Semi di fede

lunedì 2 dicembre

Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”,

ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene;

e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Mt8,5-11

Gesù si meraviglia di questo uomo

La fede porta in se un segreto una fiducia senza limiti

Se veramente credo alla parola

che contiene la promessa che Dio mi fa

Quella parola si realizza

Quando sto davanti a Lui ed esprimo il mio bisogno

Con la coscienza pura del bisogno reale

Se chino la testa davanti alla Parola

C’è un’attesa attiva e da povero

Che dice “Io non ci riesco, ma so che Tu puoi”

Quello è il terreno fertile che accoglie la Parola

L’orgoglioso fa le cose che riesce

Il suo cuore è pieno di finta umiltà

E si fa passare come uomo di fede

La fiducia nella Parola che si realizza in me

Dio è fedele alle promesse e le mantiene se tu credi

C’è una bestemmia molto frequente che si annuncia così :

Una cosa è la fede un’altra cosa è la realtà”

Spesso sento questa espressione

Ascoltarla poi sulla bocca di coloro che presumano di avere fede

fa pensare :

E’ uno che non conosce i suoi bisogni

Quindi non ha una vita interiore

Pensa di conoscere la Verità

e non la sfiora nemmeno con uno sguardo

Tutto ciò non ci rende credibili

e anche umanamente siamo come quelle canne al vento

venerdì 29 novembre 

Pastorale della zappa

Accogliere

Si parla spesso di questo verbo, ma si coniuga poco

Eppure l’accoglienza è introdurre l’altro a stare

La formula del matrimonio comincia così:

Io accolgo te….”

Chi accoglie è colui che viene definito da chi viene accolto

E questo stare di fronte la parola bussa all’orecchio aperto

E gli occhi vedono per essere visti

L’accoglienza muove i sensi dell’anima

Che portano al cuore calore e apertura

Chi sa accogliere è chi non si ferma all’apparenza

Anzi è chi riesce a vedere Cristo in tutti gli uomini

Può diventare l’accoglienza una falsità

Quando tu devi accogliere l’altro con amore

mentre lo vorresti strozzare e lo fai solo per formalismo

Allora il sorriso a prova di dentifricio

Il cuore accoglie e si protegge con una corazza

Accogliere come Gesù ci accoglie

E’ difficile:

mette in gioco non solo la fede

perché occorre vedere nell’altro Gesù

Poi c’è bisogno dell’umiltà

che permette al fratello che accogli Gesù

Ci sono poi quelli che quando accolgono

Fanno una grande accoglienza del proprio io

giovedì 28 novembre 

Pastorale della zappa

La pazienza è una virtù

Che diventa oro nel tempo

Ho assistito al dialogo tra un mosto e un vino vecchio

Il mosto esuberante voleva essere vino novello

Bolliva nel tino e faceva sentire i suoi gorgheggi

Poi passò a prendere in giro il vino nelle botti che da anni stava li

Il più vecchio dei vini fermò la sua boria facendo sentire il suo profumo

Il silenzio cadde nella cantina

Il vino novello si interrogò e chiese:

Perchè hai quel buon profumo e sei pure vecchio ?”

Rispose:

Ho conosciuto l’Agricoltore che fin dalle origini ha avuto cura.

Posso condividere con te la gioia che hai tu, perché giovane e pieno di vita

Sono contento per te perché la tua gioia è stata la mia gioia

Ora è diverso…..

La curiosità del vino novello interrompe il discorso

Voglio essere come te”

Già sei come me- rispose il vino vecchio- Ma ti devi fare amica la pazienza”

Il vecchio vino cominciò a dire :

Dopo la pigiatura non sei vino anche se hai sofferto

Dopo la bollitura nel tino non sei vino anche se hai sognato

Poi inizia la vita vera lontano dai riflettori e dal chiasso della gente

Perchè quel vino che viene bevuto subito è novello e inesperto

Ti trovi in cantina al buio dove il tempo non ha colore e i giorni passano

Ti viene da pensare che la vita è una fregatura abbi pazienza entra nel fuori tempo

L’Agricoltore che ti curava è scomparso abbi pazienza Egli arriverà e ti dirà:

Vieni amico mio è il mio tempo e ti invito alle nozze”

Non avere fretta impara a rinnovare la tua fedeltà all’Amore

Anche se ti sembra inutile

I primi tempi quando mi hanno messo nella botte ho avuto delle difficoltà

L’incontro e lo scambio nel tempo e mi sono invecchiato

E ora ho il profumo che senti

mercoledì 27 novembre

Pastorale della zappa

Sfumature

Diffidare di se stessi e non accaparrare diritti è l’atteggiamento sano.

E’ importante diffidare di se stessi

Non per l’insicurezza che portiamo dentro

Ma per essere aperti e non prevenuti nella relazione

La diffidenza verso noi stessi ci permette di parlare a tempo opportuno

A differenza della insicurezza che ci fa parlare

Che ci fa prendere delle decisioni non sempre sane e parlare  definendo qualcosa che non conosciamo e non abbiamo sperimentato Della serie ci fa parlare troppo

Questa condizione di diffidenza verso noi stessi ci pone in una situazione di essere un foglio bianco dove tu Signore puoi scrivere

Signore scrivi su questo foglio l’amore

In modo che io possa sempre ricordare il tuo amore per noi Metti il colore rosso che risalta sul bianco come sangue

In modo che possiamo capire che amando fino alla fine si rimane nella Verità

Scrivi Signore!!!

E’ grazia la tua Scrittura

Voglio che Tu scriva qualcosa in modo da dare al mio ego nessuna possibilità.

Io voglio solo ciò che Tu vuoi.

Nella fede Padre mi abbandono a Te causa della diffidenza verso me

Tutto ciò mi dice che tu sei contento di questa mia decisione e mi basta questo.

Lo Spirito Santo mi guiderà a Te e farà verità in me

martedì 26 novembre

Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Lc 21,5-11

La fine del mondo viene vista come qualcosa di straordinario

Gli esempi che fa Gesù sono fatti di vita quotidiana

Il regno di Dio si compirà sotto i nostri occhi

E questo avviene senza che ci accorgiamo

I segreti di qua i segreti di la,

qualche venditore parla delle ultime catastrofi

Dio ha nelle Sue mani la verità

Vuole che la maggior parte di noi va da Lui

E sicuramente non è uno sprovveduto

Dobbiamo fare del nostro quotidiano una lode continua

Solo allora toglieremo a Satana la forza

Visto che viviamo di paura,infatti questa è entrata nelle nostre menti

Satana vede tutto ciò e ci spinge a fare qualcosa di egoismo

Il regno vive di quotidiano e si manifesta in un giorno che non conosciamo

Del resto Gesù ci ha detto:

La catastrofi cadono all’improvviso

Quando svolgiamo le mansioni di tutti i giorni mangiare bere dormire

In tutto questo essere vigilanti

Diamo quello che possiamo come ultimo momento

Diamo come se non abbiamo mai fatto quel gesto

Diamo come che se fosse la prima volta

Tutto ciò per il Signore

Facendo così siamo entrati nel regno

lunedì 25 novembre 

Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere Lc 21,1-4

Questa donna è coraggiosa è in miseria

e getta via da se quel poco che ha da vivere

Anche Abramo si avvia verso il monte con il figlio Isacco

Il suo unico figlio che deve sacrificare

e dice: “sul monte Dio provvede”

Forse anche tu stamani ti trovi a fare i conti con la realtà che vivi

E nella testa un cumulo di pensieri si abbatte

Non sai da che parte cominciare

Come si suol dire la coperta è corta

Sempre qualcosa rimane scoperto

Getta via la stessa coperta anche se copre una parte

E fidati senza condizioni

Forse oggi ti giochi la vita, giocala fino in fondo

Non mettere da parte neanche un centesimo

Perchè anche il centesimo può essere di intralcio al tuo cammino

Come fai a dirmi questo ? E’ la tua domanda

Ti dico che tante volte nella fede o si gioca tutto

O è meglio non prendere in mano l’aratro

Perchè è quel poco che mette il limite alla scelta che fai

Quel poco causa il dubbio perché vuoi proteggere te stesso

E ti infogni nella menzogna dove la chiarezza è un miraggio

Getta via da te anche quelle piccole sicurezze

Perchè nella stanchezza diventano catene e non ti fanno andare spedito

Getta via da te tutte quelle strategie che hai messo in atto per proteggerti

Ora ti trovi da solo e non sai a chi dare i resti

Nella fede non lasciare niente nascosto perdi Dio per Dio

E’ bene che faccia Lui

giovedì 21 novembre

Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!

Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Lc 19,41-44

Oggi e non domani e non ieri

Oggi siamo chiamati ad accoglierlo

Nelle azioni che l’oggi ti presenta

Lui viene a farti visita sin dall’inizio di oggi

Se non l’accogliamo nell’oggi

Siamo avvolti su noi stessi

Nei giorni della lotta va il pensiero

L’emozione fa rivivere qualcosa di buono o di brutto

E il nostro volto deformato dal negativo

ci fa ripiegare nella mosceria dell’oggi

Lui che ti fa visita vuole solo darti la pace

Mentre tu appena alzato hai già acceso la mitraglia

Il tuo fare deve essere centrato e non hai tempo per la pace

Se tu avessi compreso che quest’oggi hai un’opportunità

La prima volta che ami

L’ultima volta che ami

E l’azione che compi oggi è unica e non avrai altre

Per fare questo devi abbandonare il fare

L’amore dell’oggi è la sua presenza

che si staglia nell’ordinario

Allora l’oggi non ha il tempo

Ha il tuo e il suo tempo e tu ne apprezzi la visita

Ha portato al tuo cuore la pace

Che quando scende su di te ti accorgi che gli appartiene

Perchè un altro non la può dare

Vi lascio la pace vi do la mia pace non quella del mondo

martedì 19 novembre

.ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Lc 19,1-10

Caro Zaccheo non riesci a vedere il Signore

Tutti ti temono ma nessuno ti fa posto

Sei solo devi fare i conti con la tua statura

Non riesci, eppure vuoi vedere che ti può aiutare

Quanta sofferenza hai nel cuore per la tua statura?

Sei su di un albero per superare il limite

Forse ti sei sentito ridicolo, l’uomo temuto di Gerico scala un albero

Mi fai tenerezza e mi fai ridere nel vederti scendere dall’albero come una bertuccia

O forse sei un uomo coraggioso che ha deciso di cambiare ?

Tu sapevi che la tua statura non era come quella di Gesù

A me hai insegnato che quando un limite diventa invalicabile

E’ meglio vedere Gesù che viene da te

Entra nel tuo intimo dove i limiti diventano corde che paralizzano

Lui sa sciogliere quei nodi che tengono paralizzati

Non occorre salire sugli alberi per vedere

Bisogna dare indietro ciò che il limite ha rubato

E dividere per quattro volte ciò che non siamo riusciti a dare di noi

In questa dimensione conosciamo la statura del nostro amore

Usando il limite che ci ha legato per una vita intera

lunedì 18 novembre

Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Lc 18,35-43

Gridò quando gridi è perché esprimi un bisogno

Vogliamo tante cose e ci perdiamo in esse

Non riusciamo ad andare al centro dei nostri bisogni

Li smorziamo sul nascere

e quando ci travolgono li narcotizziamo

Questo non urlare non è perché non hai bisogni

E’ perché non ti fidi di Lui

e vuoi fare le cose da indipendente e non da uomo libero

Questo cieco lo vogliono far tacere e lui grida più forte

Conosce Chi sta passando, infatti lo chiama Signore

Il cieco poiché sa che è il Signore grida

Ha il bisogno di vedere e grida più forte senza riguardo

Tante volte fai tante richieste e Dio non ti da niente

Non perché non gridi sei solo un bambino che vuole tutto

E non conosce veramente ciò che ha bisogno

Oppure ti nascondi dietro a delle formalità per giustificare la tua mancanza di fede

E partorisci nella tua mente: “Ho chiesto molto e Dio non mi ha dato niente”

Sei da compiangere quando il tuo bisogno viene ad essere soddisfatto

E tu lo rifiuti solo perché i tuoi pregiudizi verso la persona che fa da tramite

non è degna, mentre tu pensi che meriti di più

La tua superbia ti fa essere sempre infelice

Hai fatto due errori uno per la tua superbia,

hai tradito la tua libertà per l’indipendenza

Si sa che Dio usa per il regno degli incapaci

Tu aspetti Dio in persona che soddisfi i tuoi bisogni

Questo cieco ci vede bene dietro la sua cecità

Quelli che lo vogliono zittire (gli apostoli) perchè sono disturbati

E sai perché? Stanno discutendo chi è il più grande

Tu non urli non perché non sei capace, ma perché non ti conosci veramente

Ascolta quel grido vero che sta dentro di te

Da un nome al tuo bisogno urlalo o verbalizzalo

Ma non mettere in atto strategie che abortiscono il tuo bisogno

Perchè questa è perfidia figlia della superbia

Se ti senti minacciato urla più forte

Non ripiegarti su te stesso dandoti delle giustificazioni fasulle

Immagino il cieco vede con la sua fede chi è Colui a cui grida

Ha in se la certezza della salvezza

venerdì 15  novembre 

Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.

Lc 17,27-37

C’è un’espressione nel vangelo che dice : “Venite dietro a me”

E’ l’invito che il Signore ci fa a camminare sulle sue orme

Quando vai in montagna e la neve è alta per non sprofondare

Metti il piede sulle orme di un’altra orma

Quando fai così vedi che la strada è spedita e sei felice

Poi arriva il tempo della tentazione dove l’orgoglio ti solletica

Ti fa sentire capace di fare da solo

Oppure anche la superbia questa è più fine nella stupidità

Allora, il venire dietro a me, diventa asfissiante

Oppure l’ansia dove il controllo è forte e non ti fa vedere la strada

Chi sta davanti a te, deve essere superato, perché non ti permette di vedere

Fa ancora peggio non ti sa dare risposte ai tuoi perché, quindi è da superare

Comincia l’inquietudine e tu vuoi salvare la tua vita dall’altro

Sorpassi il Maestro e vedi che sei pure più bravo

Esci fuori dal sentiero battuto e pensi nella tua megalomania

che hai preparato un nuovo sentiero per gli altri

e il sentiero di prima era pericoloso mentre il tuo è il migliore

Il sorpasso, il nuovo sentiero è come salvare la propria vita

Invece è egoismo che ti spinge a lasciare l’amore

E batti zone a te sconosciute dove ti perdi e non riesci a trovare la vita

L’orgoglio ti vieta di chiedere aiuto

La superbia ti fa sentire superiore a tutto quasi invincibile

L’ansia come una mosca di di questi tempi,

che girano a vuoto perchè malate

se ci fate caso toccano sempre la stessa parte del corpo per questo noiose

Dice il Signore per mezzo di Isaia

Ritornate a me su trattiamo…”

Se Dio è Dio e si umilia con te e vuole trattare

Perchè tu non esci e riprendi in mano la tua vita perdendola nell’amore?

O forse pensi che Dio deve fare così se non perde i clienti?

Ci perdi tu se Dio si umilia davanti a te e ti chiede di trattare

Umiliati davanti a Lui e riprendi la tua relazione d’amore

giovedì 14 novembre

Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi! Lc 17,20-25

Come fai a vedere il regno di Dio, mentre vedi intorno a te solo macerie ?

Ognuno di noi ha una visone di regno a secondo di ciò che ci suggerisce la parola regno

Il Regno è un piccolo seme che tuo cuore può accogliere e fare di quel seme un albero

Il Regno è un po’ di lievito che si perde nella farina tu sei quel lievito che si perde

Il tuo perderti nell’amore di chi ti passa accanto porta il Bene

Il Regno è la lampada che arde e da luce

Quante lampade umane si consumano e danno speranza con il loro dolore?

A te fa male vedere quella sofferenza

Ma chi è smarrito trova la via della speranza

Il Regno sono i doni che un Re da e chi li riceve li investe

Il Regno non ha una struttura monolitica pesante

E’ come prendere un pezzo di pane immerso nel vino

Ha l’esperienza del vino invecchiato nel buio di una botte

E il sapore del pane appena sfornato

Il vino che allieta il cuore dell’uomo

Il pane che da forza nel cammino

Se metti gli occhiali dell’amore vedi intorno a te tracce del Regno

Ogni piccolo gesto d’amore, nascosto agli occhi del mondo

Dio lo utilizza per il Suo Regno

mercoledì 13 novembre

Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce,

e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo.

Era un Samaritano. Lc 17,11-19

Una vera relazione d’amore ha il senso della gratitudine

Diamo per scontato ciò che Dio deve fare con noi

Ma noi nel nostro andare non ci fermiamo per tornare indietro

Dobbiamo arrivare al tempio un edificio fatto di pietre

Dobbiamo andare avanti nel realizzare le nostre quattro carabattole

Ma non torniamo indietro come questo Samaritano

Lui Riconosce che è guarito e ringrazia Chi l’ha guarito

Noi pensiamo che siamo convertiti

Non abbiamo bisogno di ritornare alla fonte della guarigione

di incontrare chi ci ha guarito abbiamo bisogno di essere sanati ma non di guarire Dio ha fatto il suo mestiere ci ha sanati ha fatto il miracolo Ma siamo molto lontani dalla relazione di gratitudine e riconoscenza Le nostre relazioni opportuniste non ci permettono di rendere grazie Tanto Dio non ha bisogno del grazie

E gli altri nove dove sono?”

Questo peccato di superficialità non ci permette di guarire Sanati nella carne ma lo spirito è lontano dal rendere grazie Passiamo la vita di credenti ordinari che fanno il loro dovere

Costoro non canteranno mai il loro magnificat Perchè ciò che Dio ha fatto per loro è un atto dovuto

Ciò che loro fanno con Dio è un atto dovuto

Questa relazione naftalinica sa di morte

non è viva è un piattume da quattro soldi

Dove la gratitudine nel dare e nel ricevere è un puro formalismo

E gli altri nove dove sono?”

