Semi di fede

Venerdì 24 Maggio

Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone;

ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Gv15,12-17

Questa dichiarazione d’amore è fatta anche a Pietro e a Giuda

Ti poni una domanda:

Dove sono gli amici qui ?

Per il Signore il tempo è sempre buono

Pietro dopo che l’ha rinnegato incrocia il suo sguardo

E piange amaramente, proprio li ha riconosciuto l’Amico

Giuda si è disperato quando ha riconosciuto e rinnegato l’amico tradito

Sulla croce quanti hanno visto l’Amico che sa dare la vita?

e battendosi il petto tornano a casa

Di primo impatto le parole che Gesù ha detto non sono capite

Dio ci chiama amici e si fa riconoscere nella gloria della croce

Dandoci la vita

C’è un dare la vita che scavalca qualsiasi criterio

Il criterio di Dio è dare la vita per gli amici

Se noi amiamo i fratelli dando la vita

Veniamo riconosciuti suoi amici

Dare la vita è fare quel piccolo gesto d’amore che l’altro non sa

Ma che Dio vede nel segreto e riconosce fatto a Lui

A te da la gioia e la sicurezza per avere amato nel segreto

Giovedì 23 Maggio 

«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Gv 15,9-11

Rimanere nel Suo amore

Noi vogliamo evadere per avere la felicità

Decentrati come siamo cerchiamo sempre novità

Pensiamo che la novità di un momento ci possa riempire

E dopo tre giorni ci siamo già stufati

Tutto ciò che ci colpisce si deve provare

Rimanere è veramente difficile quando nessuno te lo sa insegnare

Oggi poi le tecnologie non ci aiutano

Visto che tutto e subito possiamo vederlo

Il guaio che quello che vediamo non lo sperimentiamo

Perchè non lo rivediamo

Per avere la gioia bisogna rimanere in Lui

E’ la fatica del rimanere che da la gioia

Perchè la fatica ti lega alla Vite

Pur chiamandoti tralcio sei una cosa sola con la vite

Sei distinto e hai in te la stessa linfa della Vite

E’ questo rimanere che ti può fa sentire statico

Fa passare la linfa della gioia che viene da Lui e dal Padre

Tu sei fermo e in te c’è una linfa che si muove e porta la gioia

Mentre se ti muovi sempre giri su te stesso

Ti stanchi ma non provi la gioia

La gioia piena nasce proprio dal rimanere nell’amore

L’amore che è continuità del bene

L’amore non si cerca si fa trovare

Fatti trovare il segno è che l’amore ti guarda

E ti fa esistere

Noi esistiamo se sappiamo che qualcuno ci guarda

E questo ci da gioia

Un bambino quando gioca e sa che lì c’è il padre che lo guarda

Rimane nel gioco perché sa di esistere per il padre

La Trinità ci guarda se noi rimaniamo nel giogo della vita

Sappiamo che esistiamo per Lui

Ti è mai capitato di essere guardato da Dio Padre per amore?

Allora cerca di incrociare il tuo sguardo con il Suo e capirai la gioia

Nonostante le sofferenze perché la gioia non esclude il dolore

Mercoledì 22 Maggio 

Pastorale della zappa

Misericordia

Arrivi al punto in cui l’orgoglio scoppia

Come la rana che vuole diventare un bue

E piegato nel tuo io ti chiudi

Il buio ti aleggia intorno e i colori sono morti

Allora dal profondo un grido Misericordia!!!

Come una piuma la Sua mano ti accarezza

E ti tocca stringendoti a Se

E all’orecchio dice “Ci sono”

Errando come un vagabondo senza meta

Dove i pensieri più strani si affollano

Vogliono passare attraverso la strettoia dell’imbuto

Fanno a gara per passare ed esausto ti lasci andare

E chiedi Misericordia !!!

Avverti la Sua presenza discreta che aspetta

E tu meravigliato ti accorgi che Lui è lì vicino a te

Dopo che hai percorso mari e monti per cercarlo

I tuoi sensi di colpa ti hanno fatto dimenticare di essere figlio

Come servo devi pagare un debito non richiesto

Ma che tu ti imponi,da solo ti metti un cappio al collo

Il debito aumenta e il respiro viene meno

Con le ultime forze che hai ti raccogli nell’ultimo respiro

E implori Misericordia!!!

Due braccia ti sollevano e ti portano alle Sue guance

E avverti che Lui non aveva mai staccato il Suo volto dal tuo

E’ sempre così quando hai a che fare con la sua Misericordia

La Sua dolcezza riempie il tuo cuore

Martedì 21 Maggio 

Pastorale della zappa

Il silenzio è eloquente

Nella preghiera ti fa entrare dove mai non sei riuscito

Ti porta dove il pensiero non ha accesso

Perchè fa troppo rumore e l’anima si spaventa

Ti fa incontrare l’abisso della tua esistenza

E l’agitazione per paura

si ferma davanti al suo indice messo davanti alla bocca

Ti fa vedere le cose nel vero significato del loro colore

Mette al cuore la voglia di volare e se il cuore non trova l’Amore

Può gridare “L’Amore non è amato”

Allora il silenzio parla al cuore e gli fa vedere l’Amato del suo cuore

E’ la calma che arriva e porta con sé bellezza e pace

Il silenzio amico di tante notti dove si sperimenta la pienezza

Il silenzio che ti prende per mano e ti porta nella stanza profonda

Dove parole indicibili vengono suggerite dallo Spirito Santo

Per l’incontro eterno e dopo l’incontro ti rimane la dolcezza

Il silenzio, il riposo dopo un giorno pieno di relazioni

dove prendi la forza per iniziare

Il silenzio, la pienezza di un incontro dove tacere è d’obbligo

e ascoltare è musica

Silenzio, gendarme della confusione che viene relegata fuori

perché rende impossibile la rivelazione dell’anima al suo Signore

Il silenzio, dove la parola trova la sua dimensione,

nell’incontro dei fratelli gli occhi parlano e i gesti significano

Chi sperimenta il silenzio non può fare a meno di ascoltare;

il dolore e la gioia del fratello questo stato da la possibilità

al fratello di far risuonare il lui la sua bellezza

Lunedì 20 Maggio 

Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Gv 14,21-26

Lui viene a noi se noi amiamo e viviamo come Lui

L’importante non è dire “ Signore Signore”

Ma Lui ci chiama a vivere la parola

Vivere la Parola e amare i fratelli

Gesù mentre lo inchiodavano:

Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”

Lui ha riconosciuto quelli che lo inchiodavano come fratelli

Anche noi dobbiamo riconosce gli altri come fratelli

Questa è una condizione affinché il Padre possa abitare in noi

Il nostro non deve essere un giudicare il fratello

Perchè non siamo chiamati a giudicare ma ad amare

Gesù vuole venire a noi con il Padre

Il Padre ci riconosce come figli se noi riconosciamo gli altri come fratelli

Solo allora il nostro cuore può essere dimora della Trinità

Non è un discorso di brave persone che non fanno del male

O devoti che fanno novene alla Santa Trinità

Ma figli che amano il Padre perché amano i fratelli

Tutto questo fa piacere a Dio

Venerdì 17 Maggio 

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Gv 14,1-6

Non è una raccomandazione è un’ eredità che Gesù lascia

La paura ci turba e ci fa male

Ha turbato anche Gesù davanti alla morte di Lazzaro

L’ha turbato nell’orto degli ulivi davanti alla sua morte

E’ la paura che turba, la cosa interessante Gesù ha provato questo

Lui sa che siamo soggetti al turbamento

Il turbamento può essere superato solo dalla fiducia

E può essere un’occasione il suo superamento

Perchè ci toglie l’ansia e ci da il coraggio

La fiducia nel turbamento è il migliore ansiolitico

La sfiducia è il migliore ansiogeno

Infatti,la sfiducia ci disorienta e non ci fa concludere mai niente di buono

Abbiate fede in Dio e anche in me dice il Signore

E’ un imperativo che ci porta a vivere la fede come eredità

Del resto in questo discorso di addio è quella che ci viene consegnata

La fede che ci fa superare il turbamento

Ci lascia nella pace e ci da il coraggio di andare

La fede che ci apre le porte per entrare nell’intimo di Dio

E’ proprio nel suo cuore che troviamo la pace,la forza e il coraggio

Ci diamo la possibilità di non litigare con noi stessi

In quei pensieri negativi che ci producono angosce

E’ la porta della fede che ci introduce nel suo cuore dove regna la Sua pace

Pace a voi” del resto è il saluto del Risorto

La forza il turbamento ci procura perdite di forze e chiusura

Il coraggio ci viene dalla fede e quindi possiamo osare

Senza chiuderci nelle nostre paure che ci fanno schiavi

Giovedì 16 maggio

In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato.

Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Gv 13,16-20

Un apostolo non è più grande di chi lo ha inviato

Poi se vogliamo essere tutti grandi

è bene che ci laviamo i piedi reciprocamente

Perchè sappiamo che Gesù ha fatto questo

Fa tenerezza pensare la grandezza del mondo,

perché alla fine della vita ha la sua drammaticità

Gesù nell’Eucarestia continua a lavarci i piedi e si da a noi

E’ Lui che ha cambiato i canoni della grandezza

Il più grande è colui che sa servire

E’ l’umile il più grande

E’ ridicolo vedere nella chiesa la corsa al prestigio personale

Tanti che non hanno natali nobili sono quelli più arrabbiati e rampanti

Vogliono primeggiare e quando si bardano come asini da fiera sono ridicoli

E’ vero che c’è l’aspetto umano che vuole la sua parte

Allora facciamo tutti cavalieri di Vittorio Veneto con un po’ di croci sul petto

E il problema è tolto almeno fregiarsi di qualcosa si riesce a lavare i piedi

Mi è capitato di vedere un prete con la veste liturgica

In testa aveva il tricorno nero con una palla di stoffa rossa

Era ridicolo mi ha fatto pena

Tutte le nostre liti per il prestigio, e la stima che gli altri devono avere di me

Se questo non c’è sono morto

Il vero criterio di Gesù non è la stima, ma è sapere lavare i piedi come Lui

Quando portarono a Sant’Alfonso lo zucchetto da vescovo disse:

Già di mio offendo Dio ora mi devo mettere lo zucchetto per offenderlo in modo lecito

O San Filippo “ preferisco il paradiso”, quando gli portarono il cappello da vescovo

Proviamo almeno a non essere più grandi di Chi ci manda

Chi è saggio lo sa

Chi è orgoglioso non lo sa, perché ha bisogno di mostrareil suo IO

Mercoledì 15 Maggio

Pastorale della zappa

I pensieri erranti

Ci sono a volte pensieri che ci girano intorno

Sono fastidiosi sono come gli insetti che ronzano

E distraggono dalla preghiera e dalla meditazione

Ti fanno credere ciò che non è fino a spingerti fuori di te

Questi pensieri non ti fanno stare nella realtà

Anzi ti fanno credere che quello che stai pensando

E’ reale e vero mentre sono solo pensieri

Che ti spingono fuori e ti lasciano nella desolazione

Oppure questi pensieri erranti cercano di entrare negli occhi

Ti fanno venire sonno

Cercano di entrare nella bocca e ti fanno sbadigliare

Cercano di entrare nelle orecchie

Creano confusione e sei costretto a lasciare la preghiera

Per la confusione che si è creata in te

Allora imperterrito fai continue giaculatorie

E’ come usare l’insetticida che fa morire gli insetti

Le giaculatorie allontano i pensieri erranti

Questo è una lotta per evitare di essere condizionati da questi pensieri

Perchè quando entrano ti rendono la vita impossibile

Martedì 14 Maggio 

Pastorale della zappa

Facciamo dipendere la nostra vita da Dio

Nelle nostre ansie ci agitiamo e sembriamo

I rami che vengono sbattuti dal vento

Si agitano e stanno sempre lì legati al tronco

Chi confida in se stesso e nelle sue capacità

Si troverà nella disfatta perché vuole dimostrare a Dio qualcosa

Cosa puoi dare a Dio ? Se Lui ha provveduto tutto

Ama Dio e chiedi a Lui l’amore che non c’è in te

Il Suo amore traboccherà dal tuo cuore

Lo darai sempre

Ci sono poi alcuni che hanno delle strategie

E nella loro testa giocano a scacchi con la vita

Queste manie di onnipotenza lasciano nella tristezza

Piuttosto aspetta tieni a bada l’ansia e fatti sorprendere da Dio

Lui comincia a coccolarti già nel sonno

In modo che quando ti alzi avverti la Sua presenza

Ricordati che il silenzio non è assenza

Ma è ascolto della presenza di Dio per questo è pieno

Tanti si accorgono di questa pienezza e desiderano starci

Lunedì 13 maggio

Pastorale della zappa

Maestri che vivono

Signore voglio incontrarti nella parola

che ogni giorno spezzi per me

Voglio incontrarti in quella sana tradizione

che accoglie l’uomo come egli è

Togli dalla mia mente tutte le categorie di uomo

Fammi vedere con i tuoi occhi come tu vedi l’uomo

Dammi la tua accoglienza in modo da non fare differenze

Donami la purezza del cuore affinché io possa sempre amare

Donami quel sano distacco dalle cose

che possono avere potere su di me

Non farmi salire sul carro del faraone di turno

Fa che possa camminare sempre

Fermami nel Tuo cuore quando hai dato fine ai miei giorni

Tutto mi sembra bello e tutto è effimero

Solo Tu rimani questa verità falla imprimere nel mio cuore

Fa in modo che posso spingere il gregge verso pascoli abbondanti

Nelle sere dell’esistenza ripararlo nei recinti

Nella luce del giorno spingerlo fuori

Alle pecore non posso chiedere niente, ma solo dare

La lana la carne e il latte non mi appartengono

E’ delle pecore e serve per i loro cuccioli

Lunedì 6 Maggio 

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gv6,22-29

Da Te Signore vogliamo le cose e Tu vuoi che capiamo altro

Tu ci vuoi dare le chiavi della vita e noi vogliamo le cose per vivere

Tu ci vuoi dare la sapienza e noi vogliamo giustizia

Perchè il nostro vittimismo chiede giustizia

Tu ci vuoi dare Te stesso e noi preferiamo ciò che ci conviene

Tanto che ci hanno educato a prendere le quantità

Arraffa 3 e paghi 2

Ci hanno educato a prendere in modo smodato le quantità

E quando le quantità sono finite ci hanno dato il virtuale

Ci hanno fatto pensare sul pensare

Ora che ci troviamo nel deserto cerchiamo il vero cibo

Sazi degli inganni che ci hanno procurato e ci siamo procurati

Vogliamo la vita quella che non cerca le cose

Ma quella che vuole Te, Signore della vita

Riconosciamo il nostro errore

e con umiltà e pazienza riprendiamo il nostro cammino

Non da dove l’abbiamo lasciato lo riprendiamo oggi

E’ vero al Padre nostro chiediamo il Pane quotidiano

Cercate il cibo per la Vita” e non quello che va nelle fogne

Il Signore si da a noi ogni attimo

Il nostro desiderio spostiamolo verso di Lui

e verso i segni che ogni giorno ci da

Venerdì 3 Maggio

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre.
Gv 14,6-14

Una richiesta che ci fa capire le nostre difficoltà

Dove Gesù chiede a Filippo di guardare il tempo trascorso insieme

E’ vero noi non lo abbiamo mai visto il Signore

Vorremmo vederlo,ed è questo un desiderio buono

Ma se noi vediamo quello che ha portato nella nostra vita

Indizi della Sua presenza li abbiamo

La pace è un indizio e la riconosciamo

Quando viene a noi la sua pace stiamo veramente bene

Lontano dalla Sua pace brancoliamo

Quando abbiamo la Sua gioia

Il mondo lo coloriamo con i colori dell’iride

Il Suo perdono fa bene a noi e quando lo diamo ai fratelli

Avvertiamo che siamo custodi di qualcosa che ci sovrasta

Diciamocela tutta Qualcuno la Trinità abita in noi

Eppure tutto questo non ci basta

Gesù ci dice:

Se non altro, credetelo per le opere stesse.

Dio opera sempre siamo noi che non riusciamo a vedere il bene e il bello

E analfabeti come siamo nel comprendere i segni

che ci sono sotto i nostri occhi

Interpretiamo e proiettiamo il nostro ego da tutte le parti

Come se fossimo i salvatori della patria

Mentre assassiniamo la Verità che abita in noi

Annunciamo noi stessi e non il Signore che ci ha redenti

Abbiamo in noi i segni della Sua presenza in noi

La pace la gioia il perdono e ne godiamo della bellezza

Mentre raccontiamo la solita testimonianza che recita:

Io prima ero peccatore……… (e sbrodolamento)

Ora fratello mio e figlio mio rimani sempre peccatore

Che fa il servo e non sa fare il figlio

Impara a essere figlio e traspare da te qualcosa che dai

Senza parlare e senza peccare con il tuo IO

Giovedì 2 Maggio

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui. Gv 3,31-36

Credere nel Figlio è avere la vita eterna

La vita piena non sta nella perfezione

Se l’uomo vive nella figliolanza, da questa che nasce l’obbedienza

Obbedire all’Amore, che è il Figlio, nasce la forza del perdono a noi stessi

Chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita

Obbedire al Figlio è dare a Lui tutto ciò che ci fa male

Quando sappiamo mescolare la nostra misera vita di fango

Insieme con il Suo Sangue versato per noi

Nasce in noi il perdono è proprio lì

Che il dente avvelenato della rabbia verso noi stessi e gli altri

Perde la sua virulenza

E proprio lì che il Padre ci abbraccia e avvertiremo più la Sua presenza

Altrimenti la rabbia inespressa in noi continua a far da padrona

E non riusciamo mai a completare l’opera

che Lui vuole completare attraverso noi

.ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Misericordia Signore Misericordia

Non sono capace di perdonarmi e perdonare

Tante volte lo faccio e lo rifaccio

eppure mi sembra che nel breve periodo le cose vanno

Poi mi ritrovo allo stesso punto

Quale è la miscela giusta ?

Quale potrebbe essere la tecnica?

