Semi di fede

giovedì 2 aprile

Pastorale della zappa

Ogni cosa ha il suo risvolto

Il bene volge al meglio

Il male attira il peggio

Piccoli semi di bene sono caduti nel cuore

Il nostro calore nell’accoglierli

La nostra pazienza nel non abbatterci

Il male che ci è capitato

L’abbiamo accolto con pazienza

Dio lo sta trasformando in bene per noi

Dove c’è stata la semina della zizzania

Dio ha fatto un bene per noi

Ora bisogna avere pazienza e resistere

Perchè il Nemico è sconfitto

E come leone ruggente cerca ancora chi divorare

Resistiamo nella fede cfr 1Pietro

E’ proprio la fede che ci fa arrivare alla pazienza

Quella pazienza che tutto spera

Quella pazienza che tutto ama

Che come pilastro ci sostiene

Perchè la pazienza ti fa vedere Dio

Mentre se ti agiti e hai ragione ma non serve

Se ti arrabbi diventi violento e ti fai male e fai male

Neanche questo serve

Anzi ti fa distruggere te stesso e gli altri

Esercitati in questa pazienza ed erediterai la terra

Vuol dire che sarai luce per molti

mercoledì 1 aprile

Pastorale della zappa

Stanotte ho raccolto le ceste di pane avanzato

Ci sono a volte delle cose

che non si possono raccontare

Non perché uno vuole fare lo scienziato

E’ solo perché non trovo le parole adatte

Avete mai fatto un regalo a uno che sapete che ama ?

Facciamo i regali a qualcuno che ci interessa

Che amiamo profondamente

Che è una persona importante

Vedete è amore tutto ciò

Per per la scelta del regalo

A secondo dell’importanza faccio o compro il regalo

E’ come esprimere il prezzo e le dimensione di un amore

Una persona che ama e che voi amate

Non ha bisogno di tutto ciò

Perchè per la ricchezza dell’amore basti tu

Quanti abbracci abbiamo desiderato di dare e di ricevere?

Quanti baci abbiamo desiderati di dare e di avere?

Quante strapazzate abbiamo pensato di fare……

Alle persone che amano e amiamo ?

Ci siamo accontentati del virtuale

Ci siamo accontentati del niente

Per il tempo che ci rimane visto

che prima non l’abbiamo fatto

E che oggi non possiamo fare

Appena finisce questo carcere democratico

Lo possiamo fare

E visto che a fare decreti ogni notte

non abbiamo da vivere non spenderemo un euro per regali

Perchè gli abbracci non costano ma potenziano l’amore

Martedì 31 marzo

Pastorale della zappa

Signore scendi in mezzo a noi

Le abbiamo provate tutte

Ora siamo stanchi e abbiamo bisogno

Ora fermati!!! perchè la paura ci assale

Uscire stare in casa mangiare o non

Sono cose di secondo piano

E’ vero manca ancora una cosa

Entrare in noi e riflettere su questo stare

Ora veramente siamo poveri

Tutto crolla rimane una Verità

L’amore che diamo e riceviamo

Questo ci fa rimanere in piedi

Il nocciolo dell’esistenza è questo

Tu Signore ci puoi tirare fuori da questo inferno

In questo crollo dove la paura come cane randagio

Azzanna il mio polpaccio

Mi abbandono a Te Padre

E’ proprio in questo abbandono a Te

Che l’amore mi centra e mi fa sperare

Contro ogni speranza rimane la Speranza di Te

Al di la di ogni fede rimane la Fede in Te

Contro ogni amore rimani Te Amore

Portaci fuori da questo inferno

lunedi 30 marzo

Pastorale della zappa

Due espressioni stolte escono da noi:

Tanto Dio è misericordia alla fine perdona tutto”

Se penso che Dio è misericordia poi uno ne approfitta”

La stoltezza dove è ?

E’ quella che tu non tieni conto di Dio

Dio è l’onnipotente e conosce la parola

Prima ancora che esca dalla tua bocca

Dio è persona di cui noi siamo sua immagine

E certi discorsi non dovrebbero uscire dalla bocca

Allora Dio dovrebbe tapparmi la bocca così non pecco?

Dio non fa il tappa cloache

Ti da la possibilità di farti rendere conto delle tue parole

Queste infatti sono parole di giudizio

La prima contiene:

Posso darmi alla pazza gioia tanto Dio mi perdona”

Tu stai dicendo che la vita non vale niente

Hai bisogno di ubriacarti di cose

Ricordati che Dio non spreca il Suo amore

A chi non sa spendere bene la sua vita

Sulla tua bocca non ci sia questa espressione

La seconda nasconde una diffidenza pericolosa

Siamo così prigionieri di noi stessi per gli errori fatti”

Che non ci diamo possibilità di essere amati da Dio

La nostra immaturità continua, non fa sbocciare la vita che è in noi

Quanta tristezza da un bocciolo di rosa

Nel vedere i suoi petali chiusi di color marrone….

E’ marcito senza mostrare la sua bellezza

Questi sono coloro che si rendono la vita pesante

I primi è bene che si esercitano nel timor di Dio per avere misericordia

I secondi nella pazienza per chiedere misericordia

Coloro che sono un po’ per sorta chiedere spesso la misericordia

venerdì 27 Marzo

Pastorale della zappa

Taci e abbandonati

Ieri dopo la preghiera pensando al freddo di questi giorni

Che ha bruciato un po’ di piantine

Ho pensato alla vita di tanti contadini

Che investono un capitale e poi tutto è bruciato dal freddo

Che fai ti disperi? Imprechi?

Ti arrabbi con Dio ?

O suggerisci a Dio che certe cose non devono accadere?

Ho pensato al mio rapporto con Lui in questi anni

Una relazione ormai che si avvia a nozze d’oro

C’è stato un tempo di arrabbiatura

Un tempo di silenzi affollati di pensieri

Un tempo dove davo consigli a Dio

Un tempo dove il lamento era una nenia noiosa

Un tempo di dolcezza, ma anche lì le parole si sprecavano

Un tempo di lode dove le parole più belle erano da scrivere

Un tempo di ringraziare dove l’adulazione è come il miele che sbrodola

e ti ci s ‘appiccica alle mani

Vedendo le piantine sfatte dal freddo

I pomodori con le foglie bruciate e i peperoni stesi

Che fare? Aripigli la zappa e risemina

Mi dirai…. Che ci azzecca con la preghiera ?

E’ un po’ quel rifare che mi suggerisce di rinnovare la relazione con Lui

E coniugare questi due verbi taci e abbandonati

I pensieri come insetti noiosi affidali al sangue di Cristo

Il suo sangue è un antiparassitario efficace e la tua mente è libera

Ma i pensieri tornano ? E tu continua a dare questo antiparassitario

Perchè non devi raggiungere risultati

Devi stare solo con Lui nell’abbandono

Ma poi non posso scrivere niente? Quante cose hai scritto e non ricordi?

Non vivere di sensazioni ?

In Una relazione nell’abbandono Lui si fa trovare

Tu vuoi Lui ?…. o alimento per il tuo ego?

Che come parassita ti trasporta in ogni dove

E fa sì, la luce che tu vedi è solo la fiamma di un fiammifero?

Non riscalda e rimani con il cerino spento in mano

Abbandonati anche se dormi c’è di buono che non pecchi

Buona prigionia e trova un angolo della tua cella dove puoi volare con Lui

Giovedì 26 marzo

Pastorale della zappa

La preghiera dell’uomo buono

Sulla terra non c’era nessuno mite come Mosè

Leggendo la lettura di oggi si nota la relazione

di come Mosè ha con Dio

Mosè parla con Dio faccia a faccia

Dio prova la sua fedeltà

Si vede come Mosè dice a Dio

Che è stato Dio a far uscire dall’Egitto

Mosè si mette tra Dio e il popolo

Affinchè Dio non punisca il popolo

Pregare per gli altri o intercedere

è la preghiera gradita a Dio

Mosè è così pronto a morire (farsi da parte)

E Dio desiste di distruggere il popolo

Moltiplichiamo le messe spettacolo

Raccomandiamo cosa bisogna fare

Ma non ci buttiamo a terra davanti a Dio

Per chiedere di far finire questo flagello

Questo flagello finirà come tutte le cose

Portando con se feriti e morti

Ora è tempo di implorare la Sua presenza

Come Mosè che dice:

Signore tu dici a me che ho fatto uscire il popolo dall’Egitto

Signore tu hai fatto uscire il popolo dall’Egitto con mano potente

e braccio teso ora fa in modo da condurlo alla terra che tu hai promesso

La bellezza di questa preghiera è farla in silenzio

Non per se stessi perché scampiamo dal pericolo

Ma perché tutti ci salviamo

Anche coloro che assistono e rischiano la vita

Intercediamo per loro affinché possono tornare a casa

Allora il Padre si commuoverà e riparerà i danni fatti dall’uomo

mercoledì 25 marzo

Pastorale della zappa

Oggi 25 marzo festa dell’incarnazione

Eravamo smarriti e preda di noi stessi

E non solo questo ma anche preda della bestia

Nell’incarnazione il Signore ci ha voluto regalare la dignità

Nella sua morte ci ha salvato pagando il riscatto

Nella resurrezione ci ha dato la Speranza che non delude

Tutto questo per amore e dono

E noi non conosciamo questi doni

Con la stessa ignoranza se non peggio

Non conosciamo il male che ci facciamo

Come bambini capricciosi ci vendiamo per dispetto

Alla Samaritana Gesù dice:

Se tu conoscessi il dono e chi ti chiede da bere”

Dio ha sete di noi e lo cerchiamo anche noi, ma non tutti

Perchè la bestia vuole farci credere

Che la Scrittura è un libro di favole

Poi gli leggi la Scrittura diventa isterico

Una volta gli ho detto mettiti d’accordo con la capoccia

Ma la bestia continua a negare

Il seme della menzogna ha invaso la nostra società

Per sapere un po’ di verità

Contempla questa festa, per amore Lui si è incarnato

A non chiede niente che non sia il tuo bene

Hai molto tempo a disposizione leggi il vangelo di oggi

Vai ad ascoltare il pezzo della buona novella di De Andrè

Dove Maria racconta l’annunciazione

E’ un canto dolce con parole che ti fanno volare

Se tu conoscessi il dono che hai tra le mani

Ti fideresti di più di Dio

martedì 24 marzo

Pastorale della zappa

Ieri c’era un vento fortissimo

Vedevo le piantine trapiantate da poco sballottate

Quasi tutte hanno un sostegno

Resistono anche se oggi alla luce del sole

Vedrò chi di loro ha bisogno di essere sostenuta

Cerca oggi all’interno della tua famiglia

Chi ha bisogno di una buona parola

Tante volte per darci una ragione

Ci mentiamo e giudichiamo

In una maniera fredda e senza amore

Lasciamo la nostra carne allo scoperto

Abbiamo cura di quelli che sono in casa

E’ forte il nostro dolore

Cerchiamo un sostegno

In modo che possiamo confrontarci

E sostenerci insieme

Rivolgiamoci al Signore che veglia su di noi

In questa solitudine ci sorreggerà

Facciamo sì di non fiaccare le pecore forti

E ammazzare le pecore deboli

Tutti i sostegni delle piantine devono essere

Forti per le piante robuste da resistere al vento

Dolci per quelle delicate in modo da non soccombere

lunedì 23 marzo

Pastorale della zappa

Fino a quando si tratta di far fronte comune

Va tutto bene come si dice

Ora il virus serpeggia nelle relazioni

E quello che è il limite dello stare insieme

Ci costringe nello stare

Noi siamo brava gente lo eravamo anche prima

Ora il vivere attaccati all’altro diventa il mio limite

Sapete che zappare è bello specialmente i primi venti centimetri

Poi ti trovi con la zappa un altro strato

Si chiama cappellaccio è duro da rompere

Per muovere la terra devi usare il piccone

Ora stando insieme già da un po’ di tempo

Le relazioni sono un po’ più difficili

Mettici le paure le ferite i limiti

Tutto questo è una miscela esplosiva

Che fare ?

Ricorda il tempo

quando hai incontrato l’amore della tua vita

Ricorda la bellezza della decisione di avere in casa il figlio

Ricorda lo stesso animale

che hai preso in casa e ora lo vuoi buttare dalla finestra

Ora cominci a rompere il cappellaccio del tuo cuore

Un piccolo ha coniato il nome a questo tempo

La quarantesima ora si tratta di vivere questo tempo bene

Ora la preghiera diventa pausa per respirare

Ora Dio questa persona incomoda

Che vogliamo metterlo chiuso in chiesa

Lo vogliamo spettacolizzarlo in tante forme

Ha un unico desiderio entrare in te

Vuole fare quattro chiacchiere con te

Vuole che tu gli dai il permesso di aiutarti

Prendi il piccone del tuo urlo

E vedrai, rompe il cappellaccio del tuo cuore

Sotto il cappellaccio c’è uno strato di terra ricco

Sotto quelle paure limiti ferite c’è la bellezza

Questa quarantesima ci fa entrare i noi stessi

Tirando fuori il bello da poi investire nelle relazioni

In questi anni siamo scappati via da noi stessi

E i ruoli ci hanno distrutti nelle relazioni

Sotto il cappellaccio c’è la storia vera della nostra chiamata

Non è il ruolo del prete che mi fa vivere

Mi tiene vivo la chiamata a stare con Lui

Non è il ruolo del genitore che mi sostiene

Ma la vocazione alla paternità e maternità

Che mi fa chinare sui i figli miei e i deboli

Non è il ruolo di marito o di moglie che mi fa stare con l’altro

Ma è la vocazione di essere sposo o sposa

Perchè il mio intimo non è solo ma è nell’altro

Questa settimana lavoriamo sotto il cappellaccio.

venerdì 20 marzo

Pastorale della zappa

Tu mio Signore non ti stanchi mai di chiamarmi

Ascolto il tuo chiamare e ne sono felice

Poi mi perdo perché non abituato ad ascoltare

Mi rendo sempre più conto

che ho vissuto di idolatrie

che otturavano le mie orecchie

Poi la tua voce è diventata sempre più forte

Fino ad irrompere nel mio profondo

E tutto ciò che prima mi sembrava vero

Ora è solo fuffa

che ha accecato gli occhi dell’anima

Quando la tua voce ha fatto irruzione

Mi sono rivolto a te come ad un idolo

Invece il tuo urlo era per me

Era un urlo di bene per me

Mentre pensavo ad un rimprovero

poi ho capito la tua passione per me

Certo Signore

non seduci per farmi abboccare come un pesce

Che non vede l’uncino sotto l’esca

Quando irrompi nella vita si ha paura

Poi avendo confidenza con la passione che hai per me

Scopro la dolcezza di quella forza

Mi chiedo quanto fiato hai dovuto sprecare

Affinche questo misero asino capisse

Ma non lo chiedo non perché non voglio conoscerti

E’ solo perché la tua presenza in me

Fa dimenticare ogni affanno

Certo porta per sentieri che sembrano brutti

Tipo quei sentieri fitti di boscaglia

Dove confondi le sagome degli alberi

con uomini che sono appostati

E gli spettri del passato fanno paura

Poi arrivi in una chiazza verde

dove le stelle a frotte ti aspettano

Il buio rimane ancora

Ma la domanda è d’obbligo:

Chi ha messo quei puntini luminosi fissi in cielo?

Davanti a tanto bello

Chi è Colui che ha gusti così belli ?

Solo tu il Creatore noi possiamo godere di questo bello

Le cose fatte da noi sono limitate

Relativizzano il male e il bene

Tu invece mio Dio hai fatto bene tutte le cose

Giovedì 19 marzo

Pastorale della zappa

Festa del Papà e della mamma

Se ci chiniamo su chi ha bisogno

Se accogliamo chi è solo

Se proteggiamo il piccolo

Se abbiamo cura di chi è malato

Oggi è la festa di tutti coloro

che amano per primi

Il papà e la mamma amano per primo

Oggi è una festa bella

Giuseppe ha protetto il Bambino e Maria

Noi tutti possiamo essere tanti Giuseppe e tante Maria

Perchè per festeggiare non abbiamo niente

Solo le nostre persone che vogliono avere cura dell’altro

Oggi siamo tutti papà e mamma

E’ dal nostro interno che nasce tutto ciò

E’ la nostra vita che diamo all’altro

Eravamo come smarriti nel proprio isolamento

Ora siamo precari e pieni di vita

Il dolore ci sta e si taglia con il coltello

Però si vede che viene diviso

Oggi siamo tutti papà perché protettivi

Oggi siamo tutti mamme perché accoglienti

Siamo tutti pazienti ci si sopporta

C’eravamo addormentati non eravamo più noi

In questa prova sta venendo fuori ciò

che era nascosto sotto la coltre dell’indifferenza

La nostra bellezza di essere padri e madri

mercoledì 18 marzo 

Pastorale della zappa

Non c’è nulla che avvicini il cuore a Dio quanto la compassione;

e non c’è nulla che dia pace al pensiero quanto la povertà volontaria.

Ho trovato queste parole che danno senso alla nostra vita

Ci troviamo in un tempo di privazioni forzate

Aprire il nostro cuore alla compassione per coloro che sono con noi

Pensate il mondo per il Signore è un puntino eppure non cessa di amarlo

Sì è proprio così ci ama e riama di un amore sempre nuovo

Non solo ci ama come comunità ma anche come singoli

Questa è la compassione di Dio per noi

così dovremmo farlo per il prossimo

La povertà volontaria porta la pace al cuore

E’ il vero distacco da tutto non perché uno basta a se stesso

E’ proprio perché povero volontario si aspetta tutto da Dio

Che come Padre buono provvede sempre

Quanti volontari in questo tempo

nel silenzio hanno provveduto al necessario a chi è solo?

martedì 17 marzo

Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse:

“Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato.

Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”.

Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.

Mt 18,21-35

Siamo tutti debitori davanti a Dio

Questo spesso lo dimentichiamo

Non sapremo mai quanto Dio ha condonato a noi

Perchè non riusciamo a conoscere il nostro peccato

Questo manca alla nostra interiorità

Forse conosciamo il titolo di qualche peccato

Ma siamo sempre peccatori della cioccolata

per questo il nostro giudice spesso si assolve

Dando delle motivazioni molto personali

E Condanna il fratello

Un padre tornando da un cenobio

dove aveva condannato un fratello

Ritornando a casa trovò un angelo che lo aspettava

L’angelo non lo voleva fare entrare nella sua cella

Il monaco disse all’angelo:”Perchè?”

L’angelo rispose :

Dio mi ha chiesto di chiederti

dove deve gettare il fratello

che hai condannato”

Il monaco si prostrò chiedendo perdono

L’angelo rispose:”Alzati! Il Signore ha perdonato il tuo peccato

Ma d’ora innanzi non giudicare nessuno prima che Dio l’abbia giudicato”

Possiamo portare tante motivazioni ai nostri giudizi

Proprio le motivazioni sono le nostre condanne

Che il nostro orgoglio tollera con i sensi di colpa

Per questo non possiamo conoscere il perdono

lunedì 16 marzo

Pastorale della zappa

Nel giardino sono usciti i primi tulipani

Hanno un color carne

Ieri verso sera si sono chiusi

Sicuramente con la luce del sole si aprono

Ora è ancora presto sono chiusi

Sono le primizie del giardino

e sempre ieri li ho recisi e messi davanti alla statua della Madonna

Le piante hanno il loro appuntamento

Forse sono monotone perché puntuali

Eppure catturano il nostro sguardo

Vediamo la vita del fiore scorre nella quiete

Quiete che tutti cerchiamo

e pensiamo di trovare scappando dal mondo

Certo la tranquillità si ha a contatto con la natura

Ma tutto questo non basta

Occorre avere la libertà dagli affanni

Certo questi ultimi sono in cima alle nostre preoccupazioni

Eppure nel vangelo c’è scritto:

Guardate i gigli dei campi non mietono e non ……

Pensate al tulipano color carne che si apre e si chiude

Qualcuno ha pensato a farlo crescere

Un altro elemento per avere la quiete,

è dominare le passioni

E’ vero è più difficile, ma non impossibile

Il distacco dalle cose ci può aiutare

Prendiamo le cose con un certa indifferenza

Altrimenti facciamo del male a noi stessi

e a quelli che ci sono vicini

E chi ce la fa altri giorni a stare in questo inferno ?

