Semi di fede

Venerdì 11 gennaio

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Lc 5,12-16

Questo uomo stanco e sfinito si getta come una cosa ai suoi piedi

Lui sa che Gesù può questo,infatti gli risponde “Lo voglio sii mondo”

Ci sono tante volte che siamo invasi dalla lebbra

Una lebbra che ci esclude e ci escludiamo

Una lebbra che ci fa sentire stracci incapaci di reagire

Una lebbra che ci rode dentro e vogliamo farla tacere

Una lebbra che non ci fa sperare nella vita di oggi, figuriamoci quella eterna

Una lebbre che come una sbarra ci impedisce di andare

Una lebbra che ci chiude gli orizzonti e il piombo del cielo ci sovrasta

Non hai neanche la forza nelle mani per alzarle

Meglio buttarti da qualche parte come un peso morto

E lui con il Suo sguardo ti dice:

Voglio guarirti perchè”:

Tu mi sei prezioso e adatto per un mio progetto

Non posso completare la bellezza dell’umanità se tu manchi

Il male che hai avuto l’ho permesso affinché tu fossi puro

Ti ho saggiato come oro nel crogiolo e hai vinto

Tutto questo ci rende fragili e bisognosi

La lebbra della perfezione ci inganna

Ed è proprio quella lebbra che ci attanaglia che diventa speranza di vita

Non dimentichiamoci di essere lebbrosi redenti

In questo modo la via dell’umiltà quella ordinaria

Combacia con la via alla santità

Tu porti questo segno nella tua carne e nel tuo spirito

Martedì 8 gennaio

Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci..Mc 6,34-44

Noi non riusciamo a mangiare a sazietà

Abbiamo pane companatico e anche di più

Eppure obesi e satolli abbiamo fame

Cerchiamo il cibo che perisce e ci lascia vuoti

Perchè va nella fogna

Abbiamo bisogno di essere riempiti da qualcosa che non passa

Qualcosa che riempie le nostre viscere

E non è la carbonara o la matriciana o il filetto e altro

Quante cose belle nel creato che vediamo e riempiono la nostra vista?

Non abbiamo tempo per guardare

Perchè dobbiamo procurarci da mangiare

Dobbiamo correre in palestra per smaltire

E al cesso per vomitare altrimenti certe taglie non le possiamo portare

I cani e i gatti che avete nelle case gli fate fare una vita da uomini

Anche loro sono obesi perché gli sono stati tagliati gli istinti

per questo non sono più animali completi

Ma giocattoli a cui è rimasto l’istinto del mangiare

E tu pensi che ti amano e ti parlano solo perché quando sentono il rumore del cibo

Vengono da te per mangiare o meglio dipendono da te

Abbiamo stravolto l’ordine delle cose e abbiamo fame

L’Unico che ha compassione per noi è Dio

Ho compassione per questa folla” Lui conosce la nostra fame

Vogliamo un volto che ci guarda e allora diciamo:

Il tuo volto Signore io cerco”

Abbiamo bisogno di pace:

Vi lascio la pace vi do la mia pace non quella del mondo”

Credetemi la pace che Lui ci da riempie le viscere

Tutti bisognosi di essere amati

Invoca il Suo nome e Lui verrà a te e prenderà dimore presso di te

Hai la Sua compagnia che non ti lascia mai

E se io sono ateo?

Lascia la tua ragione che ti fa pensare di pensare

E cerca tra i tanti segni che ti circondano, il loro significato

Una volta che hai trovato il significato fanne esperienza di vita e di amore

Vedrai che sarai sazio perché la mente deve cedere il posto al significato delle cose