Gesù si meraviglia dell’uomo che ama

E si accorge a Sue spese della sua ingratitudine

martedì  12 novembre 

Pastorale della zappa

Ora la nostra gente soffre

Ieri pioveva e bussa alla porta una nonna con il nipote

Questo bambino ha cinque anni è stato buttato fuori dalla scuol Perchè picchia i suoi compagni e le maestre l’hanno sloggiato La nonna è venuta da me disperata Pensa che il nipote ha qualche problemaE’ la seconda volta che viene, e sempre per il solito motivo Questa volta l’aveva combinata grossa Lo guardo e non ho niente da rimproverare Mi abbraccia e mi dice mi manca la mamma La mamma è scomparsa Ma che gli vuoi dì a un fringuello triste

Ho pensato ai vari orfanatrofi dove sono stato non ultimo quello di Calcutta

Ieri davanti a me la nostra gente che soffre

Forse la giornata uggiosa che metteva tristezza Ho visto la solitudine di questo fringuello con la nonna

Una mamma non la puoi dare è insostituibile

Vedere gli occhi smarriti di chi chiede di avere la mamma

Mi sono sentito venire meno

E’ vero davanti a tanta sofferenza innocente Cominci a chiedere a Dio pensaci tu Oggi e tra poco incontrerò solo la nonna per capire qualcosa E’ un po’ preoccupata perché pensa che anche oggi sarà buttato fuori dalla scuola Dietro questo nostro benessere c’è morte e solitudine Ai miei occhi questa sofferenza sta diventando quotidiana Credetemi fa soffrire vedere la sofferenza vissuta da soli Almeno negli orfanatrofi c’è la gioia dei bambini che giocano

Cosa fa un fringuello pieno di vita ?

Io so che è da solo con la nonna mentre vuole la mamma

lunedì 11 novembre

Pastorale della zappa

E’ domenica, la messa è finita ,vado a preparare il pranzo.

Quando mi chiamano:” una persona ti aspetta in chiesa”

Vado, è una donna che piange, mi avvicino è una mamma.

E’ confusa vuole parlare e dire il suo dolore

Ascolto le dico qualche parola e poi la benedico

Va via, è un andare senza meta andrà sicuramente a casa

Quell’andare è di chi non sa quello che deve fare

E’ un camminare stanco e affannato, prende la macchina e va

Questa settimana mi sono capitati almeno quattro casi

Gente confusa che vuole avere a che fare con Dio

Prima capitava di vedere poveri che avevano bisogno di cose

Oggi c’è un’emergenza molto più sottile e profonda

Ci sono poveri che hanno tutto e anche la morte nel cuore

Tu non ti accorgi di questi poveri non sono arroganti

Questi poveri sono umili e piegati nel loro dolore

Cercano con gentilezza un aiuto

Sono disperati e cercano Dio

Questi mali invisibili che rendono la vita impossibile

Fanno andare senza meta

La chiesa è l’unica tenda che accoglie e da ciò che ha di più caro “Dio”

Basta l’ascolto la benedizione e una parola buona….poi Dio fa tutto

Ti vedi questi poveri ritti che prendono il loro cammino

C’è il grido senza voce nascosto e non ti accorgi

Perchè chi porta questo dolore è isolato e oggi si pensa alla quantità

Grazie Signore tu ci ami personalmente e ci chiami per nome

Nel dolore chiami questi figli personalmente e loro cercano la vota

venerdì 8 Novembre

Pastorale della zappa

Il desiderio di tutti è trattenerlo in modo privatistico

Lui quando era con noi si è fatto uno di noi

Quando è risorto ci ha portati nel seno del Padre

Guai a quell’uomo che lega a se le persone

Ogni creatura non ha potere sulle creature

Se è nella verità deve fare come Gesù

Vedo tanti maestri e pochi testimoni

Vedo tanti piccoli appezzamenti e nella chiesa

Tanti capi che si fanno il loro orto presumendo di essere il Cristo

Vedo nuove congregazioni almeno così dicono con abiti colorati

Sembra la fiera di carnevale e nessuno che lavora nella vigna del Signore

Questa presunzione di pensare di essere proprietari di messaggi o visioni

Mi fa pensare alla Maddalena che vuole trattenere Gesù

Lui parla di Dio vostro e Padre vostro Lui solo può dire “figlio mio”

Noi dobbiamo dire “Padre nostro” come Gesù ci ha insegnato

Gesù della fede e della verità vuole che noi non ci appropriamo di Lui

Ma viviamo per Lui tutti

Non giudico gli amanti della Sposa ma ricordo che siamo amici dello Sposo

Non voglio polemizzare con quelli che sono pieni di Spirito Santo

Ma chiedo almeno di imitare lo spirito del Signore che si è fatto piccolo in noi

È in questa povertà che sta la vera fede in chi non vuole trattenere Cristo come proprietà privata

giovedì 7 Novembre 

Pastorale della zappa

Oggi manca il Tu in cui ti puoi abbandonare

Ramingo e solitario cerchi la felicità

Non la trovi fai sforzi per essere perfetto

E poi ti trovi da solo

Ieri è venuta una ragazza buddista a cercarmi

Abbiamo parlato aveva fatto tante tecniche per elevarsi

Ma non aveva nessuno in cui perdersi

L’amore non esisteva e sola è venuta da me

Sperava che le insegnassi una tecnica e le ho detto:

che potevo farle conoscere una Persona

Mi ha detto: che conosceva Dio perché battezzata

e le ho chiesto di scoprire questo Tu che stava in lei

Invece di fare tecniche autoreferenziali

che la portavano a disperdersi

Quanta paura in quegli occhi ?

Non c’era il Tu

Aveva girato a vuoto cercando la felicità

E si è dispersa in mille rivoli

Così è per molti cercano e non sanno che il Tu aspetta

Devi solo farti trovare da Lui

Invece di incaponirti da solo a cercare qualcosa che ti isola

Basta un tuo cenno e Lui si presenta a te

E’ la fede che ci fa credere nella Sua presenza

E’ la fiducia che ci fa aprire la porta e farci trovare da Lui

E quando questo avverrà la gioia sarà piena

mercoledì 6 Novembre 

Pastorale della zappa

Ieri mattina dopo la messa mi arriva una ragazza esile vestita di nero

Il sorriso era triste

Ascolto la sua storia e dopo un po’ le ho fatto una domanda

Hai mai visto il bello davanti a te ?”

Risposta

Ho paura del bello”

Per un attimo ho visto la sofferenza di un’anima

Questa anima aveva vissuto tanta di quella sofferenza

Che il suo grido si era fermato come un tappo alla gola

Nello stesso tempo vedevo la sofferenza di Dio

Che cercava quest’anima che non era mai partita

Perchè gli uomini con la loro violenza avevano impedito il suo andare

Anche Dio grida il suo dolore:

Non fare del male a mio figlio è tuo fratello

Il grido fermato alla gola della ragazza mi diceva :

Violenza fin dal seno materno ho solo esperienza di morte

Ho visto il sole che non mi riscaldava aveva una coltre nera

I suoi tramonti rossi erano incendi devastanti

Le sue albe rosacee sangue vivo

Leggo la parola amore e non ho mai fatto esperienza

Ecco la società di morte che si presenta

Dio spinto ai margini e per Lui c’è il filo spinato

Figli incarcerati immobili perché pieni di paura del bello

E’ una scena raccapricciante e potrebbe far disperare

Invece no :

Per togliere il filo spinato basta volerci bene come fratelli

In modo che Dio possa entrare nella nostra vita

C’è una sete d’amore di cui tutti siamo bisognosi

Ma pochi sono coloro che rinunciano a bere per dare acqua agli altri

Chi vuole conservare la vita la perderà

Chi perde la vita per amore la troverà perché nasce nel cuore degli assetati

martedì 5 Novembre 

Pastorale della zappa

Quando gli chiedi qualcosa Lui la da con i suoi tempi

Non stare a chiedere giocattoli come fanno i bambini

I giocattoli degli adulti sono diversi

Sono proporzionati alle eta :soldi potere successo e altro ancora

Scandaglia nel profondo di te e trovi desideri nascosti

E proprio quelli Lui vuole soddisfare

Tanto che nel vangelo trovi questa espressione:

A coloro che chiederanno lo Spirito santo sarà concesso

Credimi non è poco Lo Spirito Santo è la vera Guida che ti fa andare

Perchè suscita in te la vera ricchezza

Il Padre disse a Salomone chiedimi :

Salomone chiese la saggezza, non è poco

Salomone voleva regnare secondo lo Spirito di Dio

Come vedi chiedi esprimi i desideri profondi del cuore

Dio ti darà quello di cui hai bisogno

Quello che ti serve lo puoi costruire anche tu da solo

E’ bene che continui a dire il Suo amore per te

Quando dici nel dolore Lui si è dimenticato di me

Si può dimenticare la madre del suo piccolo ?”