Alleniamoci alla quiete

Venerdì 13 marzo  

Pastorale della zappa

Ieri nell’orto facevo questa riflessione

Era caldo il sole splendente

però qualche piccola nuvola intercettava il calore

e sentivo un po’ di freddo

Altre volte mi arrabbiavo con il tempo

Che non si sa come ci si deve vestire

La solita lagna comune che riempie il nostro vuoto

E non ci permette di comprendere e capire

Quella nuvoletta era stata capace con la sua ombra di fammi sentire freddo

Quante nuvolette tipo cirri passano nel nostro cuore

e sono capaci di distogliere il nostro spirito?

Sono capaci di rompere la quiete che viviamo :

C’è la nuvoletta dell’invidia che spacca la quiete degli occhi

C’è la nuvoletta dell’ira che agita il sangue nelle vene

C’è lo spirito vendicativo che fa ingrossare il fegato

C’è la tristezza che fiacca il corpo e fa scapocciare

Tutti questi cirri sono nel cielo del tuo spirito

Prega incessantemente lo Spirito Santo

che con il Suo soffio li allontana

e tu possa serenamente godere la presenza del Sole

Che con il suo calore rende il tuo cuore umano

La pillola da usare spesso e non ha controindicazioni è la preghiera continua

Gesù confido in te e arriva la quiete

Forza e avanti sono con voi

Mi potete scrivere per chiedere qualcosa a dire la verità ho poco tempo

Prendetevelo lo dono volentieri

giovedì 12 marzo

Pastorale della zappa

Per trapiantare le piccole piantine nella terra secca

Si fa fatica

Basta prima del trapianto un po’ d’acqua

La terra diventa morbida e non fai fatica

Ieri era così un po’ d’acqua e giù a mettere piantine di pomodoro

Signore fa piovere la tua grazia su di noi

Affinché il nostro cuore può accogliere

Ciò che Tu vuoi mettere

A questa prova siamo arrivati impreparati

Poniamo tante resistenze

perché la paura ci fa irrigidire

Lo smarrimento e la responsabilità ci rende vulnerabili

Il Tuo amore di Padre non verrà meno ora

Anche ora che stavamo trovando l’altro

Ora ci stai chiedendo per l’altro e per noi di isolarci

Ci vuoi fare apprezzare ciò che ieri rimandavamo

Ti chiedo di pensare a chi è solo e non può muoversi

Ti chiedo di pensare a chi gli manca il necessario

Può succedere che combattiamo contro la malattia

E dimentichiamo chi ha il superfluo ma non ha il necessario

Perchè impedito dalla salute o dalla vecchiaia

Lo sai Signore il pane ci tiene in vita

Mentre la ricchezza che abbiamo cercato

non possiamo metterla sotto i denti

mercoledi 11 marzo

Pastorale della zappa

Affidati e speri

E’ sempre la natura che fa da maestra di vita

Guardavo l’orto era una desolazione

Sparsi qua e la piantine di broccoli romani

Con le sorelle che hanno dato i cavoli

E i ravanelli che a chiazze colorano il fazzoletto di terra

Vedere un orto disordinato è brutto

Siamo alle porte della primavera

Chi sa cosa mi diranno le rose ?

Quando orgogliose usciranno con il loro fiore

I tulipani già sono quasi pronti

Armato di zappa abbiamo pulito

Tolte le erbacce dalle fave

Le cipolle e l’aglio respirano

Il terreno è dissodato e pronto per accogliere nuove piantine

In questa desolazione riprendiamo a curare l’orto del nostro cuore

E’ vero stiamo in emergenza ferma

Come in un orto c’è un po’ di tutto

C’è da sistemare l’orgoglio della rosa

allora potiamo in noi ciò che è inutile

C’è da sistemare gli odori per la cucina

che hanno passato i rigori dell’inverno

Nella vita infernale che hai fatto fino a ieri

Da una bella sistemazione, ma senza propositi

Guarda che togliendo le erbacce sotto la terra del cuore

Troverai ciò che hai nascosto in questi anni

Fai buon lavoro in questo tempo forse in città è un po’ difficile

Roma ha il verde e le chiese sempre a debita distanza di un metro

In modo che nessuno veda ciò che scrivi o dici, cominci a curare il tuo orto

E’ vero io posso vedere e imparare

I vecchi sono come i bambini imparano solo se vedono

martedì 10 marzo

Pastorale della zappa

Abbiamo bisogno di te Signore

Come singoli questi anni ci siamo esercitati

Ora abbiamo bisogno di ritrovarci insieme

Ci siamo illusi di essere potenti

Ti abbiamo spinto ai margini

E qualcuno continua ancora a farlo

In questo smarrimento totale ci guardiamo

Negli occhi lo smarrimento e la paura del tu

Invece si sta creando una solidarietà tra noi

E’ ancora poca cosa perché la para è grande

C’è però un noi che spunta timidamente

Quel noi che non è appartenenza a qualcosa di effimero

Quel noi che ci fa appartenere a Te

E in Te tutti ci ritroviamo

E’ proprio la distanza imposta

Che ci fa vedere l’altro e vorremmo toccarlo

Ma la distanza fisica ci fa desiderare l’abbraccio

Ora non è tempo di abbracci

E’ tempo di capire l’essenza degli abbracci

Ora gli sguardi sono smarriti e paurosi

Prima erano assenti

e lo smarrimento sta diventando conoscenza

Ora ci stai facendo capire da dove tu vuoi iniziare

Guardiamo bene dentro

perché l’isteria che ci sta attraversando fa più danni del virus

lunedì 9 marzo

Pastorale della zappa

Questa sofferenza ci deve insegnare qualcosa

E se questo non succede vuol dire

che siamo diventati di pietra

Cerchiamo di trovare soluzioni

che puoi trovare solo Tu

Anche le soluzioni diventano inadeguate

Allora dobbiamo andare ancora più giù

Ti ringrazio Signore per questo tempo

E’ duro quello che viviamo

Non solo la pandemia

Ma ci stai portando nel deserto per trovare noi stessi

Allora questo tempo diventa provvidenza:

Hai la possibilità di stare con i tuoi figli

Tempo che sei obbligato a fermarti puoi purificare la tua mente

Anche la celebrazione è vietata

Fa di questo, tempo di verifica

Pensa alle volte sciattamente e senza rispetto

Hai mangiato il Pane dei poveri Pane dei pellegrini

A te prete quante volte dell’altare hai fatto il luogo di teatro

E il sacrificio di Dio vivo l’hai vissuto come una cosa da fare

Se ci deve essere una riflessione che sia seria

E che i numeri del pericolo non ci distraggono da questa riflessione

Ci troviamo in un tempo straniero

E’ bene che lo trasformiamo in un tempo quotidiano

Alimentiamo le nostre menti con letture

Apriamo il nostro cuore agli affetti veri

Cerchiamo di stare sereni e ringraziare Dio

Chi sa che guardando i danni che ci siamo fatti con le nostre mani !!!

Non intervenga e ci guarisca

venerdì 6 marzo

Pastorale della zappa

Rimane sempre nel cuore ciò che è desiderabile e bello

Nessuno potrà mai togliere dal nostro cuore il Bello

Anche se tante volte la nostalgia diventa tristezza

E ammazza la verità allora cerchiamo tante verità

Queste verità appesantiscono il cuore

Pochi giorni fa stavo in metro quasi vuota

Ora vedevo gli uomini persi nel vuoto e senza vita

Non molto tempo prima erano persi nei giochi dei cellulari

Ora sofferenti e pieni di paura

Una tristezza mi ha invaso

Vedevo in quei cuori il frutto del brutto

Non alimentiamoci con statistiche e focolai di virus

Che ci paralizzano e abbattono

Prendiamo in mano la corona può fermare all’istante ogni cosa

Beati voi quando assistite alla morte delle speranze

E voi continuate a dare la Speranza

Perchè la grandezza di Dio non si celebra nei libri

Bensì in questi momenti è bello credere e sperare

Che tutto ciò serve a farci comprendere quanto male siamo capaci di fare

giovedì 5 marzo

Pastorale della zappa

Certe volte ti sembra che Lui non ti parli

Lui non alza il tono della voce

Perchè non parla alle tue orecchie fisiche

La Sua è una voce bassissima e delicata

Sono i tuoi pensieri che fanno rumore

E ti sviano dall’oggetto dei tuoi desideri

Tu invece nella preghiera aspetta

Lui verrà e quando verrà

La Sua presenza ti riempirà di luce

Tutto lascia sul terreno del tuo cuore

Il seme poi prende il suo posto

A tempo opportuno dopo che è marcito spunterà

Abbi pazienza quando esci dalla preghiera

Non fare nessuna valutazione,

perché il bello in se è anche buono

Tante volte succede che scrivi dopo la preghiera

E ciò che è bello si disperde perché vuoi trattenere

Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore”

E’ proprio quella sottile superbia che ti fa inscatolare Dio

Non mettere la camicia di forza all’amore

Scivola via come l’acqua e ti lascia nell’illusione

Tu cambi alla luce di Dio questo il cuore lo sa

Impara dalla pianta solo se esposta alla luce del sole

Si rafforza nella terra con le radici e nell’aria con la chioma

Non ha bisogno di scrivere

perché la sua forza sta nella memoria delle sue cellule

Così sia la tua preghiera ciò che di bello Lui ti da

Viene impresso sul terreno del tuo cuore

mercoledì 4 marzo

Pastorale della zappa

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”

Ci sarà un modo per entrare in questa bellezza?

Dio ha fatto in noi grandi cose

Noi invece ci fermiamo a vedere l’esterno di noi

La natura, il sole che sorge e tramonta questo è per noi

In noi ha fatto grandi cose

E’ così proprio nell’alternarsi di vittorie e sconfitte

Che il vaso tra le mani del Vasaio prende forma e si definisce

Tu puoi anche essere creta scadente,

ma tra le sue mani diventi nel corso degli anni qualcosa di bello

Allora il tuo crescere non è un verbo che porta alla morte

Bensì la concretezza di ciò che Dio ha fatto in te

Dio non ha fatto solo la forma del vaso

In quel vaso ha messo ciò che di bello poteva mettere

Tutto ciò avviene lungo il corso della vita

Vedi… tutta la tua esistenza come una bella storia che Dio fa con te

E’ proprio così, perché questo nasce dalla relazione che hai con Lui

In te ha messo cose che tu non pensi di avere

Forse sono le stesse che vedi negli altri con nostalgia

Perchè il pezzo che devi suonare lo vai a vedere sul leggio dell’altro

Suona il tuo pezzo nessuno ha mai vissuto la tua vita

Questa uniformità dove ci siamo messi per farci controllare

Ci fa vedere gli uomini-dei che suonano e dirigono

Mentre l’Onnipotente che è grande

Ti da il tuo spartito con la Sua musica e aspetta che suoni

Tra stecche e brutte figure tutto misto con musica geniale

Tu pure fai il tuo concerto insieme agli altri

Tutto ciò avviene nella vita e nella relazione con Lui

Affinchè la sinfonia Paradiso possa essere rappresentata nel teatro Eden

martedì 3 marzo 

Pastorale della zappa

Padre ti chiedo e aspetto

Padre ti invoco aiutami

Padre ti prego per i fratelli

Padre ti lodo

Padre ti amo

Padre merito

Perchè sei Onnipotente

Padre stanotte ti voglio presentare

ciò che hai fatto per me

In questo silenzio ti voglio presentare

come fa un bambino

ciò che tu hai fatto in me

Tutti i doni che tu mi hai donato

E’ una lista lunga

e poi non è bene che io scriva

Questo fa parte della nostra relazione intima

E non ha bisogno di carta e penna

Penso uno per uno i doni ricevuti

Non ho mai trovata tanta ricchezza in me

Il Tuo silenzio non era assenza

Bensì dono che mi facevi trovare in qualche esperienza

Ti chiedo perdono per il tempo sprecato nella meritocrazia

Mi viene in mente il Rosso quando veniva a scuola

Pulito con il fiocco colorato della classe e il grembiule

Non giocava mai sempre fermo nel banco

Prendeva sempre 9 in condotta

E si sentiva il primo in tutto stando sempre seduto

Invece ora posso portarti la gioia di aver conosciuto i doni

Condividerli con Te Padre mi fa essere adulto

Il poterti amare in questo modo nuovo e diverso

Fa nascere il me il desiderio ancora più forte di Te

venerdì 27 Febbraio

Pastorale della zappa

Il digiuno dell’attesa

Nell’attesa dello sposo non agitarti

Il digiuno non non è una terapia

Non è gareggiare a fare il fisico scolpito

Non è mostrare agli altri la tua fedeltà

Il digiuno mette in discussione:

Il tuo attaccamento alle cose

Il tuo attaccamento alle persone

Il tuo attaccamento a Dio

Se digiuni stai imparando a vedere le cose sotto una luce nuova

Guardi i fratelli per amarli e non per possederli

Guardi Dio nel silenzio della tua stanza

Dove nessuno ti vede

Fa il digiuno nel silenzio del tuo cuore

Dove l’anima gioisce della sua presenza

Il digiuno prepara alla testimonianza

E’ come un vuoto dove Dio

ti presenta ciò che di bello ha fatto in te

Lui non ha il braccino corto

Allora invece di cercare cose inutili nel digiuno

Cerca i doni che ti ha dato e sono tanti

Perchè il digiuno ti fa essere povero

E ti fa vedere nella tua povertà ciò che sei

E ciò che Lui ti ha donato

Lo sguardo nel digiuno si raffina

E ti fa vedere il Donatore

giovedì 26 Febbraio

Pastorale della zappa

Dacci anche oggi la pazienza e la gioia

Di andare avanti portando la croce

La pazienza che sfronda l’inutile ragionamento

E lascia al combattimento prendere forza

La pazienza purifica l’orgoglio insano

E porta alla luce la Sua immagine in te

Lo sfrondare quelle foglie che sono di ostacolo

Esse coprono il centro della tua vita

Hanno il linguaggio degli uomini

Il mondo ti chiama a conservare

Dio ti chiede di dare

Il mondo ti chiede di proteggere la tua vita

Dio ti chiede di perderla

E tu in questo combattimento affoghi

La pazienza fa si che tu faccia cadere ciò che è vano

Ti fa lasciare in piedi solo la Verità

E’ la luce che nel folto sottobosco indica la via

E’ la via che ti porta gioia

Perchè la pazienza ha reso prudente il tuo cammino

Se hai imparato, la gioia di per se non va trattenuta

Anche li c’è il perdere affinché tu vada oltre

E spogliato di tutto hai la pienezza che ti aspetta

Impara dalla natura che oggi ha una grande forza

La vedi fiorita ha passato il freddo dell’inverno

Oggi ti dona la gioia dei colori

Tempo di quaresima pazienza e gioia

mercoledì 26 Febbraio 

Pastorale della zappa

Mercoledì delle ceneri

Fa scendere un po’ di cenere sul cuore

Sulla fronte il marchio della croce di cenere

Va bene

Ma poi tutto va via con qualche ragionamento

Fai cadere la cenere sul cuore

E’ il cuore che deve cambiare vita

Il cuore se sa riconosce il proprio peccato

Può avvertire l’abbraccio di Dio

Sul cuore triste e ingrugnito fa scendere la cenere

Dai a Dio la possibilità di farsi vedere da te Misericordia

Non prendere decisioni affrettate di pentimenti emozionali

La cenere non cade sul cuore ma viene portata via dal vento della superficialità

Fa cadere la cenere sul cuore le lavandaie la usavano come soda

Così il tuo cuore sarà puro

martedì 25 Febbraio

Pastorale della zappa

Ieri sera recitavo il canto del Magnificat

Si recita ai vespri anche dopo gli esorcismi

Stavo lì è pensavo

Maria non ha cantato la sua bellezza

Ma ha ringraziato dei doni ricevuti

Si è fatta educare da Dio

Anche se Lei è perfetta senza peccato

Infatti secondo la tradizione è vissuta nel tempio

Ha fatto un’esperienza di Dio

Fino alla pienezza esplosa nel magnificat

Perchè il suo ascolto è così pieno fino ad accogliere Dio

Il Magnificat è riconoscere a Dio i doni che Lui le ha fatto

Questa parte della relazione con Lui è bella

E’ ringraziarlo di tutti i doni che Lui ci ha fatto

I doni hanno un nome come Maria recita nel Magnificat

Noi generalizziamo i doni perché non li conosciamo per nome

E non diamo gloria a Dio

perché abbiamo una relazione con Lui da bambini

Pensate a Nazareth Giuseppe e Maria vivevano con Gesù

Anche Giuseppe ha cantato il suo magnificat

Insegnando a Dio il lavoro dell’uomo

Gesù gli ha insegnato il lavoro di Dio

Per questo il silenzio di Giuseppe

E’ il magnificat di ogni uomo

Dio l’ha fatto Padre di Suo Figlio

Giuseppe ha ringraziato Dio nel dono avuto

Crescendo ed educando Gesù da vero uomo

Tutti siamo chiamati a questo Magnificat

lunedì 24 Febbraio 

Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Mc 9,14-29

Quanta diffidenza abbiamo verso il Signore Gesù?

Quanti dubbi nel coniugare il verbo credere?

Con diffidenza e dubbi ammazziamo la fede

Siamo noi i primi assassini a fermare lo Spirito Santo in noi

Noi non crediamo alla Verità della Parola

Siamo disobbedienti a ciò che la Parola porta in se

Ecco l’orgoglio demoniaco che non ci permette di vedere i segni

Questo padre è disperato nel vedere il figlio trattato in quel modo

Urla la sua fede dicendo: Credo; aiutami!

Credo aiutami Signore non soltanto quando sono disperato e Tu sei l’ultima spiaggia

Credo aiutami Signore nelle cose quotidiane quando il mio orgoglio non permette di chiedere

Sono proprio questi piccoli sassi che si cementano con l’orgoglio e mi allontanano da te

Credo aiutami quando la ragione offusca l’intelligenza e mi fa chiedere cose insensate

Credo aiutami quando il cuore è come quello di Erode che ti tratta come fenomeno da baraccone

Credo aiutami…………….. donami il tuo Santo Spirito nel chiedere

Perché tante volte chiedo senza sapere ciò che chiedo

I demoni non vanno via senza la preghiera

Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

Il male si combatte con la preghiera e il Maligno soccombe davanti all’Onnipotente

giovedì 20 Febbraio 

Pastorale della zappa

La notte cedeva il passo all’alba

Sul tavolo il Suo Corpo messo sospeso sul calice

Che notte!!!