E’ proprio in quell’abbandono troverai l’Atteso

Lunedì 7 gennaio

Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. 1Gv3,22-4,6

Questa verità imprimiamola nel nostro cuore

Perchè in questa verità c’è la scelta di vivere

Stando nel mondo ma essere estranei al mondo

Oppure consegnandosi alle realtà del mondo

Per noi uno solo è la Verità ed è Cristo luce del mondo

Per il mondo non c’è verità ma la realtà sempre cangiante

Una realtà multiforme non per la ricchezza di contenuto

Ma per la seduzione che ti attira e poi ti lascia in braghe di tela

Ricordati che in te lo Spirito è il tuo Avvocato

Ti da il consiglio e la sapienza di resistere al mondo

Ogni cristiano porta in se un segreto quello di portare vita

Il cristiano che parla di morte e porta morte è moneta falsa

Il cristiano che minimizza ogni cosa e guarda alle cose grandi

Ha in se il seme perverso del mondo che ama farsi vedere

Ricordati che Gedeone in battaglia è andato con pochi uomini

e questi erano anche piccoli

Nel tuo limite Dio fa grandi cose

Lunedì 31 dicembre

31 Dicembre

Pastorale della zappa

E’ un modo nuovo per stare con i fratelli

Non è far cadere sui fratelli qualcosa che loro non sanno

Ma contemplare i fratelli che hanno bisogno di essere amati

La zappa muove il terreno con la forza del contadino che gli viene dal Re

Ci sono terreni morbidi bagnati dalla Grazia

Ci sono terreni duri che hanno prodotto ma non sono stati riconosciuti e ora sterili

Ci sono terreni abbandonati dove cresce di tutto

Sono buoni cresce di tutto hanno bisogno di fuoco in modo da lasciare solo la Verità

Il Re è il Padre

Il terreno è il fratello

La zappa è la Parola che entra nel terreno e lo ribalta

Il contadino è il cristiano che si china sul fratello per dare la Parola

I piedi del cristiano devono essere saldi affonderanno nella melma

O ben piantati per terra sul terreno duro per essere saldi

Le mani devono avere i calli solo perché hanno zappato la terra

Ma anche dolci perché mosse dal Cuore del Re

Avere una mano dura perché callosa, che ti accarezza è veramente un dono

Perchè in quella mano c’è la forza e la dolcezza

E’ tutto ciò che ha il contadino

Poche parole sue ma tante zappate

Venerdì 29 dicembre

Pastorale della zappa

Tutto ciò ti sorprende

Perché la tua ragione non ti da ragione

Di quello che ti parlo non è sentimento

E’ lo stato di vita di chi ha conosciuto l’amore

Questo è un amore sorgivo

Nasce nelle profondità del tuo essere

E’ sgorgato nel profondo di te

Non ha pretendenti che gli siano uguali

Ci provano in molti ma sono monete false

Quando tu esci Lui ti aspetta

Quando tu ritorni Lui ti accoglie senza giudizio

Quando tu vaghi nell’abisso Lui ti cerca in modo discreto

Quasi che pensi che ti abbia lasciato

L’amore è così

Perchè l’amore sorgivo è di un cuore profondo

Di cui tu non conosci se non solo la superficie

Lui sazia la tua sete ma se ti fermi in questa sazietà

Non può darti di più

Perché tu metti il limite al Suo eterno amore

Che buffo che sei ?