Cosi il tuo Creatore non si dimenticherà di te”

Sotto il Suo sguardo discreto e vigile ti guiderà alla Verità

Egli si chiama Misericordia e amministra la giustizia

La Misericordia è Lui stesso

La giustizia gli diamo noi il metro

Bussò alla porta di una parrocchia un povero che non aveva niente

aveva bisogno di dormire, il parroco gli disse stai qui tre giorni e poi vai via

Mori un giorno il parroco e andò in paradiso

Il Signore gli disse stai tre giorni e poi vai via

Quando il samaritano diede i soldi per due giorni con la promessa

che se l’oste avesse speso di più il terzo giorno quando Lui passava

l’avrebbe rimborsato Cfr Lc

Quello che spendi per il povero Dio pagherà il suo debito a te

lunedì 4 Novembre 

Pastorale della zappa

Sai dove sei arrivato

Ma non sai dove stai andando

E’ quello che succede quando si vive la vita a scampoli

Viviamo più l’attesa e già la sera della vigilia tutto muore

Tutte le volte che ci mettiamo in viaggio

la preparazione è bella poi arrivati alla meta arriva anche la noia

Ma tu dove stai andando?

Non lo sai e il velo della tristezza ti avvolge

Fai digiuni, fai un sacco di cose anche nuove

Ma dove stai andando?

Non ti agitare eppure questo ti serve per essere vivo

Alienati nel lavoro questo ti serve per poi sentirti vivo

Come vedi sono tutte cose appiccicaticce

Durano il tempo dei fuochi d’artificio

C’è qualcosa o Qualcuno a cui vuoi consegnare la vita?

Hai un compagno di viaggio che ti fa vedere chi sei ?

Hai un amico la cui relazione è libera e profonda e non ti fa sconti ?

Io conosco Uno

Che non si propone ma ti aspetta

Uno che non pensa che tu possa essere cattivo

Uno che non ti chiede di essere alle Sue altezze

Ma se tu ti abbandoni ti porta al settimo cielo

Uno che vuole essere amato da te senza giudizio verso te

A Lui non interessa quanto lo ami o come lo ami

In questo è molto rustico

Perchè il Suo amore gentile ti copre nel tuo essere più profondo

A domani se Lui vuole ti racconterò il resto

mercoledì 30 Ottobre 

Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Lc 13,22-30

La vita dipende da come la vivi

Passi la vita a meritare di essere amato

E ti presenti alla porta stretta con le credenziali meritorie

Non entri è sicuro

Passi la vita a dare per poter essere amato

Fai un errore e ti scartano ti disperi e ti scoraggi

Non entri è sicuro

Passi la vita a fare del bene e poi ti accorgi

Che il tuo bene era interessato

Non entri è sicuro

Ci sono tante sfumature del non amore

Che se vai a vedere sono impedimenti per entrare

Cerchi la salvezza e la vuoi anche pagare

Ci provi e ti sottometti a degli sforzi inumani

La porta stretta non la troverai mai

Perchè la tua vista non va al di la del tuo ombelico

L’amore nella sua bellezza ha dalla sua l’umiltà

Si espropria e da senza misura

L’amore diventa piccolo per amore del Suo Signore

E confida in Lui e allora nella ressa di entrare per la porta stretta

Viene chiamato “ Ehi tu piccolo vieni ed entra”

E passando in mezzo agli altri entra alle nozze

Se noi conoscessimo le altezze a cui Dio ci chiama

Staremmo sempre con gli occhi al cielo

e i piedi ben piantati in terra

martedì 29 Ottobre 

A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape

A che cosa posso paragonare il regno di Dio?

È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, Lc 13,18-21

Dio ha un’ economia diversa dall’uomo

Sia nei parametri delle dimensioni e sia nelle quantità

E’ nato per voi un bambino che vi salva”

Chi si affida a un bambino nato in una mangiatoia ?

Il seme di senape viene gettato in un giardino e diventa un albero

Cristo viene sepolto in un giardino dopo la crocifissione

Si sa che l’Uomo della croce morto in modo ignobile e scartato

Porta in se la vita che non muore sull’albero della vita

Nella scrittura ci sono molti di questi esempi di economia di Dio

L’economia di Dio ha delle vie obbligate

La via dell’umiltà si vive nella quotidianità del giorno per giorno

La via della povertà dove il dono è bellezza e ricevere è grazia

La via della pazienza dove il patire fortifica e rende saldi nelle decisioni

Come vedete questo si oppone :

alla mondanità dove la visibilità l’ostentazione diventano fuochi d’artificio

All’orgoglio dove l’altro non esiste se non per essere offeso

Alla prepotenza atteggiamento di chi prende e non da

Tutto ciò ci fa poco credibili

lunedì 28 ottobre 

Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli….Lc 6,12-19

Dopo una notte di preghiera chiamò Dopo essere stato con il Padre in preghiera chiama i discepoli Li chiama per farli comprendere la bellezza della figliolanza

Siamo prima figli e dobbiamo imparare a crescere in questa figliolanza Uno che non sa di essere figlio non potrà essere mai discepolo Chi ha la presunzione di sapere già tutto E rifiuta il suo essere discepolo non potrà essere mai apostolo Perchè il discepolo impara dal Figlio come essere figlio Perché Figlio ci da la conoscenza della bellezza paterna E’ il Padre l’origine da cui viene ogni cosa E’ nel seno del Padre dove il buio della notte riempie il cuore del Figlio E il Figlio da a noi uomini ciò che E’

Lui vive dell’amore del Padre e a noi da Il Suo amore per il Padre Questi discepoli, dopo che sono stati con il Figlio, vengono inviati Si chiamano apostoli Tutti noi siamo chiamati ad essere apostoli Perchè l’amore che portiamo nel cuore per il Padre e il Figlio Ci spinge ad andare verso Quella spinta che abbiamo dentro la Luce La fiamma si vede perché la candela arde Gli apostoli portano la Luce, quella vera che illumina ogni uomo Il loro non è proselitismo ma il grido di Paolo:

Guai a me se non evangelizzo”

Perchè è l’amore verso il Padre Che ci porta alla condivisione Una volta condiviso si va via Come è successo a Maria dopo che Lei ha detto il suo Si

Dice Luca nel vangelo “ L’Angelo partì da Lei”

Dio non ci lascia si fida di noi

E noi viviamo di questa Paternità

Altrimenti creiamo gruppi settari che credono di essere loro dio E oggi ci sono troppi eletti secondo la carne del potere E pochissimi sotto l’azione dello Spirito Santo

Che ascoltano il grido del Padre che soffre perchè i figli si perdono Per l’economia di Dio è sempre il piccolo il poco il povero che vince

venerdì 25 Ottobre

«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”,

e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade.

Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?

E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Lc 12,54-59

Quando il vento viene da ovest porta acqua

Quando viene dal sud caldo e quando si ferma acqua con polvere

C’è il tempo che determina le stagioni

C’è il tempo in cui sappiamo quando seminare

Gesù ci domanda :

Come mai non sappiamo discernere il tempo opportuno?

Il tempo opportuno è quando vengono fuori i conflitti

Ed è nelle conflittualità che il male viene fuori

Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta,

comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi;

profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. Ef 5,15-16

Il tempo opportuno è per agire, quando i giorni sono cattivi

Non è che cercando di stare bene rimani tranquillo

Perché corri il rischio di andare di male in male

Se uno non conosce di avere sentimenti cattivi

Vuol dire che li rimuove li rivive senza accorgersene

Le situazioni cambiano e il negativo lo sommerge

Spera in una felicità inesistente

Se uno riconosce di avere sentimenti negativi

Comincia a ragionare e a dire Signore Pietà

Ha capito in se che c’è una lotta spirituale da sostenere

Quando si aspettano tempi migliori c’è una finta pace

Che ci immobilizza e ci fa dire tutto tranquillo

Tranquillo morì e non seppe mai il perchè

Il male quando ci sta davanti è il momento per darsi da fare

E se nel fare cadi, meglio cadere che fare finta di niente

Ricordiamoci il massimo bene l’abbiamo ricevuto dall’Uomo della Croce

Quando abbiamo ammazzato Dio

Lui ci ha dato la vita vera

Signore Gesù con la tua croce hai redento il mondo

mercoledì 23 ottobre

, conoscendo la volontà del padrone,

non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; …….,

non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. Lc 12,39-48

La legge non ammette ignoranza

E la giustizia non conosce l’amore

Allora la mediocrità risponde faccio come mi pare

C’è un conoscere che mi invita ad andare oltre

E’ quello di conoscere la volontà del Padre

Tanti conoscono la Scrittura e non se stessi

Allora enunciano denunciano,

ma poi non sanno entrare nel mistero della propria esistenza

Tanti conoscono la morale con i suoi ritmi

Li vedi affannati nella conoscenza di se stessi

E fanno una scelta, “meglio pagare il biglietto”

e avanti nella superficialità

Tanti cercano una relazione con il Padre

ma non sanno entrare nel silenzio della vita

E si bevono il cervello, lasciando il cuore nella sterilità

Come vedete poiché non conosciamo avremo poche percosse

Allora la conoscenza ci impone a coniugare questi due verbi:

Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dio Gv 6,69

E’ il credere di chi conosce se stesso,

perché si confronta nella relazione con Lui

E’ questa conoscenza che ti porta davanti al Padre

E non ti fa dire di Lui che è misericordioso

Perchè Dio non è misericordioso

E’ Misericordia

E’ troppo grande questa conoscenza

Che già dire Misericordia e non approfittare di questo amore

Vuol dire che riceverai poche percosse

Ma la vita te ne da tante perché non hai voluto essere abbracciato da Misericordia


martedì 22 ottobre 

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli;                                                                                                                                                                                                                                                                                   in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».
Lc 12,35-38