Mescola la tua vita con il mio sangue e le ferite guariranno

E abbi fede, le ferite si rimarginano con l’olio della perseveranza

Credi più che puoi e abbandonati al mio amore

Vorresti avere il timone della vita tra le tue mani

Fa scorrere il mio sangue con il tuo nelle vene

Io ti ho creato e ti ho fatto come un prodigio

Da a mio Figlio la tua rabbia è credi in Lui

E noi Tre saremo presso di te e il nostro amore in te è perfetto

Mercoledì 1 Maggio

..e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Mt 13,54-58

Se tu Gesù non fossi stato un lavoratore,

ma uno che studiava a Gerusalemme

Sicuramente ti avrebbero accettato

Caro Gesù se tu non fossi stato uno qualunque

Ma uno che praticava una vita ascetica

Sicuramente si sarebbero inchinati davanti a Te

Quello che scandalizza oggi come allora

Il tuo vivere normale come tanta gente semplice

La tua preghiera nascosta nel silenzio della notte

Non dimostra che sei uno che prega

Mentre noi sappiamo tutti i momenti erano buoni

per farti invitare a pranzo o a cena

e ti hanno dato del mangione e beone

La sapienza di Dio si nasconde :

In quelle piccole cose ordinarie

che all’occhio grossolano sono superficiali

Mentre l’occhio che vede parla di semplicità

La sapienza di Dio è di una bellezza rara

Perchè non è costruita da ragionamenti ampollosi

Ma rende l’idea, l’alba di una primavera inoltrata,

quando il colore roseo del mattino

si specchia nelle gocce di rugiada

Chi può capire questa sapienza ?

Il dotto non è capace perché la sua intelligenza ha superato i limiti

Forse l’asceta che è arrivato ad altezze folli e si dissolve in pensieri vacui

Eppure Tu mio Signore sei così unico nelle tua ordinarietà

Che confuso nel mio non sapere chiedo a Te sapienza eterna :

L’umiltà di essere l’ultimo per essere Te

Martedì 30 Aprile

Pastorale della zappa

In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto;Gv 3,7-15

Parlare di ciò che si sa e testimoniare di ciò che abbiamo visto

Noi,invece, parliamo per sentito dire e non conosciamo

Testimoniamo ciò che non abbiamo avuto a che fare

E non abbiamo fatto esperienza

Parlandoci addosso di sensazioni avvertite

Ma che non hanno a che fare con l’incarnare ciò che si è visto

Parolai istrionici e intellettuali inetti è il mondo di oggi

Pochi sono quelli che vivono e grazie a Dio sono anonimi

Ora i testimoni non sono visibili perché lavorano in silenzio

Per il regno di Dio è importante questo silenzio

Che da spazio al vuoto assordante

Perchè un albero che cade fa rumore

Una foresta che cresce è incontrollabile eppure cresce

Tu mi puoi chiedere abbiamo bisogno di testimoni

Credimi ci sono e il Signore li ha sparsi un po’ dovunque

Sfuggono al rumore dell’oggi

Come la Luce che incontra Nicodemo di notte nel giardino

Parlare di notte a un uomo vecchio che cerca la Verità

Il buio elimina ogni traccia di vita

Eppure in quell’orto di notte una vita anziana prende il suo vigore

Pensa uno del sinedrio parla con Gesù

Si espone difendendolo nel sinedrio

perché ha creduto all’uomo della croce

Di notte quell’uomo ha imparato a vivere

La testimonianza non è spettacolo

E’ entrare nella notte dell’altro per dargli Vita

Chi ha preso la testimonianza avrà la Luce che darà a tempo opportuno

Lunedì 29 Aprile 

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.
Sal 102

Come nel vuoto di memoria i passi di danza cedono al lamento

E si intrecciano quasi a confondersi

E l’anima non benedice il suo Signore

Ha dimenticato di danzare e ricorda solo il male

Raggomitolata su se stessa e nella sua aridità cerca acqua

Allora si lamenta perché non ricorda i benefici

Loda sempre il tuo Dio anima mia che ti ha beneficato

Danza e vivi in questo gioco d’amore

Anche il lamento può essere occasione

a poter muovere i passi di danza

Se vai a ricordare il tuoi lamenti il tuo grido

Sono passati dall’asprezza rigida della comunicazione

Alla tenerezza del cuore alla fiducia e all’amore

Questi momenti sono benedetti portano al cuore tanta forza

E’ il passo di danza che prende il ritmo della vita

Dove il lamento e la danza diventano sintesi del vero amore

Mercoledì 24 Aprile

Pastorale della zappa

Ieri nel pomeriggio sono andato a trovare un vecchio amico

Abbiamo parlato della fede e che il verbo credere lo devi sempre coniugare

Non basta dire io credo una sola volta ma lo dovrai ripetere sempre

E’ come il contadino ogni anno semina

E investe il suo capitale affidandolo alla terra

E se l’anno prima non ha avuto un buon raccolto

Deve inevitabilmente affidare alla terra la stessa quantità di seme

Se veramente credi non puoi vivere di rendita

Ne tanto meno puoi pensare di aver raggiunto il traguardo

La fede non ha traguardi è coniugare il verbo credere

E’ reinvestire di nuovo il seme

Noi pensiamo fatta la professione di fede ecco la fede e si va avanti

Quante incrostazioni del nostro credere ci fanno appesantire ?

E non ci fanno avere la speranza di seminare ancora

Questo è quando la nostra fede diventa stanca

Diremmo è arrivata a capolinea

E’ proprio dal capolinea bisogna ripartire come se fosse la prima volta

E’ seminare di nuovo anche se l’annata precedente non ci ha portato niente

E’ proprio quell’oltre che ci fa credere in una maniera nuova

E quando vedi che hai fatto molto e puoi stare fermo perché hai dato

Comincia a tremare perché l’inganno è dietro la porta

Perchè cominci a pretendere e rivendicare

La fede ti chiede di ricominciare umilmente come se non avessi fatto niente

Allora cominci a vedere il passato fatto di inganni e il presente nella verità

E’ vero ti puoi allontanare dall’immagine che hai dato quella è una menzogna

La tua vita è seguire la Verità della fede

Ora questo non è sentirsi meglio o peggio

E’ mettersi un vestito diverso nel tempo

Nello spazio metterai sempre il solito seme sulla stessa terra

Martedì 23 Aprile 

Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Gv 20,11-18

Amare Credere Incontrare

Dopo Pietro, Giovanni entra nel sepolcro, vide e credette

L’amore vede perché ha gli occhi dell’anima

Entra in quel mistero dove percepisce la presenza

E’ proprio dell’amore cedere il posto al credere

Infatti Giovanni vide e credette

Ma la fede rimane vuota se non tocca e se non vede

Ha bisogno di incontrare

Gesù le pone la domanda “Chi cerchi?”

La stessa domanda al plurale è stata fatta in un altro giardino

Chi cercate?”

C’è chi vuole incontrare per possedere uccidere

E’ un incontro di morte

C’è invece chi vuole incontrare per fare esperienza di vita

Questo è quello che succede quando tu vuoi incontrare il Signore

La vita ti cambia,

perché nel dialogo ti accorgi che qualcosa cambia in te

Quel qualcosa che è la nuova vita che scorre in te

Mercoledì 17 Aprile

Pastorale della zappa

In questi giorni non disperare, ma entra nel mistero

Nel cenacolo mettiti a tavola e ascolta :

Nessun ha un amore più grande di questo dare la vita per i propri amici

Lui ha fatto questo per te

Nel Suo amore per te ha preso il pane e in quel pane benedetto si è dato a te

Oggi nella messa Lui si dona a te. Questo è sapienza di Dio

Ha lavato i piedi agli amici. Servi il fratello

Oggi siamo così distanti che il servizio reciproco è difficile

E’ più facile servire il povero, così almeno dimostriamo di essere bravi

Abbiamo il forte bisogno di salvare, ma non di amare

Colui che veramente ci ha salvato nell’orto degli ulivi

E’ rimasto solo lontano dal Padre lontano dagli amici

Abbandonato al Suo destino di carne da macello

Proprio Lui in quella sera ha visto ognuno di noi

Siamo stati la Sua consolazione perché in quel sacrificio di li a poco

Avrebbe realizzato il desiderio del Padre

Fare di noi un popolo di redenti

Siamo stati redenti nel Suo sangue

Tutte le volte che viviamo la Sua misericordia ritorniamo nuovi

Poi il processo e la crocifissione,non metterti a guardare il Poverino che soffre

E ti senti di aver fatto un atto di pietà

Guarda piuttosto Colui che ti ha amato e sentiti graziato

Perchè nessun dio che tu conosci a cui servi ti ama come l’Uomo della Croce

I tuoi dei ti rendono schiavi e ti tiranneggiano ma non ti redimono

Infatti i bugiardi ideologi lo accusano inventandosi liturgie senza senso

E rivangano un passato che non c’è più

Mentre oggi su queste bugie servono ai loro idoli

Ma lui l’Uomo della Croce continua imperterrito ad amarci

Il giorno del silenzio, meditate gente… meditate

Nel vostro silenzio fate nascere la Vita che delicata si fa strada

Come ti tenui colori di primavera che delicati captano lo sguardo

Così fatti coinvolgere da questa vita che si rinnova

Un albero ricomincia a vivere. E tu quando lo imiti?

Buon triduo ci sentiamo la prossima settimana

Che il Risorto sia il vostro amico

Lunedì 15 Aprile 

Pastorale della zappa

Come portare frutto

Dei fratelli andarono a trovare un anziano

Questi abitava in un luogo deserto

Trovarono presso la cella dei bambini che custodivano il gregge

il loro parlare era rumoroso

Dopo che ebbero palesati i loro pensieri e ne trassero giovamento

Chiesero all’anziano come facesse a sopportare questo baccano

l’anziano rispose:

Fratelli credetemi certi giorni vorrei dare questi ordini, e far cessare questo baccano,

poi mi fermo e dico: Se non riesco a sopportare queste bazzecole,

come potrei sopportare una prova più grande, se Dio permette che mi si presenti?”

E’ nelle piccole cose che si cresce nella vita spirituale

Le grandi cose ci distolgono dalla realtà

E ci fanno avere un’ immagine troppo alta di noi

Che nella realtà del quotidiano non tiene anzi si disperde

Tante volte perdiamo la pace per una zanzara che ci ronza

La preghiera porta il suo frutto proprio nella semplicità

E’ iniziata la settimana santa cerchiamo di stare attenti alle piccole cose e preghiamo di più

Venerdì 12 Aprile

Pastorale della zappa

Gregorio disse: « Che la tua opera sia pura per la presenza del Signore e non per l’ostentazione».

Dalle piccole alle grandi cose cerchiamo di vegliare e vagliare il nostro cuore

Impariamo a fare le cose alla presenza del Signore

Allora i nostri pensieri sono puri e non cerchiamo altro

Lo stesso andare a messa non è una pratica da sbrigare,

quanto piuttosto uno stare con Lui

L’animale conosce il suo stare davanti al Signore

Ha solo l’istinto di stare davanti al padrone

Mentre noi facciamo tanti ragionamenti :

Oggi mi sento di incontrare il Signore

Non mi sono confessato e non posso prendere la comunione

Per andare a messa bisogna essere perfetti

Mi chiedo se è questa una relazione libera e umana

Se poi vediamo tanti piccoli atteggiamenti che assumiamo

Sono frutto di pensieri che mirano ad adombrare Dio e non solo

Ma anche il fratello che diventa il luogo per esprimere il non senso

L’opera pura è quando tu ami seriamente rischiando tutto

Senza aspettarti nulla neanche un grazie formale,

quello poi è il massimo dell’ipocrisia

Forse anche il grazie formale che ti da dolore

puoi capire la gratuità della tua opera

Giovedì 11 Aprile

Abba Pambo chiese ad Abba Antonio: “Cosa dovrei fare?”. L’anziano gli rispose: “Non confidare nella tua giustizia e non preoccuparti del passato, ma controlla la tua lingua e il tuo stomaco”.

La nostra giustizia è molto soggettiva

Sbraitiamo sulle ingiustizie subite

Sulle ingiustizie fatte cade il nostro silenzio omertoso

Stiamo sempre con il bilancino a pesare le minuzie

Poi inghiottiamo il cammello che ci coinvolge

Confida nel Signore e chiedi a Lui misericordia

La moneta della giustizia che supera quella dei farisei è l’amore

Guardiamo al passato o con nostalgia o con rammarico

Atteggiamenti questi ci fanno stare male

Il passato è un tempo fuggito e non ci appartiene

Eppure in quel passato ritorniamo per capire e riscattarci

Queste sono le preoccupazioni che non ci fanno stare nel presente

Cerca di guardare la tua vita nell’insieme delle cose e dei fatti

Troverai un filo che le conduce è quel filo che devi guardare

Il filo è la sintesi è l’opera che Dio ha fatto con te

Non dare alle azioni del passato un’attualizzazione oggi

E’ pericoloso ti vai a infognare in un passato-presente dove ti fai del male

Ormai il passato è andato:

Signore se ho fatto del bene è per la tua gloria

Se ho fatto del male chiedo misericordia

Se ho offeso chiedo perdono

Se sono stato offeso do il perdono perché so quanto Tu mi hai perdonato

Controlla la tua lingua e il tuo stomaco

La lingua non ha l’osso ma spacca le ossa

Tenere questa vipera dietro le sbarre è difficile

Eppure quanto bene fa al cuore non usarla

Oggi questo controllo si è perso ed è questo che ci fa male

Alzati da tavola sempre con un po’ di fame

Vedrai che il controllo sugli istinti è assicurato

Ingoiare il cibo e panza mia fatte capanna rendono i tuoi sensi intorpiditi

Sembri un pitone che ha ingoiato un maialino

e poi non può uscire dalla trappola dove ha mangiato il maiale

Allora puoi essere preda di altri vizi

Mercoledì 10 Aprile

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.               Gv 8,31-42

Ritornare al proprio vomito pensando di esorcizzarlo è un falso

Molti ritornano sul luogo del delitto pensando di emendarsi

E invece restano sempre di più invischiati nel peccato

Sono schiavi e non vedono l’ora di affrancarsi da Dio

La fuga da Dio è quella dello schiavo

Ormai la schiavitù l’ha piegato in due ,

perché padre diavolo gli fornisce il becchime tutti i giorni

Aderisce a una regola e non gli fa capire la menzogna in cui vive

Il figlio resta in casa e sta in intimità con il Figlio

Crede in Lui e alla Sua parola nonostante sia sporco

C’è quella figliolanza vera non paurosa anche peccatrice

Che gli da la libertà di poggiare la testa sul petto del Figlio

Questa libertà nonostante l’imperfezione ti fa stare nella pace

Il Figlio dona sempre la sua pace ed è verità

A tutti coloro che gli la chiedono e che siano peccatori e figli

Al servo che vuole andare sempre lontano perché diffida di Dio

E pensa che gli altri siano dei poveri illusi

Agognerà le pentole di carne e porri della schiavitù

Martedì 9 Aprile 

Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Gv 8,21-30

Noi tutti come Adamo fuggiamo dalla presenza di Dio

Proprio guardando il Figlio dell’uomo siamo attirati

Quell’uomo innalzato che capta il nostro sguardo e ci attira

Lui non ha bellezza si da attirare i nostri sguardi

Eppure guardarlo in quella disarmante agonia

Capiamo il gesto d’amore fatto per noi

Noi nella nostra vita abbiamo le contrarietà

Quelle contrarietà possono essere dichiarazioni d’amore

La vita ci porta a scegliere

E le scelte sono il nostro amore crocifisso

Vorremmo, potremmo, faremmo tutte le condizioni per farci male

Scelte di vita fatte sulla convenienza, sull’utilità personale

Tutto ciò diventa un muro invalicabile e quindi contrarietà

Che fanno male, molto male

Santo Spirito indirizzami a farmi fare una scelta d’amore

Dove il bene da compiere sia il Tuo e non il mio

Se ci fate caso quando facciamo una scelta d’amore

Le difficoltà sono solo all’inizio

Quando abbiamo preso il via è il bene che conta

Ci realizza poi arrivano altre contrarietà dovute ai nostri limiti

E quelle sono i chiodi per crocifiggerci per amore

E se tu continui a sperare amare a credere

Hai realizzato la tua scelta per amore solo per amore

Ti voglio solo ricordare che la crocifissione è solo il venerdì

La resurrezione è per tutta la vita

Nessuno vi potrà togliere la vostra gioia perché redenti

 

Lunedì 8 Aprile

Pastorale della zappa

Ci sono alcune volte se non spesso

Che quando preghi avverti solo sterilità

Allora lasci la preghiera e ne perdi le grazie

E’ proprio nella sterilità che mostri a Lui il tuo amore

E’ dolce pensare i momenti intimi nella preghiera

Ma è Lui che ti ama e tu stai bene

Quando, invece, sei tu che devi uscire da te

Allora il tuo amore ha difficoltà e deve essere crocifisso

Si !!! E’ proprio crocifisso

Eppure in quella sterilità fai a Lui la tua dichiarazione d’amore

Tu ti spingi oltre, in quel dolore parli al Suo cuore

Lui vede tutto ciò e ti dona le Sue consolazioni

Al mio nascere tu mi hai raccolto,
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.
Sal 21

Basta solo questa espressione e sapere che Dio ti ha raccolto

Che l’anima ha uno slancio fuori di se

Questo salmo è stato recitato da Gesù sulla croce

L’ Amore Crocifisso che parla al Padre nel suo abbandono

Nell’abbandono che avviene nella sofferenza della sterilità

L’anima prende coscienza del suo amore per il suo Signore

Venerdì 5 Aprile 

La pastorale della zappa

Quando un’anima glorifica Dio?

Quando si lascia crocifiggere per amore suo

C’è una razionalità che vuole tutte le ragioni di questo mondo

Nel suo dire porta con logica ogni argomentazione

Ha quel senso di giustizia che rivendica la ragione

Mentre il torto viene attribuito alla malizia

Niente più malizioso di questa logica razionale

E’ proprio lì con tutta la ripugnanza e il dolore

Devi essere sordo a questa sirena e non solo

Devi prendere il tuo posto sulla croce

Perchè la logica che rivendica

possa cedere il passo alla misericordia

E’ lì che l’anima ama e si dona veramente

Fuori da questo c’è una logica che esaspera e condanna

Quando un’anima glorifica Dio?

Quando il tuo lavoro non viene riconosciuto

E dal profondo di te sale un grido scomposto

E sulla tua pelle vedi che il tuo onore è stato venduto

Proprio allora il tuo onore si mescola con il Suo venduto per 30 denari

Capisci veramente cosa vuol dire credere all’amore

Hai lavorato per tanti anni e non hai mai chiesto o avuto

In più sei trattato come un imbecille

Proprio nel crocifiggere la tua onorabilità con l’ingiustizia

Ti fa simile a Lui

Allora l’anima soffre e sta nella pace

Si trova al suo posto perché continua a credere a sperare e ama

Giovedì 4 Aprile

Pastorale della zappa

Oggi mi sono svegliato bene voglio conquistare il mondo

Donami invece Signore di dare il bene che posso

Oggi mi sono svegliato con il piede storto

Donami Signore la pazienza di non travolgere nessuno

Le difficoltà di oggi sono tante e l’ansia è a mille

Donami di stare nel presente e la fede per stare con Te

Oggi voglio amare e non sfiorare invano i cuori

Voglio stare attento a chi mi sfiora nel presente

Essere vigile a chi è solo, almeno con una preghiera

Dare il ritmo del tuo amore in questo giorno

Fa di questo giorno che hai tra le mani

E che la Provvidenza ti affida come un giorno unico

E’ unico perchè questo giorno tu non l’hai mai vissuto

Attrezzati a imbrigliare i pensieri,in modo da essere presente a te

Non fare di te un punto di partenza e di arrivo

Fai in modo che il tuo Signore sia al centro del tuo cuore

Se questo non avviene subito

Portati e riportati fuori del tuo centro e metti Lui

Nell’arco della giornata non fare diventare questo una tensione

E’ solo un grande gioco d’amore dove tu sei figlio che guarda il Padre

Mercoledì 3 Aprile 

Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai. Is 49,8-15

Quanti oggi soffrono di solitudine ?