Passi tutta la tua vita a essere perfetto

E sei schiacciato dai tuo limiti

Poi davanti all’amore eterno hai paura

E’ vero che non sei all’altezza perché sei un nano

Ricordati che per amare

Gli spazi e il tempo sono deleteri

Rovinano la bellezza e la poesia dell’esistenza

Giovedì 27 dicembre

Pastorale della zappa

Quando l’amore ti viene strappato il cuore è ferito

Vaga nelle tenebre e l’inquietudine fa da padrona

Lo cerchi ma non lo trovi

Mille pensieri affollano la mente

Ti fai l’esame di coscienza

E vuoi trovare una ragione che sempre di più ti affossa

E dentro rassegnato vai avanti fino a quando non lo trovi

E quando l’hai trovato lo soffochi

Quando l’amore ti viene strappato il cuore è ferito

Dentro di te rimane qualcosa di eterno

Nessuno potrà strappare l’amore del cuore

Aspetti nella pace e ritorni al tuo quotidiano

Verrà ? Quando il suo cuore è libero di tornare

Non verrà ? l’hai lasciato libero di andare

Se tornerà si fermerà

E se ti dicono che questo amore è morto

Non sta a credere

L’amore non ha tempo ha i suoi silenzi

Ha le sue abitudini

Non ti abituerai a queste modalità

Perchè il possesso della tua cupidigia non te lo permette

Eppure il vero amore si nasconde in queste modalità

Non è l’altalena sentimentale

Che le passioni ci vogliono far credere

Non ti agitare perché l’amore si muove stando fermo in te

Quando non avverti la sua presenza

Non è andato via

E’ solo che nel tuo cuore sta riversando il suo amore

Ma tu non lo capisci

Perchè i paletti dello spazio e del tempo li ha fatti saltare

E tu hai paura di essere preda di qualcuno

Non avere paura

E’ Lui che ti ha trovato disponibile al suo Amore

Ha riversato in te la sua bellezza

Mercoledì 26 dicembre

26 Dicembre

Pastorale della zappa

La visita agli ammalati è proprio un momento forte

Una piccola donna magrissima si perdeva nel suo letto

Occhi profondi capelli ordinati un sorriso dolce

Mi erano arrivati tanti dolci

Mi sono detto:

E’ vero che porto Gesù ed è già un dono

Però questi dolci li posso condividere con gli ammalati”

In un piccola borsa avevo dolci e nella tasca della camicia avevo la teca avevo Gesù

La confezione casareccia fatta dalla signora che viene a casa

Sono partito

Mi sono presentato ho dato il dolce e poi la confessione e comunione

Una carezza e la tenerezza di un sorriso come regalo

Ma quella vecchietta che si perdeva nel letto

Mi aveva messo di buon umore

Era proprio bella è una donna sana pur nella sofferenza

Quella compostezza e armonia che ti fa capire che li c’è Dio

Una mattina quella del 24 dicembre da ricordare

E gli altri ammalati non erano di meno di quella vecchietta

C’è poco da fare quando vai a trovare Gesù nel povero hai la ricompensa

Altro che piani pastorali per fare contenitori ?

In questi santuari dove il limite umano è visibile

Ti accorgi che la grandezza di Dio è percepita

E’ la santità quotidiana fatta di piccole cose

Queste anime non hanno mai scritto e se tu dovessi trovarle

Beato te perché il Signore ti ha visitato

Venerdì 21 dicembre

Solstizio d’inverno il sole nuovo

Venne fra la sua gente

Ma i suoi non l’hanno accolto

A quanti l’hanno accolto ha dato il potere di figli

Rimasugli di paganesimo sposati con cultura cattolica

E’ la vera aberrazione, questi matrimoni hanno la malizia di fondo

E’ come uno vuole convincere l’altro della sua verità

A me piace il Cristo che con la faccia dura va verso Gerusalemme

Siamo caduti in quella mediocrità universalistica

Che non ha niente a che fare con la fede

Io festeggio il natale con il mio Signore

Le vetrine e i regali non mi interessano

Con questa luna bella e con le stelle incastonate nel cielo

Il mio albero è pronto fin dall’eternità

Voglio essere povero e godermi questa povertà

Facciamo tanti discorsi poi al dunque le eccezioni diventano regole

Riappropriamoci della nascita del Nostro Redentore

Lui da ricco che era si è fatto povero per me

La Sua ricchezza la mostro nella mia autenticità

Lui ha preso la mia carne affichè io potessi essere come Lui

Non ho bisogno di regali per sentirmi vivo

Io vivo in Lui mio Dono eterno

Questo è il mio natale

Molto grezzo molto asciutto, ma con un cuore vivo che non si disperde

Giovedì 20 dicembre

Pastorale della zappa

Ieri mentre accendevo le stoppe per la pulizia del campo

Mi chiedevo il perché

Sai quando stai all’aria aperta e pensi

Le cose sono più chiare hai il tempo per vedere il perché

Era una cosa semplice

Dopo la bruciature delle stoppe passa l’aratro e poi si semina

Il bruciare le stoppe è una pulizia necessaria

Ha un effetto questa pratica perché le stoppe nel terreno ostacolano l’aratro

Nelle ceneri ci sono sostane buone per il terreno

Il campo è pulito ed è bello a vedere

E questo fa in modo che il seme quando cade sulla terra si sente accolto

A parte che mentre lavoravo c’erano le beccacce pronte a mangiare qualche verme

All’improvviso un gruppo di pappagalli verdi mi passava non lontano

E il pettirosso con il suo piccolo suono mi stava a un metro

5 giorni al natale invece di perdere tempo nei negozi ad alimentare la stoppa

Una bella confessione per bruciare le stoppe del tuo cuore ci starebbe proprio bene