Il padrone si fa servo dei suoi servi

Pur stando fermi nell’attesa sono pronti

Pronti per accogliere chi arriva

Pronti per partire e fare luce a chi deve andare

Questa immagine dei servi svegli è bella

Lo Sposo che arriva dalle nozze e si mette a servire

E’ come se volesse gioire della nostra umanità

Visto che ci ha regalato la Sua divinità

E se ci trova svegli nel mezzo della notte beati noi

È nella notte buia dove la solitudine regna Che Lui si fa presente e ci fa compagnia

E se ci trova svegli verso la fine della notte dove il sonno fa capolino

Lui dona se stesso perché abbiamo vegliato con Lui

Non lasciamoci cadere le braccia come rassegnati

Perchè la lanterna fa luce finché arde

Altrimenti è un coccio da buttare

lunedì 21 ottobre

E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché,  anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Lc 12,13-21

Quando la vita è legata alle cose da possedere Il salto di possedere gli altri è molto vicino E si cade nell’idolatria dove l’io ha ragion di essere solo se prende Allora la giustizia diventa la stampella della ragione E’ la cupidigia l’inizio di tutti i mali Far dipendere la vita dal possedere Ingolfa il cuore di cose Tanto che la sua forma è come un salvadanaio La stoltezza del possedere acceca la vista L’uomo ricco pensa di vivere fino a quando i suoi beni non finiscono L’uomo vuole dividere i beni con il fratello e chiama Gesù in causa Queste due forme di stoltezza portano fuori strada La prima ti fa pensare che sei eterno e puoi godere di tutto La seconda ti fa usare Dio a comodo tuo e ti metti in una situazione mondana dove la forma è vera idolatria Noi siamo chiamati a evitare questi inganni che non ci permettono di vivere la nostra fede nella purezza Ma il viscidume che ci avvolge ci fa essere più accettati Scappa dalla cupidigia e ti salverai dai legacci Che una volta imbrigliato ti portano al vizio

venerdì 18 Ottobre 

Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione.

Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della seduzione. Sir 2,1-2

Quando fai il male lo fai bene anzi non ti accorgi neanche di farlo

Le difficoltà cominciano quando vuoi fare il bene che lofai male

La tentazione è quella di perdere la fiducia e la costanza

E’ la tentazione il luogo della sconfitta o della vittoria

Nei colloqui quando il bene si propone

La domanda nasce spontanea di chi vuole cambiare vita:

Come faccio a fare il bene?”

Nell’anima della persona mille dubbi mille perplessità

Lo scoraggiamento dietro la porta che abbatte inesorabilmente

E’ proprio lì in quella tentazione la conferma del bene

Che l’anima comincia a capire che ha imbroccato la strada buona

Allora la tentazione è un’ occasione per andare avanti

La scelta è facile da prendere portarla avanti con costanza che è dura

Gesù prima del suo battesimo ha fatto la fila con i peccatori

La scelta di Dio è stare con i peccatori e salvarci

Poi come l’ha portata avanti tutti conosciamo come ha fatto

Con volto deciso si avvia verso Gerusalemme

Arriva sull’altare della nostra salvezza la Croce e la Resurrezione

Per noi le tentazioni dopo la scelta sono tante

I dubbi che ci minano e ci fanno ripiegare su noi stessi

E’ proprio li non ascoltarli e procedere con passo sicuro

I compromessi dove mettiamo verità e menzogna

E cerchiamo di dare una soluzione e l’inquietudine aumenta

Cambiamenti di scelte che fanno di noi gente senza onorabilità

Dio quando ci ha scelti peccatori ha onorato la scelta con il sangue

Lo so è difficile portare avanti le scelte fatte

Forse devi verificare che la scelta fatta non l’hai fatta nella serenità

L’hai fatta nella violenza e nella rabbia

Figlio ricordati che le scelte vanno fatto quando le cose vanno di bene in meglio

perché tante volte le scelte sono via di fuga

E invece di vivere nella pienezza vivi di surrogati di bene

Questo è il grande inganno che ti fa essere mediocre


giovedì 17 ottobre 

Pastorale della zappa

Non farti rubare Dio

Basta poco e tutto va in fumo

Solo perché sei stato dietro alle cose

Ti sei attaccato alle cose che avevi lasciato

E le cose ti governano ora

Avevi fatto tanta di quella fatica a non giudicare

Poi ti sei trovato in un intreccio di relazioni malate

Hai smarrito la fiducia e ti sei chiuso nei tuoi pensieri

Pensavi di essere forte e di volare alto

Ti sei accorto come l’uccello che ha la zampa legata

Spicca il volo, ma poi ritorna giù

I pensieri a cui ti affidavi erano passioni nascoste

Allora scoraggiato ti sei arreso

Dio è scappato No!!! Dio è fedele alle promesse

Tu lo hai smarrito nei meandri dei tuoi pensieri

Che ti hanno fatto perdere nella melma delle tue passioni

La tua supponenza ti ha distratto visto che volavi alto

E ti sei fatto rubare Dio

Dio vola basso si incarna nel quotidiano

Voli troppo alto con il niente all’orizzonte

Perchè Dio lo trovi nel basso

Infatti “ Spogliò se stesso assumendo la condizione di servo” Fil 2

Non farti rubare Dio vola basso


Mercoledì  16 ottobre 

Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge,

che caricate gli uomini di pesi insopportabili,

e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!». Lc 11,42-46

Quì Gesù va duro con i dottori della legge

Perchè ?

Pesi insopportabili sulle spalle degli uomini

Sono tutte quelle minuzie , fatte di virgole

Che ingannano e rendono la relazione con Dio pesante

Sul mercato della pignoleria trovi molto di queste cose

In periodo di magra si serrano le fila

Affinchè attraverso discorsi forti e noiosi le pecore sono scappate

Ho trovato pecore disperse nel cuore perché minacciate

Minacce di questo tipo :

Se vai via da noi, andrai all’inferno”

Ti devi impegnare di più altrimenti Dio ti abbandona”

Poveri cristiani entrano per liberarsi e si trovano con la corda al collo

Perchè le leggine fatte dagli uomini diventano una corsa ad ostacoli

E le pecore si azzoppano, vanno lente e appesantite

Gesù dice:

il mio giogo è leggero” spero che l’abbiate ascoltata questa parola

Come può il giogo essere leggero?

E’ un pezzo di legno massiccio che viene messo sul collo di due buoi

Che devono arare

In un anello del giogo c’è Gesù e nell’altro anello ci sei tu

Gesù ara con te, il peso del lavoro che spetta a Gesù lo porta da solo

La parte che spetta a te la divide a metà con te affinchè tu non soccomba

Lui ara con te nel terreno della tua vita

Non fa le leggine fregarole per ingannarti

Il peso lo porta con te

Spero che tu te ne accorga che Lui ara con te

E non ti fa fregare dagli scienziati odierni

Anche loro come quelli antichi mettono pesanti fardelli sulle spalle

E loro non li toccano nemmeno con un dito

Martedì 15 ottobre 

Pastorale della zappa e Vangelo

E’ tempo delle mele Capita di trovare delle belle mele grosse e rosse Gli occhi corrono subito e il cervello ti dice di comprarle Le porti a casa e quando le tagli ti trovi che sono marroni dentro Perfette all’esterno, ma dentro sono necrotizzate Se poi le tagli in maniera orizzontale vedi due cerchi concentrici Uno interno marrone che prende anche il frutto Un altro esterno bianco, ma che è compromesso E la mela la butti via Per dare quella veste esterna a quella mela è stato un lavoro duro :

Le reti antigrandine, gli antiparassitari, tutti gli anta… per farla perfetta Non hai comprato la mela piccola perché brutta Aveva forse sulla buccia qualche macchia, costava di meno Eppure quella mela è dolce , dentro la pasta è bianca, il frutto è nitido e ha contorni definiti

Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto,

ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria.

Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno?

Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

Lc 11,37-41

Passiamo la vita a mostrarci perfetti ,consumando vista e il cervello, affinché gli altri ci vedano Superbi abbastanza da non essere presi di mira, Pieni di ego per farci accettare e questo lo facciamo con gli uomini Qualcuno lo fa anche con Dio, perché non ricorda la Parola che recita così:

Signore con l’uomo buono tu sei buono

Con il perverso tu sei astuto cfr Salmi

Fai tutto sto casino e non dai in elemosina per il regno :La tua dolcezza, la tua bellezza costruita sulla tua sofferenza perdi tempo a costruire relazioni effimere e perse in partenza invece di animare con il tuo sorriso e la tua gioia la vita Guarisci il tuo cuore che si sta necrotizzando Con questa medicina : umiltà Sei oftamicopatologico metti gli occhiali dell’amore E darai sapore alla tua vita e intorno a te

Lunedì 14 ottobre

Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. Lc 11,29-32

Passiamo la vita a cercare segni e non riusciamo a capire la realtà Fino a quando cerchiamo segni personalizzati che ci esaltano Siamo fuori dalla figliolanza di Dio Fino a quando cerchiamo segni che ci confermano
Tutto il mondo gira intorno a noi e siamo fuori della realtà Chi nei segni cerca la propria realizzazione
Vuol dire che non ha un contatto con se stesso L’unico segno che dobbiamo guardare è la morte e resurrezione di Cristo Perchè ci mette difronte alla realtà dell’amore Se il segno dell’Uomo crocifisso e risorto Non ti da niente sei molto lontano dalla fede e dall’amore Se vuoi cercare un segno Lui te lo da :

Il segno della piccolezza

Il segno del servizio

Il segno della povertà

Il segno di espropriarsi

Il segno della libertà

Quanti segni sparsi davanti a noi che ci portano al Suo amore Ma forse noi cerchiamo segni che esaltano il nostro ego

Venerdì 11 Ottobre

…alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni».

Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Lc 11,15-26

Al versetto 14 il Signore ha fatto un esorcismo

Ha scacciato uno spirito muto

E ci sono questi che la sanno lunga che dicono:

Gesù scaccia il male con il male”

Queste affermazione non vengono dalla gente comune

Ma vengono dai teologi gente che ha studiato e conosce la scrittura

E’ la stessa pantomima che si ascolta oggi fatta sempre dagli scienziati teologi:

Il diavolo non esiste “ non faccio nomi perché grandi intellettuali

Io mi occupo della zappa

Ecco il demonio muto che non vuole parlare

Ma fa parlare di parole menzognere coloro che gli sono amici

Noi miseri mortali la verità la impariamo giorno per giorno e chi ha l’arroganza e la presunzione di saperla non sa che Dio nasce ogni giorno in noi E piano piano come un Padre buono ci accompagna a conoscere

la cosa più bella di questo Padre è che tutti i giorni ci istruisce Ci porta per mano nella conoscenza e grazie allo Spirito Santo ci unisce nell’amore e ci riconosciamo fratelli e figli del Padre

Dio non ha tempo per parlare alle folle, perché parla a ciascuno di noi

Tutti coloro che hanno le certezze e le verità nella loro malizia negano l’evidenza dei fatti

Gesù con questa espressione “ Un regno diviso in se stesso va in rovina”

Questa gente con le loro certezze false e ipocrite portano divisione, portano Satana

Giovedì 10 Ottobre 

Pastorale della zappa
Sulla tua parola getterò le reti cfr Luca
Pietro ha fiducia e fa una pesca abbondante
I 10 lebbrosi vengono mandati a Gerusalemme e
lungo la via sono sanati perché hanno fiducia
Oggi ci sono tanti stressati è perché non hanno fiducia
Tanti lebbrosi isolati che non hanno fiducia
Oggi la Parola non ha un valore
Ho il ricordo nitido quando da bambino  Sono
andato al mercato delle bestie con un mio padre Ho
visto fare una compravendita tra due Che
per stipulare il contratto ci si sputava nel palmo della mano ci si dava la mano quella parola data rimaneva sigillata nel contatto Nessuno poteva cambiare 
E’ bello avere fiducia
Siamo tutti lebbrosi ma per dare fiducia vogliamo le prove
Sia Pietro che i lebbrosi hanno obbedito alla parola e hanno avuto fiducia 
Siamo lebbrosi e stanchi perché non ci fidiamo di Dio, di noi  e degli altri 
Così si fa una vita da paurosi e diffidiamo di tutti
Passiamo una vita ad escludere i pericoli
La morte è la mancanza di fiducia
Solo l’amore da fiducia e vita
Fino a quando uno non ha fiducia nell’amore chiede sempre prove E più prove chiede tanto più rimane infelice  perché non crede nella Parola
E’ proprio lì il punto dove c’è bisogno di camminare dietro la Parola
Nel cammino verso Gerusalemme guariscono i lebbrosi
Nel gettare le reti dopo una notte di lavoro si prende il pesce Non lasciarti cadere le braccia con la paura Abbi fiducia e la felicità altro non vuole che  donarsi a te Non
dar retta alla paura con i suoi calcoli Perchè
la margherita quando le togli i petali è
brutta da vedere Non fare della tua vita una bruttura

Mercoledì 9 ottobre

Lc 11,1-4

Una relazione costante fatta di piccoli atti

Recitata con parole semplici

Che parte dal cuore e arriva al cuore

Il silenzio è il luogo dell’incontro

Il perdersi nell’abbandono è sapienza

La relazione ha tempi diversi

La modalità è varia

Il tempo è presente ed è parte dell’Infinito

Nel parlare si dona ciò che uno ha dentro

Si riceve solo nell’ascolto sincero e aperto

Lui quando parla vuole incarnarsi in te

L’incontro non prevede un tempo stabilito

L’ azione è un frutto della relazione

I miracoli di questa relazione sono ordinari

Tocchi con mano la tua povertà

Guardi con gioia la Sua grandezza

Allora la tua preghiera è aperta alla speranza

La fede ti porta dove la ragione mette la mano sulla bocca

E sa che deve tacere

L’ amore si bea perché sta con chi ama

La preghiera

Martedì 8 ottobre

Pastorale della zappa

Stamani mi sono alzato con questa frase

La rugiada del mattino bagna i petali della mia anima”

Credo che sia un canto e il ricordo è sfuocato

Poi pensando alla preghiera di stanotte

E’ proprio così

Raggomitolato nel sonno e poi disteso dalla preghiera

Veramente l’anima prende forza e si apre

E’ la luce del sole che apre il fiore

E le gocce di rugiada all’apice del fiore scorrono con lentezza sui petali

Si possono fermare in diverse forme ovali a fuso o a bolla

Così l’anima quando si trova nella luce della preghiera

Si schiude e la rugiada che è grazia bagna i petali

Come il fiore con la rugiada affronta l’arsura del giorno

Così l’anima affronta la sua battaglia giornaliera

Veramente pregare è bello

Ritrovarsi a pregare dopo che l’anima si era accartocciata

E’ veramente rugiada la preghiera

L’anima ne percepisce la presenza e si bea davanti a Lui

Poi quando la luce colpisce i petali con le gocce di rugiada

I colori dell’iride in quella minuscola goccia esplodono

La bellezza si imprime nell’anima

Il silenzio della notte ti fa tornare a letto

E non si sa se è un inizio di giorno o fine

E’ il tempo al punto pieno

Lunedì 7 Ottobre

Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». Lc 10,25-37

C’è un mandato evangelico a cui tutti siamo chiamati:

Ad assistere a questo uomo che ci passa a fianco

ed è tramortito nel suo dolore

Va e anche tu fa così

Fare come il Signore che si avvicina e cura

Ci mette l’olio della misericordia per lenire il dolore

Mette il vino per purificare le ferite

Quanto amore è presente in questo Samaritano?

E’ uno che paga di persona o meglio che ha pagato di persona

Paga per il primo e per il secondo giorno

Il terzo giorno carissimo oste non aver paura

Al Suo ritorno ti ricompenserà con gli interessi

Dio quando ci chiede d’amare non ci fa fare brutte figure

Il debito d’amore che possiamo contrarre

Lo compensa con il centuplo

Eppure il nostro braccino corto non ci permette di andare oltre

Va e anche tu fa così

Il tuo vicino ha bisogno si generoso

Devi fare anche tu lo stesso come il Samaritano

E’ il nemico che ti passa accanto e che ha bisogno

Il nemico che si fa vicino sei tentato di farti prendere dal torcicollo

Ma non puoi è lì il tuo nemico che chiede aiuto

Se riesci ad amare quel vicino nemico hai svoltato nella vita

Le fibre del tuo cuore si sono irrobustite e si sono allargate

Poichè anche tu hai fatto come il Samaritano

Al terzo giorno Lui ti dirà :

Vieni benedetto dal Padre mio mi hai accolto nel tuo nemico

Venerdì 4 Ottobre 

Pastorale della zappa

Il gioco della danza e il gioco del lamento

Euforia di danza

Tristezza di un lamento

Dove gli stati d’animo hanno il sopravvento

E lasciano al cuore solo solitudine

Sia nella danza che nel lamento

C’è un giocare con Dio in tutte e due le situazioni

Dove l’anima condivide con il Suo Amato

La bellezza della danza per le cose belle

Il dolore della danza per le cose brutte

E’ pur sempre un danzare

Dove l’anima moltiplica la sua gioia nel dare gloria a Dio

E dove divide il suo dolore nel dare gloria a Dio

Dio è un Dio di compagnia moltiplica la gioia e divide il dolore

Forse un amico non fa la stessa cosa?