Quanti si chiudono in se stessi

E pensano che sono dimenticati ?

Quanti sentono il vuoto incolmabile

E dicono che sono stati abbandonati?

Lui è più di una madre è il tuo Creatore

Se pensi ai momenti bui della tua vita

Lui ti ha tirato fuori con dolcezza infinita

Se pensi alle afflizioni subite

Le tue lacrime a Lui non sono nascoste o dimenticate

Se ti guardi intorno e credi che ti sei fatto da solo

Hai dimenticato, nella tua poca fede, l’urlo che ti è uscito

Lui con delicatezza ti ha stretto a Se

Lui fa tante cose per noi, non suona la grancassa

Ma come vento leggero fa sentire la Sua presenza

La nostra persona è stampata nelle Sue viscere

La nostra sofferenza lo fa soffrire

La nostra incomunicabilità lo rende triste

La nostra presunzione di perfetti lo fa allontanare

Le nostre continue e voraci richieste perché servi

Lo fanno soffrire di nostalgia

Perchè Lui cerca figli peccatori da amare

E non servi efficienti che lo odiano

Martedì 2 Aprile

Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?».

Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita.

Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gv 5,1-16

Tante volte ci troviamo impotenti, perché non desideriamo

Quest’uomo è da trentotto anni li che aspetta

Quest’uomo non ha il coraggio di chiedere

Ormai rassegnato a stare a bordo della vasca a un palmo dalla vita

E’ uno che non ha speranza e rassegnato aspetta la morte

Gesù chiede : “Vuoi guarire ?”

E’ questa una domanda fondamentale da parte del Signore

Lui non ci può fare nessun dono se non lo vogliamo

Il vero male è la mancanza di desideri che ci frena

E i sensi di colpa che ci bloccano al pensiero di qualcosa di diverso

Ormai l’unica cosa che resta è espiare

Quest’uomo si trova pure alla porta delle pecore

Che erano destinate al sacrificio nel tempio

Ora tra il senso di colpa e espiare si passa tutta la vita a non vivere

Fa trovare quest’uomo a un passo dalla felicità

E’ solo perché nessuno l’aiuta invece di osare a buttarsi

Aspetta il tempo opportuno che non verrà mai

Perchè non chiede neanche aiuto

Questo tira e molla è la sola ginnastica che conosce

Mentre la felicità è a portata di mano

Lunedì 1 Aprile 

Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Gv 4,43-54

C’è la fede di Tommaso che dice:”Non credo se non vedo”

C’è la fede imperfetta che vuole un segno per credere

C’è la fede iniziale buona che vede e crede

C’è la fede di questo uomo che crede alla Parola senza vedere questa è la vera fede

Oggi alla parola non si crede più

Chi da la parola e non la mantiene anzi la nega

Chi riceve la parola dice si e poi se la perde per strada

Se i segnali stradali fossero messi a casaccio ci sarebbe una babilonia

Non credere alla Parola non ci mette in relazione con Dio

Oggi infatti la parola non ha valore e la confusione è virale

Quelli che non hanno mai ascoltato e creduto alla parola

Sono le persone che pretendono di essere ascoltati e creduti

Li vedete che con il ciglio dell’occhio interrogano le intenzioni

Ma loro non credono a quello che uno gli dice

Con questi personaggi non si ha relazione

Ci sono di quelli che trascurano la parola detta e non le danno importanza

Si isolano e come sbandati cercano chi li può accogliere

La Parola ti fa passare da funzionario (ruolo) a uomo

o da Bambino ragazzo a figlio

Venerdì 29 Marzo 

Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore;

amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Mc 12,28-34

Un Assoluto che chiede a me piccolo uomo :

Voglimi bene “

L’amore poi ha la sua legge è assoluto

Prima ascolta la richiesta che ti viene fatta

Voglimi bene”

Se conosci veramente l’amore

sai l’esclusività di questo amore

In questa esclusività nasce la libertà

Perchè questo non lo faremo mai

Abituati come siamo a osservare le norme

Meglio osservare le norme almeno possiamo chiedere

Quel “voglimi bene” è un invito a entrare nell’Assoluto

Questa tenerezza di Dio verso di noi ci spinge a entrare

Quando entriamo nell’Infinito sappiamo chi siamo

Amare questo Assoluto con tutto il cuore

Tutto il tuo affetto, la tua vita, la tua intelligenza

la tua forza è la disponibilità a questo amore

Ricordati non devi sacrificarti

Dio non ha bisogno dei tuoi sacrifici

Lui ti ama così tanto da farti superare il limite

Questo amore da parte sua è unico

E’ un raggio di sole vergine che si è posato su di te

Tu e Lui, quando viene a te il raggio di sole

ti dona la sua luce e il suo calore, e tu stai bene

Nessuno ama come Lui,

se in te piccolo essere concepisci questo potrai essere libero e felice

Giovedì 28 Marzo

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto.

Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore.

Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni».

Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Lc 11,14-23

La vita nello spirito è un cammino sempre aperto

Non si può dire ce l’ho in tasca e sono a posto

E’ un cammino costante che dura tutta la vita

La preghiera è la medicina che rende forti

Di fronte allo Spirito Santo che è comunione

E’ rendimento di grazie e fraternità

E la Parola, è comunicazione dono relazione

Si oppone lo spirito muto

Lo spirito muto è tale perché non può dire Abbà

E se apre la bocca lo fa per condannare criticare

per chiedere segni, per fare cose sbagliate

Quando non riusciamo a comunicare,

parliamo molto di più e con parole inutili

Da qui nascono gli insulti, le guerre

Noi abbiamo ricevuto il suo spirito

Il centro di tutto è stare con Gesù

Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde. v.23

La tensione che dobbiamo avere dentro è verso di Lui

Prima eravamo sottomessi allo spirito del male

Eravamo schiavi tranquilli

Ora che noi con la forza dello Spirito Santo

abbiamo sottomesso lo spirito muto

E’ iniziata la lotta, perché il male si ribella

Comincia la lotta che dura tutta la vita

E’ nostra responsabilità conoscere l’amore di Dio

In modo da conoscere lo lo Spirito di verità

e far tacere lo spirito muto che vuole isolarci

da Dio e dai fratelli

Mercoledì 27 Marzo 

Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. Mt 5,17-19

Se noi vediamo gli scribi e i farisei

Conoscevano la legge e la rispettavano

Eppure Gesù dice:

Se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei.

Non entrerete nel regno”

C’è qualcosa di più che va cercato

Infatti il compimento della legge è l’amore

Chi ama non si preoccupa di osservare la legge

Perchè l’ha superata con l’amore

Chi è figlio vive rapporti fraterni con gli altri

Questo supera la legge, grazie all’amore

Chi ama non uccide

Chi ama non ruba

Chi ama non mente

E’ proprio dell’amore vivere così

La legge dice dove uno sbaglia, ma non da la vita

La legge avverte dove si muore

L’amore dà la vita, e chi ama ha la vita

Compie la legge e non va contro la vita

Martedì 26 Marzo 

Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Mt 18,21-35

La giustizia del cristiano è il perdono

Col povero il cristiano è sempre in debito del pane

Con lo straniero il cristiano è sempre in debito di accoglienza

Con il carcerato il cristiano è sempre in debito di una visita

Con il solo il cristiano è sempre in debito amicizia

Con l’escluso il cristiano è sempre in debito di solidarietà

Con l’avversario il cristiano è sempre in debito della riconciliazione

Con l’ignorante il cristiano è sempre in debito dell’istruzione

Con il colpevole il cristiano è sempre in debito della correzione

Con il peccatore il cristiano è sempre in debito del perdono

Con il debitore il cristiano è sempre in debito del condono

Non limitare la tua vita alla giustizia

Vai oltre dove il perdono ti ritornerà come centuplo


Lunedì 25 Marzo

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. Lc 1,26-38

Maria dice di Si a una promessa è un Si perfetto

Il Si di Maria è un Si deciso pieno di fede

Adamo quando ode che Dio lo chiama si nasconde

Maria dialoga e vuole conoscere e da il suo Si incondizionato

Il dubbio di Maria è un dubbio logico

Come è possibile non conosco uomo ?”

L’angelo le spiega quello che avverrà

Ecco la serva del Signore”

Si ci sto Signore fai tu

Quanti Si abortiti nella nostra mente

Quante suggestioni di radicalità evangelica che ci hanno invaso ?

Ma non sono altro suggerimenti del cornuto

Che non vuole che noi crediamo a questa promessa

La promessa è che noi siamo chiamati a dare la carne al Figlio

Questa è la vera promessa

Allora se io sono amore la parola in me diventa amore

Se io sono gioia la parola in me diventa gioia

Se io sono umile la parola in me diventa quotidiano

Se io sono egoista la parola in me diventa morte

Se io sono falso la parola verità non abita in me

L’angelo è andato via ad annunciare altrove

Maria ha raccontato a Luca

Luca lo racconta a noi

Noi con la nostra vita siamo annunciatori della promessa di Dio

E come Maria questo vogliamo fare

Si fa con quello che la provvidenza ci mette davanti

Il di più viene dal maligno che il più delle volte ci spinge nell’abisso della mente

Venerdì 22 Marzo 

Pastorale della zappa

Mi arriva all’appuntamento tutto trafelato per il ritardo

Deciso che mi doveva comunicare una scoperta:

Sono andato a un incontro, ho ascoltato un’esperienza.

Ho capito che Dio vuole il mio bene e mi ha fatto una promessa.

Solo a te la vengo a dire, perché mi hai raccolto che ero un uomo morto.

La tua pazienza, ti chiamavo di giorno e di notte sei stato sempre presente

Sono convinto che si realizzerà, in me questa promessa”

Poche parole dette con forza

Figlio mio, è vero che Dio è fedele alle promesse.

Tu devi però fare un salto, non dare al tempo le dimensioni e le misure.

Quando dai al tempo le dimensioni e le misure sei fuori dal tempo eterno.

Il tempo eterno è quello di Dio, tu sai che ti ama, a Lui appartiene il tempo.

Vivi nel Suo amore e a tempo opportuno Lui mantiene la Sua promessa.

Pensa l’amore della tua vita si trova tra sei miliardi di esseri umani, un ago in un pagliaio.

Niente è impossibile a Dio”

Noi ci ammazziamo e ci alieniamo, perché pensiamo che Dio ci inganna

Progettiamo, disfaciamo con i nostri pensieri fino a farci del male

Perchè la nostra fede è misera

Ritorniamo a Lui con un cuore sereno perché Lui vuole realizzare i nostri desideri

Siamo noi che siamo scettici perché insicuri nel realizzarli

Abbandonati a Lui, lascia i vincoli che ti tengono legati al tuo misero io

Non è un’ennesima delusione dai a Dio la possibilità di farti una promessa

Diffida di te stesso è il prossimo passo che puoi fare nella via dello Spirito

E il Santo Spirito ti porterà tra le braccia di Dio

Giovedì 21 marzo

Pastorale della zappa

Succede spesso di parlare di cose di cui non si è fatto esperienze

Si danno consigli e si fanno progetti di lungo periodo

Quando ancora uno non è ancora partito

Un contadino che semina affida il seme alla terra

Aspetta con il cuore in attesa

Solo quando il seme comincia a fare capolino sorride

Vuol dire che ha seminato bene

Solo quando prende la falce e si china per mietere gioisce

Perché il grano che ha tra le mani si confonde con il giallo del sole

Quando il tuo pensiero ti fa parlare di cose non fatte ancora

Fallo tacere meglio vedere qualcosa che il niente del pensiero

Se vuoi essere esperto non fare progetti nella sala d’aspetto

Può darsi che il viaggio non lo inizi proprio e hai sprecato fiato

La gioia è un frutto dello spirito e non un’ idea che si potrebbe verificare

Quella si chiama illusione

Il mal di schiena del contadino dopo la semina

Non gli permette di illudersi

E’ in quel dolore

Nel vedere il suo campo arato bello

Il frutto verrà nell’attesa di chi ha fatto esperienza

L’attesa non ti fa stare nel pensiero di quello che potrebbe succedere

Ma occorre fare alcune pratiche colturali affinché ci sia frutto

Se io non sono contadino ?

Allora fai una pratica di culto gradito a Dio

Lascia il pensiero affida e prega poi ci penserà il Signore

Anche per il contadino è la stessa cosa

La preghiera è l’unica pratica cultuale che ti fa fare esperienza di Dio

E le radici le metti nel cuore

e non nella testa dove tutto si scioglie come nebbia al sole

Mercoledì 20 Marzo 

Pastorale della zappa

Fuggi taci invoca

Fuggi

Non perdere tempo dietro agli uomini

Siano essi ragguardevoli o semplici

La perdita di tempo nel parlare fa scappare gli asini dal recinto

Tieni il recinto della bocca chiusa

Se parli ascolta prima e così eviti di parlare inutilmente

E’ bene scappare da qualsiasi offerta

Può succedere che il tuo cuore vi si appiccica

Un cuore incollato di cose perde la sua identità

Correre dietro alle cose da fare esponi il tuo cuore al salto nel vuoto

Fuggi come la peste ciò che ti seduce

Quando ti svegli ti accorgi che sei invischiato

Concedi anche il mantello l’importante che tieni salda la tua integrità

Taci

Non restare deluso per aver parlato il tuo silenzio è oro

Tacere è un punto di domanda parlare è una risposta non richiesta

Taci davanti al Signore e le Sue misericordie riempiono il tuo cuore

Taci non solo con la mente ma sopratutto anche con il cuore

Un cuore che non tace…. aspetta e l’attesa è tempo perso

Quando entri nel porto getta l’ancora più a fondo che puoi e avrai stabilità

Invoca

Il Suo nome che come musica riempie il tuo cuore

Non dimenticare il Suo nome

Nel Suo nome ogni ginocchio si piega in cielo in terra e sottoterra

Martedì 19 Marzo

Pastorale della zappa

Non c’è un fico secco”

Per dire che non c’è niente da mangiare o da fare

Questa espressione è spesso sulla bocca di tutti

Sta a indicare che sul fico puoi trovare sempre qualche frutto

Anche quando non è la stagione

Pensa il fico è la pianta più fertile

Ai primi di aprile puoi trovare già i primi frutti

Li puoi trovare anche in autunno inoltrato

Anche qualche mummia di fico nell’inverno la troviamo

Quest’ultima è molto buona perché piena di zuccheri

Se guardi dall’esterno non vedi niente in un fico

Quando lo apri ci sono tanti semi e tanta dolcezza

C’è la fecondità dei semi e la dolcezza dell’amore

Anche un fico secco che trovi su un albero

Ti insegna a essere fertile e dolce

Fate frutti di conversione dice Paolo

Questo è un bel periodo

Lunedì 18 marzo

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.  Lc , 6,36-38

Al di la del giudizio morale il non giudicare implica:

Una grande tenerezza verso l’uomo

Un padre rispondeva a questa domanda:

Se trovi in chiesa un fratello che sonnecchia “

Questo monaco rispondeva:

Prenderò la sua testa e la metterò sulle mie ginocchia”

Un’immagine di tenerezza che fa passare il giudizio in secondo piano

Il contrario del non giudicare è avere tenerezza

Invece di denunciare il nostro peccato giudicando

Accarezziamo il fratello che sbaglia quella è vera tenerezza

Perchè amiamo noi stessi

e guariamo del brutto giudizio che abbiamo di noi

Il gesto di tenerezza ci prende e il fratello si sente amato

Due uomini vanno a trovare un padre

Questi prepara al meglio

Gli dicono che non osserva il digiuno

Lui risponde:

Il digiuno lo faccio ogni giorno mentre voi non vi vedo mai”

L’amore fatto di tenerezza si chiama anche buon senso

Questo buon senso è il sale delle relazioni

Ci permette la calma e la serenità del resto Dio Parla nella brezza del mattino

Venerdì 15 Marzo

Come pregare sempre?

Fate attenzione ai tempi morti, sono insidiosi

Dopo aver fatto un’azione, il nostro io ha bisogno di mangiare

Allora dopo un’ azione possiamo sentirci gratificati o meno

Quindi o ci vantiamo alimentando l’io

Oppure se c’è qualcosa che non va andiamo in compensazione

Devi dargli sempre da mangiare al tuo io

Allora

Viene in aiuto la preghiera continua tra un’ azione e un’altra

Quei tempi morti puoi pregare

Hai fatto una cosa bella e il tuo ego ti chiede di mangiare?

Digli:

Gesù mite e umile di cuore fa che il mio cuore sia simile al tuo”

oppure

Gesù figlio di Davide abbi pietà di me”

Oppure:

Grazie Signore”

Se l’’azione che devi fare va male devi stare molto attento

Il nervosismo, la tigna, buttare tutto all’aria,ti portano tra le braccia

della compensazione e li con pazienza devi riprenderti.

Cosa fare ?

Dire a manetta “ Grazie Signore”

Tu mi puoi dire questo è impossibile e io ti dico solo con “Grazie Signore”

Dai una zaccagnata alla tua superbia o al tuo vittimismo che comincia ridere

E stai in pace

In questo modo la giornata l’hai vissuta nella pienezza

Un’altra domanda tela concedo

Ma se io ho una conferenza e finisco un’azione e dopo ne ho un’altra impegnativa?

Tu prega e quando vai a parlare ci pensa lo Spirito Santo

E’ laureato in tutte le lingue parlate e quelle che hanno bisogno di gesti

Lo Spirito nasce dall’amore del Padre e del Figlio che hanno per te

E se questo non ti basta sei proprio rovinato figlio mio

Giovedì 14 Marzo

Pastorale della zappa

Fatica fisica e vigilanza interiore

Quale delle due è più importante?