Era appena finita l’adorazione

Davanti a Lui ho scritto gli ultimi peccati

All’orizzonte l’alba con i suoi colori delicati

Ho ricominciato a leggere le 28 pagine di peccati

Lui li sul tavolo il sole che sorge la candela accesa

Un sapore di antico sempre nuovo

dove il tempo non è tempo

Un pianto senza freno rompe il silenzio

Il Suo sguardo dolce era luce

Una luce che non denuncia il peccato

Lo risalta e lo copre di un velo d’acqua

Tutto ciò sembra un assurdo

Ecco un nuovo giorno

E’ proprio nuovo

Misericordia mi ha visitato

E’ tramonto

Anche i colori sono come quelli dell’alba

Sono un po’ più accesi

Mi sento piccolo e al centro di un giorno senza tempo

Dove i colori hanno scandito la sintesi dell’Infinito

mercoledì 19 Febbraio

Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, …..Mt,8,22-26

La Sua compagnia non è mano nella mano anche se è bella l’immagine

Lui ti prende e ti porta fuori di te

Ti invita a uscire dal tuo stare cheto

Per fare cosa?

Se le tue paure ti lasciano nell’immobilismo

Se le tue ansie ti agitano

come se il mondo avesse bisogno solo di te

Lui continua a farti compagnia

Perchè?

Lui vuole fare le cose con te

E ti vedi alla fine del giorno quando fratello asino

Chiede la sua razione di riposo,perchè stanco

Mentre il cuore vuole ancora fare

Lui si siede accanto a te e ti dice “ora riposiamo”

La pienezza invade il tuo cuore

Perchè non hai fatto le cose per ….

Su questi puntini scrivi quello che vuoi

E’ sempre quel per che rovina tutto

La frase è “Oggi ho fatto le cose con l’Amato del cuore”

Il cieco viene preso nelle sue chiusure quotidiane

Usci con Lui fuori dal suo quotidiano

Vedeva gli uomini come alberi

Vedeva gli uomini come cose

Quando Lui posò su gli occhi i suoi umori

Vide tutto nitido

Lui gli ricordò di non entrare nel villaggio per …

Ma doveva andare oltre

Vai più su facendo le cose della terra

Perchè i piedi poggiano a terra

Il cuore va in su con Lui

martedì 18 febbraio 

Pastorale della zappa

C’è un’evidenza dei fatti, dove i segni si manifestano

Perchè continuiamo a non credere ?

Gli apostoli continuano a discutere che manca il pane

E hanno distribuito pane per due volte a cinquemila e quattromila persone

Hanno Gesù con loro l’Autore di quei segni

Certo anche tu mi puoi dire se oggi noi potessimo vedere Gesù

Le cose sarebbero diverse noi non siamo come gli apostoli

A parte la presunzione che ti fa dire certe cose

Di fatto Lui ha detto che tutti i giorni sta con noi

Lui veramente sta ed è vivo

Hai mai provato a dire nella preghiera un tuo bisogno?

L’hai esplicitato senza essere dubbioso?

Oppure hai detto:

Mi piacerebbe avere questo”,ma declini la richiesta

Solo perché non sai quello che vuoi

e tu vuoi che Lui faccia la tua volontà

Nel Vangelo Gesù domanda sempre

Vuoi tu questo?”

E chi vuole il segno risponde: “ Si lo voglio”

C’è anche un vizio di volontà ed è questo:

Vorrei questa cosa”

Il vorrei è una volontà da irresponsabili

Perchè una parte di te vuole e un’altra parte non vuole

Queste due volontà fanno a cazzotti e si annullano

Il Donatore ha fatto sempre la volontà del Padre

Perchè tu vuoi nella tua presunta discrezione,

non chiedere in maniera assertiva?

Forse ti aspetti che Lui faccia questo solo perché è Onnipotente? Lo é !!!

Dio ha bisogno della tua libertà

Invece o’Z’ zzus si infila senza permesso e la sua invadenza è nociva

lunedì 17 Febbraio 

Pastorale della zappa

Un’ansia di ricercare i segni

Senza arrenderci alla fiducia

Cercatori di segni fino all’impossibile

Senza mai fermarci a contemplare la Fonte

Tanti cercano segni e quando li hanno

La loro vita è la stessa di prima

In più non cambia niente

Si cerca un sole che rotea e poi?

Anche se risorgono i morti

le cose non cambiano

Oggi più di ieri i segni sono di portata mondiale

Eppure andiamo sempre peggio

Dio si ritira perché non cerchiamo Lui

Siamo di quelli che quando ricevono i regali

A seconda di quanto costa

Sul nostro volto compare delusione

Oppure qualche sorriso di plastica

Chi dona è un emerito sconosciuto

Questo è quello che facciamo con Dio

C’è un segno sotto i nostri occhi

Che viviamo è Dio

che si dona a noi in un pezzo di pane

Quando entra in noi ci porta

dove la nostra fantasia non è in grado di andare

Quell’oltre del segno dove non riusciamo ad andare

Perchè?

Non abbiamo fiducia

Non ci perdiamo in chi è più Grande di noi

Costringiamo il Grande nel nostro misero ego

Perchè pensiamo che noi siamo capaci di amarlo

Mentre Lui no!

Noi facciamo l’atto verso di Lui

Lui che si da a noi non è contemplato

Capisci ora che se anche tu avessi una montagna di segni

Non potresti cambiare mai

Ti manca la fiducia in Lui

Perchè la fiducia in Lui ti permette di leggere il segno


Venerdì 14 febbraio

Pastorale della zappa

Andare e rimanere

C’è un andare verso l’altro per dare una notizia

Non per convincerlo quello che deve fare

Ne tanto meno imporgli la tua vita

Il tuo andare sia :

Per curare la solitudine del fratello

Annunciare che l’amore è una persona

Dare la Speranza e non proporre le speranze

Ricordati che nell’andare non vai a titolo personale

La Trinità ti accompagni nell’andare

Quando entri in una casa ricordati che porti :

La Bontà del Padre

La Verità del Figlio

Il fuoco della Spirito Santo

E tu sei inserito in questo grande amore

Se tu conoscessi questo dono non porteresti con te:

Il potere,il successo o tutto ciò che sa di personalismi dottrinali

Tu come l’Agnello cureresti e daresti la vita

Rimanere

Quando è il tempo di andare e tu come Davide rimani

L’Ozio prende possesso del tuo stare fermo

L’unica parte del corpo che si agita è l’occhio

Che guarda ciò che gli interessa e fa ciò che vede

Rimanere nello stare con se stesso è nocivo

Ti fa ripiegare su di te e ti porta al tribunale della tua giustizia

Dove l’Accusatore che non sta mai fermo

Ti sommerge nei sensi di colpa

Almeno se vuoi rimanere:

rimani con Lui per riposare

Teni gli occhi fissi su di Lui e l’anima lasciala andare

Dove il tempo non c’è e dove mille anni anni

è come il giorno di ieri

giovedì 13 Febbraio 

Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia.

Ed egli le rispondeva:

«Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».

Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli».

Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia». Mc 7,24-30

L’amore di madre non tollera il male di sua figlia

E’ una straniera che cerca Chi può soddisfare questo suo bisogno

Quando il cercare è un bisogno puoi anche sbagliare

Questa donna ha trovato il Pane di vita eterna

Si accontenta anche di briciole che questo uomo le può dare

L’amore è fatto così si accontenta di poco

Perchè già porta in se qualcosa di forte vitalità

La fecondità di madre accompagnata dall’amore

Questo Uomo riconosce tutto questo

Perchè Dio è fecondo e ama la sua creatura come una mamma

Nonostante un apparente diniego

L’amore e la fede di questa donna fanno saltare la promessa antica

Dio si arrende davanti a questo amore

Dio non le da briciole ma da la Sua Parola che sazia la fame materna

Lui vuole dire che è Dio di tutti coloro che hanno bisogno

Armati di fede e di amore come una mamma

E chiedi!!!

La forza di questa donna è che non si è lasciata cadere le braccia

Ne ha desistito nel chiedere chiudendosi e cercando surrogati

Chiedere il pane è riconoscere il Pane che si dona

Quando Dio è riconosciuto non può fare altro che farsi riconoscere

La Sua potenza non ha spazi o confini

Perchè l’amore allontana il male anche a distanza

mercoledì 12 Febbraio 

Cura la parte interiore di te

Abbi cura del tuo interno

Perché :
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.

Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male:

impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno,

dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.

Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo». Mc 7,14-23

Come si cura questa parte interna?

Bisogna tenerla a bada come curi la parte esterna

Quando metti un vestito quando tempo impieghi?

Abbastanza tempo

Per dare una risposta neanche un secondo

Infatti nella risposta veloce dai il peggio di te

E la relazione si arena non parte

Rendere puro il cuore è quello che dobbiamo fare

Stiamo attenti a non tenere a bada il male

Bensì curare le virtù come hai cura nel metterti il vestito bello

Abbi cura nel crescere nell’esercizio delle virtù

Puoi prendere un vizio che ti rende impuro

Trova la virtù corrispondente

E una volta trovata

Cerca nella Scrittura la frase corrispondente

Perchè la frase ti serve per pregare e ricordarti della virtù

Negli atti concreti realizzi la virtù

Logicamente è una lotta che ti vedrà vincente e perdente

Ma tu dritto per la tua strada anche quando sei perdente

Ricordati che sei figlio di un Padre che ti vuole vedere che lotti

Ossia metti la tua volontà nel costruire i mattoni del tuo castello interiore

Poi per cementare i mattoni ci pensa lo Spirito Santo

lunedì 10 febbraio

Pastorale della zappa

Mentre la vita scorre e la sera ferma questo scorrere

Ti trovi a pensare al giorno ormai trascorso

E cerchi briciole di verità

La giornata dei pettirossi

Entrò attraverso la finestra aperta un pettirosso

Non riusciva a trovare l’uscita e lo presi tra le mani

Mi sembrava di toccare la seta

In me sorse la paura di fargli del male

Uscii nel chiostro dell’eremo e lo feci volare

Mi venne questo pensiero:

Vedi quanta delicatezza hai avuto per questo uccello

Abbi la stessa cura con il corpo del Signore

quando si fa tra le tue mani”

Sempre nello stesso giorno mentre uscivo dall’eremo per dire il rosario

Un altro pettirosso mi ha accompagnato lungo la strada

Mentre recitavo le Ave Maria per poi volare via

Quando preghi anche il creato recita la sua preghiera

Nella preghiera non si è mai soli “

Dopo aver fatto la camminata nel bosco al ritorno

trovai un altro pettirosso alle prese con una piccola mollica di pane secco

Mi fece tenerezza nel guardarlo,

dalla sua mollica non si allontanava nonostante la mia presenza

Capii che quella mollica andava sbriciolata

Cominciai a sbriciolarla e quei piccoli frammenti di pane

Venivano mangiati prima che cadessero al suolo

Finito il pane volò via

Guardai con tenerezza quel volo

Poi una domanda :

Hai mai guardato con tenerezza chi prende il corpo di Cristo?”

Tre piccole briciole di verità mi fecero chiudere gli occhi

Mi addormentai nella pace

Nel mio cuore c’era tanta gratitudine verso il Signore

Perchè tre pettirossi mi avevano insegnato l’immensa grandezza dell’Eucarestia

venerdì 31 gennaio

Pastorale della zappa

cfr Mc 4,26-34

La pazienza è l’attesa che fa sperare

Il contadino quando semina aspetta e spera

Perchè il seme ha il suo percorso

Questa attesa fa sperare che il seme porterà frutto

Quindi qualsiasi pensiero negativo o ansiogeno non serve

La pazienza è preghiera è guardare a Dio

Sono almeno duemila anni che aspetta la realizzazione del regno

Che pazienza!!!

Espropriandoti da tutte le aspettative e se guardi Lui

Nella preghiera ti accorgi che nasce un’attesa che diventa preghiera

Non sono le aspettative che hai sul seme

perché il seme non si adatta a te

Il contadino non si adatta al seme lo cura

e accetta ciò che il seme gli può dare

La pazienza esercitata ti permette di conoscere Dio

Non è un estasi è la bellezza concreta che si snoda sotto i tuoi occhi

La pazienza quindi ti permette di amare l’altro

Infatti come il seme hai suoi tempi anche il fratello hai suoi

Come il seme una volta cresciuto come un albero, accoglierà

Così il figlio cresciuto nella pazienza imparerà ad accogliere

La pazienza è la virtù dei forti perché ti fa trascendere da te

E ti porta nel seno del Padre

Se pensi a Dio che attende la realizzazione del Suo regno

Aspettando questo seme che è l’uomo affinchè porti frutto

Puoi capire la grandezza del suo amore e la Sua pazienza

Altro che debolezza

Certo se prendi come paragone l’uomo la pazienza è debolezza

Se guardi i santi come hanno vissuto la pazienza contempli Dio

E lo conosci

mercoledì 29 gennaio

Pastorale della zappa

Cfr Mc 4, 1-20

Il campo è l’uomo e il terreno è il suo cuore

Il Seminatore è Dio che è generoso semina dappertutto

E’ così generoso che non guarda il tipo di terreno

Ogni terreno ha sassi, erbe infestanti, rovi,

alcuni tratti di terreno sono troppo battuti e quindi duri

In questo tempo c’è la prima aratura

Tutto il terreno del campo viene rivoltato

Il campo sembra pulito ma il terreno ha rimasugli di tutto

sassi, semi di erbe infestanti, altre parti restano dure

e buona parte del terreno rimane buona

La conversione è l’aratura dove il cuore viene smosso

Ma non è ancora cominciato il vero lavoro di conversione

Perchè bisogna togliere i sassi e c’è una pratica agricola

C’è da togliere le erbe infestanti c’è una pratica agricola

C’è da rendere soffice il terreno c’è una pratica agricola

Ma dopo la conversione cosa bisogna fare ?

Vivere l’umiltà è rendere vivibile la vita mettendo insieme

le parti buone e fare delle negative un’occasione

Ricordati che la parola humus è la radice dell’umiltà

ma è anche sterco in francese merda questo rende soffice il terreno

l’umiltà rende umano il cuore pronto per accogliere la grazia

I sassi sono gli inciampi che abbiamo nel cuore

Quelli vengono allontanati dal campo e quindi dal cuore

Qui ci vuole la pazienza e la continuità

Togliere i sassi è la pratica più noiosa,

infatti la pazienza e la continuità sono le virtù del lungo periodo

Noiose all’inizio, ma quando le eserciti con costanza

Sono come gli aghi del ricamo

fanno spazio per far passare il fili colorati dell’esistenza

martedì 28 gennaio

Pastorale della zappa

.disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». Mc 3,31-35

Carissimo Apostolo che hai fatto un’affermazione di panza e non di testa

Ora se vuoi essere credibile chiedi scusa a coloro che stanno con il Signore

Sappi che anche coloro che stanno fuori e criticano

Nel vangelo di oggi abbiamo che Gesù non dice “andate da un’altra parte”

Presenta chi è Sua Madre e chi sono i suoi fratelli

Poi sappi che la chiesa è il luogo degli uomini liberi

Tutti possiamo criticare, ma al dunque non possiamo escludere

Perchè figlio è il povero, quello che critica, e altro

I fratelli di Gesù lo credevano pazzo eppure Gesù non dice :

andate da un’altra parte”

Pensa caro Apostolo “ Gesù per tre anni si è spupazzato Giuda”

Lui sapeva che era traditore

Gesù non l’ha mandato in un altro partito

Alla fine gli ha dato un boccone di pane

E tu a questa gente che critica li mandi via

Abbi pazienza ritorna in te

Fa di questa figuraccia un’opportunità

Sai faccio pastorale della zappa

Una piantina che viene storta su non la butto via

ma le metto un sostegno e la faccio stare nell’orto

Forse sei preoccupato perché le cose non vanno

Mi fa piacere che ci tieni

ma sappi che la chiesa è sposata a Cristo

Lui il Capo prende dentro tutti

C’è un salmo che è il mio cavallo di battaglia

Uomini e bestie tu salvi Signore”

Perchè ti affanni e mi diventi un segretario di partito

mentre sei Apostolo?

Dici pubblicamente che hai sbagliato e può succedere

Vedrai quelli che criticano capiranno

Sappi che è questo il modo di vivere il vangelo

Ho una certa…. Conosco solo il vangelo nudo e crudo

Nuove o vecchie evangelizzazioni sono in funzione delle mode

Il Vangelo la Parola ieri oggi e sempre Amen

lunedì 27 gennaio

Quando vedi la croce non girare il collo

E pensi di stare a posto

Solo, perché non hai fatto niente di male

..ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno:

è reo di colpa eterna». Mc 3,22-30

Quando controlli il tuo bilancino della giustizia

Cerca di essere più veritiero che realista

Il più delle volte proprio lavorando sull’idolo della giustizia

Perdi di vista la misericordia che Dio ha usato verso di te

Attento a quella giustizia affettata

Che non da e non chiede perdono

Quello è il peccato contro lo Spirito Santo

Il Giusto si è fatto peccato perché tu fossi redento

Il Giusto si è fatto ultimo affinché tu fossi primo nell’amare

Il Giusto si è fatto cieco perché tu potessi scrutare l’Infinito

La Vita che ti ha dato il Giusto non potresti mai pagarla

Invece di stare ritto come un palo di ferro nella tua chiusura mentale

Rendi salde le ginocchia e piegale

Raccogliendo il Sangue della Misericordia

Se non fai questo pecchi contro lo Spirito santo

Non perseverare nella tua giustizia

Perchè davanti a Lui nessuno è giusto

Solo da Lui possiamo avere e dare il perdono

Puoi negare il nome del Padre e del Figlio

Ma non puoi negare la misericordia che viene dal loro amore

venerdì 24 gennaio 

Pastorale della zappa

.perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.

Mc 3,13-19

Prima di tutto bisogna stare con Lui

Lo stare con Gesù è una necessità

Da parte sua, perché Lui vuole darci tutto di se

Da parte nostra ne abbiamo bisogno in quanto fragili

Se l’uomo non avverte in se questa necessità

Andrà sempre avanti con la sua presunzione

Puoi fare sulla carta tutte le strategie,

ma se non entri nella relazione con Lui rimani fuori

Come fai a parlare di Lui se di Lui non ha fatto esperienza?

Oggi impariamo sui i libri tante cose belle,

e trasmettiamo ciò che abbiamo letto

Il guaio che non abbiamo fatto esperienza di Lui

Non abbiamo fatto carne nostra la Sua Parola

Se questo non c’è allora parliamo del Demonio

come qualcosa di arretrato e del passato

Poveri!!!! Questi scienziati non solo non sanno stare con il Signore

Ma non sanno neanche percepire il danno

che fa nella mente e nel cuore la presenza di questo Spirito immondo

Per scacciare il Demonio è importante che tu vada alla scuola di Gesù

Lì si impara l’umiltà elemento indispensabile

Vivere come San Giuseppe che è stato in silenzio con Maria e Gesù

Allora il tuo stare con Loro ti fa stare nella Luce

Il Bene e il Bello lo puoi portare con le tue caratteristiche

Ma prima devi imparare a obbedire a Loro

Servi obbedienti del Padre

giovedì 23 gennaio

Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero.Mc 3,7-12

La barca è il simbolo della chiesa

La chiesa è il luogo dove nessuno possa essere schiacciato

Tutti abbiamo fatto nei viaggi l’esperienza della folla

Ci siamo sentiti schiacciati

Gesù cammina tra la folla che lo schiaccia ma una solo lo tocca

Schiacciati o toccati

Ci schiaccia tutto ciò che non ci rende felici

Ci schiaccia tutto ciò che non ci rende liberi

Il nostro senso oppressivo che abbiamo dentro

E’ tante volte l’ingolfamento che abbiamo dentro

La chiesa è sempre il luogo degli uomini liberi

Non si sta nella chiesa solo perché non siamo liberi

Abbiamo sempre bisogno che qualcuno ci definisce

Un gruppo una setta o altro dove c’è quel controllo democratico

Che ti determina e schiaccia

Il toccare è il modo per stare in comunione

Gesù si lascia toccare nella folla ,

solo da chi ha tra la ressa che schiaccia

C’è una donna che lo tocca con il cuore

Le nostre mani mosse dal cuore toccano Gesù

E mentre cammina tra la folla che schiaccia

Lui dice: “ Chi mi ha toccato?”