Anche l’amico fa la stessa cosa almeno…. dovrebbe

Con Dio è diverso perché il danzare è già un uscire da se stessi

E allora puoi entrare nell’Altro

L’Altro ti accoglie e ti comprende

Ti porta al Suo cuore e ti sana

Cura il male danzato perché non lo hai riversato su un Suo figlio

Gioisce con te perché Lo hai lodato per i miracoli accaduti sotto i tuoi occhi

Beato colui che sa danzare sempre davanti a Dio

Giovedì 3 ottobre

Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; Lc 10,1-12

Gesù ci manda come Lui è venuto, questo è il metodo Gesù è povero

 E’ stato mandato dal Padre e non ha tenuto per se la Sua divinità

Ha spogliato se stesso affinché noi fossimo ricchi di Lui

Per andare dobbiamo essere poveri di tutto anche di noi stessi

Qualsiasi armamentario abbiamo, anche quello più sofisticato

non serve, diventa un impedimento alla gratuità del mandato

I mezzi sono pericolosi, perché nella paura diventano i fini

E dimentichiamo di andare verso i fratelli come agnelli

E andiamo come lupi che vogliono il tornaconto

L’agnello è utile perché da la lana la carne

è ricco perché si lascia mangiare non prende da altri

Gesù è umile

Siamo noi che siamo degli stupidi orgogliosi autoreferenziali

L’amore si da perché è umile

Gesù non trattiene nessuno tra le sue mani ma si consegna per amore

L’umile si consegna all’altro nella pienezza del dono totale di se

L’umile si mette al servizio di tutti

Queste sono le condizioni affinché tu possa essere un agnello

E puoi andare con la forza dello Spirito Santo

Che brucia ciò che è pula e lascia in piedi la Verità

Mercoledì 2 ottobre 

Vangelo -zappa

Chi è il più grande nel Regno ?

Una domanda che mi vuoi fare Signore

Ti posso rispondere secondo la carne :

Il più grande è il più bravo

E’ di quelli che sa tutto

e si muove con agilità come un ‘anguilla

E’ di quelli le cui mani sono appoggiate sulla testa del fratello

Emerge spingendo in giù i fratelli

Tu, Signore prendi un bambino e lo metti al centro

Mi chiedi di essere come lui

Lo guardo gli giro intorno

Mi fa tenerezza

Il suo sorriso mi confonde

Non capisco questa tua mossa Signore

invece di stare Tu al centro metti il bambino

Ma che mi vuoi dì?

Su un bambino non ci si appoggia

E tu mi dici : “ Impara a servire i fratelli come servi a un bambino”

e ancora continui “Servi nella gioia, con mobilità di spirito sempre nuova,

cura un bambino perché ha bisogno di cure tuo fratello, non ti fa prendere dalla tristezza,

abbi le lacrime grosse del pentimento e come un bambino ricomincia sempre”

Ti potrei dire tante cose, spero che hai capito il perché del bambino al centro

Grazie Signore

Ora Signore mi spieghi il perchè da conversione?

La tua conversione è quella dell’adulto-bambino

Hai mai visto giocare un bambino con la fiamma?

E’ attratto vuole, toccare forse tocca si brucia, poi ritorna poi si ribrucia

poi si allontana e va giocare altrove, si è convertito e continua a giocare

certamente alla fiamma non va più, ma continua ad amare altro”

Tu invece quando pecchi :

Sul tuo peccato ci ritorni e ritorni fai novene e altro ma non ti sei convertito a lasciarlo”

Ami il potere di comandare fai notti in bianco, tu sai che per Me è importante servire,

e tu continui a non dormire di notte; eppure dici di amarMi, ti devi convertire lascia il sogno del potere, allontanati dalla fiamma come il bambino, e buttati nelle Mie braccia”

Gesù i tuoi insegnamenti sono semplici, io sono un uomo profondo

Sarà!!!….

Martedì 1 Ottobre

Pastorale della zappa

Ci hanno messo intorno al cuore un filo spinato

Dove non riusciamo più a vedere l’entrata

E l’uomo si espande con la ragione facendo voli pindarici

Confondendo la realtà con il virtuale

Tutto ciò diventa morte un io gassoso che esplode al tocco di uno spillo

Allora gli scienziati tutti pronti a fornire metodi tecniche o altre stupidaggini

Eppure in fondo al cuore c’è una piccola luce

A te che vuoi entrare in te taglia con amore quel filo spinato

Non occorre andare dagli scienziati

Quella luce ti racconta che sei amato da Dio

Quella luce ti racconta degli affetti umani che hai ricevuto

Ieri sera, dalla finestra della cucina, vedevo il sole rosso che tramontava

Al vederlo ho pensato alle cose semplici e belle che la vita da

E la fiammella prendeva ancora più forza nel cuore

Quanta ricchezza ha il tuo cuore e tu ti perdi all’esterno di te

Non disperderti entra in quella ricchezza che è tua

Non entrare nell’inganno che nasconde la verità

Tu sei vivo grazie a quella fiammella che continua ad ardere in te

Pensa contiene anche i sogni realizzati, le consolazioni ele attese con le risposte

Rompi quel filo spinato che ti distoglie da te e ti fa vedere niente

Hai una luce scalda le tue mani

Prendi la tua vita e da senso alla piccola fiamma

Così risplende la vostra vita davanti agli uomini

Lunedì 30 Settembre 

Pastorale della Zappa

Ieri sera mentre innaffiavo le piantine

E l’ombra spegneva i colori

Vedevo queste piantine con le foglie a penzoloni

Erano come le orecchie dei cani da caccia

Tante volte l’anima si trova ad avere le orecchie basse

Il buio l’avvolge e perde il colore della vita

Come le piantine penserà : “Il buio e il fresco mi aiuteranno”

Ecco l’acqua a sera tardi arriva e le piantine gioiscono

Il fresco della sera e l’acqua per bere e mangiare

L’anima si trova nelle stesse condizioni e si domanda?

Dio mi ascolterà?”

Il Signore ascolta il grido del povero e ha pietà del misero

che non trova aiuto

Ecco la consolazione è l’acqua dell’ascolto

Che Dio manda a coloro che lo invocano

L’anima anche se per poco riprende forza

Nel silenzio del buio si sente riparata

Vive il buio che spegne i colori

L’anima in quel buio ha speranza

e dice:

Il Signore ascolta mi ha dato da bere con la Sua grazia

E mi ha dato da mangiare il suo corpo

Rimane nell’ombra della sera

Dove il colore si spegne

Sa forte nel cuore che la notte passa

E Lui ascolta perché è fedele alla Sua opera creatrice

Venerdì 27 Settembre

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare.

I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?».

Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Lc 9,18-22

Se la domanda fosse fatta oggi avremo queste risposte

La folla risponde così :

Gesù un grande uomo

Gesù un benefattore dell’umanità

Gesù uno Yogi

Gesù è stato nel Tibet

Gesù un idealista

Gesù una brava persona

I cristiani di nome rispondono così:

Gesù ha portato l’uguaglianza

Gesù ha portato la giustizia

Nessuno può realizzare quello che dice Gesù

Gesù un amico

I preti come rispondono:

In teologichese

Discutiamo sull’eucarestia e non credono al cuore pulsate dell’ostia consacrata

Mostrano un Gesù vivace per attirare e poi ci muoviamo come uomini senza speranza

Parliamo dell’onnipotenza di Gesù e non crediamo alla provvidenza

Come potete notare tutte risposte dette per sentito dire

E’ questa la cultura dominante

dove la superficialità ha la meglio sulla conoscenza e l’esperienza

Tutto ciò toglie al Signore la Verità

Lui è vivo ed è presente in noi e in mezzo a noi, ci ha resi redenti

Ammazza la fede

Perchè non stimola la ragione a cercarla e fare esperienza

Distrugge la speranza

Perchè fa sposare i valori distruggendo la vera dottrina e facendoci dividere con le nostre ideologie

con pensieri vani

Io so che Gesù è vivo e opera prima di tutto in noi

Perchè la vera domanda è:

E voi chi dite che io sia ?

E tu?

Giovedì 26 Settembre 

Pastorale della zappa

Un fulmine al ciel sereno tale è il dolore all’improvviso

Brucia ogni cosa e quando è passato lascia il sereno

E’ così quando Tu vuoi far vedere il suo peccato ad un‘anima

E’ un bruciare dentro e viene da piegarti in due dal dolore

Però ci sei Tu che vigili affinché l’anima non si perde

Tutto sembra tranquillo nessuno intorno si accorge

Eppure l’anima anela a stare con Te

Non è tempo di promettere

L’anima sente il bisogno di un abbandono totale

Come una figlia che sa che è arrivata a casa

Grazie alla luce di quel fulmine che ha bruciato il marcio

E ha lasciato in piedi l’appartenenza a un Padre

Tale è la pulizia autunnale dell’orto

Lo vedi povero orto con le piante di ortaggi ormai secche

Hanno prodotto ora sono steppe in più la terra è secca

Con il piccone si va duro si prepara alla semina autunnale

E si pianta ortaggi invernali tutto è fatto manca l’acqua

Il sole di settembre è bello poi un fulmine a ciel sereno

Ed ecco arriva la pioggia leggera e bagna semi e piantine

E’ la grazia di Dio che arriva

quando l’anima ha bisogno di semina autunnale

Non è il bello della primavera

E’ il bello dell’autunno con un verde diverso

Martedì 24 Settembre 

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
Lc 8,19-21

Quante volte cerchi di avvicinarti a Gesù

Ma a causa della tua folla interiore non riesci ad avvicinarti

Si sa che la folla dei pensieri è scomposta e non ti fa capire niente

Tante volte la folla alza la polvere e non ti fa vedere

C’è un desiderio quello di Maria di vedere il Figlio

Maria sa come trovare il Figlio è nel suo cuore

Perchè si ricorda quando Lui è rimasto a Gerusalemme

Sapeva da sempre che quel Figlio non era solo Suo

I fratelli restano fuori e pensano che sia pazzo (cfr Mc)

Anche noi rimaniamo fuori pur desiderando di vederlo:

Per quelle volte che abbiamo delle aspettative

Quando in maniera arbitraria da soli poniamo delle condizioni alla relazione con Lui

Quando abbiamo la presunzione che ci deve rispondere

Quando la superbia la condiamo con la falsa umiltà

Quando lo interroghiamo e Gli suggeriamo le risposte

Siamo sempre fuori e non lo ascoltiamo

Fare casa con Lui entrare in quell’intimità

Dove le parole sono sussurrate all’orecchio

E l’ascolto riempie il cuore

Ma chi è madre e fratello di Gesù?