L’uomo somiglia a un albero

La fatica sono le foglie e il tronco

La custodia interiore è il frutto

Ora un albero che non porta frutto

viene tagliato e gettato via nel fuoco”

C’è bisogno della vigilanza della mente

Affinché ci sia frutto

Ma anche la chioma delle foglie

Questa protegge protegge il frutto

Come si vede

le due cose sono tutte e due importanti

La volontà agisce sul corpo

e da al corpo la forza

Lo Spirito agisce sulla vigilanza e il discernimento

In modo da mettere insieme tutti gli elementi

E la grazia che piove dall’Alto innaffia il lavoro

L’Agricoltore che con cura fa crescere

Ecco il frutto di giustizia di pace gioia benevolenza

bontà domino di se

Ogni uomo che fa questo

Sarà come albero piantato lungo i corsi d’acqua

Le sue foglie non cadranno mai

Ha la vita eterna

I suoi frutti sono buoni

Mercoledì 13 Marzo 

Pastorale della zappa

Ci sono di quelli che fanno le cose buttandosi con lena

Tipo uno si da a una forte ascesi e poi manca di discernimento

Succede poi che alla fine non crede più in Dio

Dice S. Antonio Abate:

Un fabbro quando batte un ferro caldo sa quello che vuole

una falce, una spada o una scure

Tu quando chiedi al Signore qualcosa cosa vuoi veramente

Della tua vita cosa vuoi?

Abbi cura di vigilare su te stesso

E abbi cura di interpellare lo Spirito Santo

Che ti aiuterà a fare verità su di te

Martedì 12 Marzo 

Pastorale della zappa

La fatica

E’ duro seguire la via del Vangelo

quando nessuno ti indica la strada

Maestri ci sono pure troppi

Che abbassano le dimensione della croce

Tutti dobbiamo affrontare la fatica

E’ la fatica per raggiungere le virtù e poterle custodire

Esercitare le virtù vuol dire allenarsi per poterle possedere

E’ un allenamento fatto di discese e risalite

Fatte di silenzio e di frustrazioni

Fatte di preghiere implorate e avere la costanza

E’ sempre un ricominciare da zero

La via della croce presenta tre cadute di Gesù

Proprio le cadute sono le conquiste alla virtù

La fatica a rialzarsi è proprio lì che riacquisti la virtù

Da che parte cominciare ?

Comincia a fuggire come la peste la vanagloria

E’ la madre di tutti i vizi

Con umiltà abbraccia queste beatitudini:

Beati i poveri avranno il regno

Beati gli afflitti saranno consolati

Beati quelli che hanno fame della giustizia

Quella fame sarà saziata

Entra a brutto muso in questa lotta

e vedrai che l’anima diventa ricca di temperanza

Farai tutto senza eccessi, ma con la giusta misura

E’ proprio della temperanza

La più grande fatica è abbattere la vanagloria

La povertà ti aiuta

L’afflizione della sconfitta ti fa rialzare

La tua fame di dare giustizia alla tua anima ti fa continuare

Come vedi è fatica è duro seguire la via della croce

Quando nessuno sa indicarti la strada

Ora la strada la conosci hai tutta la quaresima per provarci e cadere

Quell’oltre che sta dietro al muro dello scoraggiamento

Lo puoi passare attraverso la prova

E’ la prova della fatica che apre la breccia

Lunedì 11 marzo

Pastorale della zappa

Come posso sperimentare la tua Misericordia Signore?

L’abbiamo fatta diventare una parola vuota e senza senso

L’abbiamo adattata per evitare che ci dicano siamo dei moralisti

Tanti volte questa parola ci risulta strana anche a noi preti

Io credo che tu sei onesto e non vuoi barare con te

Prova a chiuderti in una stanza o in posto tranquillo

Stai un mezz’ora riconoscendo i tuoi peccati

Riconoscere non vuol dire sapere ma la conoscenza dell’offesa

fatta a Dio, al prossimo e a te stesso

da questa conoscenza il dolore ti assale è in quel dolore

Che Lui si fa presente in te, arrivano le lacrime

Lui ti consolerà pensa l’Offeso che ti consola

La conoscenza del tuo peccato ti porta alla libertà

La consolazione alla misericordia

Davanti a questo amore

vai a confessarti per avere la gioia

che nessuno ti può dare e togliere

 

Giovedì 7 Marzo  

Pastorale della zappa

Fine inverno inizio quaresima

Già turgide le gemme e pronte a scoppiare

Inizia il tempo di purificazione

Tu piccola gemma cosa mi vuoi dire?

Vedo il ramo ancora secco e spoglio

E’ passato nel freddo dell’inverno

Ora devo prendere contatto con il freddo del mio cuore

Non posso pensare a fare rivendicazioni o lamenti sterili

Voglio entrare nel mio inverno

Togliere la fuliggine del calore che sa di pigrizia

Scaldare il cuore che freddo nel suo stare

Srotolare la mia vita chiusa nel ripiegamento della propria esistenza

Queste considerazioni sono importanti

Ma è più bello piantare nel cuore atti d’amore

Saranno innaffiati con l’elemosina

La bellezza dell’elemosina è espropriarsi per amore

Come incenso sale a Te la mia preghiera

Nel silenzio della notte voglio pregare

Non è questione di tempo sottratto al sonno

E’ ascoltare chi si ama di più

In quei pochi minuti il tuo tessuto spirituale si vestirà di oro

Guardo i rami ancora secchi non hanno preso alimento

E con le loro ultime riserve fanno si le gemme diventino turgide

Anche il tuo digiuno può essere come quello del ramo

Tu ti vestirai di gemme preziose con il tuo digiunare

Caterina riconosci questo mantello”

Signore è mio, ma io non te l’ho dato così bello”

Quel mantello era pieno di gemme preziose

Mercoledì 6 Marzo 

Pastorale della zappa

Lode al nostro Dio così recita la scrittura

La lode come il canto nasce in un cuore amato

Che cerca il suo Amante

Tante volte succede che hai lavato i piedi e dormi

Lui bussa e tu non ti alzi

Lui scompare alla tua vista e tu triste vai cercando

Mille e mille pensieri appesantiscono il tuo cuore

Come cantare un canto di lode?

Se sono straniero a me stesso ?

Allora ti fermi e aspetti;

I pensieri si diradano come la nebbia

La nebbia non è pesante, ma pesa nella testa

Un po’ come i pensieri che appesantiscono

Aspetta non lasciarti andare ad altri pensieri

Non ti agitare e lascia libero il tuo cuore

Il cuore tra mille conosce chi lo ama veramente

E’ il vero Amante rispetto al niente dei pensieri

I quali entrano ed escono dal tuo cuore

Lui bussa di nuovo e aspetta che tu apra

Hai imparato la lezione solerte apri

Come in un attimo il soffio dolce del Suo amore

Fa scappare i pensieri e ciò che essi producono

Invidia gelosia avarizia mestizia concupiscenza

Lui inizia il canto e tu continui

Non so se ti è mai capitato al mattino presto

Ascoltare il canto degli uccelli che si rispondono

Danno lode a Dio e al loro amore istintivo

Allora anche la tua lode sale al Signore

Ascolti e sai di essere ascoltato

Martedì 5 Marzo 

Pastorale della zappa

Spesso nel silenzio della notte

Durante la preghiera il silenzio accompagna

I pensieri sono belli e la preghiera è dolce

Eppure capita che un flusso di pensieri distrae

E non sempre la dolcezza della preghiera si avverte

Anzi è la fatica che impone al cuore di andare oltre

Quante volte vediamo un prato bello ?

Ci attirano i colori e fiori e vorremmo coglierli

Attirati scendiamo dalla macchina e passando in fiore

Cerchiamo quello che capta l’attenzione

Lo strappiamo e andiamo via

Abbiamo l’oggetto del desiderio

Capita spesso che quello più bello è un po’ sporco di terra

Lo buttiamo via perché è sporco

E’ sporco e prima era bello

Eppure quella macchia di terra è l’origine di quella bellezza

Quella macchia si toglie con un soffio

Perchè è un misto di terra e di merda si chiama humus

E’ il fondamento della bellezza del fiore

Tu prendi il fiore e lo butti via e dici: “era sporco”

Forse non hai saputo leggere quello che ti è successo

Humus è la stessa radice di umiltà

Il fiore è bello grazie all’umiltà per questo si è fregiato di merda-terra

Ti ha voluto dire qualcosa:

E tu hai preso strappato e buttato e non hai imparato la lezione

E’ una lezione di vita ordinaria, il tuo desiderio deluso lo ha buttato via

Così consumiamo le nostre relazioni le portiamo alla morte senza imparare

Quando ritorniamo sui nostri passi nelle relazioni

Andiamo a riprendere quel fiore buttato

Il fiore non ci rimprovera e non è riconoscente a noi che l’abbiamo preso

E’ contento perché sta insieme a quella macchia di terra-merda

Che ha dato origine alla sua bellezza questa è l’umiltà

Riprenditi ciò che hai buttato via da te

I tuoi limiti, le tue miserie, il tuo non capire e offrilo a Lui

Tu e tuoi limiti siete un buon humus Lui prende tra le mani

In cambio ti riveste di bellezza

Il lamento diventa danza

E sulla tua bocca mette un canto nuovo

Lunedì 4 Marzo

Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio» Mc 10,17-27

Dio ci guarda sempre in faccia

Vuole che noi lo guardiamo in faccia

Nello sguardo con Lui facciamo l’esperienza della fede

Lui ama parlarci nel silenzio in un luogo appartato

Dove le distrazioni sono inesistenti

Pietro quando ha incontrato il suo sguardo

Ha visto la sua misericordia

Ha pianto si è riconciliato con se stesso

Quando la nostra tristezza bussa alla porta

Guardiamo in alto dietro quel cielo stellato o quelle nuvole

Lui ci aspetta e ci dice “Non avere paura”

Quando ti trovi davanti all’impossibile

Abbandona la tua terra la tua famiglia

Lui ti verrà incontro e ti porterà in una nuova terra

Con la tua fragilità incontralo e Lui renderà leggero il tuo fardello

Niente è impossibile a Lui

Venerdì 1 marzo

Pastorale della zappa

L’alfabeto del contadino

Citazioni, frasi come slogan , espressioni latine

tutto per mostrare la propria cultura

Atteggiamento mondano a chi serve per vendersi bene

E quindi essere accettati in un mondo dove l’apparenza regna

C’era un frate sacerdote molto stimato in un convento

Che spesso parlava con un fraticello laico a bordi dell’orto

Gli chiesero :

Come mai tu che insegni discipline teologiche,

vai a perdere il tempo con quel sempliciotto?”

Questo frate teologo rispose:

Non ho ancora imparato l’alfabeto di questo contadino.

Io le virtù le insegno questo frate contadino le vive.

Occorre andare a scuola della vita per imparare a vivere

Oggi ci sono solo tecniche, ma manca l’olio della virtù

Tanti professori ma nessun “mast’”(vocabolo napoletano)

Che vuol dire maestro

Quel contadino ha imparato dagli alberi a stare ritto

Gli animali vanno a quattro zampe con la testa rivolta verso la terra

L’albero affonda le radici nella terra e la sua chioma svetta verso il cielo

L’uomo affonda i piedi nell’Amore e i suoi occhi ammirano la gloria di Dio

Quel frate sempliciotto queste cose le sapeva

E l’umiltà il frate professore le aveva capite

Giovedì 28 Febbraio

Pastorale della zappa

Certe volte ti arriva una pace e stai bene

Nello stato di bene puoi correre il rischio di cadere nella superbia

E cominci a fare una vita lontano dall’umiltà

E’ un inganno un cui molti cadono

E pensano che ormai va tutto bene

Succede che l’anima non trae vantaggio da questo

Anzi comincia la sterilità

E inquieto come un ramo, che si agita sotto l’azione del vento,

cominci a vacillare e chiedi a Dio perché è andato via

L’anima non progredisce nella quiete

Anzi si atrofizza e non ha giovamento

Chiedi a Dio di lottare affinché ti dia la pazienza

Con la pazienza salverete le vostre anime

E’ proprio della lotta spirituale volare basso

E tenerci umili e bisognosi della Sua presenza

E’ proprio della lotta spirituale allenarsi nella pazienza

Questa è una virtù che fa allargare il cuore

E ti fa prendere in mano la vita in maniera attiva e non frenetica

Mercoledì 27 Febbraio 

Pastorale della zappa

La mia casa è sempre spoglia

Metto ogni volta un vestito nuovo

Sembra che è il momento buono

E poi mi trovo che l’oggi è passato

Penso di offriti la vita

E poi un piccolo dolore mi strugge

Voglio fare qualcosa a Te

Mi ricordo che già sono tuo

Il mio nulla tace rassegnato

Eppure quello che vivo è amore

Tu sei fedele

Sono io che ti rispondo a tratti

Come un alfabeto Morse dove le pause sono lunghe

Quel silenzio di una virgola fa capire la bellezza dell’incontro

E’ bello prepararsi all’incontro

E’ meglio non prendersi sul serio

Non perché Tu non sei importante

E’ solo perché le aspettative mi fanno perdere il pezzo del momento

Questo secondo pensiero

E’ per chi lascia le porte aperte della stalla

Non so se ti è mai capitato di stare in un bus o tram

E sei costretto ad ascoltare conversazioni

Danno fastidio

O quando vai a degli incontri ti accorgi

Che tanti si parlano addosso e regna una confusione

Questo perché le porte sono aperte

E i ladri rubano gli asini

Questa è la fine di chi parla troppo

Impoverisce

Martedì 26 Febbraio

Pastorale della zappa

C’è a volte uno scoraggiamento che ti assale

E tu giri come una trottola

Tutti chiedono tutti pretendono

E tu non sai a chi dare i resti

Cerchi di otturare i buchi che fanno acqua

Perchè la tua barchetta affonda

E tu come in un vortice giri su te stesso

Allo scoraggiamento succede la malinconia

Che assorbe energie e ti lascia esausto

Forse è tempo che metti un punto

No basta dire no allo scoraggiamento

Guarda all’orizzonte il mare che chiama l’abisso

In parte al tramonto del sole c’è la stella polare

A quella stella devi parlare ti indica la meta

E’ tempo di dire basta allo scoramento

Nella bufera del mare quella stella da speranza

Anche se lontana se sai conoscerla riempie il cuore

Metti nel tuo cuore un punto fisso

E’ là tra i marosi della vita tu vai

Non fermarti a guardare i flutti che ti sommergono

Perchè ti spaventi e ti disorienti

Il tuo sguardo alla stella non ti fa chiudere gli occhi

Anche la spuma del mare non ti ferma

Tu verso la meta pieno di vita tieni fermo il timone

Arriverai dove Lui vuole

Qualunque cosa tu faccia lascia i vincoli segui Dio

attieniti alle Scritture

Allora lo scoraggiamento andrà via lontano da te

La malinconia non abiterà presso di te

Tu avanti con la tua piccola barchetta raggiungerai la meta

Lunedì 25 Febbraio 

Pastorale della zappa

Grazia e merito

Non sono sinonimi o contrari

Sono due cose che non possono stare insieme

La grazia è il dono che Dio fa a tutti

Come il sole che stende i suoi raggi

Chi non lo riceve è solo che ha chiuso le finestre

Il Donatore dona a tutti il suo amore e la sua bontà

Chi ha le finestre aperte riceve

Chi giudica se uno merita o non merita

Fa un gesto illegale perché giudica l’operato del Donatore

E’ il desiderio del Donatore dare la sua grazia

Lui lo attua nel dare a te sta nel ricevere

Prendi nella gratuità tutto questo e non dire “Non merito”

Non meriti comunque, ma se Lui ha avuto misericordia

Fatti amare da Lui

Non fare come quelle mamme strane

Che raccomandano i figli dicendogli:

Io ho fiducia in te ma tu non fartela con i cattivi ragazzi”

Se tu hai fiducia lasciamela a me il compito di onorare la fiducia

Dio ha tanta fiducia in noi che non da nessuna ingiunzione

Infatti la gratuità di Dio ci responsabilizza ma non ci opprime

Tu che ti senti oppresso e represso e ti incarti dietro il merito

Lascia stare per quanto tu voglia dare il massimo

Davanti a questo amore gratuito stacce

E comincia a essere libero

Lunedì 18 Febbraio 

Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? Mc, 8,11-13

Ci fermiamo a guardare i segni e

I segni sono molto importanti nelle vita

Ma una volta avuti cerchiamo altri

Noi cerchiamo segni della potenza di Dio

Ma i segni sono una piccolissima cosa

E hanno bisogno di essere letti e non fotografati

E’ la lettura che non riusciamo a fare

E questo è un vero peccato

Dia da solo segni di umiltà di amore e di compassione

Abituati a fare grandi eventi

Siamo analfabeti dei piccoli segni che Dio ci da

I segni sono carezza che Dio ci da

E servono a farci riprendere la vita tra le mani

Altrimenti ci potrebbe sfuggire

E ci troveremo smarriti

Quante volte diciamo “mi sono convertito e mi va tutto male”

E’ perché vedi che nella tua vita le aspettative sono disattese

Medita un attimo su questa espressione:

l’Angelo fece l’annuncio a Maria dopo il Si di Maria”

Luca nel suo Vangelo dice “L’angelo partì da lei”

Un’espressione asciutta dove Maria rimane da sola

Il segno in Maria è stato impresso e….”Che segno!!!”

Facciamo si ,che i segni, che Dio ci da, diventino carne

Allora possiamo portare Gesù nel mondo nel silenzio

Venerdì 16 Febbraio

E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.

Mc 7,31-37

Un sordo non può parlare emette suoni incomprensibili

E’ chiuso in se difficilmente ha relazioni

Siamo sordi ad ascoltare l’Amore

E dalla nostra bocca escono parole incomprensibili

Tante volte ci diamo delle scuse,per parole dette

E che non avremmo voluto dire, invece…

Ma tante volte quelle scuse giustificative

Non ci permettono di assaporare l’amore

Perchè siamo chiusi nel nostro orgoglio

Siamo sordi al Suo amore

E rivendichiamo l’amore e senti urlare a10 cm di distanza

Così vicini così lontani tanto da urlare

Sordi allo Spirito che vuole farci ascoltare parole ineffabili

Chiusi nel nostro orgoglio in attesa di scuse

Che arrivano prontamente confezionate nella plastica dell’ipocrisia

Lo Spirito di Dio con con il suo dito ci vuole toccare l’orecchio

Per far si che possiamo essere nuove creature

Con la sua saliva si vuole donare a noi

Se noi conoscessimo quanto ci ama Dio

Vivremmo nella felicità e non saremmo chiusi nelle relazioni

La grandezza del Suo amore ci porta fuori di noi

E il nostro uscire ci fa essere noi stessi

Allora la nostra bocca si aprirebbe a canti di lode per Dio e per i fratelli

Giovedì 14 Febbraio

Pastorale della zappa

Paura e scoraggiamento

Dopo un po’ di tempo dalla conversione

L’anima avverte certe difficoltà

Quelle di non fare con leggerezza

ciò che faceva prima

Si innesca la paura e lo scoraggiamento

Anzi di non essere capace

Allora ti chiedi il perché tra il prima e il dopo

Prima ti spingeva la vanagloria

Perchè avevi il linguaggio del mondo

Oggi ti ostacola il maligno

Perchè tu vuoi testimoniare Cristo

E il maligno non ha le intenzioni di perderti

Allora l’anima ha paura di perdersi

E comincia a scoraggiarsi

Perchè ti chiedi perché prima andava tutto bene ora no?