Chi vede la realtà e non conosce la Verità

Si meraviglia di tale domanda e dice:

Tutti ti sono intorno e ti toccano; Tu dici chi mi ha toccato”

Una lo tocca con il cuore gli altri lo schiacciano

Chi sa perché?

Mercoledì 22 gennaio

E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

Mc 3,1-6

Erodiani e farisei si mettono d’accordo per ammazzare Gesù

Pilato ed Erode diventano amici nel processo contro Gesù

Quando il male si incontra è comunque solidale

Questa è una riflessione strana che mi chiedo.

Perché fa così paura il Bene ?

Il male ha bisogno del buio per essere progettato

Il Bene si manifesta senza ostentazione e nella libertà

Ed è proprio questo che fa paura

Paolo dice amo il bene e faccio il male che non voglio

Tutti ci troviamo in questa barca pieni di buchi

C’è chi tappa la sua barchetta con la perfidia,ipocrisia, menzogna

Prima o poi la Luce della vita chiede i conti

O meglio l’uomo si accorge di questo e vuole cambiare

Beato quell’uomo che ascolta la Parola e si converte e cambia

E non segue il consiglio degli empi

Se ci fate caso il vangelo di oggi presenta due scene in contemporanea

Gesù al centro della sala con l’uomo dalla mano chiusa

E i farisei e gli erodiani in posti diversi

Gesù guarisce e fa in modo che questo uomo possa collaborare con Dio

Tutto questo avviene alla luce del sole

I farisei e gli erodiani si uniscono e vanno verso il buio

Tennero un consiglio in un altro luogo per ammazzare

Hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi

Hanno calunniato me lo faranno anche con voi

Forse questo non sta succedendo oggi con i veri cristiani?

Le tenebre non hanno vinto la Luce quella vera

Questa espressione profetica del prologo di Giovanni

Ci deve dare speranza e andare avanti

senza pensare alle polemiche ideologiche cristiane questa roba è tenebra

Tu zappa l’orto del Signore e la sua luce ti accompagna

martedì 21 gennaio

Pastorale della zappa

Inizio

C’è un inizio nella natura ed è questo

Nei campi ci sono piccoli fuochi che bruciano tralci vecchi Gv 15

E’ la potatura delle viti siamo a gennaio e questa pratica va fatta

Entro gennaio tagliare i tralci altrimenti la vite piange

Nell’orto bisogna iniziare a raccogliere il resto delle stoppe e bruciarle

Perchè il gelo li ha seccati e sistemare il terreno

Nel giardino sistemare il terreno e potare le rose

Aspettando il fico che mette le orecchiette di topo Mt 24

Piccoli esempi in natura che ti possono servire a iniziare

Ora cerchiamo di non inventarci il clericalismo ecologico

Cominciamo a prepararci e pensare alla quaresima

Cerchiamo di capire cosa cambiare in noi

Iniziamo di imparare cosa tagliare e cosa coltivare

Questo è tempo di preparazione alla quaresima

Fai un elenco di cose negative da tagliare

O fai un elenco di cose positive da voler vivere

Prendi una sola cosa negativa o positiva

Comincia a corteggiarla con il pensiero

Fa una domanda alla tua intelligenza e verificala

In modo che quando il 26 febbraio inizio della quaresima

Fai la pratica di esercitarti nel tagliare nel bruciare nel concimare

Si taglia il peccato, si cerca di bruciare il male, si concima la virtù

Ricordati che Dio ti ama personalmente

E tu personalmente devi rispondere a questo amore

Non ci inventiamo il vangelo-ecologico

Rimaniamo fedeli al Vangelo di Cristo altro che ecologia

C’è la salvezza eterna

Vi do una buona giornata e un inizio di carnevale

Tempo di divertimento e riflessione

C’è una saggezza nella sposa di Cristo

la Chiesa!!!

E’ antica ma non morta è giovane ma non superficiale

lunedì 20 gennaio

Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro?

Mc 2,18-22

Può un vecchio rinascere ?

Noi diamo troppo peso alla nostra carne

Che vive l’usura del tempo

E non puoi fare niente

Con questa carne usurata dal tempo

Rimaniamo offesi e anche depressi

C’è un tempo senza tempo

Che definisce la vita dello spirito

E’ nascere ogni volta

Quando lo Sposo ci invita a nozze

All’incontro con Lui nella relazione

L’incontro di oggi non è quello di ieri

Certamente non sarà quello di domani

Mentre la vita della carne si basa sul contingente

Quella dello spirito è un fascio di luce

Che attraversa la carne

E’ come l’otre nuovo cerca il vino nuovo

E’ andare alle nozze e mettersi un vestito

Che lo sposo ti ha regalato per le nozze

E’ la carne che entra nel vestito preparato per la festa

Tutto questo lo puoi provare

Senza farti sconti e compromessi

Fino alla nausea di te stesso

E nel vederti cominci ad avere pietà di te

Cominci a capire cosa vuol dire:

Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai.
Tu eri dentro di me ed io ero fuori. Lì ti cercavo.
Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te.
Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità;
diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace (Sant’Agostino nelle Confessioni)


venerdì 10 gennaio

Pastorale della zappa

C’è un tempo di grazia

Dove l’annuncio della Parola è come la goccia nel deserto

In estate calma l’arsura

In inverno fa sciogliere il ghiaccio

Lascia che il cuore sia aperto e accogliente

Non basta solo l’apertura del cuore

Occorre anche l’accoglienza

Questa riserva alla Parola un posto importante

E l’accoglienza da alla Parola la possibilità di germogliare

Se la Parola non produce chiediti il perché

Se da frutto allora dona

Non solo perché Dio ama chi dona con gioia

Ma la Sua misericordia ti ha permesso di fare frutto

giovedì 9 gennaio

E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito. Mc 6,46-52

Quando ci capita un segno,… e ci capitano!!!

Non entriamo nel significato ,gioiamo , ma poi…

Siamo come coloro

che si infervorano e si ammosciano allo stesso tempo

Invece entra nel segno e comprendi

L’Onnipotente attraverso di esso ti ha fatto una dichiarazione d’amore

E se tu vai ancora più dentro rendendo il tuo cuore di carne

Capisci che ti sta chiedendo di battere nuovi sentieri

Pensate gli apostoli hanno visto un miracolo

La gente lo cerca che vuole farlo re

E loro non sanno ancora con chi hanno a che fare

Il loro cuore è indurito

Come un bambino capriccioso continui a rivendicare

Lo sai.

Perché non ti contenti mai?

Perchè hai paura anche del bello e del bene

Il tuo cuore è malato di paura

E’ come quella musica che ti piace ma il disco è rotto

Tu continui a sentire la musica che ti piace

E quando la puntina che solca il disco gracchia

Tu continui a sentire una musica gracchiante, ma è bella

Butta il disco e compratene un altro facendo qualche sacrificio

Ora ti fai distrarre dicendo ma oggi non ci sono più i dischi

Lo so è un esempio dei miei tempi

Prendi l’esempio

E vai a vendere la tua paura che da anni ti tiene schiavo

E fa si che il tuo cuore non diventi di carne

mercoledì 8 gennaio 

Pastorale della zappa

I trattori con gli aratri frangizolle rompono la terra

Poichè è resa compatta dal ghiaccio tra poco si semina il grano

Il terreno deve essere sciolto per accogliere il seme

Un cuore duro e freddo non può accogliere il seme

Lo fa marcire anzi non permette al seme di entrare

E scivolare tra le zolle dove si accomoda e si ripara

In modo quando sarà la spiga piena non si piega

E le radici possono tenere erta la spiga

La vita ha un continuo bisogno di vivere

Se vuoi che la Parola possa vivere in te

Accoglila rendendo il tuo cuore accogliente

Poichè la Parola ti fa figlio di un Padre generoso

A cui puoi rivolgerti sempre

E che Lui da secondo i tuoi reali bisogni

Il terreno come il cuore non può accumulare

Altrimenti quello che accumuli diventa nocivo

Nel terreno si disperde con le piogge

O va finire in quei intercapedini di zolle dure

Nel cuore si perde nei meandri dei pensieri ed emozioni

Che rendono inefficace l’azione della Parola

In parole semplici ti fa incartare in ragionamenti

Che offuscano la mente all’intelligenza del cuore

E la Parola rimante prigioniera in te

E’ un po’ come se tu non conoscessi il Bene che porta la Parola

Allora il terreno alla tua vista ha delle chiazze marroni

Piccole o grandi a secondo dell’accoglienza

Che tengono prigioniere il seme

Sperando che possa essere liberato in primavera

Quando il terreno è morbido e la forza della vita irrompe

Allora vedi ciuffi di verde che recupera per Misericordia

Poichè il Padre generoso fa recuperare anche a chi arriva in ritardo

martedì 7 gennaio

Pastorale della zappa

Con i botti e lo spumante il passato è stato allontanato

e i propositi moralisti sono stati abortiti sul nascere

I Magi dopi che avevano visto il Bambino e la Madre

per un’altra strada fecero ritorno a casa

C’è una strada nuova da battere non la solita strada

Voglio percorrere una via nuova per il cambiamento

Non può essere la stessa,

ma prima voglio cambiare me stesso e preparare il terreno

Affinchè intorno a me ci sia vita

Nessuna strategia, come nessun bilancio o proposito

deve avere il potere di distrarti

Il cominciare come il ricominciare non è un fare

Cominci ad amare perché ti sei impantanato nella melma

E dopo che ti sei pulito dal fango incrostato puoi battere sentieri nuovi

Ricominci perché ti sei trascinato nella relazione atteggiamenti vecchi

Ora è tempo di porre fine e coniugare verbi nuovi che ti spingono in profondità

Mi sono accorto ieri, parlando con una amica ho fatto delle battute

Che sulla bocca di un vecchio sono insipide

Il ricominciare è molto importante perché non puoi tornare a prima

Perchè l’intensità bella della relazione deve rimanere

Ma dentro ci deve stare la voglia di approfondire e scrostare il di più

E’ il di più che appesantisce in quanto superfluo

E il riprendere viene più spedito e rinnovato

Buon anno dopo che hai visto il Bambino e la Madre fai ritorno a casa

Il Bambino è l’onnipotente che si fa piccolo e tu fatti piccolo

La Madre è colei che custodisce e ama tu diventa Lei

Perchè il Suo amore è una sorgente che zampilla


martedì 31 dicembre

Pastorale della zappa

Buon Momento Presente

Festeggiare un anno che passa è un assurdo

E’ come ringraziare il tempo che passa

Perchè ti fa morire

Cronos è l’unico tempo che ammazza i figli

Per noi il tempo non ha dimensioni

Dio ha pensato a noi da sempre

Dio ci vuole con Lui per sempre

Il Padre che aspetta il figlio pensandolo

Il Padre che aspetta il figlio per averlo per se

Che cosa vuol dire festeggiare la fine di un anno ?

Niente!!! Se non l’assurdo di chi sa di non esistere

Il Padre ha un progetto per noi eterno

Ha pensato per noi un posto nel regno Suo

Dove lo stare non ha tempo o altre dimensioni

Se non quella dell’amore

Se hai amato l’anno che passa amerai anche l’anno che viene

Allora perché festeggiare?

Per l’amore è sempre festa

Prete il dolore dove lo metti?

Certamente non lo affogo in un bicchiere di spumante

e poi butto il bicchiere è come buttare il dolore

No!!! Il dolore è un’occasione di come io possa amare

Non una persona qualunque

Perchè se Dio mi ama e mi ama veramente

Il dolore è l’onestà della relazione è come posso amare Dio

In questo il tempo è eterno

Altro che buon anno

lunedì 30 dicembre

Pastorale della zappa

Basta un niente Signore

E il mio sguardo è altrove

Lontano da Te

Basta un niente e tra mille rive

Mi trovo a disperdermi

Che fatica nel ricompormi!!!

Ti cerco e basta un niente

Smarrirmi nei pensieri

Che come coltre coprono lo sguardo

Anche qui basta un niente

Desolato e deluso di me

Ritorno a Te

La gioia del  ritorno

Ti fa trasalire di gioia

Quello che non riesco a comprendere

La Tua gioia nel mio ritorno

Il niente che torna e la Tua immensa gioia

Il niente che mi assale e mi disperde

Questo divario che mi fa correre lungo la riva

Non mi fa arrivare da Te

Mentre Tu sei già in me

Allora il passaggio all’altra riva

E’ un salto nel vuoto

E’ solo un salto, quello definitivo

Dove le Tue braccia mi accoglieranno

Dove il mio niente è il Tuo tutto

Venerdi 27 dicembre

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Gv 20,2-8

Giovanni era stato mosso dall’amore ed era arrivato prima

Infatti l’amore ha le sue certezze, crede, prima di tutto

Arriva prima, entra dopo e quando entra vede e crede

Gli occhi dell’anima hanno già visto il Suo Signore nell’amore

Ognuno di noi è un Giovanni se ama veramente

Sa che l’anima vede sempre nell’amore

Tanti di noi nella nostra cecità non vediamo tutto ciò

Lo si evince dal fatto che pur avendo visto miracoli

Pur avendo fatto esperienza di miracoli, passati sotto i nostri occhi fisici

In un lasso di tempo che si chiama attimo dimentichiamo tutto

Perchè noi anche nei miracoli facciamo una scala

Allora il miracolo diventa un valore

Non un atto d’amore e allora tutto scompare

Su questa disonestà spirituale bisogna fare verità

La Verità nasce nello spirito per mezzo dell’amore

E si rivela nella pienezza portando all’anima frutto

Giovanni vide e credette

Cosa vide?

L’amore vede oltre la realtà perché cerca le cose di lassù

Dove lo sguardo è fisso e dove è orientato il cuore

lunedì 22 dicembre

Pastorale della zappa

La pianta buona per sua natura da frutti buoni

Le dimensioni dei frutti possono essere vari

Il Signore chiede per se le primizie

E’ passato il tempo di avvento ora cerchiamo le primizie

Non è la quantità che conta

Cerca il primo frutto che hai vissuto in questo tempo

Preparalo e portalo a messa è per celebrare il tuo natale con Lui

Questa è la vera celebrazione del natale

Non dire come gli ipocriti:

In parrocchia quest’anno abbiamo fatto cena per i poveri ho contribuito

Gesù ha risposto così a Giuda :“I poveri li avete sempre con voi cfrGv

la celebrazione della mia nascita viene una volta all’anno”

Certamente hai detto “Approfitto del Natale,

per fare la telefonata così mi tolgo il pensiero, lascia stare in pace il fratello

tu vai dal Signore a portare la tua primizia”

Gli ipocriti hanno già fatto la lista delle persone a cominciare da quelle più influenti

a quelle scadenti per fare gli auguri

Risparmia tempo hai già ricevuto la ricompensa su questa terra

Ci sono altre cose ancora da dire

Tu invece stai con il tuo Signore nella verità

E’ proprio solo davanti a Lui libero da vincoli e convenzioni natalizie

Fai il tuo buon Natale

venerdì 19 dicembre 

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

E l’angelo si allontanò da lei. Lc1.26-38

Guardando questo ultimo versetto è la conclusione di una relazione

Che si è svolta nella verità e nella chiarezza

Maria conclude con: “eccomi sono la serva”

Per l’angelo basta la risposta e parte “va via”

Di quello che conosciamo Maria non si pente della Sua decisione

L’Angelo è sicuro che quella risposta sarà realizzata nella fedeltà

E’ l’accoglienza di un porto sicuro dove Dio si incarna

Le nostre relazioni hanno di un non so che di problematico

Dove l’unico bene che il Signore ci ha dato non sappiamo usare

Questa è la libertà

Gli altri beni noi li abbiamo, ma si trovano sotto la coltre del peccato

Per questo motivo non riusciamo ad andare in profondità

Il terreno del nostro cuore lo lavoriamo solo superficialmente

E’ vero basta un metro o due di stato di terreno fertile e i frutti ci sono

Ma per portare frutti nel tempo occorre un pozzo profondo dove c’è la sorgente

Invece ci siamo fatti cisterne screpolate che non tengono l’acqua

Perchè nella temporaneità delle relazioni si attinge acqua torbida

E la relazione finisce perché si vuole andare altrove a scavare altre cisterne

Rimane la libertà di farlo ma quello porta ancora a delusioni

E l’ anima lavora per fare cisterne e il cuore rimane tappezzato da mille ferite

Se tu metti tutte le cisterne una su l’altra potrai raggiungere la profondità di un pozzo

Troverai l’acqua che ti fa esercitare le virtù e vivere con la Sorgente nell’eternità

giovedì 18 Dicembre

Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita ……..

……….. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, Lc 1,5-25

C’è la preghiera che viene esaudita

e quando avviene non si crede

Zaccaria ha fatto questo

Quante volte diciamo il miracolo è arrivato troppo tardi

Perchè la ragione con i suoi ragionamenti stabilisce il tempo

Dio deve agire nei tempi stabiliti da noi

Noi infatti conosciamo bene la realtà mentre Dio poverino ha troppo da fare

Dietro questa presunzione c’è la grettezza del nostro cervello

Che non vede oltre il proprio desiderio condito con l’ansia

Stabilisci i tempi i luoghi e le modalità come Dio deve agire

Scusami perché non ti fai il miracolo casareccio ?

Tu allora mi dirai “ Lui dice che è onnipotente”

Io ti dico “fa fare a Lui il Suo mestiere di Padre”

Come vedi Dio deve dimostrare la Sua onnipotenza

Dio non farà mai questo

Ti racconto questa storiella:

Un giorno una zanzara sfidò il bue a un duello

Decisero il giorno e l’ora e il bue sicuro di vincere arrivò prima

Arrivò anche la zanzara trovò il bue già attrezzato al duello

E disse:”Ho già vinto perché tu che sei grosso hai accettato il duello”

e andò via con una certa spocchia

Noi ci crediamo come questa zanzara

Ti posso rassicurare che Dio non è un bue

lunedì 16 Dicembre

Rispondendo
a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro:
«Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
Mt21,23-27

Potrebbe sembrare una ripicca e invece non è

C’è un’ignoranza di chi non conosce perchè non sa

.glisi avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e
dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato
questa autorità?».

Questa ignoranza si chiama saggia

Vuole conoscere per comprendere e capire

Questi capi saranno anche saggi,

ma hanno un’amica la malizia

Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”.

Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta».