E’ chi fa carne nella sua vita la Parola

Maria ha ascoltato e la Parola si è fatta carne in Lei

Noi siamo fratelli di Gesù quando ascoltiamo la Sua parola

E questa diventa carne in noi

Lunedì 23 Settembre 

Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere». Lc 8,16-18

Signore facci essere botti piene di vino buono

Che ha passato il tempo nel buio della cantina

E in quel silenzio ha maturato il suo bouchet

E quando lo metti sotto il naso annusi qualcosa di buono

E quando lo bevi il cuore si rallegra

Signore non farci essere come quelle bottiglie di vino

Che si presentano belle e senza polvere

o con la polvere che non segna il tempo

Dentro non c’è vino buono perché non invecchiato

Serve per fare un botto e un po’ di scena

Infatti questo vino viene lasciato nelle bottiglie e buttato

Hai pagato la confezione ma poi è il niente

Tali cristiani sono sprint sulla scena e poi niente

Quando li vai a trovare in privato capisci e dici:

E’ tutta scena”

Qualcuno si accorge prima qualcuno dopo

ma se quel morire non avviene nel silenzio nel buio e nel tempo

Dai cristiani non uscirà mai vino buono

Tutto e subito non dai amore

e se vuoi riceverlo devi imparare ad accoglierlo

Come la luce già la parola luce ti fa capire cosa è

E la stessa luce non fa nessuna pantomima per fa luce

Venerdì 20 Settembre 

Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e … 1Tm 6,2-12

Dice Paolo :”Ho combattuto una buona battaglia, ho conservato la fede”

Arrivare verso il tramonto della vita con questa consapevolezza è bello

Come si conserva la fede ?

Certamente non si mette nella naftalina altrimenti sa di morte

Non si conserva sotto sale altrimenti brucia e rende arida l’anima

Non si conserva sottolio l’anima rimane molliccia e senza scheletro

Non si conserva sotto alcol la fede spiritata alterata la bellezza dell’ordinario

La fede nasce nel cuore di chi sa accontentarsi:

Sa di essere ricco perché gli basta poco

Sa di essere povero perché il suo metro non sono gli uomini ma Dio

Una lucerna davanti al sole si perde è l’anima che sa essere lucerna

La lucerna da luce ai tuoi passi specialmente nel buio è la fede

La fede non trova posto di chi attraverso la ragione sa tutto

Non pensare se ti trovi in chiesa hai fede

Anche gli animali li portano in chiesa ma non hanno fede

Ci sono alcuni che con ragionamenti pensano di essere profondi nella fede

Si incartano nei ragionamenti e restano fermi nel loro punto di vista

Perchè sono chiusi alla fede e al fratello

E credono di essere santi e ispirati Dio non ha tempo da perdere

Possono recuperare la loro originale bellezza nell’umiltà

Mercoledi 18 Settembre

Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli». Lc7,31-35

C’è un linguaggio sapiente di Dio

Che facciamo fatica a riconoscere

Passiamo la vita duettando con il bene e il male

Un po’ di bene diventa troppo e si scivola altrove

Il male quando lo facciamo ci giustifichiamo

E diciamo: “ Non ho fatto niente di male”

Un po’ una vita scialba e moralista

Se facciamo una piccola riflessione

Sulle prime due parabole di domenica scorsa

La pecora ritrovata viene caricata sulle spalle

La moneta viene trovata nella spazzatura

Non si dice che si convertono

Ma dice che Dio cerca chi si smarrisce

E viene a trovarci nella monnezza dove entriamo spesso

La sapienza è l’aspetto materno e paterno di Dio

La sapienza dice ancora è vero che i peccatori stanno vicino a Lui

Ma la parabola è detta per i giusti

E la conversione dove è ?

Quando i peccatori si convertono e quando i giusti si convertono

Dove è la sapienza di Dio?

I peccatori e i giusti con la conversione sono fratelli

E quindi sono figli che riconoscono la Sapienza di Dio

Una persona mi chiese se conoscevo badanti

e prima che potessi rispondere mi disse :

Non cercarmi immondizia che gira”

Gli risposi :

Mi dispiace io sono uno che è stato trovato nella monnezza dall’amore

materno di Dio”

Martedì 17 Settembre 

Pastorale della zappa

Piccoli miracoli di vita quotidiana

L’abbandono non è rilassarsi in Dio

Ci sono a volte dei pensieri che diventano ossessivi

E tu sei preda di quello che pensi e il cornuto si beve il cervello

Ti incarti e giri come un vortice su te stesso

E’ proprio lì

Che devi prendere tutte le forze che hai

Forse sono le ultime che ti rimangono

Parla con il Signore affidagli quei pensieri e le loroproblematiche

Affida te stesso a Lui

Farai un po’ tanta fatica

Perchè vuoi prendere in mano la situazione

Abbandonati ancora di più a Lui

In questo combattimento fai fatica a perdere il controllo a causa dell’ansia

Ma vinci questa fatica e piano piano

Il pensiero che ti assillava non lo ricordi più

Arriva come un miracolo la soluzione

E tocchi con mano che Lui ha lavorato

E’ nell’abbandono che tu ritrovi le persone che ami

E’ nell’abbandono che Lui ti indica la via

E mentre l’anima trova la pace e la sua realizzazione

Il corpo acquista più libertà

Come un miracolo arriva la soluzione e la consolazione

Lunedì 16 Settembre 

Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, ……. 1Tm 1,2-8

Quando chiedi non chiedere mai per te

Quando chiedi a Dio chiedi con amore

Quando chiedi a Dio chiedi con fede

E’ la tua fede che da il permesso a Dio

Di realizzare la tua richiesta

Quando chiedi a Dio ricordati

Che Lui è fedele alle promesse

Camminiamo certe volte nelle richieste più assurde

E non vogliamo dare niente

Come se Dio ci dovesse dare tutto

Questo non è possibile almeno cerchiamo di dare

Facciamo del nostro meglio per dare

Fosse una piccola intenzione

Una preghiera detta per amore

Un atto virtuoso nascosto è accetto a Dio

Questo vale più di una supplica

Martedi 10 Settembre 

Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

La mia fantasia vola nel cercare di vedere la tenerezza di Dio

L’ho vista in un agnello appena nato che sgambetta

Cade e si rialza in quel rialzarsi c’è la mano di Dio che l’aiuta

L’ho vista in una foto di una contadina stanca

Che si appoggiava alla vanga con dietro il sole al tramonto

L’ho vista nei solchi rugosi del volto di un vecchio

L’ho vista nel tremolio delle mani che accarezzano

perché hanno paura di fare male

L’ho vista nelle gocce di rugiada che sembrano perle

L’ho vista nei visi composti di chi conosce il dolore e l’amore

L’ho vista in quei gesti semplici ed eterni

che danno alla vista lo spazio del tempo

Il Creatore ha fatto ogni cosa bella

I nostri occhi non sanno vedere il bello impresso nel creato

E’ il bello che fa risaltare la tenerezza di Dio

Se tu conoscessi la danza delle api rimarresti a bocca aperta

Lavorare danzando solo l’Eterno ha questa fantasia

Ogni figlio di Dio è unico e ha un pizzico della Sua bontà

Perchè Dio dona senza misura fino a dare se stesso come cibo

Lunedì 9 settembre 

Il Signore è mia forza e mio scudo,
in lui ha confidato il mio cuore.

E’ il salmo della liturgia di oggi

La confidenza del salmista nel Signore è grande

Stamani anche noi possiamo dirgli:

Tu Signore sei mia forza e mio sostegno

Mi appoggio su di Te con tutta la mia fragilità

So che Tu non guardi il mio peccato

Ma tieni molto alla mia figliolanza

Sei Tu mio Padre fedele dove trovo riparo”

Il mio io ramingo nel suo isolamento

Ha lasciato il posto al cuore

Che aperto a Te veglia giorno e notte

Il mio cuore confida in Te e lontano da Te

E’ come terra arida senz’acqua

Allora lo Spirito mi conduce nel Santuario

Dove contempla la Tua bellezza e la Tua gloria

E dove le mie labbra mosse dal cuore

Cantano la Tua lode

Tu fratello caro oggi muovi il cuore

E Lui lo prenderà tra le Sue mani

Non Gli importa che il tuo cuore sia lontano o vicino

Per Lui il tuo cuore è il cuore di figlio