Quando eri nel mondo agivi e bene e facevi bene

Era il tuo orgoglio a vincere

E’ cosi che il fariseo perdette tutto il bene

Ora il fatto di ritenere che non fai niente di buono

Questo è salvezza perché è umiltà

Solo se riesci a vincere con il Suo aiuto la paura e lo scoraggiamento

Potrai avere questo mandato:

Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Lc 10,1-9

Mercoledì 13 Febbraio

E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo». Mc 7,14-23

Ognuno di noi quando legge ciò che esce dal cuore fa una lista

E dopo averla fatta pensa di emendarsi

Ma se tu vuoi veramente il cuore puro non fare nessuna lista

Ma piuttosto chiedi a Dio con le lacrime il cuore puro

C’erano due monaci che andarono dall’anziano

E separatamente chiesero:

Il primo si getto ai piedi dell’anziano e tra le lacrime chiese di pregare per lui

Il secondo manifestò i pensieri e chiese di pregare

Dopo un po’ di tempo si incontrarono

Il primo raccontò che aveva avuto un giovamento

Mentre il secondo le cose erano rimaste le stesse

Chiesero come mai questo

Era perché il primo aveva chiesto con insistenza la preghiera dell’anziano

Mentre il secondo aveva solo manifestato i pensieri

Se vuoi che il tuo cuore sia puro prega e fallo con insistenza

Martedì 12 Febbraio 

Pastorale della zappa

Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Mc 7,1-13

Tante volte dalla bocca escono suoni metallici

Parole vuote e insensate anche un po’ ampollose

Ma chi parla ha il cuore altrove e non sa dove

Allora si raccontano minuzie piene di precetti

Che non ravvivano l’anima e rendono il cuore caldo

Inchini con sorrisi di plastica dove tu non sai

E rimani interdetto per buona educazione

La cosa migliore sarebbe mandarli…

Ma questo non è possibile perché prima c’è l’amore

Cerca di non fare come loro

Chi è in piedi cerchi di non cadere ammonisce S. Paolo

Tu controlla da uno sguardo al tuo cuore, vedi se partorisce sentimenti cattivi

Quei sentimenti cattivi ti tengono lontano da Lui

E la tua situazione diventa disperata

Non avrai pace fino a quando dal tuo sguardo

Non allontani questo teatro buffo

Puoi tutta la vita a combattere tutte queste cose?

Non serve, anzi, proprio perché le noti le dai più valore

E loro si sentono perseguitate e si paragonano a Cristo crocifisso

Pensano di essere avanti nelle forme e hanno poca sostanza

E tu li spingi in quelle ideologie che hanno fatto massacri

Lascia stare, nel bioparco del mondo tutti devono vivere

Solo pochi come Maria nel silenzio concepiscono

Perchè fanno della Parola ricevuta loro carne

E si sa che dalla voce esce fetore di Satana o profumo di Dio

Lunedì 11 Febbraio

Pastorale della zappa

Quando la minestra è calda nessuna mosca si avvicina

Quando la minestra è fredda tante vi cadono dentro

Quando il tuo cuore è caldo è pieno di amore

Da te esce una forza che allontana qualsiasi cosa che non è amore

E tu ti doni senza misura e senza chiedere niente per te

Questo perché lo Spirito Santo del Signore ti ha invaso

Ma quando il tuo cuore si raffredda

Ecco gli insetti che sono i pensieri si affollano

E tu cominci a chiedere e pretendere solo per te

Sembra che il tempo si è fermato

Nel tuo cuore non alberga più l’amore

Allora i tuoi sguardi vanno altrove

Coloro che hanno conosciuto l’amore di Dio

Hanno la forza di reagire

Se tu guardi la vita dei santi

Pur di mantenere le postazioni raggiunte

Lottavano senza tregua

Perchè il tesoro che si porta nel cuore

Ha un valore così grande che nessuna moneta d’oro

Sia per quantità sia perché preziosa possa ripagare

In questo modo il loro cuore era sempre caldo

Perchè scaldato dalla preghiera e dal Suo amore

Venerdì 8 Febbraio

La IV via dell’amore di S. Basilio

Basilio immagina il giudizio universale

Il Signore siede sul trono

I salvati stanno alla destra

I condannati stanno alla sinistra

Basilio si trova tra i condannati

Arriva il diavolo e si mette davanti a Gesù Cristo e dice:

Vedi questo Basilio tu l’hai creato io l’ho ucciso

Lui ha seguito me e non te

Vedi questo Basilio tu sei morto per lui io gli ho procurato guai

Lui ha seguito me e non te

Tu gli hai dato tante grazie nella vita io non gli ho dato niente

Lui ha seguito me e non te”

Dice Basilio:

Che io vada all’inferno poca importa, ma che questo diavolo potesse vantarsi così davanti a Gesù Cristo non lo sopporterei “

Basilio voleva dire che siamo capaci di posporre i nostri interessi agli interessi di Dio

Siamo capaci di amare più gli interessi divini che quelli di noi stessi

Amare Dio più di se stesso per questo Basilio va in prigione

In questo sta l’amore cristiano

Poter regalare tutto ciò che si è e si ha a tutti compresi i nemici

Giovedì 7 Febbraio

Pastorale della zappa

Un silenzio inconcepibile

La Parola parla nel silenzio

E’ proprio vera questa espressione

Noi siamo abituati ai luoghi comuni

Silenzio è non parlare, è il niente

Eppure l’anima ama il silenzio

Perchè può ascoltare qualcosa che concepisce

E’ un po’ come il silenzio di Maria

In quel silenzio lo Spirito di Dio Parlò

E il Verbo si fece carne

L’anima concepisce nel silenzio

Il rumore dei pensieri e di quello che viene dall’esterno

Ci lascia distratti e sterili perché abortiamo la Parola

La Parola nel silenzio trova l’anima disponibile

E l’anima l’accoglie come una grande novità

Allora la Parola prende posto e dimora

Dopo aver concepito, l’anima conosce il dono ricevuto

Il miracolo è che questo si ripete sempre

Ogni istante ogni attimo ogni momento che l’anima ha sete di silenzio

Credimi donna questo è il momento in cui si adorerà Dio in Spirito e Verità” cfr Gv 4

Silenzio per concepire , accoglienza per conoscere intimamente

Allora la Parola si fa carne e attraverso di noi entra nella storia

Chi fa casa con me mi è figlio sorella e madre” cfr Vangelo

Se noi ascoltassimo di più i moti dell’anima

Invece di perdere tempo dietro ai pensieri, accoglieremmo la Parola

e la nostra vita avrebbe continuità nell’Eterno

Mercoledì 6 Febbraio

Pastorale della zappa

Chiudere un’azione

Nella nostra vita abbiamo il codazzo delle catene

Quanta fatica a portare questo peso che ci fa piegare in due

Le cause sono tante, quella più sicura sono le scelte fatte a metà

Il se avessi fatto….

E’ il ritornello che ci risuona in testa come una condanna

O il ritornello di chi pensa che è tutta questione di fortuna

A che serve giocarsi la vita in questo modo?

Fare un lavoro di sana pulizia ci mette in condizione di vivere

O meglio far vivere le cose buone che abbiamo dentro

In agricoltura si chiama sarchiatura

Che vuol dire? Tagliare le erbe infestanti con la zappetta

In modo che la pianta buona possa prendere vigore

Quando scegli e compi un’azione vai avanti

E quando vedi che si affacciano le erbacce tagliale

La tua scelta prende forza e porta frutto

Altrimenti fa frutti di scarso valore

Tante volte siamo noi con la nostra mania non chiudiamo

Stiamo sempre lì a sollecitare altre possibilità che sono chimere

Le erbe infestanti non sono le alternative per non chiudere un’azione

Ci sono poi di quelli che chiudono azioni in maniera energica

Come quando si usa il diserbante si corre il rischio di rendere sterile l’azione

Poiché ho fatto una scelta con gli amici di prima taglio

Tu non sarai mai fertile il tuo essere cristiano fa una cernita nelle relazioni

Noi siamo con tutti ma non di tutti

Noi cristiani non siamo una setta che deve difendere i suoi

A noi ci difende il Signore che è molto più forte

La scelta di essere cristiani ci fa essere sale che si scioglie e da sapore

Martedì 5 Febbraio 

Pastorale della zappa

Donami Signore una damigiana di pazienza

Signore donami la pazienza verso me stesso

Non sopporto quello”abbi pazienza

Fermati ! Prima di sputare sentenze

Vedi se l’oggetto della tua mancanza di pazienza

Non lo tieni addosso proprio tu e forse non lo riconosci

L’altro ti da la possibilità da farti da specchio

Hai cominciato a dare sentenze di condanne

Infatti, certe situazioni ti fanno male e non le hai superate

Prima di condannare la situazione e i fratelli

Vedi se per caso sei tu che non ti sei perdonato

Allora fermati vai in chiesa e perdonati

Sempre proiettati verso fuori di noi e poi decentrati

Non riusciamo a fermarci e avere un po’ di pazienza

Meglio pensare di essere maestri che discepoli

Allora ritti nella nostra sicumera nascondiamo chi siamo

Perchè ci siamo già condannati da soli

Ci siamo assolti perché autocondannati

E senza pietà verso gli altri che non sono perfetti

Abbi pazienza con te non ti condannare ne assolvere

Prendi questo limite e perdonati

Lui sta aspettando proprio che tu lo doni a Lui

Allora ti sentirai perdonato capirai la fatica fatta

E l’altro lo vedi in maniera diversa

Perchè hai conosciuto Chi ti poteva condannare

E invece ti ha abbracciato e ti ha amato

Lunedì 4 Febbraio

Pastorale della zappa

Bisogna camminare

Beato chi ha nel cuore la voglia di camminare

E’ vero che sei tu stesso a farti del male

E ti chiedi : “Ma dove vado?”

Il fardello dei tuoi pensieri ti opprime

Tu cammina

E’ vero che apri quella botola

E la tua vita ti passa come un film

La voglia di tornare indietro per cancellare

diventa una ossessione  che mozza il respiro

Tu cammina

Raccogliere il niente e il vedere il niente

ti paralizza al punto tale di toglierti tutto

Tu cammina

Cammina figlio e non aver paura

Lui come a Emmaus si metterà a fianco

Camminerà al tuo fianco

Ti fa leggere la tua storia e tu prendi forza

Rende salde le tue ginocchia

che non si piegano più e hanno voglia di camminare

Oggi la gioia che ti visita è il suo abbraccio

Oggi i contrattempi del cammino è per non farti correre invano

Oggi il dolore, qualsiasi dolore che fa capolino è Lui che ti visita

Oggi ti dirà: “Ti ho scelto, vieni con me”

Oggi Tu Signore cammini con me non tener conto delle mie resistenze

Giovedì 31 Gennaio

Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha». Mc 4,21-25

Fate attenzione e ascoltate è una raccomandazione di Gesù

Prima di prendere in mano la vita di un altro

Stai attento a quello che fai e a quello che dici

Gesù ci avvisa su quello che ci può succedere nel giudizio

Quando tu poi misuri un fratello in rapporto con un altro fratello

Lì è l’apoteosi della tua stupidità

Ricordo tanti anni fa incontrai un formatore di seminario

Che mi diceva che lui cercava giovani con la stellina in fronte

Mi dissi: “Eccolo là, io di stelle non ne ho nessuna e neanche polvere di stelle”

E onestamente stavo ritornando indietro a zappare

Aspettai molto tempo e mi decisi di non entrare in seminario

Poi chiesi al Signore : “ perché mi chiedi ciò che non posso?”

Piano piano tramite un vecchio prete ebbi coraggio e senza stellina sono diventato prete

Le misure che abbiamo fanno male a Dio

Perchè offendiamo i suoi figli e questo oltre a essere peccato

E’ stoltezza

La stoltezza che non ci fa arricchire agli occhi di Dio

Ma ci sarà tolto anche quello che abbiamo

Siamo noi stessi nel giudizio a giudicare noi stessi

Se togliamo Dio ci toglie

Se diamo Dio ci da

Mercoledì 30 Gennaio

Pastorale della zappa

Parabola del seminatore Mc 4,1-20

Oggi c’è la parabola del seminatore

Il Signore fa vedere i vari tipi di terreno

Il terreno buono è tra tanti tipi di terreni

Perchè è buono ?

Perchè si lascia lavorare dalla grazia

Gli altri terreni vivono fuori da se stessi

Prendono tutto ciò che arriva in maniera superficiale

Sono duri quando arriva il seme

O ripiegati su se stessi nelle loro ansie e soffocano il seme

Il terreno buono quando arriva il seme lo avvolge

E all’interno delle particelle di terra ci sono piccole zone di aria

L’aria fa in modo che la temperatura sia costante

In modo che il seme possa marcire e germogliare

La terra siamo noi

Le zone di aria è lo Spirito Santo

Il seme è la Parola

avvolta dalla nostra umanità e con l’amore dello Spirito santo

germina e porta frutto

Da notare che il seminatore non gli importa il tipo di terreno

da a tutti la grazia necessaria per fruttare

E con larghezza semina su tutti i terreni

Martedì 29 gennaio

Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Mc 3,31-35

Quanti di noi stanno fuori e aspettano che lui esca ?

Anche noi lo mandiamo a chiamare affinché Lui esca a stare con noi

Lui ha bisogno di noi è così che pensiamo nella nostra megalomania 

Mentre siamo noi che abbiamo bisogno di Lui

Come bambini capricciosi diciamo :

E’ Lui che deve fare ciò che gli chiediamo”

e gli suggeriamo anche la soluzione, abbiamo anche la soluzione

Vogliamo che si alzi e venga a noi

Quanta arroganza nel nostro atteggiamento

In pochi versetti, la parola figliolanza e fraternità viene ripetuta più volte

Lui vuole che entriamo per essere con Lui

Lui è di buona compagnia e vuole stabilire con noi una relazione familiare

Noi cristiani siamo più dei fratelli di sangue

Perchè chi ci lega è La Vita

Quella vita che non ha fine i legami di sangue hanno un tempo

I legami con Lui sono eterni

Eppure c’è intorno a noi un’orfananza di relazioni

Tutti siamo bisognosi di amore di fare casa

Ma vogliamo stare con Lui, alle nostre condizioni,in un luogo non definito

E’ quello stare fittizio fatto di qualche pratichetta da vecchierelle

Poi ognuno per la sua strada

Lui vuole che lo stare con Lui ci porti a fare la sua volontà

E’ proprio fare la Sua volontà che ci porta nell’intimità

Perchè è fatta in casa tra le mura domestiche

Dove le relazioni non sono fugaci ma stabili e durano per la Vita eterna

Lunedì 28 gennaio

Pastorale della zappa

Nella vita certe volte occorre fare dei tagli

E si passa il tempo a fare strategie

E’ tempo sottratto all’amore

E’ delirio di onnipotenza nel mettere insieme compromessi

Che poi non tengono anzi offuscano nel fare la scelta giusta

Nel tagliare è sempre una ferita che si apre e fa uscire sangue vivo

E’ il duro lavoro da fare se vuoi portare frutti

Come la vite i cui tralci vengono potati fino a poche gemme

Affichè possano portare molto frutto cfr Gv 15

I tagli sono necessari per uscire dal nostro immobilismo

E toglierci dalla muffa che spesso e volentieri coltiviamo

Siamo restii al cambiamento ormai abbiamo le nostre abitudini

Ormai siamo vecchi e vogliamo riposarci

Abbiamo lavorato tutta la vita e abbiamo accumulato

E ora separarci dalle cose ci rimane difficili

Ricordati che il camion di traslochi non segue il carro funebre

I tagli servono per alleggerire la pesantezza di una vita superficiale

Taglia sempre in armonia con le tue radici

La vite anche se contorta vederla potata è bella in inverno

In primavera è gentile con le sue foglie e fiori

In estate con i suoi grappoli porta i suoi frutti

In autunno dona i suoi frutti

e le foglie rosse sono il segno di chi ha dato tutto anche il suo sangue

Una vita di dono si costruisce sui tagli

Venerdì 25 Gennaio

Pastorale della zappa

Mi ha sempre colpito quando ero bambino un vecchio

Durante questo tempo passava per la campagna

Aveva fili di rafia attorno alla cinghia,

un coltello particolare, un seghetto e

un fornellino che portava a mano come la lanterna.