Questa ignoranza è quella furba esclude la verità

Il Signore non può dare nessuna risposta e tace

Poteva anche sterminarli per la menzogna

Recita un salmo “Con il perverso tu sei astuto”

Ma si limita a dire di non poter dire

Il motivo di questo è perché non ci sono margini per una relazione

Spesso noi facciamo questo con Dio e tra noi

La relazione si chiude e non riusciamo

Non è questione di giustizia o di altro

E’ solo che quando smarriamo la via vera siamo fuori

E non siamo liberi poiché la menzogna ci perseguita

Non ci lascia nella pace e siamo schiavi di noi stessi

Il non detto per difenderci porta ad allontanarci da noi stessi

da Dio e dai fratelli

Quel “non so” dei sacerdoti è la chiave della non conoscenza

Ipocriti voi non siete voluti entrare e non avete permesso ad altri di entrare

Diamo fiducia a Dio ed Egli ci salverà


venerdì 13 dicembre

Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Mt 11,16-19

Avere questa sapienza che sappia discernere il bene e il male

Essere aperti a giocare la vita vera senza i se e i ma

Cogliere la bellezza che la vita offre nel presente

Prendere la vita per il suo verso senza fare resistenze

Tutto questo e altro ci porta a vivere il bene

Alcune volte siamo devastati dalla tristezza

Che ci porta a stare sempre fuori luogo e fuori tempo

Perchè non sappiamo riconoscere dove siamo

Anche un po’ dispettosi notiamo sempre che manca qualcosa

E’ molto probabile che quello che manca a noi

Lo vogliamo proprio quando manca intorno a noi

Già sapere questo è qualcosa

Restiamo sempre nella zona del grigio e della mediocrità

Per giocare bene nella vita:

è bene distinguere la tristezza per il male e la gioia per il bene

giovedì 12 dicembre 

Pastorale della zappa

L’origine dei nostri mali ha un nome, amare noi stessi in modo sbagliato.

E’ proprio non saperci amare che ci fa dimenticare di essere uomini

Corriamo il rischio di diventare egocentrici e superbi.

Pensate che un superbo faccia una vita tranquilla?

Vi posso garantire che la vita del superbo è una vita da cani.

Cerca sempre stabilità,conferme e approvazioni

Quando queste non arrivano se la prende con se stesso.

E’ vita?

Gli egocentrici sono coloro che hanno solo diritti,

non hanno misure per determinarsi ed essere liberi.

Scimmiottano i demoni, in quanto come questi ultimi hanno bisogno della pompa.

Il non amore verso se stessi genera altri mali come la gola.

Noi tutti abbiamo bisogno di nutrirci per vivere,

chi non si sa amare si abboffa.

Questo poveraccio a che cosa va incontro?

Dopo mangiato deve dormire, si sente stanco, svogliato,poco lucido

e per sturare i condotti otturati ha bisogno di alcolici,……

ora ditemi voi se questo è volersi bene…

mercoledì 11 dicembre

Pastorale della zappa

Fatti sfidare dal bene per realizzarlo nella tua esistenza

Cerca sempre il bene e puoi anche sbagliare

Ringrazia il Signore che hai sbagliato per eccesso e non per difetto

Ritorna nei ranghi perché l’amore ritorna inse e trova la Sorgente

Non avere paura di sbagliare per amore

Il Signore nella sua via crucis venne deriso,

gli fu sputato addosso, o preso in giro proprio da coloro che aveva beneficato

Prendi questo come occasione e non lamentarti

Offri al  Signore quell’eccesso d’amore 

Lui lo rende utile per chi è assetato

Ti diranno che sei un idealista,poco concreto,la tua concretezza si vede nel lungo periodo

E’,infatti, nel lungo periodo che si scopre che hai amato veramente

Perchè l’amore è fatto così nasce e cresce come una boscaglia in modo confuso

Poi muore e marcisce come le foglie d’autunno

Poi rinasce in maniera ordinata

E se non rinasce?

Non è un problema… Hai amato !!!

E’ come il seminatore: il buttare il seme non è uniforme quantitativamente

Ma lui non torna indietro a riprendere il seme in più

Lo lascia è proprio questa generosità che rende l’amore dato vero

Ti diranno che sei ingenuo, e che in un mondo di furbi è inutile,tu continua a realizzare il bene

Non ti far condizionare dai giudizi o dalle critiche

Perchè dopo che sei uscito dal tuo egoismo

Non puoi permettere a nessuno che ti metta la museruola

Perchè tu il bene lo devi continuare a fare

L’uomo giusto quando muore lo seguirà l’amore che ha dato

martedì 10 dicembre

Pastorale della zappa

Tienimi stretto tra le Tue mani nella tentazione.

Fammi sentire i battiti del Tuo cuore

I battiti del Tuo cuore son musica ai miei orecchi

La tentazione mi seduce, distraendomi dal presente

Mi attira a se, con suadenti promesse

Io come inebetito mi spingo altre il ciglio

Voglio provare l’ebbrezza del niente

Faccio ciò che non voglio mi accorgo solo quando l’ho fatto

Allora il senso di colpa misto al peccato fa di me un cartoccio

E preso dal vento sbatte da tutte le direzioni

Fluttua nel vento senza mete

E’ come quando qualche passero entra in chiesa

Vuole uscire e passa il tempo sbattendo il grugno sui vetri delle finestre

Con la fuliggine che muove dalle pareti sporca l’altare

Dove ogni giorno l’agnello è sgozzato

Tu mio Dio

Non lasciarmi andare, legami a te anche se mi divincolo.

Tu non puoi trattenermi oltre la mia volontà, io lo so.

Mi lego al palo della mia barca, dolci canti io ascolto.

Fermo al palo tra i canti a due cori

Cerco la Tua parola al mio orecchio diventa viva

E mi porta cantare il mio canto libero pur legato al palo della barca

lunedì 9 dicembre 

Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Lc 5,17-26

Dove c’è il peccato e la miseria

che paralizza l’uomo nelle sue relazioni

Lì sta Dio con la sua misericordia

Dio non vuole la morte dell’uomo

Vuole scacciare dall’uomo il male

Questo l’uomo non lo sa

L’uomo ha bisogno di essere amato senza condizioni

Quando questo non succede si difende o attacca

Il peccatore che conosce il male paralizzante

Quando viene perdonato capisce due cose:

Capisce che Dio lo ama profondamente

E ne ho avuta la testimonianza diretta:

Nel perdono mi sono sentito amata da Dio”

Altre volte mi è capitato di ascoltare questa espressione:

Ho avuto sempre schiaffi, quando ho sentito le tue mani

Ho avuto la netta sensazione che Dio mi toccava la testa

Mai mio padre mi ha toccato la testa Dio si”

Allora l’uomo viene amato infinitamente da Dio

e cambia vita per quell’amore amore infinito

L’uomo che è passato dallo stato di ripiegamento a quello eretto

Ha capito e visto :

Che tutti gli uomini sono amati infinitamente

Questo è il grande miracolo

che si avvera ogni giorno nel chiedere il perdono

lunedì 2 dicembre

Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”,

ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene;

e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Mt8,5-11

Gesù si meraviglia di questo uomo

La fede porta in se un segreto una fiducia senza limiti

Se veramente credo alla parola

che contiene la promessa che Dio mi fa

Quella parola si realizza

Quando sto davanti a Lui ed esprimo il mio bisogno

Con la coscienza pura del bisogno reale

Se chino la testa davanti alla Parola

C’è un’attesa attiva e da povero

Che dice “Io non ci riesco, ma so che Tu puoi”

Quello è il terreno fertile che accoglie la Parola

L’orgoglioso fa le cose che riesce

Il suo cuore è pieno di finta umiltà

E si fa passare come uomo di fede

La fiducia nella Parola che si realizza in me

Dio è fedele alle promesse e le mantiene se tu credi

C’è una bestemmia molto frequente che si annuncia così :

Una cosa è la fede un’altra cosa è la realtà”

Spesso sento questa espressione

Ascoltarla poi sulla bocca di coloro che presumano di avere fede

fa pensare :

E’ uno che non conosce i suoi bisogni

Quindi non ha una vita interiore

Pensa di conoscere la Verità

e non la sfiora nemmeno con uno sguardo

Tutto ciò non ci rende credibili

e anche umanamente siamo come quelle canne al vento

venerdì 29 novembre 

Pastorale della zappa

Accogliere

Si parla spesso di questo verbo, ma si coniuga poco

Eppure l’accoglienza è introdurre l’altro a stare

La formula del matrimonio comincia così:

Io accolgo te….”

Chi accoglie è colui che viene definito da chi viene accolto

E questo stare di fronte la parola bussa all’orecchio aperto

E gli occhi vedono per essere visti

L’accoglienza muove i sensi dell’anima

Che portano al cuore calore e apertura

Chi sa accogliere è chi non si ferma all’apparenza

Anzi è chi riesce a vedere Cristo in tutti gli uomini

Può diventare l’accoglienza una falsità

Quando tu devi accogliere l’altro con amore

mentre lo vorresti strozzare e lo fai solo per formalismo

Allora il sorriso a prova di dentifricio

Il cuore accoglie e si protegge con una corazza

Accogliere come Gesù ci accoglie

E’ difficile:

mette in gioco non solo la fede

perché occorre vedere nell’altro Gesù

Poi c’è bisogno dell’umiltà

che permette al fratello che accogli Gesù

Ci sono poi quelli che quando accolgono

Fanno una grande accoglienza del proprio io

giovedì 28 novembre 

Pastorale della zappa

La pazienza è una virtù

Che diventa oro nel tempo

Ho assistito al dialogo tra un mosto e un vino vecchio

Il mosto esuberante voleva essere vino novello

Bolliva nel tino e faceva sentire i suoi gorgheggi

Poi passò a prendere in giro il vino nelle botti che da anni stava li

Il più vecchio dei vini fermò la sua boria facendo sentire il suo profumo

Il silenzio cadde nella cantina

Il vino novello si interrogò e chiese:

Perchè hai quel buon profumo e sei pure vecchio ?”

Rispose:

Ho conosciuto l’Agricoltore che fin dalle origini ha avuto cura.

Posso condividere con te la gioia che hai tu, perché giovane e pieno di vita

Sono contento per te perché la tua gioia è stata la mia gioia

Ora è diverso…..

La curiosità del vino novello interrompe il discorso

Voglio essere come te”

Già sei come me- rispose il vino vecchio- Ma ti devi fare amica la pazienza”

Il vecchio vino cominciò a dire :

Dopo la pigiatura non sei vino anche se hai sofferto

Dopo la bollitura nel tino non sei vino anche se hai sognato

Poi inizia la vita vera lontano dai riflettori e dal chiasso della gente

Perchè quel vino che viene bevuto subito è novello e inesperto

Ti trovi in cantina al buio dove il tempo non ha colore e i giorni passano

Ti viene da pensare che la vita è una fregatura abbi pazienza entra nel fuori tempo

L’Agricoltore che ti curava è scomparso abbi pazienza Egli arriverà e ti dirà:

Vieni amico mio è il mio tempo e ti invito alle nozze”

Non avere fretta impara a rinnovare la tua fedeltà all’Amore

Anche se ti sembra inutile

I primi tempi quando mi hanno messo nella botte ho avuto delle difficoltà

L’incontro e lo scambio nel tempo e mi sono invecchiato

E ora ho il profumo che senti

mercoledì 27 novembre

Pastorale della zappa

Sfumature

Diffidare di se stessi e non accaparrare diritti è l’atteggiamento sano.

E’ importante diffidare di se stessi

Non per l’insicurezza che portiamo dentro

Ma per essere aperti e non prevenuti nella relazione

La diffidenza verso noi stessi ci permette di parlare a tempo opportuno

A differenza della insicurezza che ci fa parlare

Che ci fa prendere delle decisioni non sempre sane e parlare  definendo qualcosa che non conosciamo e non abbiamo sperimentato Della serie ci fa parlare troppo

Questa condizione di diffidenza verso noi stessi ci pone in una situazione di essere un foglio bianco dove tu Signore puoi scrivere

Signore scrivi su questo foglio l’amore

In modo che io possa sempre ricordare il tuo amore per noi Metti il colore rosso che risalta sul bianco come sangue

In modo che possiamo capire che amando fino alla fine si rimane nella Verità

Scrivi Signore!!!

E’ grazia la tua Scrittura

Voglio che Tu scriva qualcosa in modo da dare al mio ego nessuna possibilità.

Io voglio solo ciò che Tu vuoi.

Nella fede Padre mi abbandono a Te causa della diffidenza verso me

Tutto ciò mi dice che tu sei contento di questa mia decisione e mi basta questo.

Lo Spirito Santo mi guiderà a Te e farà verità in me

martedì 26 novembre

Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Lc 21,5-11

La fine del mondo viene vista come qualcosa di straordinario

Gli esempi che fa Gesù sono fatti di vita quotidiana

Il regno di Dio si compirà sotto i nostri occhi

E questo avviene senza che ci accorgiamo

I segreti di qua i segreti di la,

qualche venditore parla delle ultime catastrofi

Dio ha nelle Sue mani la verità

Vuole che la maggior parte di noi va da Lui

E sicuramente non è uno sprovveduto

Dobbiamo fare del nostro quotidiano una lode continua

Solo allora toglieremo a Satana la forza

Visto che viviamo di paura,infatti questa è entrata nelle nostre menti

Satana vede tutto ciò e ci spinge a fare qualcosa di egoismo

Il regno vive di quotidiano e si manifesta in un giorno che non conosciamo

Del resto Gesù ci ha detto:

La catastrofi cadono all’improvviso

Quando svolgiamo le mansioni di tutti i giorni mangiare bere dormire

In tutto questo essere vigilanti

Diamo quello che possiamo come ultimo momento

Diamo come se non abbiamo mai fatto quel gesto

Diamo come che se fosse la prima volta

Tutto ciò per il Signore

Facendo così siamo entrati nel regno

lunedì 25 novembre 

Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere Lc 21,1-4

Questa donna è coraggiosa è in miseria

e getta via da se quel poco che ha da vivere

Anche Abramo si avvia verso il monte con il figlio Isacco

Il suo unico figlio che deve sacrificare

e dice: “sul monte Dio provvede”

Forse anche tu stamani ti trovi a fare i conti con la realtà che vivi

E nella testa un cumulo di pensieri si abbatte

Non sai da che parte cominciare

Come si suol dire la coperta è corta

Sempre qualcosa rimane scoperto

Getta via la stessa coperta anche se copre una parte

E fidati senza condizioni

Forse oggi ti giochi la vita, giocala fino in fondo

Non mettere da parte neanche un centesimo

Perchè anche il centesimo può essere di intralcio al tuo cammino

Come fai a dirmi questo ? E’ la tua domanda

Ti dico che tante volte nella fede o si gioca tutto

O è meglio non prendere in mano l’aratro

Perchè è quel poco che mette il limite alla scelta che fai

Quel poco causa il dubbio perché vuoi proteggere te stesso

E ti infogni nella menzogna dove la chiarezza è un miraggio

Getta via da te anche quelle piccole sicurezze

Perchè nella stanchezza diventano catene e non ti fanno andare spedito

Getta via da te tutte quelle strategie che hai messo in atto per proteggerti

Ora ti trovi da solo e non sai a chi dare i resti

Nella fede non lasciare niente nascosto perdi Dio per Dio

E’ bene che faccia Lui

giovedì 21 novembre

Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!

Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Lc 19,41-44

Oggi e non domani e non ieri

Oggi siamo chiamati ad accoglierlo

Nelle azioni che l’oggi ti presenta

Lui viene a farti visita sin dall’inizio di oggi

Se non l’accogliamo nell’oggi

Siamo avvolti su noi stessi

Nei giorni della lotta va il pensiero

L’emozione fa rivivere qualcosa di buono o di brutto

E il nostro volto deformato dal negativo

ci fa ripiegare nella mosceria dell’oggi

Lui che ti fa visita vuole solo darti la pace

Mentre tu appena alzato hai già acceso la mitraglia

Il tuo fare deve essere centrato e non hai tempo per la pace

Se tu avessi compreso che quest’oggi hai un’opportunità

La prima volta che ami

L’ultima volta che ami

E l’azione che compi oggi è unica e non avrai altre

Per fare questo devi abbandonare il fare

L’amore dell’oggi è la sua presenza

che si staglia nell’ordinario

Allora l’oggi non ha il tempo

Ha il tuo e il suo tempo e tu ne apprezzi la visita

Ha portato al tuo cuore la pace

Che quando scende su di te ti accorgi che gli appartiene

Perchè un altro non la può dare

Vi lascio la pace vi do la mia pace non quella del mondo

martedì 19 novembre

.ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Lc 19,1-10

Caro Zaccheo non riesci a vedere il Signore

Tutti ti temono ma nessuno ti fa posto

Sei solo devi fare i conti con la tua statura

Non riesci, eppure vuoi vedere che ti può aiutare

Quanta sofferenza hai nel cuore per la tua statura?

Sei su di un albero per superare il limite

Forse ti sei sentito ridicolo, l’uomo temuto di Gerico scala un albero

Mi fai tenerezza e mi fai ridere nel vederti scendere dall’albero come una bertuccia

O forse sei un uomo coraggioso che ha deciso di cambiare ?

Tu sapevi che la tua statura non era come quella di Gesù

A me hai insegnato che quando un limite diventa invalicabile

E’ meglio vedere Gesù che viene da te

Entra nel tuo intimo dove i limiti diventano corde che paralizzano

Lui sa sciogliere quei nodi che tengono paralizzati

Non occorre salire sugli alberi per vedere

Bisogna dare indietro ciò che il limite ha rubato

E dividere per quattro volte ciò che non siamo riusciti a dare di noi

In questa dimensione conosciamo la statura del nostro amore

Usando il limite che ci ha legato per una vita intera

lunedì 18 novembre

Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Lc 18,35-43

Gridò quando gridi è perché esprimi un bisogno

Vogliamo tante cose e ci perdiamo in esse

Non riusciamo ad andare al centro dei nostri bisogni

Li smorziamo sul nascere

e quando ci travolgono li narcotizziamo

Questo non urlare non è perché non hai bisogni

E’ perché non ti fidi di Lui

e vuoi fare le cose da indipendente e non da uomo libero

Questo cieco lo vogliono far tacere e lui grida più forte

Conosce Chi sta passando, infatti lo chiama Signore

Il cieco poiché sa che è il Signore grida

Ha il bisogno di vedere e grida più forte senza riguardo

Tante volte fai tante richieste e Dio non ti da niente

Non perché non gridi sei solo un bambino che vuole tutto

E non conosce veramente ciò che ha bisogno

Oppure ti nascondi dietro a delle formalità per giustificare la tua mancanza di fede

E partorisci nella tua mente: “Ho chiesto molto e Dio non mi ha dato niente”

Sei da compiangere quando il tuo bisogno viene ad essere soddisfatto

E tu lo rifiuti solo perché i tuoi pregiudizi verso la persona che fa da tramite

non è degna, mentre tu pensi che meriti di più

La tua superbia ti fa essere sempre infelice

Hai fatto due errori uno per la tua superbia,

hai tradito la tua libertà per l’indipendenza

Si sa che Dio usa per il regno degli incapaci

Tu aspetti Dio in persona che soddisfi i tuoi bisogni

Questo cieco ci vede bene dietro la sua cecità

Quelli che lo vogliono zittire (gli apostoli) perchè sono disturbati

E sai perché? Stanno discutendo chi è il più grande

Tu non urli non perché non sei capace, ma perché non ti conosci veramente

Ascolta quel grido vero che sta dentro di te

Da un nome al tuo bisogno urlalo o verbalizzalo

Ma non mettere in atto strategie che abortiscono il tuo bisogno

Perchè questa è perfidia figlia della superbia

Se ti senti minacciato urla più forte

Non ripiegarti su te stesso dandoti delle giustificazioni fasulle

Immagino il cieco vede con la sua fede chi è Colui a cui grida

Ha in se la certezza della salvezza

venerdì 15  novembre 

Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.