Pensa! Poi passa l’aratro del Signore con la sua misericordia

In modo da smuovere il terreno del tuo cuore

E sei pronto per accogliere il Seme di Dio fatto carne

E poi ? E’ la tua domanda

Aspetta e fa prima questo perché la grazia dell’accoglienza ti da la possibilità di crescere

Guarda il campo non oppone resistenza impara dalla quiete

E’ vero che solo le rondini fanno primavera

Ma i pappagalli verdi le beccacce il pettirosso ti fanno pensare

E in quel pensiero distendi il cuore che sa accogliere

Mercoledì 19 dicembre

E noi vedemmo la Sua gloria

Lo mise in una mangiatoia

Come si fa a vedere la gloria di un bambino che dipende ?

In quella piccolezza si scorge la grandezza di Dio

Dio diventa limite affinché noi potessimo diventare Dio

La perfezione non si raggiunge con atti volontaristici

Dove l’orgoglio diventa la legge del perfetto

Basta un piccolo inciampo e cade il castello di carta

E’ proprio in quel limite di quel Bambino

Che noi in Lui siamo perfetti

La perfezione sta nell’amore e non negli sforzi volontari

Dio si fa toccare da noi e si dona in una mangiatoia

Affinchè noi potessimo mangiare Lui

Gli angeli che ronzano intorno alla grotta annunciano a noi

Che è finita la schiavitù é venuto un bambino a liberarci

Un bambino che ci libera è il peso di questo bambino

Un bambino che è Dio di compagnia non solo ci libera

Ma si fa mangiare si sa il dono vero fatto con il cuore

Disarma sempre

Martedì 18 dicembre

18 Dicembre

E venne ad abitare in mezzo a noi

La Tua presenza Signore non è una finzione

Non è un racconto semi-realista

Veramente Tu veramente Dio sei venuto in mezzo a noi

Guardo Maria che ti mette le fasce

Guardo gli occhi belli e teneri che ti guardano

E anche un velo interrogativo che si chiede

Queste fasce hanno un significato

Queste fasce sono come la cinta del profeta

Perchè questa Creatura dovrà morire

Come il chicco di grano in questo tempo

Nel freddo della terra marcisce e porta frutto

Tu Maria sai tutto questo

Anche Tu morirai con Lui

E metti le fasce sapendo il segreto che custodisci nel cuore

Regina dei profeti prega per noi

Tutto questo per noi uomini e oggi in questo tempo avviene

Corri uomo negli affanni di oggi

Non ti trovare impreparato quando il mistero si rivelerà a te

In questo dipinto non guardare la cornice

Guarda la mamma che guarda il bambino che fascia

Tutto questo è dono per te

Tu guardi tu chiedi e loro rispondono a te

E’ vero ti puoi fruscià nel guardare questo

Ma quante volte hai perso il tempo nel pensiero del pensiero ?