Questo aggeggio nella parte bassa aveva il carbone acceso

e nella parte alta aveva la pece

Mi incuriosiva e spesso lo seguivo

Arrivava vicino a una pianta giovane di due anni

Con il seghetto capitozzava la pianta, faceva uno spacco

prendeva due rametti tagliati a becco di clarino

li infilava nello spacco, metteva la pece e legava con la rafia

Mi diceva :“abbiamo fatto il battesimo alla pianta”

Il battesimo alla pianta? Pensavo che era matto

Invece mi insegnava il catechismo

Pensa mi hanno dato i sacramenti per raccomandazione

poiché avevo una zia suora e al catechismo ero una zappa

Il mio caro amico mi diceva una cosa molto semplice

Vedi dobbiamo tagliare questo alberello perché è selvatico

ha le spine e fa frutti piccoli e insapori e mettiamo questi due zeppi

Poi questi portano frutti buoni, delle albicocche buonissime”

Dopo alcuni anni non vedevo più la differenza tra il selvatico

e i zeppi che portano frutti buoni

Siamo selvatici il battesimo ci innesta nella vita di Cristo

e diventiamo con Lui una cosa sola

Questo vecchietto faceva un servizio alla comunità non prendeva soldi

Non riuscivo a capire che per avere Cristo bisogna pagare

Tutto ciò mi è costato tre anni di catechismo e una raccomandazione per fare i sacramenti

Giovedì 24 Gennaio

Pastorale della zappa

Ultima potatura

in questo periodo alle viti c’è da fare la potatura

Specialmente per quei contadini distratti che potano a gennaio

In questo periodo la linfa comincia a svegliarsi

E quando si pota si dice :“far piangere la vite”

Infatti alcune gocce di linfa cadono a terra

E la vite si impoverisce

Il nostro Viticoltore fa le potature a tempo opportuno

Siamo noi che resistiamo e procrastiniamo i tagli da fare

rimandiamo in quanto accidiosi

Per qualcuno è tempo di tagliare alcune cose

E già da molto tempo rimanda

E’ doloroso fare quei tagli violenti per forza

La nostra pigrizia del rimandare

Il nostro istinto conservativo rimanda la sofferenza

Non fare come l’agricoltore distratto che aspetta questo tempo

Il Signore è puntuale a chiederci i tagli per il nostro bene

Altrimenti cadiamo nel rimpianto

Con l’espressione che suona :

Se l’avessi fatto prima ora non mi troverei in questa situazione”

Un vigneto potato agli occhi da il senso dell’armonia

Un vigneto non potato è la confusione totale

Perchè i tralci non legati cadono in maniera disordinata

Pota ciò che devi potare brucia tutto questo nel Suo amore

Confessa il peccato di pigrizia, tristezza,accidia e riparti di nuovo

Per la vite tutto questo avviene in inverno e a maggio

Per noi il tempo è sempre buono per la confessione

E fare le potature necessarie per la vita

Mercoledì 23 Gennaio 

Spiritualità della zappa

Signore sempre ricomincio e sempre ritorno al mio vomito

E’ come accendere un lume e si spegne

Riaccenderlo e si spegne

Mi chiedo cosa mi vuoi dire

Avrei voluto fare tante cose

E ora mi trovo tra le mani il mio nulla

Mi chiedo cosa mi vuoi dire

Avrei voluto offrirti cose belle

Ma nel cassetto delle cose belle non c’è niente

Mi chiedo cosa mi vuoi dire

Questo fare e rifare è diventato un gioco

Sì!!! un gioco d’amore

Allora in questo gioco d’amore

Ti chiedo di prendere il mio nulla

Ciò che io sono ti do

E allora tutto è un gioco d’amore

Mi abbandono e riabbandono a Te

Metto tra le tue mani la mia volontà

Con tutto l’amore del mio cuore

La dono a Te, perché ti amo

Ti chiedo di non ridarmela

Perchè quando la mia volontà e in te

Anche il mio nulla è in te

E io posso essere te

Martedì 22 gennaio

Pastorale della zappa

Fra i tanti moti del cuore c’è uno inconfondibile

E’ più dell’amore di una donna

E’ più della nascita di un figlio

E’ più dell’amore di un padre e di una madre

E’ più della bellezza di una comunità

E’ più della vittoria su se stessi

E’ più di un atto d’amore dove ti sei espropriato

E’ più di una bellezza mai immaginata

E’ qualcosa che c’è nel tuo cuore

E’ come una brezza e ti accarezza

Ne senti il moto e sai che tra tanti è unico

Quell’amore è diverso, perché ti prende

Chi può comprendere la tenerezza di Dio?

E’ sempre l’anima che lo cerca

Che gira e vaga e a quelli che incontra

Domanda se hanno visto il suo Amato

L’anima sa che tutte le volte ha baciato il Suo Amato

E’ stata riamata di un amore grande

Perchè l’Amato l’ha portata nel deserto

E ha parlato al suo cuore

E l’ha baciata dei suoi baci

Non avere paura del deserto e non abbatterti

E’ il deserto luogo della vittoria dell’Amato

Perchè Lui non vuole essere confuso con altri amanti da 4soldi

I baci dell’Amato danno calore e vita e questo l’anima conosce molto bene

Buona giornata a tutti voi perché possiate incontrare l’Unico vero amore della vita

Lunedì 21 gennaio

Pastorale della zappa

Umanità

Umanità sei così fragile e forte

Basta un poco per morire basta un niente per risorgere

Un saluto negato ti fa morire

Il sorriso del cuore ti fa risorgere

Umanità quando ami veramente sei capace di cambiare la storia

Umanità non distruggere la parola “amore”

Questa parola l’hai dissacrata e l’hai distrutta

Eppure quando ti metti in relazione con il Vivente

E vivi di Lui, nel tuo cuore nasce l’amore

La pietra è dura e rimane tale per secoli

Tu umanità non sei dura ti hanno reso tale

Le sofferenza procurata da chi ti doveva amare e non l’ha fatto

Il giustificazionismo che anche chi ti doveva amare era ferito

In questo modo hanno distolto il tuo sguardo dalla Sorgente dell’amore

Questa Sorgente è stata abbandonata

Continua a zampillare di acqua viva

Ritorna a Lui e non sarai delusa

Sei una giara vuota fatti riempire dall’acqua

Quell’acqua che contatti tutti giorni

Come i tuoi desideri che nascono nell’ordinario della tua esistenza

Quei desideri belli sublimi che ti mettono in relazione con

E Lui cambierà l’acqua in vino

Umanità ama e diventi vino che rallegra il cuore dell’uomo

Un vino amabile ti fa stare con gli amici e al caldo della vita

Un vino aceto e scadente ti allappa la bocca e ti isola

Impara umanità a vivere perché oggi stai imparando a morire

Questo è una contraddizione alla tua esistenza

Venerdì 11 gennaio

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Lc 5,12-16

Questo uomo stanco e sfinito si getta come una cosa ai suoi piedi

Lui sa che Gesù può questo,infatti gli risponde “Lo voglio sii mondo”

Ci sono tante volte che siamo invasi dalla lebbra

Una lebbra che ci esclude e ci escludiamo

Una lebbra che ci fa sentire stracci incapaci di reagire

Una lebbra che ci rode dentro e vogliamo farla tacere

Una lebbra che non ci fa sperare nella vita di oggi, figuriamoci quella eterna

Una lebbre che come una sbarra ci impedisce di andare

Una lebbra che ci chiude gli orizzonti e il piombo del cielo ci sovrasta

Non hai neanche la forza nelle mani per alzarle

Meglio buttarti da qualche parte come un peso morto

E lui con il Suo sguardo ti dice:

Voglio guarirti perchè”:

Tu mi sei prezioso e adatto per un mio progetto

Non posso completare la bellezza dell’umanità se tu manchi

Il male che hai avuto l’ho permesso affinché tu fossi puro

Ti ho saggiato come oro nel crogiolo e hai vinto

Tutto questo ci rende fragili e bisognosi

La lebbra della perfezione ci inganna

Ed è proprio quella lebbra che ci attanaglia che diventa speranza di vita

Non dimentichiamoci di essere lebbrosi redenti

In questo modo la via dell’umiltà quella ordinaria

Combacia con la via alla santità

Tu porti questo segno nella tua carne e nel tuo spirito

Martedì 8 gennaio

Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci..Mc 6,34-44

Noi non riusciamo a mangiare a sazietà

Abbiamo pane companatico e anche di più

Eppure obesi e satolli abbiamo fame

Cerchiamo il cibo che perisce e ci lascia vuoti

Perchè va nella fogna

Abbiamo bisogno di essere riempiti da qualcosa che non passa

Qualcosa che riempie le nostre viscere

E non è la carbonara o la matriciana o il filetto e altro

Quante cose belle nel creato che vediamo e riempiono la nostra vista?

Non abbiamo tempo per guardare

Perchè dobbiamo procurarci da mangiare

Dobbiamo correre in palestra per smaltire

E al cesso per vomitare altrimenti certe taglie non le possiamo portare

I cani e i gatti che avete nelle case gli fate fare una vita da uomini

Anche loro sono obesi perché gli sono stati tagliati gli istinti

per questo non sono più animali completi

Ma giocattoli a cui è rimasto l’istinto del mangiare

E tu pensi che ti amano e ti parlano solo perché quando sentono il rumore del cibo

Vengono da te per mangiare o meglio dipendono da te

Abbiamo stravolto l’ordine delle cose e abbiamo fame

L’Unico che ha compassione per noi è Dio

Ho compassione per questa folla” Lui conosce la nostra fame

Vogliamo un volto che ci guarda e allora diciamo:

Il tuo volto Signore io cerco”

Abbiamo bisogno di pace:

Vi lascio la pace vi do la mia pace non quella del mondo”

Credetemi la pace che Lui ci da riempie le viscere

Tutti bisognosi di essere amati

Invoca il Suo nome e Lui verrà a te e prenderà dimore presso di te

Hai la Sua compagnia che non ti lascia mai

E se io sono ateo?

Lascia la tua ragione che ti fa pensare di pensare

E cerca tra i tanti segni che ti circondano, il loro significato

Una volta che hai trovato il significato fanne esperienza di vita e di amore

Vedrai che sarai sazio perché la mente deve cedere il posto al significato delle cose

E’ proprio in quell’abbandono troverai l’Atteso

Lunedì 7 gennaio

Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. 1Gv3,22-4,6

Questa verità imprimiamola nel nostro cuore

Perchè in questa verità c’è la scelta di vivere

Stando nel mondo ma essere estranei al mondo

Oppure consegnandosi alle realtà del mondo

Per noi uno solo è la Verità ed è Cristo luce del mondo

Per il mondo non c’è verità ma la realtà sempre cangiante

Una realtà multiforme non per la ricchezza di contenuto

Ma per la seduzione che ti attira e poi ti lascia in braghe di tela

Ricordati che in te lo Spirito è il tuo Avvocato

Ti da il consiglio e la sapienza di resistere al mondo

Ogni cristiano porta in se un segreto quello di portare vita

Il cristiano che parla di morte e porta morte è moneta falsa

Il cristiano che minimizza ogni cosa e guarda alle cose grandi

Ha in se il seme perverso del mondo che ama farsi vedere

Ricordati che Gedeone in battaglia è andato con pochi uomini

e questi erano anche piccoli

Nel tuo limite Dio fa grandi cose

Lunedì 31 dicembre

31 Dicembre

Pastorale della zappa

E’ un modo nuovo per stare con i fratelli

Non è far cadere sui fratelli qualcosa che loro non sanno

Ma contemplare i fratelli che hanno bisogno di essere amati

La zappa muove il terreno con la forza del contadino che gli viene dal Re

Ci sono terreni morbidi bagnati dalla Grazia

Ci sono terreni duri che hanno prodotto ma non sono stati riconosciuti e ora sterili

Ci sono terreni abbandonati dove cresce di tutto

Sono buoni cresce di tutto hanno bisogno di fuoco in modo da lasciare solo la Verità

Il Re è il Padre

Il terreno è il fratello

La zappa è la Parola che entra nel terreno e lo ribalta

Il contadino è il cristiano che si china sul fratello per dare la Parola

I piedi del cristiano devono essere saldi affonderanno nella melma

O ben piantati per terra sul terreno duro per essere saldi

Le mani devono avere i calli solo perché hanno zappato la terra

Ma anche dolci perché mosse dal Cuore del Re

Avere una mano dura perché callosa, che ti accarezza è veramente un dono

Perchè in quella mano c’è la forza e la dolcezza

E’ tutto ciò che ha il contadino

Poche parole sue ma tante zappate

Venerdì 29 dicembre

Pastorale della zappa

Tutto ciò ti sorprende

Perché la tua ragione non ti da ragione

Di quello che ti parlo non è sentimento

E’ lo stato di vita di chi ha conosciuto l’amore

Questo è un amore sorgivo

Nasce nelle profondità del tuo essere

E’ sgorgato nel profondo di te

Non ha pretendenti che gli siano uguali

Ci provano in molti ma sono monete false

Quando tu esci Lui ti aspetta

Quando tu ritorni Lui ti accoglie senza giudizio

Quando tu vaghi nell’abisso Lui ti cerca in modo discreto

Quasi che pensi che ti abbia lasciato

L’amore è così

Perchè l’amore sorgivo è di un cuore profondo

Di cui tu non conosci se non solo la superficie

Lui sazia la tua sete ma se ti fermi in questa sazietà

Non può darti di più

Perché tu metti il limite al Suo eterno amore

Che buffo che sei ?

Passi tutta la tua vita a essere perfetto

E sei schiacciato dai tuo limiti

Poi davanti all’amore eterno hai paura

E’ vero che non sei all’altezza perché sei un nano

Ricordati che per amare

Gli spazi e il tempo sono deleteri

Rovinano la bellezza e la poesia dell’esistenza

Giovedì 27 dicembre

Pastorale della zappa

Quando l’amore ti viene strappato il cuore è ferito

Vaga nelle tenebre e l’inquietudine fa da padrona

Lo cerchi ma non lo trovi

Mille pensieri affollano la mente

Ti fai l’esame di coscienza

E vuoi trovare una ragione che sempre di più ti affossa

E dentro rassegnato vai avanti fino a quando non lo trovi

E quando l’hai trovato lo soffochi

Quando l’amore ti viene strappato il cuore è ferito

Dentro di te rimane qualcosa di eterno

Nessuno potrà strappare l’amore del cuore

Aspetti nella pace e ritorni al tuo quotidiano

Verrà ? Quando il suo cuore è libero di tornare

Non verrà ? l’hai lasciato libero di andare

Se tornerà si fermerà

E se ti dicono che questo amore è morto

Non sta a credere

L’amore non ha tempo ha i suoi silenzi

Ha le sue abitudini

Non ti abituerai a queste modalità

Perchè il possesso della tua cupidigia non te lo permette

Eppure il vero amore si nasconde in queste modalità

Non è l’altalena sentimentale

Che le passioni ci vogliono far credere

Non ti agitare perché l’amore si muove stando fermo in te

Quando non avverti la sua presenza

Non è andato via

E’ solo che nel tuo cuore sta riversando il suo amore

Ma tu non lo capisci

Perchè i paletti dello spazio e del tempo li ha fatti saltare

E tu hai paura di essere preda di qualcuno

Non avere paura

E’ Lui che ti ha trovato disponibile al suo Amore

Ha riversato in te la sua bellezza

Mercoledì 26 dicembre

26 Dicembre

Pastorale della zappa

La visita agli ammalati è proprio un momento forte

Una piccola donna magrissima si perdeva nel suo letto

Occhi profondi capelli ordinati un sorriso dolce

Mi erano arrivati tanti dolci

Mi sono detto:

E’ vero che porto Gesù ed è già un dono

Però questi dolci li posso condividere con gli ammalati”

In un piccola borsa avevo dolci e nella tasca della camicia avevo la teca avevo Gesù

La confezione casareccia fatta dalla signora che viene a casa

Sono partito

Mi sono presentato ho dato il dolce e poi la confessione e comunione

Una carezza e la tenerezza di un sorriso come regalo

Ma quella vecchietta che si perdeva nel letto

Mi aveva messo di buon umore

Era proprio bella è una donna sana pur nella sofferenza

Quella compostezza e armonia che ti fa capire che li c’è Dio

Una mattina quella del 24 dicembre da ricordare

E gli altri ammalati non erano di meno di quella vecchietta

C’è poco da fare quando vai a trovare Gesù nel povero hai la ricompensa

Altro che piani pastorali per fare contenitori ?

In questi santuari dove il limite umano è visibile

Ti accorgi che la grandezza di Dio è percepita

E’ la santità quotidiana fatta di piccole cose

Queste anime non hanno mai scritto e se tu dovessi trovarle

Beato te perché il Signore ti ha visitato

Venerdì 21 dicembre

Solstizio d’inverno il sole nuovo

Venne fra la sua gente

Ma i suoi non l’hanno accolto

A quanti l’hanno accolto ha dato il potere di figli

Rimasugli di paganesimo sposati con cultura cattolica

E’ la vera aberrazione, questi matrimoni hanno la malizia di fondo

E’ come uno vuole convincere l’altro della sua verità

A me piace il Cristo che con la faccia dura va verso Gerusalemme

Siamo caduti in quella mediocrità universalistica

Che non ha niente a che fare con la fede

Io festeggio il natale con il mio Signore

Le vetrine e i regali non mi interessano

Con questa luna bella e con le stelle incastonate nel cielo

Il mio albero è pronto fin dall’eternità

Voglio essere povero e godermi questa povertà

Facciamo tanti discorsi poi al dunque le eccezioni diventano regole

Riappropriamoci della nascita del Nostro Redentore

Lui da ricco che era si è fatto povero per me

La Sua ricchezza la mostro nella mia autenticità

Lui ha preso la mia carne affichè io potessi essere come Lui

Non ho bisogno di regali per sentirmi vivo

Io vivo in Lui mio Dono eterno

Questo è il mio natale

Molto grezzo molto asciutto, ma con un cuore vivo che non si disperde

Giovedì 20 dicembre

Pastorale della zappa

Ieri mentre accendevo le stoppe per la pulizia del campo

Mi chiedevo il perché

Sai quando stai all’aria aperta e pensi

Le cose sono più chiare hai il tempo per vedere il perché

Era una cosa semplice

Dopo la bruciature delle stoppe passa l’aratro e poi si semina

Il bruciare le stoppe è una pulizia necessaria

Ha un effetto questa pratica perché le stoppe nel terreno ostacolano l’aratro

Nelle ceneri ci sono sostane buone per il terreno

Il campo è pulito ed è bello a vedere

E questo fa in modo che il seme quando cade sulla terra si sente accolto

A parte che mentre lavoravo c’erano le beccacce pronte a mangiare qualche verme

All’improvviso un gruppo di pappagalli verdi mi passava non lontano

E il pettirosso con il suo piccolo suono mi stava a un metro

5 giorni al natale invece di perdere tempo nei negozi ad alimentare la stoppa

Una bella confessione per bruciare le stoppe del tuo cuore ci starebbe proprio bene

Pensa! Poi passa l’aratro del Signore con la sua misericordia

In modo da smuovere il terreno del tuo cuore

E sei pronto per accogliere il Seme di Dio fatto carne

E poi ? E’ la tua domanda

Aspetta e fa prima questo perché la grazia dell’accoglienza ti da la possibilità di crescere

Guarda il campo non oppone resistenza impara dalla quiete

E’ vero che solo le rondini fanno primavera

Ma i pappagalli verdi le beccacce il pettirosso ti fanno pensare

E in quel pensiero distendi il cuore che sa accogliere

Mercoledì 19 dicembre

E noi vedemmo la Sua gloria

Lo mise in una mangiatoia

Come si fa a vedere la gloria di un bambino che dipende ?

