete veloci o lenti l’uomo quando sente la chiamata di Dio diffida di Dio e non di se stesso

Gentilmente una preghierina un segno di croce alla Totò anche questa è fatta

Mentre Dio ha voglia di invitarti a stare con Lui e fare festa

Non la sagra del paese, quella noiosa e ripetitiva fatta di abbuffate e di polemiche

L’invito che Dio ti fa è mangiare con te

Dove Lui è dono e si consegna a te e si fa mangiare e tu vivi di Lui

In quanti affetti hai cercato, ma per questo invito non hai tempo

Lui non si scoraggia manda i suoi servi per l’invito

Li manda tra quelli che non hanno niente

E poiché c’è sempre posto e la casa di Dio è un porto di mare invita a cercarne altri, fuori dal recinto

Sono quegli esseri grezzi che non sanno fare inchini e genuflessioni

Proprio quelli entrano; per il rosicamento delle brave persone

Quanto sei grande Dio

Ci inviti e scappiamo

Tu ci cerchi ancora e noi rifiutiamo

E Tu ?

Cerchi altrove perché è in Te l’amore dono e si dona

Se noi conoscessimo veramente quello che perdiamo

Moriremmo di dolore

Ci dai sempre la possibilità del Dono

Perchè Tu Dono ti consegni e riconsegni sempre a noi

Lunedì 5 novembre

«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Lc 14,12-14

C’è una mamma nel mondo che è sempre generosa

In qualsiasi posto del mondo tu vai

Potrai vedere opere che i suoi figli hanno fatto

Opere che i figli fanno senza pensare a se stessi

Questa mamma infatti ama questi figli

Che nel segreto costruiscono, istruiscono,accolgono sfamano

Ho girato molto e ho sempre trovato opere di bene

Questa mamma è la chiesa….. Perché parlare sempre male ?

E’ vero ci sono figli e figli ma non ci sono solo quelli cattivi

Ci sono anche quelli buoni che ogni giorno danno la vita senza chiedere niente

Di questi nessuno ne parla è proprio qui la gratuità e la forza soprannaturale di questa mamma

Sicuramente non faccio un buon servizio a questa madre

Ora che parlo della sua bontà e della sua generosità

Però nella verità dobbiamo dire la bellezza di questa sposa

Ama i suoi figli Giuda e i suoi figli Giovanni

Il Suo Sposo le ha lasciato questo testamento

Certo è molto più facile prendersela con questa mamma

La sua fecondità è immensa

Una piccola chiesa spersa nella foresta con un prete con una tonaca consumata

Tanti bambini tanta allegria e anche cibo

Quanti figli anonimi hanno contribuito e quel volto sorridente di quel prete

Tutti questi grazie a Dio non hanno una lapide ricordo

Questa madre li ricorda nelle preghiere e lo Sposo li accoglie in paradiso

Venerdi 2 novembre

Un giorno da meditare

Oggi c’è questa domanda:

Quale è la qualità della tua vita?”

Ieri Gesù ci ha parlato delle Beatitudini

Abbiamo bisogno di Lui per viverle e nel Vangelo è tutto scritto

Oggi abbiamo bisogno dello Spirito Santo

E’ lo Spirito che da vita e ci porta nell’eternità

Viviamo nello Spirito non siamo immuni:

senti la stanchezza del giorno, ma è una stanchezza piena

Il dolore bussa lo stesso alla porta, tu la apri e lo accogli

Che fai resistenza secondo i tuoi istinti ?

Perdi più tempo e vieni divorato dalla rabbia

Lo Spirito da continuità alla tua vita

La congiunge con la vita eterna ossia la vita che non finisce

Vivere la vita a pezzettoni tra il bianco e il nero

E’ una vita grigia

Non essere daltonico ai colori di Dio

Lo Spirito rende i tuoi occhi profondi che sanno guardare il cielo  

Nei cimiteri non cercate i morti ma i vivi

Ormai certe tombe sono diventate dei bazar disadorne per incuria e botteghe delle nostalgie

Mercoledì 31 ottobre

31 ottobre vigilia dei santi e ultimo mercoledì del mese.

Questa Sera ci incontriamo per celebrare la messa nella basilica

Il vangelo è quello delle beatitudini

Quando sono sceso in basilica da solo per un po’ di tempo mi sono fermato ad occhi chiusi

Ho pregato e ho chiesto l’intercessione dei tanti santi martiri il cui corpo ha trovato riposo in quelle grotte

La terra ha bevuto il loro sangue 

Le lacrime di chi ha perso il fratello la sorella la madre il padre erano custodite dal silenzio e dal buio

Come i canti di lode nella notte per sfuggire alle persecuzioni

Le mura della basilica e dei cunicoli mi testimoniano il Dono

Il Dono firmato con il sangue

Seguiamo chi per primo e sulla Sua pelle ha vissuto questo

Lui povero non aveva dove posare la testa

Lui afflitto per la morte del suo amico Lazzaro

Lui mite riferimento per imparare da Lui mite e umile di cuore

Lui giusto la sua giustizia è amare

Lui misericordia infinita ti aspetta sempre a braccia aperte

Lui puro si è consegnato a noi senza riserve

Lui pacifico ha preso su di se la nostra violenza

Lui perseguitato perché il suo bene per tutti non era legale

La legge degli uomini va osservata ecco la schiavitù

Non pensare di fare di queste beatitudini la tua vita

Diventi solo un moralista becero

Vai da Gesù e impara per almeno un po’ di anni

Conosciuto il Maestro potrai cominciare a balbettare qualche parola

Martedì 30 ottobre

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Lc 13,18-21

Un piccolo seme viene gettato e diventa un albero

Qualcosa che si confonde e viene nascosta nella farina

Impastata ne fa aumentare la massa

Il programma che Dio ha con noi per la diffusione del regno è:

Chi vuole essere grande deve diventare come un bambino

Chi vuole comandare si deve fare servo

I titoli di piccolo non sono indicazioni stradali che ad ogni incrocio vedi

E’ quella semente che non ha valore secondo l’uomo

Ma dalla propria morte fa nascere una foresta

Dio non lo vedo è nascosto

Non pensi che sei daltonico al colore di Dio ?

Lo vedi in chi ha bisogno

Abbraccia quel lebbroso, che ti fa schifo, con amore

E ti accorgi che l’Amato che sta in te ti dice “Eccomi”

E’ Lui che ti cambia le coordinate della tua esistenza

Sappi che il regno è fatto così

Il fare viene sempre dopo la conoscenza