Meglio volare di fantasia nel guardare

Che arrovellare la testa nel pensare del pensare

La fantasia crea

Il pensiero….. (scur…) mi viene una parolaccia

E’ natale non si dicono

Lunedì 17 dicembre

Il Verbo si è fatto carne

Ti sei fatto e le mani di Maria ti hanno toccato

Tu il più bello tra i figli dell’uomo

Curato dalle mani di una donna

La benedetta tra tutte le donne

Mi fermo in questo silenzio e mi interrogo

Tu sei l’unico Dio che non hai disdegnato di farti carne

Tu che hai creato questa carne

E in questa carne hai messo il tuo seme divino

Questo è amore

Questo amore mi sovrasta ed è inconcepibile

Eppure tra le mie mani ogni giorno diventi carne

Un dolore mi prende

Penso al sussulto del cuore davanti a un qualsiasi dono

Penso alla mia sclerocardia davanti al tuo corpo

Un abisso questo silenzio mi assorbe

E’ silenzio di chi non ha parole

E’ il silenzio della vergogna

Donami il cuore di Maria che ti ha toccato

Dammi ancora una possibilità

che le mie mani ti possono prendere come le mani di Maria

Aprimi le porte di questo mistero

Affinchè io possa entrare e stare con Te

Venerdì 14 dicembre

Rimanere saldi

Chi sta in piedi cerchi di non cadere

E’ una delle frasi di S. Paolo

Quanta sicurezza mettiamo nel nostro cuore dopo una vittoria?

E poi cadiamo in una maniera rovinosa

Stare in piedi è un dono che non dipende da te

Diffida della sicurezza che hai nello stare in piedi

Sii attento a non darti sicurezze idolatriche

Ti seducono e ti abbandonano

E’ proprio dello stare in piedi l’attenzione

Un imprevisto…. non perdere la pace può essere un’occasione

Un ritardo ….non ti mettere a cuocere i fagioli puoi perdere la pace e la lucidità di discernere, forse quel ritardo era provvidenziale

Ci sono nella vita certi incastri che tu non sei in grado di programmare ; capitano e resistere è un grave danno spirituale perché  ti siedi e non hai voglia di andare

Non pensare di essere rigido se fai questo

La rigidità è andare contro l’evidenza e si paga uno scotto più grande dell’investimento

Conserva sempre la pace e l’unità della tua persona

I pesi della vita ti fanno piegare è vero

Il più delle volte sono i carichi del vittimismo che il Cornuto aggiunge nel rattristare il tuo Spirito

Tu rimani in piedi e cerca di non cadere

Raglia e porta il carico

Il Viandante che ti affianca non permetterà che tu soccomba

Giovedì 13 dicembre

Pastorale della zappa 1

In questo tempo il giorno diventa più piccolo

In città questo non si vede a causa delle luci

Troppe luci che accecano e non fanno vedere

Negli spazi ampi della campagna questo si nota

E la luce vera quella che illumina ogni uomo

E allora quando il sole sorge e sorge per tutti

Tu non fai la differenza di luci come i negozi

Tu vedi ogni cosa nella sua bellezza

Guardi i colori del cielo e sei felice

Perchè quello che vedi tu lo vedono tanti

E tu gioisci nel sapere che quel colore rosa del mattino

O quel colore arancione e poi rosso della sera

Tutti lo possono vedere

Peccato che le luci accecano e vedi solo i negozi

Le quattro carabattole che devi comprare per natale

Poi se tu vai al di la della luce del sole

C’è la luce dello Spirito Santo in te

E tu piccola lanterna dello Spirito porti quella luce

che non acceca

E’ un po’ come il sole prima del sorgere o prima del tramonto

Che annuncia con il colori l’alba o il tramonto

Tu con i colori che lo Spirito ti ha dato annunci la venuta

e la dolcezza della sera per aver vissuto un giorno con Lui

Mercoledì 12 dicembre

Pastorale della zappa

Nel pomeriggio di ieri ho dato fuoco a delle stoppe

Nel campo c’erano tanti piccoli fuochi che andavano avanti

Altri si fermavano e si spegnevano e non continuavano a bruciare

Guardando bene vedevo che i fili di erba secca erano isolati

E poiché erano separati il fuoco non si poteva trasmettere

Noi sappiamo che il fuoco purifica tutte le impurità

Questo fermare il fuoco era dovuto all’isolamento

Il nostro isolamento arresta il fuoco dello Spirito Santo

Il desiderio di Gesù è :

fuoco sono venuto a portare sulla terra e come vorrei che fosse già acceso”