In quella piccolezza si scorge la grandezza di Dio

Dio diventa limite affinché noi potessimo diventare Dio

La perfezione non si raggiunge con atti volontaristici

Dove l’orgoglio diventa la legge del perfetto

Basta un piccolo inciampo e cade il castello di carta

E’ proprio in quel limite di quel Bambino

Che noi in Lui siamo perfetti

La perfezione sta nell’amore e non negli sforzi volontari

Dio si fa toccare da noi e si dona in una mangiatoia

Affinchè noi potessimo mangiare Lui

Gli angeli che ronzano intorno alla grotta annunciano a noi

Che è finita la schiavitù é venuto un bambino a liberarci

Un bambino che ci libera è il peso di questo bambino

Un bambino che è Dio di compagnia non solo ci libera

Ma si fa mangiare si sa il dono vero fatto con il cuore

Disarma sempre

Martedì 18 dicembre

18 Dicembre

E venne ad abitare in mezzo a noi

La Tua presenza Signore non è una finzione

Non è un racconto semi-realista

Veramente Tu veramente Dio sei venuto in mezzo a noi

Guardo Maria che ti mette le fasce

Guardo gli occhi belli e teneri che ti guardano

E anche un velo interrogativo che si chiede

Queste fasce hanno un significato

Queste fasce sono come la cinta del profeta

Perchè questa Creatura dovrà morire

Come il chicco di grano in questo tempo

Nel freddo della terra marcisce e porta frutto

Tu Maria sai tutto questo

Anche Tu morirai con Lui

E metti le fasce sapendo il segreto che custodisci nel cuore

Regina dei profeti prega per noi

Tutto questo per noi uomini e oggi in questo tempo avviene

Corri uomo negli affanni di oggi

Non ti trovare impreparato quando il mistero si rivelerà a te

In questo dipinto non guardare la cornice

Guarda la mamma che guarda il bambino che fascia

Tutto questo è dono per te

Tu guardi tu chiedi e loro rispondono a te

E’ vero ti puoi fruscià nel guardare questo

Ma quante volte hai perso il tempo nel pensiero del pensiero ?

Meglio volare di fantasia nel guardare

Che arrovellare la testa nel pensare del pensare

La fantasia crea

Il pensiero….. (scur…) mi viene una parolaccia

E’ natale non si dicono

Lunedì 17 dicembre

Il Verbo si è fatto carne

Ti sei fatto e le mani di Maria ti hanno toccato

Tu il più bello tra i figli dell’uomo

Curato dalle mani di una donna

La benedetta tra tutte le donne

Mi fermo in questo silenzio e mi interrogo

Tu sei l’unico Dio che non hai disdegnato di farti carne

Tu che hai creato questa carne

E in questa carne hai messo il tuo seme divino

Questo è amore

Questo amore mi sovrasta ed è inconcepibile

Eppure tra le mie mani ogni giorno diventi carne

Un dolore mi prende

Penso al sussulto del cuore davanti a un qualsiasi dono

Penso alla mia sclerocardia davanti al tuo corpo

Un abisso questo silenzio mi assorbe

E’ silenzio di chi non ha parole

E’ il silenzio della vergogna

Donami il cuore di Maria che ti ha toccato

Dammi ancora una possibilità

che le mie mani ti possono prendere come le mani di Maria

Aprimi le porte di questo mistero

Affinchè io possa entrare e stare con Te

Venerdì 14 dicembre

Rimanere saldi

Chi sta in piedi cerchi di non cadere

E’ una delle frasi di S. Paolo

Quanta sicurezza mettiamo nel nostro cuore dopo una vittoria?

E poi cadiamo in una maniera rovinosa

Stare in piedi è un dono che non dipende da te

Diffida della sicurezza che hai nello stare in piedi

Sii attento a non darti sicurezze idolatriche

Ti seducono e ti abbandonano

E’ proprio dello stare in piedi l’attenzione

Un imprevisto…. non perdere la pace può essere un’occasione

Un ritardo ….non ti mettere a cuocere i fagioli puoi perdere la pace e la lucidità di discernere, forse quel ritardo era provvidenziale

Ci sono nella vita certi incastri che tu non sei in grado di programmare ; capitano e resistere è un grave danno spirituale perché  ti siedi e non hai voglia di andare

Non pensare di essere rigido se fai questo

La rigidità è andare contro l’evidenza e si paga uno scotto più grande dell’investimento

Conserva sempre la pace e l’unità della tua persona

I pesi della vita ti fanno piegare è vero

Il più delle volte sono i carichi del vittimismo che il Cornuto aggiunge nel rattristare il tuo Spirito

Tu rimani in piedi e cerca di non cadere

Raglia e porta il carico

Il Viandante che ti affianca non permetterà che tu soccomba

Giovedì 13 dicembre

Pastorale della zappa 1

In questo tempo il giorno diventa più piccolo

In città questo non si vede a causa delle luci

Troppe luci che accecano e non fanno vedere

Negli spazi ampi della campagna questo si nota

E la luce vera quella che illumina ogni uomo

E allora quando il sole sorge e sorge per tutti

Tu non fai la differenza di luci come i negozi

Tu vedi ogni cosa nella sua bellezza

Guardi i colori del cielo e sei felice

Perchè quello che vedi tu lo vedono tanti

E tu gioisci nel sapere che quel colore rosa del mattino

O quel colore arancione e poi rosso della sera

Tutti lo possono vedere

Peccato che le luci accecano e vedi solo i negozi

Le quattro carabattole che devi comprare per natale

Poi se tu vai al di la della luce del sole

C’è la luce dello Spirito Santo in te

E tu piccola lanterna dello Spirito porti quella luce

che non acceca

E’ un po’ come il sole prima del sorgere o prima del tramonto

Che annuncia con il colori l’alba o il tramonto

Tu con i colori che lo Spirito ti ha dato annunci la venuta

e la dolcezza della sera per aver vissuto un giorno con Lui

Mercoledì 12 dicembre

Pastorale della zappa

Nel pomeriggio di ieri ho dato fuoco a delle stoppe

Nel campo c’erano tanti piccoli fuochi che andavano avanti

Altri si fermavano e si spegnevano e non continuavano a bruciare

Guardando bene vedevo che i fili di erba secca erano isolati

E poiché erano separati il fuoco non si poteva trasmettere

Noi sappiamo che il fuoco purifica tutte le impurità

Questo fermare il fuoco era dovuto all’isolamento

Il nostro isolamento arresta il fuoco dello Spirito Santo

Il desiderio di Gesù è :

fuoco sono venuto a portare sulla terra e come vorrei che fosse già acceso”

Come quei fili d’erba secchi volevano bruciare da soli

Anche noi vogliamo bruciare d’amore per il Signore da soli

Ma se noi vogliamo portare sempre le nostre meschine verità

Arrestiamo il cammino della Verità che desidera incendiare il mondo

Noi siamo di quelli che assolutizziamo le nostre verità e le imponiamo

Mentre due esili fili d’erba uniti nella loro piccola fiammella

Coinvolgono altri più grandi e il fuoco si propaga

Alla fine quella cenere è uguale le dimensioni non ci sono

E anche i parassiti muoiono e il campo è pronto per l’inverno

Sul campo c’è una coperta nera tutto sembra morto

Quella cenere diventa concime e poi il campo si vestirà di verde

Per non ammuffire di programmazioni cerchiamo di non isolarci

Tutti siamo chiamati a unirci intorno alla Verità

Pochi sono quelli capaci di rinunciare al successo personale

Martedi 11 dicembre

Non ti puoi smarrire nei meandri dei tuoi pensieri

Quando hai la coscienza che sei finito e accogli la tua finitudine

Tra questi due binari scorre la tua esistenza

Fuori da questo c’è solo la dispersione e la chiusura

Tutte e due devono stare insieme si bilanciano

E’ proprio nello scorrere della vita

L’umiltà diventa l’ago della bilancia

E’ dell’umiltà portarti nell’ordinarietà della vita

Dove gli eccessi non sono ammessi

L’umiltà ti invita a dare la giusta misura alle cose

E’ nel discernere che in te sorge la bellezza della vita

Può succedere che ti smarrisci e ti chiudi perché deluso

Lui ti cercherà e ti porterà sul petto

Lui ti cercherà fino a quando tu non ti accorgi che ti ama

Proprio allora Lui prenderà dimora presso di te

E l’Amore suo in te è perfetto

Quella perfezione che tu cerchi con tutte le tue forze

Non esiste!!!!

E se esiste puoi tenere botta fino ad un evento contrario

Ragazzi all’università bravissimi voti eccellenti

Un giorno vengono rifiutati dalla persona che amano

e il giorno dopo chiudono con tutto tranne con loro stessi

Quella chiusura fa di loro prigionieri e hanno paura

Quanti consensi intorno a te poi un giorno nessuno te se fila

Ti accorgi che non sei più Napoleone ma solo una persona normale

Ecco la crisi da cui non ti alzi più

Fatti amico il Signore perché è Dio della compagnia

Lui vuole stare con te

Te lo ripeto Lui vuole stare con te hai il potere di essergli amico

E non solo puoi riconoscerti suo figlio davanti al suo amore

Lunedì 10 dicembre

Coscienza del limite e Accoglienza del limite

In questo deserto che è il limite dobbiamo entrare

Abbiamo venduto la perfezione che non esiste

La potenza che è un bluff è la vanteria del gallo cedrone

E abbiamo creato malattie da noi stessi accusando Dio

Anzi abbiamo spinto Dio al margine di tutto e di tutti

Siamo stati dei farlocconi e oggi paghiamo il biglietto

Il nostro Dio è Dio della compagnia

E’ il Dio con noi l’Emanuele

Facciamoci trovare da Lui e con Lui viviamo il deserto

Siamo fragili e non vittime e gioiamo di questo

Siamo gente bisognose e non macchine efficienti

Ci hanno messo delle responsabilità addosso gonfiandoci come zampogne

Per quattro soldi e per un po’ di potere

Mentre il Padre del cielo si fa piccolo per portarci su

Abbiamo usato anche l’umiltà per mantenere il potere

Mentre l’umiltà è la vita dell’uomo comune

Ogni giorno ti fa vivere la libertà della conoscenza

Sei piccolo, hai paura e ti paralizzi e Lui ti dice:

Prendi la barella e va a casa tua”

E tu non devi spiegare niente puoi solo rispondere:

l’uomo che mi ha guarito me lo ha detto”

Una testimonianza secca e umile di chi sta portando le sue paure sotto il braccio

Sono contento di fare la pastorale della zappa

Avere a che fare con l’humus mi fa capire

Che io e la terra siamo una cosa sola

Con la differenza che nelle mie narici Dio ha soffiato

Venerdì 7 dicembre

Dio ti vede” “Dio ti cerca

La prima espressione di nefasta memoria

Un Dio che fa terrorismo e lo usavano per controllare

Ancora oggi molte mamme per la loro storia

Quando il bambino va a fare la confessione

Minacciano il piccolo che deve dire tutto altrimenti va all’inferno

Mamme terroriste che hanno vissuto sulla loro pelle una religiosità imbalsamata

Dio prima ti cerca perché ad Adamo dice: “dove sei”

Dio ci cerca perché vuole fare una passeggiata con noi

Vuole incontrarci per stare con noi

Ci cerca sempre, specialmente quando non siamo a piombo

E quando ci trova , perché ci nascondiamo ci lava della nostra sporcizia

Dopo ci vede per contemplarci e mentre noi apriamo la bocca farfugliando qualcosa

Lui ordina agli angeli : Rivestite questo mio figlio mettetegli addosso le cose più belle

dategli l’anello e calzatelo

Altro che “Dio ti vede”

Lui ti vede, solo quando esci dal tuo nascondino, per posare il suo sguardo amorevole su di te

Signore tutto questo noi non sappiamo

Ti abbiamo passato ai raggix pensando di sapere

E ci troviamo Dio che ci aspetta

Se urli “ Aiutami!!!” Lui ti dirà “Eccomi”

Tu scegli di essere una pentola di fagioli chiuso in te

Invece di urlargli la tua richiesta di aiuto

L’urlo è per chi lo cerca veramente perché deve rompere la barriera del suo orgoglio

 Giovedi 6 dicembre

Il fine e la fine

Quanti progetti in frantumi

Quanti piani campati per aria

Dove il proprio ego è principio e fine

Ma l’onesta di dirselo non c’è

Allora accampiamo diritti che non ci sono

Abbiamo desideri contrari al fine

Perchè se sono io il fine la morte come la malattia mi annienta

Mi trovo davanti a un muro dove il mio io si adatta

Dove il rimpianto e la rassegnazione mi pongono davanti alla fine

Il rimpianto è il canto di chi ha rimandato

La rassegnazione è la musica di chi ha omesso

Perchè il detto ingannatore è :“Finchè c’è vita c’è speranza”

La vita di questo detto è ingannevole

Perché tiene conto della mia vita terrena

Fatta di pochi anni di settanta ,per i più robusti aumenta di dieci

E la speranza che sostiene questa vita si chiama illusione

Mentre il fine è puntare sulla vita che non finisce perché eterna

E questa Vita non me la posso dare da solo

E relazionarmi e amare l’Eterno

Che ogni giorno chiede a te “ Mi ami? ”

Se a Pietro ha chiesto il resto “ più di costoro “

A te chiede solo se lo ami come il Fine della tua vita

Mercoledì 5 dicembre

Affanni della vita 3

Spesso ti trovi al guinzaglio del tempo

Ti fa andare dove vuole e tu misero corri

Non ti accorgi che corri contro il tempo ?

Passa il tempo si fa beffa di te

Tu sconfortato continui a correre perché vuoi raggiungerlo

Poverino!!!

Spiaccicato come un pomodoro marcio per terra

vuoi ancora competere con il tempo

Piuttosto raccogliti nel silenzio ricomponi la tua persona nell’unità

E vai dall’Eterno che ti ha redento

Lui è il principio e fine nel suo amore trovi l’Eternità

Nella Sua persona la dimensione eterna del tuo essere

Non ti perdere dietro alle carabattole della vita

Sono già finite prima di esistere e tu ti perdi in esse

Il niente ti porta a spasso con il guinzaglio

E tu senti il peso del niente

E’ questo il tempo dello Spirito dove i contenitori sono recinti chiusi

Si aprono alla Santissima Trinità

E nel tempo eterno le nostre relazioni so aperte all’amore

E ognuno nel proprio stato potrà dare gloria a Dio

Martedì 4 dicembre

Affanni della vita 2

C’è chi ha ed è preoccupato di mantenere quello che ha

C’è chi non ha ed è preoccupato di cercare

Questa è l’ansia che distrugge le relazioni

Ci isola nelle relazioni

Possono rubare quello che abbiamo

Ma noi siamo i ladri che rubiamo la nostra stessa vita

Sia nel trattene che nel cercare

Perché l’ansia assorbe tutte le energie

L’uomo vive di relazioni

L’Altro è il luogo dove l’uomo respira

E’ il Tu che ti definisce

Non possiamo morire compressi trattenendo aria

E’ respirare che da vita

Noi ci rubiamo il tempo per amare

Ci releghiamo in spazi mortali perché angusti

dove nessuno ci trova

Anche il divertirsi è impegno e presenza

Perchè posso prendere e trovare

Che vita da cani di una volta

Oggi i cani sono diventati idoli

Perché il Tu non c’è più

Lunedì 3 dicembre

Affanni della vita

Se volessimo contare gli affanni di ogni giorno

Il numero sarebbe più grande dei minuti di un giorno

Abbiamo la pretesa di superare il tempo

Il tempo non si stanca

Siamo noi che non ci rendiamo conto che siamo finiti

Siamo isolati da noi stessi in quella megalomania

Che ci fa principio e fine di ogni cosa

Poi un palo che ci sbatte sui denti ci sveglia

E ci accorgiamo che non abbiamo un tu

La paura ci prende

Ci accorgiamo di non sapere amare

Perchè abbiamo un solo modello il nostro io

A cui abbiamo sacrificato tanti tu

Il palo preso ci fa rendere conto della nostra sterilità

E l’eco assordante che riempie la nostra testa

Ci fa capire che siamo fuori da noi

Nella corsa ci siamo innamorati del nostro io vincente

E abbiamo smarrito il Tu che ci definisce

Il Tu ti dice :

Abbi fede in Me nel mio cuore c’è un posto per te”

Preparati a questo incontro con una mentalità sponsale

Altrimenti il sacrificio del palo non è servito a niente

Venerdì 30 novembre

Il fare 3

Devo ancora prendere messa

Devo avere la gioia

Devo ascoltare

Devo impegnarmi di più

Devo seguire il Signore

Devo osservare i precetti

Devo confessarmi assolutamente

Allora sono cristiano

No!!!! Non lo sei mai stato

Questi doveri sono precetti di uomini

Lui ci invita a camminare insieme

Possiamo mettere i piedi dove lui li mette

Questo seguire non è un dovere

E’ un amore grande che ti prende dentro

E’ Lui che ci fa

E’ Lui il Vasaio

Noi ci possiamo mettere nelle sue mani

E in questa libertà lasciarci lavorare da Lui

E’ Lui che fa bene tutte le cose

È in questa fiducia che si passa dal dovere al volere

Mercoledì 28 novembre

Il fare 2

Ecco un’altra domanda

…e allora?”

Invece di buttarti a fare in maniera sconsiderata

Cerca di capire cosa ti è capitato

Ricordati che l’entusiasmo è bello se non lo bruci come paglia

Godi del bello che ti circonda e della Sua ineffabile presenza

Ricordati che la pioggia leggera penetra nel terreno

E Dio si propone a noi come una brezza del mattino

La bottiglia non può contenere l’oceano

La sua acqua può donarla all’oceano

E’ quello che avviene nella relazione con Dio

Perdendoci in Lui siamo di Dio

Certe volte la relazioni non va non ti scoraggiare

Prenditi il tempo dell’attesa come opportunità

Per non incorrere nel problema del fare

Comincia a vivere la relazione come un incontro ordinario

Ti senti solo? Cerca la sua presenza

Vivi con gli altri? Cerca la sua presenza nell’altro

Lavori ? Stai contribuendo alla bellezza del regno

Ti diverti? Lui gioisce con te

Martedì 27 novembre

Il Fare

Cosa devo fare?
Una domanda che tanti di noi si fanno
quando iniziano un percorso spirituale
E’ una domanda che nasconde un’ansia
L’ansia di chi è abituato al sacrificio
Più mi sacrifico più l’Altro mi accetta
E’ doloroso avere a che fare con questa persona
Dove ti devi sacrificare per essere amato
E poi sei sicuro che questa Persona vuole che tu ti sacrifichi ?
Oppure a te basta la legge del fare per sentirti apposto ?
E dici…”Ho fatto ? Ora mi paghi”
Non è questo quello che Dio vuole da te
Devi imparare a stare con Lui nella relazione
Quando tu stai nella relazione ti agiti
L’agitarsi è un fare che sposta aria
E invece di dire: “Devo amare e voglio che Lui mi accetti”
Una bottiglia è già piena di suo
Come può ricevere l’acqua dell’oceano?
Così sei tu davanti a Lui
Sei pieno di te delle tue cose pure e impure
Lascia a Lui la possibilità di amarti
La Sua delicatezza e la Sua discrezione ti circonda
Fatti circondare da questo perché la Sua forza
E’ la Sua dolcezza

Lunedì 26 novembre

Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere». Lc21,1-4

Getta la tua vita nel cuore di Dio

Come questa vedova che ha dato tutto

Tu invece di gettare vuoi trattenere e conservare

E invece di investire conservi per il futuro

Hai tanta cura per darti un’ immagine

Poi devi mantenere la stessa con il silicone

Arrivati i quaranta devi correre al restauro per l’immagine

E quando la plastica cola vai in crisi

Questa vedova getta nel tesoro poca roba

E attira lo sguardo di Dio

Sicuramente Dio provvederà a lei

A tempo opportuno la incontrerà chiamandola “benedetta”

Si passa la vita a trattenere

Non solo hai sciupato ciò che avevi

La tua stessa vita ti è passata avanti agli occhi

Quanti parlano dicono e non fanno

Questa vedova ha dato la vita

Passi la vita a fare corsi, itinerari,… e poi?