Lc 17,27-37

C’è un’espressione nel vangelo che dice : “Venite dietro a me”

E’ l’invito che il Signore ci fa a camminare sulle sue orme

Quando vai in montagna e la neve è alta per non sprofondare

Metti il piede sulle orme di un’altra orma

Quando fai così vedi che la strada è spedita e sei felice

Poi arriva il tempo della tentazione dove l’orgoglio ti solletica

Ti fa sentire capace di fare da solo

Oppure anche la superbia questa è più fine nella stupidità

Allora, il venire dietro a me, diventa asfissiante

Oppure l’ansia dove il controllo è forte e non ti fa vedere la strada

Chi sta davanti a te, deve essere superato, perché non ti permette di vedere

Fa ancora peggio non ti sa dare risposte ai tuoi perché, quindi è da superare

Comincia l’inquietudine e tu vuoi salvare la tua vita dall’altro

Sorpassi il Maestro e vedi che sei pure più bravo

Esci fuori dal sentiero battuto e pensi nella tua megalomania

che hai preparato un nuovo sentiero per gli altri

e il sentiero di prima era pericoloso mentre il tuo è il migliore

Il sorpasso, il nuovo sentiero è come salvare la propria vita

Invece è egoismo che ti spinge a lasciare l’amore

E batti zone a te sconosciute dove ti perdi e non riesci a trovare la vita

L’orgoglio ti vieta di chiedere aiuto

La superbia ti fa sentire superiore a tutto quasi invincibile

L’ansia come una mosca di di questi tempi,

che girano a vuoto perchè malate

se ci fate caso toccano sempre la stessa parte del corpo per questo noiose

Dice il Signore per mezzo di Isaia

Ritornate a me su trattiamo…”

Se Dio è Dio e si umilia con te e vuole trattare

Perchè tu non esci e riprendi in mano la tua vita perdendola nell’amore?

O forse pensi che Dio deve fare così se non perde i clienti?

Ci perdi tu se Dio si umilia davanti a te e ti chiede di trattare

Umiliati davanti a Lui e riprendi la tua relazione d’amore

giovedì 14 novembre

Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi! Lc 17,20-25

Come fai a vedere il regno di Dio, mentre vedi intorno a te solo macerie ?

Ognuno di noi ha una visone di regno a secondo di ciò che ci suggerisce la parola regno

Il Regno è un piccolo seme che tuo cuore può accogliere e fare di quel seme un albero

Il Regno è un po’ di lievito che si perde nella farina tu sei quel lievito che si perde

Il tuo perderti nell’amore di chi ti passa accanto porta il Bene

Il Regno è la lampada che arde e da luce

Quante lampade umane si consumano e danno speranza con il loro dolore?

A te fa male vedere quella sofferenza

Ma chi è smarrito trova la via della speranza

Il Regno sono i doni che un Re da e chi li riceve li investe

Il Regno non ha una struttura monolitica pesante

E’ come prendere un pezzo di pane immerso nel vino

Ha l’esperienza del vino invecchiato nel buio di una botte

E il sapore del pane appena sfornato

Il vino che allieta il cuore dell’uomo

Il pane che da forza nel cammino

Se metti gli occhiali dell’amore vedi intorno a te tracce del Regno

Ogni piccolo gesto d’amore, nascosto agli occhi del mondo

Dio lo utilizza per il Suo Regno

mercoledì 13 novembre

Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce,

e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo.

Era un Samaritano. Lc 17,11-19

Una vera relazione d’amore ha il senso della gratitudine

Diamo per scontato ciò che Dio deve fare con noi

Ma noi nel nostro andare non ci fermiamo per tornare indietro

Dobbiamo arrivare al tempio un edificio fatto di pietre

Dobbiamo andare avanti nel realizzare le nostre quattro carabattole

Ma non torniamo indietro come questo Samaritano

Lui Riconosce che è guarito e ringrazia Chi l’ha guarito

Noi pensiamo che siamo convertiti

Non abbiamo bisogno di ritornare alla fonte della guarigione

di incontrare chi ci ha guarito abbiamo bisogno di essere sanati ma non di guarire Dio ha fatto il suo mestiere ci ha sanati ha fatto il miracolo Ma siamo molto lontani dalla relazione di gratitudine e riconoscenza Le nostre relazioni opportuniste non ci permettono di rendere grazie Tanto Dio non ha bisogno del grazie

E gli altri nove dove sono?”

Questo peccato di superficialità non ci permette di guarire Sanati nella carne ma lo spirito è lontano dal rendere grazie Passiamo la vita di credenti ordinari che fanno il loro dovere

Costoro non canteranno mai il loro magnificat Perchè ciò che Dio ha fatto per loro è un atto dovuto

Ciò che loro fanno con Dio è un atto dovuto

Questa relazione naftalinica sa di morte

non è viva è un piattume da quattro soldi

Dove la gratitudine nel dare e nel ricevere è un puro formalismo

E gli altri nove dove sono?”

Gesù si meraviglia dell’uomo che ama

E si accorge a Sue spese della sua ingratitudine

martedì  12 novembre 

Pastorale della zappa

Ora la nostra gente soffre

Ieri pioveva e bussa alla porta una nonna con il nipote

Questo bambino ha cinque anni è stato buttato fuori dalla scuol Perchè picchia i suoi compagni e le maestre l’hanno sloggiato La nonna è venuta da me disperata Pensa che il nipote ha qualche problemaE’ la seconda volta che viene, e sempre per il solito motivo Questa volta l’aveva combinata grossa Lo guardo e non ho niente da rimproverare Mi abbraccia e mi dice mi manca la mamma La mamma è scomparsa Ma che gli vuoi dì a un fringuello triste

Ho pensato ai vari orfanatrofi dove sono stato non ultimo quello di Calcutta

Ieri davanti a me la nostra gente che soffre

Forse la giornata uggiosa che metteva tristezza Ho visto la solitudine di questo fringuello con la nonna

Una mamma non la puoi dare è insostituibile

Vedere gli occhi smarriti di chi chiede di avere la mamma

Mi sono sentito venire meno

E’ vero davanti a tanta sofferenza innocente Cominci a chiedere a Dio pensaci tu Oggi e tra poco incontrerò solo la nonna per capire qualcosa E’ un po’ preoccupata perché pensa che anche oggi sarà buttato fuori dalla scuola Dietro questo nostro benessere c’è morte e solitudine Ai miei occhi questa sofferenza sta diventando quotidiana Credetemi fa soffrire vedere la sofferenza vissuta da soli Almeno negli orfanatrofi c’è la gioia dei bambini che giocano

Cosa fa un fringuello pieno di vita ?

Io so che è da solo con la nonna mentre vuole la mamma

lunedì 11 novembre

Pastorale della zappa

E’ domenica, la messa è finita ,vado a preparare il pranzo.

Quando mi chiamano:” una persona ti aspetta in chiesa”

Vado, è una donna che piange, mi avvicino è una mamma.

E’ confusa vuole parlare e dire il suo dolore

Ascolto le dico qualche parola e poi la benedico

Va via, è un andare senza meta andrà sicuramente a casa

Quell’andare è di chi non sa quello che deve fare

E’ un camminare stanco e affannato, prende la macchina e va

Questa settimana mi sono capitati almeno quattro casi

Gente confusa che vuole avere a che fare con Dio

Prima capitava di vedere poveri che avevano bisogno di cose

Oggi c’è un’emergenza molto più sottile e profonda

Ci sono poveri che hanno tutto e anche la morte nel cuore

Tu non ti accorgi di questi poveri non sono arroganti

Questi poveri sono umili e piegati nel loro dolore

Cercano con gentilezza un aiuto

Sono disperati e cercano Dio

Questi mali invisibili che rendono la vita impossibile

Fanno andare senza meta

La chiesa è l’unica tenda che accoglie e da ciò che ha di più caro “Dio”

Basta l’ascolto la benedizione e una parola buona….poi Dio fa tutto

Ti vedi questi poveri ritti che prendono il loro cammino

C’è il grido senza voce nascosto e non ti accorgi

Perchè chi porta questo dolore è isolato e oggi si pensa alla quantità

Grazie Signore tu ci ami personalmente e ci chiami per nome

Nel dolore chiami questi figli personalmente e loro cercano la vota

venerdì 8 Novembre

Pastorale della zappa

Il desiderio di tutti è trattenerlo in modo privatistico

Lui quando era con noi si è fatto uno di noi

Quando è risorto ci ha portati nel seno del Padre

Guai a quell’uomo che lega a se le persone

Ogni creatura non ha potere sulle creature

Se è nella verità deve fare come Gesù

Vedo tanti maestri e pochi testimoni

Vedo tanti piccoli appezzamenti e nella chiesa

Tanti capi che si fanno il loro orto presumendo di essere il Cristo

Vedo nuove congregazioni almeno così dicono con abiti colorati

Sembra la fiera di carnevale e nessuno che lavora nella vigna del Signore

Questa presunzione di pensare di essere proprietari di messaggi o visioni

Mi fa pensare alla Maddalena che vuole trattenere Gesù

Lui parla di Dio vostro e Padre vostro Lui solo può dire “figlio mio”

Noi dobbiamo dire “Padre nostro” come Gesù ci ha insegnato

Gesù della fede e della verità vuole che noi non ci appropriamo di Lui

Ma viviamo per Lui tutti

Non giudico gli amanti della Sposa ma ricordo che siamo amici dello Sposo

Non voglio polemizzare con quelli che sono pieni di Spirito Santo

Ma chiedo almeno di imitare lo spirito del Signore che si è fatto piccolo in noi

È in questa povertà che sta la vera fede in chi non vuole trattenere Cristo come proprietà privata

giovedì 7 Novembre 

Pastorale della zappa

Oggi manca il Tu in cui ti puoi abbandonare

Ramingo e solitario cerchi la felicità

Non la trovi fai sforzi per essere perfetto

E poi ti trovi da solo

Ieri è venuta una ragazza buddista a cercarmi

Abbiamo parlato aveva fatto tante tecniche per elevarsi

Ma non aveva nessuno in cui perdersi

L’amore non esisteva e sola è venuta da me

Sperava che le insegnassi una tecnica e le ho detto:

che potevo farle conoscere una Persona

Mi ha detto: che conosceva Dio perché battezzata

e le ho chiesto di scoprire questo Tu che stava in lei

Invece di fare tecniche autoreferenziali

che la portavano a disperdersi

Quanta paura in quegli occhi ?

Non c’era il Tu

Aveva girato a vuoto cercando la felicità

E si è dispersa in mille rivoli

Così è per molti cercano e non sanno che il Tu aspetta

Devi solo farti trovare da Lui

Invece di incaponirti da solo a cercare qualcosa che ti isola

Basta un tuo cenno e Lui si presenta a te

E’ la fede che ci fa credere nella Sua presenza

E’ la fiducia che ci fa aprire la porta e farci trovare da Lui

E quando questo avverrà la gioia sarà piena

mercoledì 6 Novembre 

Pastorale della zappa

Ieri mattina dopo la messa mi arriva una ragazza esile vestita di nero

Il sorriso era triste

Ascolto la sua storia e dopo un po’ le ho fatto una domanda

Hai mai visto il bello davanti a te ?”

Risposta

Ho paura del bello”

Per un attimo ho visto la sofferenza di un’anima

Questa anima aveva vissuto tanta di quella sofferenza

Che il suo grido si era fermato come un tappo alla gola

Nello stesso tempo vedevo la sofferenza di Dio

Che cercava quest’anima che non era mai partita

Perchè gli uomini con la loro violenza avevano impedito il suo andare

Anche Dio grida il suo dolore:

Non fare del male a mio figlio è tuo fratello

Il grido fermato alla gola della ragazza mi diceva :

Violenza fin dal seno materno ho solo esperienza di morte

Ho visto il sole che non mi riscaldava aveva una coltre nera

I suoi tramonti rossi erano incendi devastanti

Le sue albe rosacee sangue vivo

Leggo la parola amore e non ho mai fatto esperienza

Ecco la società di morte che si presenta

Dio spinto ai margini e per Lui c’è il filo spinato

Figli incarcerati immobili perché pieni di paura del bello

E’ una scena raccapricciante e potrebbe far disperare

Invece no :

Per togliere il filo spinato basta volerci bene come fratelli

In modo che Dio possa entrare nella nostra vita

C’è una sete d’amore di cui tutti siamo bisognosi

Ma pochi sono coloro che rinunciano a bere per dare acqua agli altri

Chi vuole conservare la vita la perderà

Chi perde la vita per amore la troverà perché nasce nel cuore degli assetati

martedì 5 Novembre 

Pastorale della zappa

Quando gli chiedi qualcosa Lui la da con i suoi tempi

Non stare a chiedere giocattoli come fanno i bambini

I giocattoli degli adulti sono diversi

Sono proporzionati alle eta :soldi potere successo e altro ancora

Scandaglia nel profondo di te e trovi desideri nascosti

E proprio quelli Lui vuole soddisfare

Tanto che nel vangelo trovi questa espressione:

A coloro che chiederanno lo Spirito santo sarà concesso

Credimi non è poco Lo Spirito Santo è la vera Guida che ti fa andare

Perchè suscita in te la vera ricchezza

Il Padre disse a Salomone chiedimi :

Salomone chiese la saggezza, non è poco

Salomone voleva regnare secondo lo Spirito di Dio

Come vedi chiedi esprimi i desideri profondi del cuore

Dio ti darà quello di cui hai bisogno

Quello che ti serve lo puoi costruire anche tu da solo

E’ bene che continui a dire il Suo amore per te

Quando dici nel dolore Lui si è dimenticato di me

Si può dimenticare la madre del suo piccolo ?”

Cosi il tuo Creatore non si dimenticherà di te”

Sotto il Suo sguardo discreto e vigile ti guiderà alla Verità

Egli si chiama Misericordia e amministra la giustizia

La Misericordia è Lui stesso

La giustizia gli diamo noi il metro

Bussò alla porta di una parrocchia un povero che non aveva niente

aveva bisogno di dormire, il parroco gli disse stai qui tre giorni e poi vai via

Mori un giorno il parroco e andò in paradiso

Il Signore gli disse stai tre giorni e poi vai via

Quando il samaritano diede i soldi per due giorni con la promessa

che se l’oste avesse speso di più il terzo giorno quando Lui passava

l’avrebbe rimborsato Cfr Lc

Quello che spendi per il povero Dio pagherà il suo debito a te

lunedì 4 Novembre 

Pastorale della zappa

Sai dove sei arrivato

Ma non sai dove stai andando

E’ quello che succede quando si vive la vita a scampoli

Viviamo più l’attesa e già la sera della vigilia tutto muore

Tutte le volte che ci mettiamo in viaggio

la preparazione è bella poi arrivati alla meta arriva anche la noia

Ma tu dove stai andando?

Non lo sai e il velo della tristezza ti avvolge

Fai digiuni, fai un sacco di cose anche nuove

Ma dove stai andando?

Non ti agitare eppure questo ti serve per essere vivo

Alienati nel lavoro questo ti serve per poi sentirti vivo

Come vedi sono tutte cose appiccicaticce

Durano il tempo dei fuochi d’artificio

C’è qualcosa o Qualcuno a cui vuoi consegnare la vita?

Hai un compagno di viaggio che ti fa vedere chi sei ?

Hai un amico la cui relazione è libera e profonda e non ti fa sconti ?

Io conosco Uno

Che non si propone ma ti aspetta

Uno che non pensa che tu possa essere cattivo

Uno che non ti chiede di essere alle Sue altezze

Ma se tu ti abbandoni ti porta al settimo cielo

Uno che vuole essere amato da te senza giudizio verso te

A Lui non interessa quanto lo ami o come lo ami

In questo è molto rustico

Perchè il Suo amore gentile ti copre nel tuo essere più profondo

A domani se Lui vuole ti racconterò il resto

mercoledì 30 Ottobre 

Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Lc 13,22-30

La vita dipende da come la vivi

Passi la vita a meritare di essere amato

E ti presenti alla porta stretta con le credenziali meritorie

Non entri è sicuro

Passi la vita a dare per poter essere amato

Fai un errore e ti scartano ti disperi e ti scoraggi

Non entri è sicuro

Passi la vita a fare del bene e poi ti accorgi

Che il tuo bene era interessato

Non entri è sicuro

Ci sono tante sfumature del non amore

Che se vai a vedere sono impedimenti per entrare

Cerchi la salvezza e la vuoi anche pagare

Ci provi e ti sottometti a degli sforzi inumani

La porta stretta non la troverai mai

Perchè la tua vista non va al di la del tuo ombelico

L’amore nella sua bellezza ha dalla sua l’umiltà

Si espropria e da senza misura

L’amore diventa piccolo per amore del Suo Signore

E confida in Lui e allora nella ressa di entrare per la porta stretta

Viene chiamato “ Ehi tu piccolo vieni ed entra”

E passando in mezzo agli altri entra alle nozze

Se noi conoscessimo le altezze a cui Dio ci chiama

Staremmo sempre con gli occhi al cielo

e i piedi ben piantati in terra

martedì 29 Ottobre 

A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape

A che cosa posso paragonare il regno di Dio?

È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, Lc 13,18-21

Dio ha un’ economia diversa dall’uomo

Sia nei parametri delle dimensioni e sia nelle quantità

E’ nato per voi un bambino che vi salva”

Chi si affida a un bambino nato in una mangiatoia ?

Il seme di senape viene gettato in un giardino e diventa un albero

Cristo viene sepolto in un giardino dopo la crocifissione

Si sa che l’Uomo della croce morto in modo ignobile e scartato

Porta in se la vita che non muore sull’albero della vita

Nella scrittura ci sono molti di questi esempi di economia di Dio

L’economia di Dio ha delle vie obbligate

La via dell’umiltà si vive nella quotidianità del giorno per giorno

La via della povertà dove il dono è bellezza e ricevere è grazia

La via della pazienza dove il patire fortifica e rende saldi nelle decisioni

Come vedete questo si oppone :

alla mondanità dove la visibilità l’ostentazione diventano fuochi d’artificio

All’orgoglio dove l’altro non esiste se non per essere offeso

Alla prepotenza atteggiamento di chi prende e non da

Tutto ciò ci fa poco credibili

lunedì 28 ottobre 

Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli….Lc 6,12-19

Dopo una notte di preghiera chiamò Dopo essere stato con il Padre in preghiera chiama i discepoli Li chiama per farli comprendere la bellezza della figliolanza

Siamo prima figli e dobbiamo imparare a crescere in questa figliolanza Uno che non sa di essere figlio non potrà essere mai discepolo Chi ha la presunzione di sapere già tutto E rifiuta il suo essere discepolo non potrà essere mai apostolo Perchè il discepolo impara dal Figlio come essere figlio Perché Figlio ci da la conoscenza della bellezza paterna E’ il Padre l’origine da cui viene ogni cosa E’ nel seno del Padre dove il buio della notte riempie il cuore del Figlio E il Figlio da a noi uomini ciò che E’

Lui vive dell’amore del Padre e a noi da Il Suo amore per il Padre Questi discepoli, dopo che sono stati con il Figlio, vengono inviati Si chiamano apostoli Tutti noi siamo chiamati ad essere apostoli Perchè l’amore che portiamo nel cuore per il Padre e il Figlio Ci spinge ad andare verso Quella spinta che abbiamo dentro la Luce La fiamma si vede perché la candela arde Gli apostoli portano la Luce, quella vera che illumina ogni uomo Il loro non è proselitismo ma il grido di Paolo:

Guai a me se non evangelizzo”

Perchè è l’amore verso il Padre Che ci porta alla condivisione Una volta condiviso si va via Come è successo a Maria dopo che Lei ha detto il suo Si

Dice Luca nel vangelo “ L’Angelo partì da Lei”

Dio non ci lascia si fida di noi

E noi viviamo di questa Paternità

Altrimenti creiamo gruppi settari che credono di essere loro dio E oggi ci sono troppi eletti secondo la carne del potere E pochissimi sotto l’azione dello Spirito Santo

Che ascoltano il grido del Padre che soffre perchè i figli si perdono Per l’economia di Dio è sempre il piccolo il poco il povero che vince

venerdì 25 Ottobre

«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”,

e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade.

Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?

E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Lc 12,54-59

Quando il vento viene da ovest porta acqua

Quando viene dal sud caldo e quando si ferma acqua con polvere

C’è il tempo che determina le stagioni

C’è il tempo in cui sappiamo quando seminare

Gesù ci domanda :

Come mai non sappiamo discernere il tempo opportuno?

Il tempo opportuno è quando vengono fuori i conflitti

Ed è nelle conflittualità che il male viene fuori

Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta,

comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi;

profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. Ef 5,15-16

Il tempo opportuno è per agire, quando i giorni sono cattivi

Non è che cercando di stare bene rimani tranquillo

Perché corri il rischio di andare di male in male

Se uno non conosce di avere sentimenti cattivi

Vuol dire che li rimuove li rivive senza accorgersene

Le situazioni cambiano e il negativo lo sommerge

Spera in una felicità inesistente

Se uno riconosce di avere sentimenti negativi

Comincia a ragionare e a dire Signore Pietà

Ha capito in se che c’è una lotta spirituale da sostenere

Quando si aspettano tempi migliori c’è una finta pace

Che ci immobilizza e ci fa dire tutto tranquillo

Tranquillo morì e non seppe mai il perchè

Il male quando ci sta davanti è il momento per darsi da fare

E se nel fare cadi, meglio cadere che fare finta di niente

Ricordiamoci il massimo bene l’abbiamo ricevuto dall’Uomo della Croce

Quando abbiamo ammazzato Dio

Lui ci ha dato la vita vera

Signore Gesù con la tua croce hai redento il mondo

mercoledì 23 ottobre

, conoscendo la volontà del padrone,

non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; …….,

non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. Lc 12,39-48

La legge non ammette ignoranza

E la giustizia non conosce l’amore

Allora la mediocrità risponde faccio come mi pare

C’è un conoscere che mi invita ad andare oltre

E’ quello di conoscere la volontà del Padre

Tanti conoscono la Scrittura e non se stessi

Allora enunciano denunciano,

ma poi non sanno entrare nel mistero della propria esistenza

Tanti conoscono la morale con i suoi ritmi

Li vedi affannati nella conoscenza di se stessi

E fanno una scelta, “meglio pagare il biglietto”

e avanti nella superficialità

Tanti cercano una relazione con il Padre

ma non sanno entrare nel silenzio della vita

E si bevono il cervello, lasciando il cuore nella sterilità

Come vedete poiché non conosciamo avremo poche percosse

Allora la conoscenza ci impone a coniugare questi due verbi:

Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dio Gv 6,69

E’ il credere di chi conosce se stesso,

perché si confronta nella relazione con Lui

E’ questa conoscenza che ti porta davanti al Padre

E non ti fa dire di Lui che è misericordioso

Perchè Dio non è misericordioso

E’ Misericordia

E’ troppo grande questa conoscenza

Che già dire Misericordia e non approfittare di questo amore

Vuol dire che riceverai poche percosse

Ma la vita te ne da tante perché non hai voluto essere abbracciato da Misericordia


martedì 22 ottobre 

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli;                                                                                                                                                                                                                                                                                   in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».
Lc 12,35-38

Il padrone si fa servo dei suoi servi

Pur stando fermi nell’attesa sono pronti

Pronti per accogliere chi arriva

Pronti per partire e fare luce a chi deve andare

Questa immagine dei servi svegli è bella

Lo Sposo che arriva dalle nozze e si mette a servire

E’ come se volesse gioire della nostra umanità

Visto che ci ha regalato la Sua divinità

E se ci trova svegli nel mezzo della notte beati noi

È nella notte buia dove la solitudine regna Che Lui si fa presente e ci fa compagnia

E se ci trova svegli verso la fine della notte dove il sonno fa capolino

Lui dona se stesso perché abbiamo vegliato con Lui

Non lasciamoci cadere le braccia come rassegnati

Perchè la lanterna fa luce finché arde

Altrimenti è un coccio da buttare

lunedì 21 ottobre

E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché,  anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Lc 12,13-21

Quando la vita è legata alle cose da possedere Il salto di possedere gli altri è molto vicino E si cade nell’idolatria dove l’io ha ragion di essere solo se prende Allora la giustizia diventa la stampella della ragione E’ la cupidigia l’inizio di tutti i mali Far dipendere la vita dal possedere Ingolfa il cuore di cose Tanto che la sua forma è come un salvadanaio La stoltezza del possedere acceca la vista L’uomo ricco pensa di vivere fino a quando i suoi beni non finiscono L’uomo vuole dividere i beni con il fratello e chiama Gesù in causa Queste due forme di stoltezza portano fuori strada La prima ti fa pensare che sei eterno e puoi godere di tutto La seconda ti fa usare Dio a comodo tuo e ti metti in una situazione mondana dove la forma è vera idolatria Noi siamo chiamati a evitare questi inganni che non ci permettono di vivere la nostra fede nella purezza Ma il viscidume che ci avvolge ci fa essere più accettati Scappa dalla cupidigia e ti salverai dai legacci Che una volta imbrigliato ti portano al vizio

venerdì 18 Ottobre 

Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione.

Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della seduzione. Sir 2,1-2

Quando fai il male lo fai bene anzi non ti accorgi neanche di farlo

Le difficoltà cominciano quando vuoi fare il bene che lofai male

La tentazione è quella di perdere la fiducia e la costanza

E’ la tentazione il luogo della sconfitta o della vittoria

Nei colloqui quando il bene si propone

La domanda nasce spontanea di chi vuole cambiare vita:

Come faccio a fare il bene?”

Nell’anima della persona mille dubbi mille perplessità

Lo scoraggiamento dietro la porta che abbatte inesorabilmente

E’ proprio lì in quella tentazione la conferma del bene

Che l’anima comincia a capire che ha imbroccato la strada buona

Allora la tentazione è un’ occasione per andare avanti

La scelta è facile da prendere portarla avanti con costanza che è dura

Gesù prima del suo battesimo ha fatto la fila con i peccatori

La scelta di Dio è stare con i peccatori e salvarci

Poi come l’ha portata avanti tutti conosciamo come ha fatto

Con volto deciso si avvia verso Gerusalemme

Arriva sull’altare della nostra salvezza la Croce e la Resurrezione

Per noi le tentazioni dopo la scelta sono tante

I dubbi che ci minano e ci fanno ripiegare su noi stessi

E’ proprio li non ascoltarli e procedere con passo sicuro

I compromessi dove mettiamo verità e menzogna

E cerchiamo di dare una soluzione e l’inquietudine aumenta

Cambiamenti di scelte che fanno di noi gente senza onorabilità

Dio quando ci ha scelti peccatori ha onorato la scelta con il sangue

Lo so è difficile portare avanti le scelte fatte

Forse devi verificare che la scelta fatta non l’hai fatta nella serenità

L’hai fatta nella violenza e nella rabbia

Figlio ricordati che le scelte vanno fatto quando le cose vanno di bene in meglio

perché tante volte le scelte sono via di fuga

E invece di vivere nella pienezza vivi di surrogati di bene

Questo è il grande inganno che ti fa essere mediocre


giovedì 17 ottobre 

Pastorale della zappa

Non farti rubare Dio

Basta poco e tutto va in fumo

Solo perché sei stato dietro alle cose

Ti sei attaccato alle cose che avevi lasciato

E le cose ti governano ora

Avevi fatto tanta di quella fatica a non giudicare

Poi ti sei trovato in un intreccio di relazioni malate

Hai smarrito la fiducia e ti sei chiuso nei tuoi pensieri

Pensavi di essere forte e di volare alto

Ti sei accorto come l’uccello che ha la zampa legata

Spicca il volo, ma poi ritorna giù

I pensieri a cui ti affidavi erano passioni nascoste

Allora scoraggiato ti sei arreso

Dio è scappato No!!! Dio è fedele alle promesse

Tu lo hai smarrito nei meandri dei tuoi pensieri

Che ti hanno fatto perdere nella melma delle tue passioni

La tua supponenza ti ha distratto visto che volavi alto

E ti sei fatto rubare Dio

Dio vola basso si incarna nel quotidiano

Voli troppo alto con il niente all’orizzonte

Perchè Dio lo trovi nel basso

Infatti “ Spogliò se stesso assumendo la condizione di servo” Fil 2

Non farti rubare Dio vola basso


Mercoledì  16 ottobre 

Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge,

che caricate gli uomini di pesi insopportabili,

e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!». Lc 11,42-46

Quì Gesù va duro con i dottori della legge

Perchè ?

Pesi insopportabili sulle spalle degli uomini

Sono tutte quelle minuzie , fatte di virgole

Che ingannano e rendono la relazione con Dio pesante

Sul mercato della pignoleria trovi molto di queste cose

In periodo di magra si serrano le fila

Affinchè attraverso discorsi forti e noiosi le pecore sono scappate

Ho trovato pecore disperse nel cuore perché minacciate

Minacce di questo tipo :

Se vai via da noi, andrai all’inferno”

Ti devi impegnare di più altrimenti Dio ti abbandona”

Poveri cristiani entrano per liberarsi e si trovano con la corda al collo

Perchè le leggine fatte dagli uomini diventano una corsa ad ostacoli

E le pecore si azzoppano, vanno lente e appesantite

Gesù dice:

il mio giogo è leggero” spero che l’abbiate ascoltata questa parola

Come può il giogo essere leggero?

E’ un pezzo di legno massiccio che viene messo sul collo di due buoi

Che devono arare

In un anello del giogo c’è Gesù e nell’altro anello ci sei tu

Gesù ara con te, il peso del lavoro che spetta a Gesù lo porta da solo

La parte che spetta a te la divide a metà con te affinchè tu non soccomba

Lui ara con te nel terreno della tua vita

Non fa le leggine fregarole per ingannarti

Il peso lo porta con te

Spero che tu te ne accorga che Lui ara con te

E non ti fa fregare dagli scienziati odierni

Anche loro come quelli antichi mettono pesanti fardelli sulle spalle

E loro non li toccano nemmeno con un dito

Martedì 15 ottobre 

Pastorale della zappa e Vangelo

E’ tempo delle mele Capita di trovare delle belle mele grosse e rosse Gli occhi corrono subito e il cervello ti dice di comprarle Le porti a casa e quando le tagli ti trovi che sono marroni dentro Perfette all’esterno, ma dentro sono necrotizzate Se poi le tagli in maniera orizzontale vedi due cerchi concentrici Uno interno marrone che prende anche il frutto Un altro esterno bianco, ma che è compromesso E la mela la butti via Per dare quella veste esterna a quella mela è stato un lavoro duro :

Le reti antigrandine, gli antiparassitari, tutti gli anta… per farla perfetta Non hai comprato la mela piccola perché brutta Aveva forse sulla buccia qualche macchia, costava di meno Eppure quella mela è dolce , dentro la pasta è bianca, il frutto è nitido e ha contorni definiti

Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto,

ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria.

Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno?

Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

Lc 11,37-41

Passiamo la vita a mostrarci perfetti ,consumando vista e il cervello, affinché gli altri ci vedano Superbi abbastanza da non essere presi di mira, Pieni di ego per farci accettare e questo lo facciamo con gli uomini Qualcuno lo fa anche con Dio, perché non ricorda la Parola che recita così:

Signore con l’uomo buono tu sei buono

Con il perverso tu sei astuto cfr Salmi

Fai tutto sto casino e non dai in elemosina per il regno :La tua dolcezza, la tua bellezza costruita sulla tua sofferenza perdi tempo a costruire relazioni effimere e perse in partenza invece di animare con il tuo sorriso e la tua gioia la vita Guarisci il tuo cuore che si sta necrotizzando Con questa medicina : umiltà Sei oftamicopatologico metti gli occhiali dell’amore E darai sapore alla tua vita e intorno a te

Lunedì 14 ottobre

Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. Lc 11,29-32

Passiamo la vita a cercare segni e non riusciamo a capire la realtà Fino a quando cerchiamo segni personalizzati che ci esaltano Siamo fuori dalla figliolanza di Dio Fino a quando cerchiamo segni che ci confermano
Tutto il mondo gira intorno a noi e siamo fuori della realtà Chi nei segni cerca la propria realizzazione
Vuol dire che non ha un contatto con se stesso L’unico segno che dobbiamo guardare è la morte e resurrezione di Cristo Perchè ci mette difronte alla realtà dell’amore Se il segno dell’Uomo crocifisso e risorto Non ti da niente sei molto lontano dalla fede e dall’amore Se vuoi cercare un segno Lui te lo da :

Il segno della piccolezza

Il segno del servizio

Il segno della povertà

Il segno di espropriarsi

Il segno della libertà

Quanti segni sparsi davanti a noi che ci portano al Suo amore Ma forse noi cerchiamo segni che esaltano il nostro ego

Venerdì 11 Ottobre

…alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni».

Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Lc 11,15-26

Al versetto 14 il Signore ha fatto un esorcismo

Ha scacciato uno spirito muto

E ci sono questi che la sanno lunga che dicono:

Gesù scaccia il male con il male”

Queste affermazione non vengono dalla gente comune

Ma vengono dai teologi gente che ha studiato e conosce la scrittura

E’ la stessa pantomima che si ascolta oggi fatta sempre dagli scienziati teologi:

Il diavolo non esiste “ non faccio nomi perché grandi intellettuali

Io mi occupo della zappa

Ecco il demonio muto che non vuole parlare

Ma fa parlare di parole menzognere coloro che gli sono amici

Noi miseri mortali la verità la impariamo giorno per giorno e chi ha l’arroganza e la presunzione di saperla non sa che Dio nasce ogni giorno in noi E piano piano come un Padre buono ci accompagna a conoscere

la cosa più bella di questo Padre è che tutti i giorni ci istruisce Ci porta per mano nella conoscenza e grazie allo Spirito Santo ci unisce nell’amore e ci riconosciamo fratelli e figli del Padre

Dio non ha tempo per parlare alle folle, perché parla a ciascuno di noi

Tutti coloro che hanno le certezze e le verità nella loro malizia negano l’evidenza dei fatti

Gesù con questa espressione “ Un regno diviso in se stesso va in rovina”

Questa gente con le loro certezze false e ipocrite portano divisione, portano Satana

Giovedì 10 Ottobre 

Pastorale della zappa
Sulla tua parola getterò le reti cfr Luca
Pietro ha fiducia e fa una pesca abbondante
I 10 lebbrosi vengono mandati a Gerusalemme e
lungo la via sono sanati perché hanno fiducia
Oggi ci sono tanti stressati è perché non hanno fiducia
Tanti lebbrosi isolati che non hanno fiducia
Oggi la Parola non ha un valore
Ho il ricordo nitido quando da bambino  Sono
andato al mercato delle bestie con un mio padre Ho
visto fare una compravendita tra due Che
per stipulare il contratto ci si sputava nel palmo della mano ci si dava la mano quella parola data rimaneva sigillata nel contatto Nessuno poteva cambiare 
E’ bello avere fiducia
Siamo tutti lebbrosi ma per dare fiducia vogliamo le prove
Sia Pietro che i lebbrosi hanno obbedito alla parola e hanno avuto fiducia 
Siamo lebbrosi e stanchi perché non ci fidiamo di Dio, di noi  e degli altri 
Così si fa una vita da paurosi e diffidiamo di tutti
Passiamo una vita ad escludere i pericoli
La morte è la mancanza di fiducia
Solo l’amore da fiducia e vita
Fino a quando uno non ha fiducia nell’amore chiede sempre prove E più prove chiede tanto più rimane infelice  perché non crede nella Parola
E’ proprio lì il punto dove c’è bisogno di camminare dietro la Parola
Nel cammino verso Gerusalemme guariscono i lebbrosi
Nel gettare le reti dopo una notte di lavoro si prende il pesce Non lasciarti cadere le braccia con la paura Abbi fiducia e la felicità altro non vuole che  donarsi a te Non
dar retta alla paura con i suoi calcoli Perchè
la margherita quando le togli i petali è
brutta da vedere Non fare della tua vita una bruttura

Mercoledì 9 ottobre

Lc 11,1-4

Una relazione costante fatta di piccoli atti

Recitata con parole semplici

Che parte dal cuore e arriva al cuore

Il silenzio è il luogo dell’incontro

Il perdersi nell’abbandono è sapienza

La relazione ha tempi diversi

La modalità è varia

Il tempo è presente ed è parte dell’Infinito

Nel parlare si dona ciò che uno ha dentro

Si riceve solo nell’ascolto sincero e aperto

Lui quando parla vuole incarnarsi in te

L’incontro non prevede un tempo stabilito

L’ azione è un frutto della relazione

I miracoli di questa relazione sono ordinari

Tocchi con mano la tua povertà

Guardi con gioia la Sua grandezza

Allora la tua preghiera è aperta alla speranza

La fede ti porta dove la ragione mette la mano sulla bocca

E sa che deve tacere

L’ amore si bea perché sta con chi ama

La preghiera

Martedì 8 ottobre

Pastorale della zappa

Stamani mi sono alzato con questa frase

La rugiada del mattino bagna i petali della mia anima”

Credo che sia un canto e il ricordo è sfuocato

Poi pensando alla preghiera di stanotte

E’ proprio così

Raggomitolato nel sonno e poi disteso dalla preghiera

Veramente l’anima prende forza e si apre

E’ la luce del sole che apre il fiore

E le gocce di rugiada all’apice del fiore scorrono con lentezza sui petali

Si possono fermare in diverse forme ovali a fuso o a bolla

Così l’anima quando si trova nella luce della preghiera

Si schiude e la rugiada che è grazia bagna i petali

Come il fiore con la rugiada affronta l’arsura del giorno

Così l’anima affronta la sua battaglia giornaliera

Veramente pregare è bello

Ritrovarsi a pregare dopo che l’anima si era accartocciata

E’ veramente rugiada la preghiera

L’anima ne percepisce la presenza e si bea davanti a Lui

Poi quando la luce colpisce i petali con le gocce di rugiada

I colori dell’iride in quella minuscola goccia esplodono

La bellezza si imprime nell’anima

Il silenzio della notte ti fa tornare a letto

E non si sa se è un inizio di giorno o fine

E’ il tempo al punto pieno

Lunedì 7 Ottobre

Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». Lc 10,25-37

C’è un mandato evangelico a cui tutti siamo chiamati:

Ad assistere a questo uomo che ci passa a fianco

ed è tramortito nel suo dolore

Va e anche tu fa così

Fare come il Signore che si avvicina e cura

Ci mette l’olio della misericordia per lenire il dolore

Mette il vino per purificare le ferite

Quanto amore è presente in questo Samaritano?

E’ uno che paga di persona o meglio che ha pagato di persona

Paga per il primo e per il secondo giorno

Il terzo giorno carissimo oste non aver paura

Al Suo ritorno ti ricompenserà con gli interessi

Dio quando ci chiede d’amare non ci fa fare brutte figure

Il debito d’amore che possiamo contrarre

Lo compensa con il centuplo

Eppure il nostro braccino corto non ci permette di andare oltre

Va e anche tu fa così

Il tuo vicino ha bisogno si generoso

Devi fare anche tu lo stesso come il Samaritano

E’ il nemico che ti passa accanto e che ha bisogno

Il nemico che si fa vicino sei tentato di farti prendere dal torcicollo

Ma non puoi è lì il tuo nemico che chiede aiuto

Se riesci ad amare quel vicino nemico hai svoltato nella vita

Le fibre del tuo cuore si sono irrobustite e si sono allargate

Poichè anche tu hai fatto come il Samaritano

Al terzo giorno Lui ti dirà :

Vieni benedetto dal Padre mio mi hai accolto nel tuo nemico

Venerdì 4 Ottobre 

Pastorale della zappa

Il gioco della danza e il gioco del lamento

Euforia di danza

Tristezza di un lamento

Dove gli stati d’animo hanno il sopravvento

E lasciano al cuore solo solitudine

Sia nella danza che nel lamento

C’è un giocare con Dio in tutte e due le situazioni

Dove l’anima condivide con il Suo Amato

La bellezza della danza per le cose belle

Il dolore della danza per le cose brutte

E’ pur sempre un danzare

Dove l’anima moltiplica la sua gioia nel dare gloria a Dio

E dove divide il suo dolore nel dare gloria a Dio

Dio è un Dio di compagnia moltiplica la gioia e divide il dolore

Forse un amico non fa la stessa cosa?