Come quei fili d’erba secchi volevano bruciare da soli

Anche noi vogliamo bruciare d’amore per il Signore da soli

Ma se noi vogliamo portare sempre le nostre meschine verità

Arrestiamo il cammino della Verità che desidera incendiare il mondo

Noi siamo di quelli che assolutizziamo le nostre verità e le imponiamo

Mentre due esili fili d’erba uniti nella loro piccola fiammella

Coinvolgono altri più grandi e il fuoco si propaga

Alla fine quella cenere è uguale le dimensioni non ci sono

E anche i parassiti muoiono e il campo è pronto per l’inverno

Sul campo c’è una coperta nera tutto sembra morto

Quella cenere diventa concime e poi il campo si vestirà di verde

Per non ammuffire di programmazioni cerchiamo di non isolarci

Tutti siamo chiamati a unirci intorno alla Verità

Pochi sono quelli capaci di rinunciare al successo personale

Martedi 11 dicembre

Non ti puoi smarrire nei meandri dei tuoi pensieri

Quando hai la coscienza che sei finito e accogli la tua finitudine

Tra questi due binari scorre la tua esistenza

Fuori da questo c’è solo la dispersione e la chiusura

Tutte e due devono stare insieme si bilanciano

E’ proprio nello scorrere della vita

L’umiltà diventa l’ago della bilancia

E’ dell’umiltà portarti nell’ordinarietà della vita

Dove gli eccessi non sono ammessi

L’umiltà ti invita a dare la giusta misura alle cose

E’ nel discernere che in te sorge la bellezza della vita

Può succedere che ti smarrisci e ti chiudi perché deluso

Lui ti cercherà e ti porterà sul petto

Lui ti cercherà fino a quando tu non ti accorgi che ti ama

Proprio allora Lui prenderà dimora presso di te

E l’Amore suo in te è perfetto

Quella perfezione che tu cerchi con tutte le tue forze

Non esiste!!!!

E se esiste puoi tenere botta fino ad un evento contrario

Ragazzi all’università bravissimi voti eccellenti

Un giorno vengono rifiutati dalla persona che amano

e il giorno dopo chiudono con tutto tranne con loro stessi

Quella chiusura fa di loro prigionieri e hanno paura

Quanti consensi intorno a te poi un giorno nessuno te se fila

Ti accorgi che non sei più Napoleone ma solo una persona normale

Ecco la crisi da cui non ti alzi più

Fatti amico il Signore perché è Dio della compagnia

Lui vuole stare con te

Te lo ripeto Lui vuole stare con te hai il potere di essergli amico

E non solo puoi riconoscerti suo figlio davanti al suo amore

Lunedì 10 dicembre

Coscienza del limite e Accoglienza del limite

In questo deserto che è il limite dobbiamo entrare

Abbiamo venduto la perfezione che non esiste

La potenza che è un bluff è la vanteria del gallo cedrone

E abbiamo creato malattie da noi stessi accusando Dio

Anzi abbiamo spinto Dio al margine di tutto e di tutti

Siamo stati dei farlocconi e oggi paghiamo il biglietto

Il nostro Dio è Dio della compagnia

E’ il Dio con noi l’Emanuele

Facciamoci trovare da Lui e con Lui viviamo il deserto

Siamo fragili e non vittime e gioiamo di questo

Siamo gente bisognose e non macchine efficienti

Ci hanno messo delle responsabilità addosso gonfiandoci come zampogne

Per quattro soldi e per un po’ di potere

Mentre il Padre del cielo si fa piccolo per portarci su

Abbiamo usato anche l’umiltà per mantenere il potere

Mentre l’umiltà è la vita dell’uomo comune

Ogni giorno ti fa vivere la libertà della conoscenza

Sei piccolo, hai paura e ti paralizzi e Lui ti dice:

Prendi la barella e va a casa tua”

E tu non devi spiegare niente puoi solo rispondere:

l’uomo che mi ha guarito me lo ha detto”

Una testimonianza secca e umile di chi sta portando le sue paure sotto il braccio