La delusione di quei maestri che dicono e non fanno

Gesù guarda questa vedova e invita gli apostoli

Come a dire:

Invece di guardare i ricchi che danno il superfluo

Guardate, piuttosto il libro della vita di questa donna

Getta il tutto per essere figlia del Padre onnipotente

Venerdì 23 novembre 

………..si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Lc 19,45-48

La tua casa è casa di preghiera

Una domenica di agosto ero in Iran e cercavo una chiesa

Sopra una cupola ho visto una croce blu

Era circondata sbarre e cancelli quando ho oltrepassato i cancelli

Sono entrato in chiesa

La sensazione che ho avuto è trovarmi a casa

Ricordo molto bene l’impatto che ho avuto

Entrato in quella chiesa era la mia casa

C’eri Tu che mi aspettavi non parlo ne arabo ne farsi

Però quelle braccia aperte sul legno mi accoglievano

Quelle facce sorridenti mi faceva pensare ad una casa

Ho visto un papà che dopo messa è andato in una pasticceria

All’uscita portava le paste per far festa era domenica

Aveva preso un permesso non pagato

Che fede e che dignità viveva la sua domenica con te Signore

Sono un uomo fortunato non ho la canonica lontano

Quando voglio passo da te e faccio casa con te

Sono momenti particolari e intensi

E’ vero la tua è casa di preghiera Tu ci abiti

Tutti trovano riparo e sollievo presso di te

La tua casa aperta non solo è rifugio

Porta in se i segreti di tanti di noi

Entrare in chiesa è fare silenzio e rispetto

Non solo per la tua presenza ma tanti di noi

Hanno lasciato nella chiesa:

Le lacrime, le sofferenze le gioie le speranze

le paure i sospiri

Le mura delle chiese ascoltano tutto questo

per questo tutto è sacro

La chiesa è il laboratorio dove l’umano e il divino si uniscono

Giovedì 22 novembre 

Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.  Lc 19,41-44

Ogni Eucarestia che si celebra è fonte di pace

Tutto questo è nascosto ai nostri occhi

Perchè il nostro cuore è lontano da questa conoscenza

Il nostro cuore celebra l’Eucarestia come un dovere

Tante volte nelle pieghe del nostro cuore si nasconde il peccato

L’offerta della pace fatta al fratello è falsa

Entra nella logica di una cosa da fare

Eppure quella mano che non si apre durante un intero giorno

Si offre a dare pace

Un giorno cadde il mio sguardo sulle persone che di davano la pace

Fui molto triste perché quei gesti offendevano il Padre

Gesti svogliati come a dire “Ma tu che vuoi?”

Occhi sfuggenti che non sono difronte

Facce di marmo infastidite per quel piccolo gesto verso il fratello

Come il Padre essere felice vedere quello spettacolo ?

Vi offro la mia pace e non è la pace del mondo”

Ma credo che subito dopo dirà :

Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”

Quante grazie sprecate perché non siamo dove stiamo

Certo il nostro corpo è lì ma il nostro spirito è vagabondo

Siamo decentrati anche in chiesa

La predica può essere anche noiosa e va bene

Eppure!!!

Ma la sua parola la sua pace il suo corpo sono doni

che ogni giorno ci vengono offerti dalla sua persona

E’ lui stesso

Dove li facciamo cadere ?

In quella morale perfetta che non conosce mobilità

In quella liturgia stantia fatta di pizzi e merletti tutta forma

Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. 

Buona giornata!!!

Mercoledì 21

Mentre passo tutta la vita a pensare cosa devo fare

Tu stai ad aspettarmi, mi chiami e mi richiami

Mentre io nell’entusiasmo corro a fare

Nel fare mi incarto e comincio a qualificare i miei atti

Dicendo :

Ho fatto bene ho fatto male”

Perdo solo tempo a contare gesti e modi di fare

Tu stai sempre ad aspettarmi e cerchi il mio cuore

Che si è smarrito dietro al fare per sentieri non conosciuti

Ansioso del Tuo giudizio mi perdo

Questo fare che poi è un pensare di fare

Indicami Signore la tua via a me basta camminare con te

Sveglia i miei sensi dormienti o deviati dal pensiero

Apri le mie orecchie all’ascolto

Sveglia i miei occhi nella lettura della tua parola

Fa in modo che al mio cuore arrivi la conoscenza

Continui a meravigliarmi della Tua presenza

Alla Tua presenza c’è tutto il mio essere

Dolcezza del cuore che conosce e si perde in Te

Altro non voglio che questo la vita passa in Te

Sorgente e oceano d’amore

 

Martedì 20 novembre

Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Lc 19,1-10

Zaccheo ha accolto

Se tu lo accogli la salvezza, la benedizione di Dio entra in casa tua

Oggi lo puoi accogliere perché oggi passa

Puoi dire:” Aspetto domani”. E’ nella tua libertà farlo

Ma Lui passerà

Tu non sarai certo di incontrarlo domani

E’ quell’oggi che continuiamo a rimandare e questo ci rende mediocri perché non sappiamo rendere solenne l’incontro

Tutti siamo un po’ smarriti nei nostri pensieri

Questo ci rende distratti e l’oggi ci sfugge via

Non è quell’oggi fuggente che vuole la tua morte

E’ l’oggi della salvezza che è grazia e misericordia

Questo un vero peccatore lo sa , perché conosce il proprio peccato

Cerca il Salvatore che è Cristo

Vivere l’oggi ci rende vivi e accoglienti

Perchè la tiepidezza è vomitata da Dio

Lunedì 19 novembre

Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Lc 18,35-43

Se veramente vuoi vedere devi gridare forte

Quelli che lo sgridavano erano impegnati a spartirsi i posti di potere

Erano gli apostoli che stavano discutendo tra loro

Perchè Giacomo e Giovanni erano andati a chiedere il posto

Era una discussione tra sordi che vogliono vedere solo quello che loro desiderano

E il cieco che vuole vedere il Signore della verità

Se veramente vuoi vedere devi urlare Lui ti ascolterà

Non tirarti indietro

Ti puoi sentire smarrito davanti alla cecità che ti circonda

Tu urla più forte

Il tuo urlo sale fino a Lui

Lui ascolta la tua voce e si mette a tua disposizione

Cosa vuoi che io faccia per te”

Signore che io veda “

Che io veda…”

Come tu vedi ognuno di noi

Il senso delle cose che succedono intorno a te

Ogni uomo come una tua parola incarnata

Ora che ti vedo fammi mettere i miei piedi sulle tue orme

Lunedì 12 novembre

Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».Lc 17,1-6

L’aggiunta di stamani è :

Io credo nel Tuo amore Signore”

Oggi è lunedì un po’ intontiti un po’ delusi per ieri

Le domeniche sera il sipario della delusione cala

Comincia il lunedì senza forza e già stanco

Oggi diventi…. un disastro ecologico

Quel gelso sei tu e piantati nel mare della misericordia

Non essere riottoso e scontato come tutti i lunedì

Ieri è andata come andata tu sradicati e gettati nella Sua bontà

Non fare il bambino capriccioso che ripete il solito rito

Il lunedì faccio sempre lo stesso e sono stanco

Ma se tu dici “ Io credo nel tuo amore Signore”

Che fatica fai?

Forse per la tua lesa maestà questo è duro

Meglio fare un gesto di umiltà espropriante del negativo

Che piangersi addosso

Prenditi così come sei e buttati nel mare dell’amore

E’ questo un modo concreto di far aumentare la tua fede

Prendi ogni cosa buona o cattiva come un’occasione per dire “Grazie Signore”

Ti cambia la vita e tu hai bisogno di credere a questo amore di Dio per te

Venerdì 9 novembre

Governare il fuoco

Dopo un po’ di tempo nella vita spirituale

Si assiste  al fenomeno della sciatteria

È come trovarsi un po’ spenti

I legni che prima erano incrociati

Ora si trovano isolati fanno  fumo

E qualcuno fa una piccola fiammella

Allora si deve governare il fuoco

Rimettere insieme i legni rimasti

Aggiungere dei nuovi mettendoli incrociati

È in questo modo che prendono fuoco

E il fuoco va… la fiamma prende vigore

Svolge la sua funzione di luce e calore

Forse devi governare il tuo fuoco interiore

Prima di tutto chiedi aiuto allo Spirito Santo

Poiché di fuoco ne capisce

Fallo soffiare in modo da allonare la cenere

Vedrai con dolcezza allontana l’abitudine

Facendoti vedere la brace sempre viva

Riattizza il fuoco con i legnetti semi consumati

In modo da completare ciò che porti avanti per inerzia

Prendi nuovi legni e mettili incrociati

Tutte le tue difficoltà mettile ai piedi della croce

Cominci a sentirti più leggero

E ricomincia di nuovo sapendo che hai a che fare con L’Eterno

Giovedì 8 novembre

Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.Lc 15,1-10

Davanti a questo amore senza ragione mi perdo, resto smarrito, lasciare il cento per uno

Pur rimanendo perplesso ho bisogno di questo amore unico

Sapere che tu mi ami nel mio essere unico

Che mi cerchi e mi ricerchi mi fa capire che mi posso fidare

Senza giudizio senza rotture di ossa

Mi carichi sulle spalle e ti rallegri

Le altre 99 non le lasci in balia del maligno

Tu ci vuoi far capire che ognuno di noi è unico

Tu mio Dio sei sensibile a questa unicità

Questi unici figli insieme fanno la Tua ricchezza

Peccatori e santi rimaniamo tuoi figli

Non c’è bisogno di smarrirsi per sentirsi amati

Il dolore più grande rimane, essere stati lontani da Te

Quel tempo sottratto al Tuo materno amore

Ti chiedo perdono non quando mi sono sentito peccatore

Perchè sul tuo amore ho sempre contato

E questo ha reso il mio cuore pronto all’ascolto

Ti chiedo quando mi sono sentito giusto nel mio ruolo

E quando Tu mi hai trovato

Mi sono comportato come una pentola di fagioli

Ho dimenticato di essere peccatore e bisognoso del Tuo amore

E ho fatto valere le quantità di cose che mi mancano

Cara mia stoltezza sei sempre vicina a me e mi fai deviare

Non hai ancora capito l’insensatezza del Suo grande amore

Alla Sua cena ci vuole tutti….e insieme

Mercoledì 7 novembre

Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Lc 14,25-33

Signore fammi sedere al Tuo tavolo per iniziare

E’ la prima espressione da dire

Insieme con Lui tutti i progetti hanno un tetto

Altrimenti ti rimane la paura e l’orgoglio

Che ti fanno mostrare perfetto e esigente

E dentro al tuo cuore c’è il fallimento e la delusione

La tua onorabilità è compromessa proprio da questo atteggiamento

Non ti sei seduto a parlare con Lui

Arbitrariamente hai interpretato ciò che Lui non ha detto

Quando agli occhi del mondo tu rimani ai margini

Ma nel tuo cuore c’è la gioia di Lui il tetto lo farai

Ma se sei agitato confuso rabbioso e il mondo ti cerca

Povero te

Non hai calcolato il prezzo del dono

Hai pensato di pagare il dono e questo ti ha messo fuori strada

Il dono si paga con la gratuità

E’ poi nella gratitudine che il Dono investe su di te

Tutto ciò fa parte del dialogo che tu hai fatto nel calcolo

Allora ti diverti da matti

Forme di attrito ci sono e menomale

Proprio questo ti fa capire il bisogno che hai di Lui

Martedì 6 novembre

Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”». Lc 14,15-24

Oggi svolto nella mia esistenza dice l’ottimista

Se riuscissi ad avere fortuna farei tanto bene dice la vittima

Se avessi il lavoro e la salute ti farei vedere il bene che farei

Frasi del genere sono sulla bocca di tutti, frasi che si realizzano nella esistenza dell’uomo dove l’uomo si sente ormai affrancato da Dio

Prima aveva i buoi, aveva preso moglie, aveva da comprare

Oggi non ha tempo per consumare e va in apnea.

Quindi come vedete veloci o lenti l’uomo quando sente la chiamata di Dio diffida di Dio e non di se stesso

Gentilmente una preghierina un segno di croce alla Totò anche questa è fatta

Mentre Dio ha voglia di invitarti a stare con Lui e fare festa

Non la sagra del paese, quella noiosa e ripetitiva fatta di abbuffate e di polemiche

L’invito che Dio ti fa è mangiare con te

Dove Lui è dono e si consegna a te e si fa mangiare e tu vivi di Lui

In quanti affetti hai cercato, ma per questo invito non hai tempo

Lui non si scoraggia manda i suoi servi per l’invito

Li manda tra quelli che non hanno niente

E poiché c’è sempre posto e la casa di Dio è un porto di mare invita a cercarne altri, fuori dal recinto

Sono quegli esseri grezzi che non sanno fare inchini e genuflessioni

Proprio quelli entrano; per il rosicamento delle brave persone

Quanto sei grande Dio

Ci inviti e scappiamo

Tu ci cerchi ancora e noi rifiutiamo

E Tu ?

Cerchi altrove perché è in Te l’amore dono e si dona

Se noi conoscessimo veramente quello che perdiamo

Moriremmo di dolore

Ci dai sempre la possibilità del Dono

Perchè Tu Dono ti consegni e riconsegni sempre a noi

Lunedì 5 novembre

«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Lc 14,12-14

C’è una mamma nel mondo che è sempre generosa

In qualsiasi posto del mondo tu vai

Potrai vedere opere che i suoi figli hanno fatto

Opere che i figli fanno senza pensare a se stessi

Questa mamma infatti ama questi figli

Che nel segreto costruiscono, istruiscono,accolgono sfamano

Ho girato molto e ho sempre trovato opere di bene

Questa mamma è la chiesa….. Perché parlare sempre male ?

E’ vero ci sono figli e figli ma non ci sono solo quelli cattivi

Ci sono anche quelli buoni che ogni giorno danno la vita senza chiedere niente

Di questi nessuno ne parla è proprio qui la gratuità e la forza soprannaturale di questa mamma

Sicuramente non faccio un buon servizio a questa madre

Ora che parlo della sua bontà e della sua generosità

Però nella verità dobbiamo dire la bellezza di questa sposa

Ama i suoi figli Giuda e i suoi figli Giovanni

Il Suo Sposo le ha lasciato questo testamento

Certo è molto più facile prendersela con questa mamma

La sua fecondità è immensa

Una piccola chiesa spersa nella foresta con un prete con una tonaca consumata

Tanti bambini tanta allegria e anche cibo

Quanti figli anonimi hanno contribuito e quel volto sorridente di quel prete

Tutti questi grazie a Dio non hanno una lapide ricordo

Questa madre li ricorda nelle preghiere e lo Sposo li accoglie in paradiso

Venerdi 2 novembre

Un giorno da meditare

Oggi c’è questa domanda:

Quale è la qualità della tua vita?”

Ieri Gesù ci ha parlato delle Beatitudini

Abbiamo bisogno di Lui per viverle e nel Vangelo è tutto scritto

Oggi abbiamo bisogno dello Spirito Santo

E’ lo Spirito che da vita e ci porta nell’eternità

Viviamo nello Spirito non siamo immuni:

senti la stanchezza del giorno, ma è una stanchezza piena

Il dolore bussa lo stesso alla porta, tu la apri e lo accogli

Che fai resistenza secondo i tuoi istinti ?

Perdi più tempo e vieni divorato dalla rabbia

Lo Spirito da continuità alla tua vita

La congiunge con la vita eterna ossia la vita che non finisce

Vivere la vita a pezzettoni tra il bianco e il nero

E’ una vita grigia

Non essere daltonico ai colori di Dio

Lo Spirito rende i tuoi occhi profondi che sanno guardare il cielo  

Nei cimiteri non cercate i morti ma i vivi

Ormai certe tombe sono diventate dei bazar disadorne per incuria e botteghe delle nostalgie

Mercoledì 31 ottobre

31 ottobre vigilia dei santi e ultimo mercoledì del mese.

Questa Sera ci incontriamo per celebrare la messa nella basilica

Il vangelo è quello delle beatitudini

Quando sono sceso in basilica da solo per un po’ di tempo mi sono fermato ad occhi chiusi

Ho pregato e ho chiesto l’intercessione dei tanti santi martiri il cui corpo ha trovato riposo in quelle grotte

La terra ha bevuto il loro sangue 

Le lacrime di chi ha perso il fratello la sorella la madre il padre erano custodite dal silenzio e dal buio

Come i canti di lode nella notte per sfuggire alle persecuzioni

Le mura della basilica e dei cunicoli mi testimoniano il Dono

Il Dono firmato con il sangue

Seguiamo chi per primo e sulla Sua pelle ha vissuto questo

Lui povero non aveva dove posare la testa

Lui afflitto per la morte del suo amico Lazzaro

Lui mite riferimento per imparare da Lui mite e umile di cuore

Lui giusto la sua giustizia è amare

Lui misericordia infinita ti aspetta sempre a braccia aperte

Lui puro si è consegnato a noi senza riserve

Lui pacifico ha preso su di se la nostra violenza

Lui perseguitato perché il suo bene per tutti non era legale

La legge degli uomini va osservata ecco la schiavitù

Non pensare di fare di queste beatitudini la tua vita

Diventi solo un moralista becero

Vai da Gesù e impara per almeno un po’ di anni

Conosciuto il Maestro potrai cominciare a balbettare qualche parola

Martedì 30 ottobre

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Lc 13,18-21

Un piccolo seme viene gettato e diventa un albero

Qualcosa che si confonde e viene nascosta nella farina

Impastata ne fa aumentare la massa

Il programma che Dio ha con noi per la diffusione del regno è:

Chi vuole essere grande deve diventare come un bambino

Chi vuole comandare si deve fare servo

I titoli di piccolo non sono indicazioni stradali che ad ogni incrocio vedi

E’ quella semente che non ha valore secondo l’uomo

Ma dalla propria morte fa nascere una foresta

Dio non lo vedo è nascosto

Non pensi che sei daltonico al colore di Dio ?

Lo vedi in chi ha bisogno

Abbraccia quel lebbroso, che ti fa schifo, con amore

E ti accorgi che l’Amato che sta in te ti dice “Eccomi”

E’ Lui che ti cambia le coordinate della tua esistenza

Sappi che il regno è fatto così

Il fare viene sempre dopo la conoscenza