Anche l’amico fa la stessa cosa almeno…. dovrebbe

Con Dio è diverso perché il danzare è già un uscire da se stessi

E allora puoi entrare nell’Altro

L’Altro ti accoglie e ti comprende

Ti porta al Suo cuore e ti sana

Cura il male danzato perché non lo hai riversato su un Suo figlio

Gioisce con te perché Lo hai lodato per i miracoli accaduti sotto i tuoi occhi

Beato colui che sa danzare sempre davanti a Dio

Giovedì 3 ottobre

Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; Lc 10,1-12

Gesù ci manda come Lui è venuto, questo è il metodo Gesù è povero

 E’ stato mandato dal Padre e non ha tenuto per se la Sua divinità

Ha spogliato se stesso affinché noi fossimo ricchi di Lui

Per andare dobbiamo essere poveri di tutto anche di noi stessi

Qualsiasi armamentario abbiamo, anche quello più sofisticato

non serve, diventa un impedimento alla gratuità del mandato

I mezzi sono pericolosi, perché nella paura diventano i fini

E dimentichiamo di andare verso i fratelli come agnelli

E andiamo come lupi che vogliono il tornaconto

L’agnello è utile perché da la lana la carne

è ricco perché si lascia mangiare non prende da altri

Gesù è umile

Siamo noi che siamo degli stupidi orgogliosi autoreferenziali

L’amore si da perché è umile

Gesù non trattiene nessuno tra le sue mani ma si consegna per amore

L’umile si consegna all’altro nella pienezza del dono totale di se

L’umile si mette al servizio di tutti

Queste sono le condizioni affinché tu possa essere un agnello

E puoi andare con la forza dello Spirito Santo

Che brucia ciò che è pula e lascia in piedi la Verità

Mercoledì 2 ottobre 

Vangelo -zappa

Chi è il più grande nel Regno ?

Una domanda che mi vuoi fare Signore

Ti posso rispondere secondo la carne :

Il più grande è il più bravo

E’ di quelli che sa tutto

e si muove con agilità come un ‘anguilla

E’ di quelli le cui mani sono appoggiate sulla testa del fratello

Emerge spingendo in giù i fratelli

Tu, Signore prendi un bambino e lo metti al centro

Mi chiedi di essere come lui

Lo guardo gli giro intorno

Mi fa tenerezza

Il suo sorriso mi confonde

Non capisco questa tua mossa Signore

invece di stare Tu al centro metti il bambino

Ma che mi vuoi dì?

Su un bambino non ci si appoggia

E tu mi dici : “ Impara a servire i fratelli come servi a un bambino”

e ancora continui “Servi nella gioia, con mobilità di spirito sempre nuova,

cura un bambino perché ha bisogno di cure tuo fratello, non ti fa prendere dalla tristezza,

abbi le lacrime grosse del pentimento e come un bambino ricomincia sempre”

Ti potrei dire tante cose, spero che hai capito il perché del bambino al centro

Grazie Signore

Ora Signore mi spieghi il perchè da conversione?

La tua conversione è quella dell’adulto-bambino

Hai mai visto giocare un bambino con la fiamma?

E’ attratto vuole, toccare forse tocca si brucia, poi ritorna poi si ribrucia

poi si allontana e va giocare altrove, si è convertito e continua a giocare

certamente alla fiamma non va più, ma continua ad amare altro”

Tu invece quando pecchi :

Sul tuo peccato ci ritorni e ritorni fai novene e altro ma non ti sei convertito a lasciarlo”

Ami il potere di comandare fai notti in bianco, tu sai che per Me è importante servire,

e tu continui a non dormire di notte; eppure dici di amarMi, ti devi convertire lascia il sogno del potere, allontanati dalla fiamma come il bambino, e buttati nelle Mie braccia”

Gesù i tuoi insegnamenti sono semplici, io sono un uomo profondo

Sarà!!!….

Martedì 1 Ottobre

Pastorale della zappa

Ci hanno messo intorno al cuore un filo spinato

Dove non riusciamo più a vedere l’entrata

E l’uomo si espande con la ragione facendo voli pindarici

Confondendo la realtà con il virtuale

Tutto ciò diventa morte un io gassoso che esplode al tocco di uno spillo

Allora gli scienziati tutti pronti a fornire metodi tecniche o altre stupidaggini

Eppure in fondo al cuore c’è una piccola luce

A te che vuoi entrare in te taglia con amore quel filo spinato

Non occorre andare dagli scienziati

Quella luce ti racconta che sei amato da Dio

Quella luce ti racconta degli affetti umani che hai ricevuto

Ieri sera, dalla finestra della cucina, vedevo il sole rosso che tramontava

Al vederlo ho pensato alle cose semplici e belle che la vita da

E la fiammella prendeva ancora più forza nel cuore

Quanta ricchezza ha il tuo cuore e tu ti perdi all’esterno di te

Non disperderti entra in quella ricchezza che è tua

Non entrare nell’inganno che nasconde la verità

Tu sei vivo grazie a quella fiammella che continua ad ardere in te

Pensa contiene anche i sogni realizzati, le consolazioni ele attese con le risposte

Rompi quel filo spinato che ti distoglie da te e ti fa vedere niente

Hai una luce scalda le tue mani

Prendi la tua vita e da senso alla piccola fiamma

Così risplende la vostra vita davanti agli uomini

Lunedì 30 Settembre 

Pastorale della Zappa

Ieri sera mentre innaffiavo le piantine

E l’ombra spegneva i colori

Vedevo queste piantine con le foglie a penzoloni

Erano come le orecchie dei cani da caccia

Tante volte l’anima si trova ad avere le orecchie basse

Il buio l’avvolge e perde il colore della vita

Come le piantine penserà : “Il buio e il fresco mi aiuteranno”

Ecco l’acqua a sera tardi arriva e le piantine gioiscono

Il fresco della sera e l’acqua per bere e mangiare

L’anima si trova nelle stesse condizioni e si domanda?

Dio mi ascolterà?”

Il Signore ascolta il grido del povero e ha pietà del misero

che non trova aiuto

Ecco la consolazione è l’acqua dell’ascolto

Che Dio manda a coloro che lo invocano

L’anima anche se per poco riprende forza

Nel silenzio del buio si sente riparata

Vive il buio che spegne i colori

L’anima in quel buio ha speranza

e dice:

Il Signore ascolta mi ha dato da bere con la Sua grazia

E mi ha dato da mangiare il suo corpo

Rimane nell’ombra della sera

Dove il colore si spegne

Sa forte nel cuore che la notte passa

E Lui ascolta perché è fedele alla Sua opera creatrice

Venerdì 27 Settembre

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare.

I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?».

Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Lc 9,18-22

Se la domanda fosse fatta oggi avremo queste risposte

La folla risponde così :

Gesù un grande uomo

Gesù un benefattore dell’umanità

Gesù uno Yogi

Gesù è stato nel Tibet

Gesù un idealista

Gesù una brava persona

I cristiani di nome rispondono così:

Gesù ha portato l’uguaglianza

Gesù ha portato la giustizia

Nessuno può realizzare quello che dice Gesù

Gesù un amico

I preti come rispondono:

In teologichese

Discutiamo sull’eucarestia e non credono al cuore pulsate dell’ostia consacrata

Mostrano un Gesù vivace per attirare e poi ci muoviamo come uomini senza speranza

Parliamo dell’onnipotenza di Gesù e non crediamo alla provvidenza

Come potete notare tutte risposte dette per sentito dire

E’ questa la cultura dominante

dove la superficialità ha la meglio sulla conoscenza e l’esperienza

Tutto ciò toglie al Signore la Verità

Lui è vivo ed è presente in noi e in mezzo a noi, ci ha resi redenti

Ammazza la fede

Perchè non stimola la ragione a cercarla e fare esperienza

Distrugge la speranza

Perchè fa sposare i valori distruggendo la vera dottrina e facendoci dividere con le nostre ideologie

con pensieri vani

Io so che Gesù è vivo e opera prima di tutto in noi

Perchè la vera domanda è:

E voi chi dite che io sia ?

E tu?

Giovedì 26 Settembre 

Pastorale della zappa

Un fulmine al ciel sereno tale è il dolore all’improvviso

Brucia ogni cosa e quando è passato lascia il sereno

E’ così quando Tu vuoi far vedere il suo peccato ad un‘anima

E’ un bruciare dentro e viene da piegarti in due dal dolore

Però ci sei Tu che vigili affinché l’anima non si perde

Tutto sembra tranquillo nessuno intorno si accorge

Eppure l’anima anela a stare con Te

Non è tempo di promettere

L’anima sente il bisogno di un abbandono totale

Come una figlia che sa che è arrivata a casa

Grazie alla luce di quel fulmine che ha bruciato il marcio

E ha lasciato in piedi l’appartenenza a un Padre

Tale è la pulizia autunnale dell’orto

Lo vedi povero orto con le piante di ortaggi ormai secche

Hanno prodotto ora sono steppe in più la terra è secca

Con il piccone si va duro si prepara alla semina autunnale

E si pianta ortaggi invernali tutto è fatto manca l’acqua

Il sole di settembre è bello poi un fulmine a ciel sereno

Ed ecco arriva la pioggia leggera e bagna semi e piantine

E’ la grazia di Dio che arriva

quando l’anima ha bisogno di semina autunnale

Non è il bello della primavera

E’ il bello dell’autunno con un verde diverso

Martedì 24 Settembre 

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
Lc 8,19-21

Quante volte cerchi di avvicinarti a Gesù

Ma a causa della tua folla interiore non riesci ad avvicinarti

Si sa che la folla dei pensieri è scomposta e non ti fa capire niente

Tante volte la folla alza la polvere e non ti fa vedere

C’è un desiderio quello di Maria di vedere il Figlio

Maria sa come trovare il Figlio è nel suo cuore

Perchè si ricorda quando Lui è rimasto a Gerusalemme

Sapeva da sempre che quel Figlio non era solo Suo

I fratelli restano fuori e pensano che sia pazzo (cfr Mc)

Anche noi rimaniamo fuori pur desiderando di vederlo:

Per quelle volte che abbiamo delle aspettative

Quando in maniera arbitraria da soli poniamo delle condizioni alla relazione con Lui

Quando abbiamo la presunzione che ci deve rispondere

Quando la superbia la condiamo con la falsa umiltà

Quando lo interroghiamo e Gli suggeriamo le risposte

Siamo sempre fuori e non lo ascoltiamo

Fare casa con Lui entrare in quell’intimità

Dove le parole sono sussurrate all’orecchio

E l’ascolto riempie il cuore

Ma chi è madre e fratello di Gesù?

E’ chi fa carne nella sua vita la Parola

Maria ha ascoltato e la Parola si è fatta carne in Lei

Noi siamo fratelli di Gesù quando ascoltiamo la Sua parola

E questa diventa carne in noi

Lunedì 23 Settembre 

Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere». Lc 8,16-18

Signore facci essere botti piene di vino buono

Che ha passato il tempo nel buio della cantina

E in quel silenzio ha maturato il suo bouchet

E quando lo metti sotto il naso annusi qualcosa di buono

E quando lo bevi il cuore si rallegra

Signore non farci essere come quelle bottiglie di vino

Che si presentano belle e senza polvere

o con la polvere che non segna il tempo

Dentro non c’è vino buono perché non invecchiato

Serve per fare un botto e un po’ di scena

Infatti questo vino viene lasciato nelle bottiglie e buttato

Hai pagato la confezione ma poi è il niente

Tali cristiani sono sprint sulla scena e poi niente

Quando li vai a trovare in privato capisci e dici:

E’ tutta scena”

Qualcuno si accorge prima qualcuno dopo

ma se quel morire non avviene nel silenzio nel buio e nel tempo

Dai cristiani non uscirà mai vino buono

Tutto e subito non dai amore

e se vuoi riceverlo devi imparare ad accoglierlo

Come la luce già la parola luce ti fa capire cosa è

E la stessa luce non fa nessuna pantomima per fa luce

Venerdì 20 Settembre 

Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e … 1Tm 6,2-12

Dice Paolo :”Ho combattuto una buona battaglia, ho conservato la fede”

Arrivare verso il tramonto della vita con questa consapevolezza è bello

Come si conserva la fede ?

Certamente non si mette nella naftalina altrimenti sa di morte

Non si conserva sotto sale altrimenti brucia e rende arida l’anima

Non si conserva sottolio l’anima rimane molliccia e senza scheletro

Non si conserva sotto alcol la fede spiritata alterata la bellezza dell’ordinario

La fede nasce nel cuore di chi sa accontentarsi:

Sa di essere ricco perché gli basta poco

Sa di essere povero perché il suo metro non sono gli uomini ma Dio

Una lucerna davanti al sole si perde è l’anima che sa essere lucerna

La lucerna da luce ai tuoi passi specialmente nel buio è la fede

La fede non trova posto di chi attraverso la ragione sa tutto

Non pensare se ti trovi in chiesa hai fede

Anche gli animali li portano in chiesa ma non hanno fede

Ci sono alcuni che con ragionamenti pensano di essere profondi nella fede

Si incartano nei ragionamenti e restano fermi nel loro punto di vista

Perchè sono chiusi alla fede e al fratello

E credono di essere santi e ispirati Dio non ha tempo da perdere

Possono recuperare la loro originale bellezza nell’umiltà

Mercoledi 18 Settembre

Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli». Lc7,31-35

C’è un linguaggio sapiente di Dio

Che facciamo fatica a riconoscere

Passiamo la vita duettando con il bene e il male

Un po’ di bene diventa troppo e si scivola altrove

Il male quando lo facciamo ci giustifichiamo

E diciamo: “ Non ho fatto niente di male”

Un po’ una vita scialba e moralista

Se facciamo una piccola riflessione

Sulle prime due parabole di domenica scorsa

La pecora ritrovata viene caricata sulle spalle

La moneta viene trovata nella spazzatura

Non si dice che si convertono

Ma dice che Dio cerca chi si smarrisce

E viene a trovarci nella monnezza dove entriamo spesso

La sapienza è l’aspetto materno e paterno di Dio

La sapienza dice ancora è vero che i peccatori stanno vicino a Lui

Ma la parabola è detta per i giusti

E la conversione dove è ?

Quando i peccatori si convertono e quando i giusti si convertono

Dove è la sapienza di Dio?

I peccatori e i giusti con la conversione sono fratelli

E quindi sono figli che riconoscono la Sapienza di Dio

Una persona mi chiese se conoscevo badanti

e prima che potessi rispondere mi disse :

Non cercarmi immondizia che gira”

Gli risposi :

Mi dispiace io sono uno che è stato trovato nella monnezza dall’amore

materno di Dio”

Martedì 17 Settembre 

Pastorale della zappa

Piccoli miracoli di vita quotidiana

L’abbandono non è rilassarsi in Dio

Ci sono a volte dei pensieri che diventano ossessivi

E tu sei preda di quello che pensi e il cornuto si beve il cervello

Ti incarti e giri come un vortice su te stesso

E’ proprio lì

Che devi prendere tutte le forze che hai

Forse sono le ultime che ti rimangono

Parla con il Signore affidagli quei pensieri e le loroproblematiche

Affida te stesso a Lui

Farai un po’ tanta fatica

Perchè vuoi prendere in mano la situazione

Abbandonati ancora di più a Lui

In questo combattimento fai fatica a perdere il controllo a causa dell’ansia

Ma vinci questa fatica e piano piano

Il pensiero che ti assillava non lo ricordi più

Arriva come un miracolo la soluzione

E tocchi con mano che Lui ha lavorato

E’ nell’abbandono che tu ritrovi le persone che ami

E’ nell’abbandono che Lui ti indica la via

E mentre l’anima trova la pace e la sua realizzazione

Il corpo acquista più libertà

Come un miracolo arriva la soluzione e la consolazione

Lunedì 16 Settembre 

Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, ……. 1Tm 1,2-8

Quando chiedi non chiedere mai per te

Quando chiedi a Dio chiedi con amore

Quando chiedi a Dio chiedi con fede

E’ la tua fede che da il permesso a Dio

Di realizzare la tua richiesta

Quando chiedi a Dio ricordati

Che Lui è fedele alle promesse

Camminiamo certe volte nelle richieste più assurde

E non vogliamo dare niente

Come se Dio ci dovesse dare tutto

Questo non è possibile almeno cerchiamo di dare

Facciamo del nostro meglio per dare

Fosse una piccola intenzione

Una preghiera detta per amore

Un atto virtuoso nascosto è accetto a Dio

Questo vale più di una supplica

Martedi 10 Settembre 

Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

La mia fantasia vola nel cercare di vedere la tenerezza di Dio

L’ho vista in un agnello appena nato che sgambetta

Cade e si rialza in quel rialzarsi c’è la mano di Dio che l’aiuta

L’ho vista in una foto di una contadina stanca

Che si appoggiava alla vanga con dietro il sole al tramonto

L’ho vista nei solchi rugosi del volto di un vecchio

L’ho vista nel tremolio delle mani che accarezzano

perché hanno paura di fare male

L’ho vista nelle gocce di rugiada che sembrano perle

L’ho vista nei visi composti di chi conosce il dolore e l’amore

L’ho vista in quei gesti semplici ed eterni

che danno alla vista lo spazio del tempo

Il Creatore ha fatto ogni cosa bella

I nostri occhi non sanno vedere il bello impresso nel creato

E’ il bello che fa risaltare la tenerezza di Dio

Se tu conoscessi la danza delle api rimarresti a bocca aperta

Lavorare danzando solo l’Eterno ha questa fantasia

Ogni figlio di Dio è unico e ha un pizzico della Sua bontà

Perchè Dio dona senza misura fino a dare se stesso come cibo

Lunedì 9 settembre 

Il Signore è mia forza e mio scudo,
in lui ha confidato il mio cuore.

E’ il salmo della liturgia di oggi

La confidenza del salmista nel Signore è grande

Stamani anche noi possiamo dirgli:

Tu Signore sei mia forza e mio sostegno

Mi appoggio su di Te con tutta la mia fragilità

So che Tu non guardi il mio peccato

Ma tieni molto alla mia figliolanza

Sei Tu mio Padre fedele dove trovo riparo”

Il mio io ramingo nel suo isolamento

Ha lasciato il posto al cuore

Che aperto a Te veglia giorno e notte

Il mio cuore confida in Te e lontano da Te

E’ come terra arida senz’acqua

Allora lo Spirito mi conduce nel Santuario

Dove contempla la Tua bellezza e la Tua gloria

E dove le mie labbra mosse dal cuore

Cantano la Tua lode

Tu fratello caro oggi muovi il cuore

E Lui lo prenderà tra le Sue mani

Non Gli importa che il tuo cuore sia lontano o vicino

Per Lui il tuo cuore è il cuore di figlio