Sono contento di fare la pastorale della zappa

Avere a che fare con l’humus mi fa capire

Che io e la terra siamo una cosa sola

Con la differenza che nelle mie narici Dio ha soffiato

Venerdì 7 dicembre

Dio ti vede” “Dio ti cerca

La prima espressione di nefasta memoria

Un Dio che fa terrorismo e lo usavano per controllare

Ancora oggi molte mamme per la loro storia

Quando il bambino va a fare la confessione

Minacciano il piccolo che deve dire tutto altrimenti va all’inferno

Mamme terroriste che hanno vissuto sulla loro pelle una religiosità imbalsamata

Dio prima ti cerca perché ad Adamo dice: “dove sei”

Dio ci cerca perché vuole fare una passeggiata con noi

Vuole incontrarci per stare con noi

Ci cerca sempre, specialmente quando non siamo a piombo

E quando ci trova , perché ci nascondiamo ci lava della nostra sporcizia

Dopo ci vede per contemplarci e mentre noi apriamo la bocca farfugliando qualcosa

Lui ordina agli angeli : Rivestite questo mio figlio mettetegli addosso le cose più belle

dategli l’anello e calzatelo

Altro che “Dio ti vede”

Lui ti vede, solo quando esci dal tuo nascondino, per posare il suo sguardo amorevole su di te

Signore tutto questo noi non sappiamo

Ti abbiamo passato ai raggix pensando di sapere

E ci troviamo Dio che ci aspetta

Se urli “ Aiutami!!!” Lui ti dirà “Eccomi”

Tu scegli di essere una pentola di fagioli chiuso in te

Invece di urlargli la tua richiesta di aiuto

L’urlo è per chi lo cerca veramente perché deve rompere la barriera del suo orgoglio

 Giovedi 6 dicembre

Il fine e la fine

Quanti progetti in frantumi

Quanti piani campati per aria

Dove il proprio ego è principio e fine

Ma l’onesta di dirselo non c’è

Allora accampiamo diritti che non ci sono

Abbiamo desideri contrari al fine

Perchè se sono io il fine la morte come la malattia mi annienta

Mi trovo davanti a un muro dove il mio io si adatta

Dove il rimpianto e la rassegnazione mi pongono davanti alla fine

Il rimpianto è il canto di chi ha rimandato

La rassegnazione è la musica di chi ha omesso

Perchè il detto ingannatore è :“Finchè c’è vita c’è speranza”

La vita di questo detto è ingannevole

Perché tiene conto della mia vita terrena

Fatta di pochi anni di settanta ,per i più robusti aumenta di dieci

E la speranza che sostiene questa vita si chiama illusione

Mentre il fine è puntare sulla vita che non finisce perché eterna

E questa Vita non me la posso dare da solo

E relazionarmi e amare l’Eterno

Che ogni giorno chiede a te “ Mi ami? ”

Se a Pietro ha chiesto il resto “ più di costoro “

A te chiede solo se lo ami come il Fine della tua vita

Mercoledì 5 dicembre

Affanni della vita 3

Spesso ti trovi al guinzaglio del tempo

Ti fa andare dove vuole e tu misero corri

Non ti accorgi che corri contro il tempo ?

Passa il tempo si fa beffa di te

Tu sconfortato continui a correre perché vuoi raggiungerlo

Poverino!!!

Spiaccicato come un pomodoro marcio per terra

vuoi ancora competere con il tempo

Piuttosto raccogliti nel silenzio ricomponi la tua persona nell’unità

E vai dall’Eterno che ti ha redento

Lui è il principio e fine nel suo amore trovi l’Eternità

Nella Sua persona la dimensione eterna del tuo essere

Non ti perdere dietro alle carabattole della vita

Sono già finite prima di esistere e tu ti perdi in esse

Il niente ti porta a spasso con il guinzaglio

E tu senti il peso del niente

E’ questo il tempo dello Spirito dove i contenitori sono recinti chiusi

Si aprono alla Santissima Trinità

E nel tempo eterno le nostre relazioni so aperte all’amore

E ognuno nel proprio stato potrà dare gloria a Dio

Martedì 4 dicembre

Affanni della vita 2

C’è chi ha ed è preoccupato di mantenere quello che ha

C’è chi non ha ed è preoccupato di cercare

Questa è l’ansia che distrugge le relazioni

Ci isola nelle relazioni

Possono rubare quello che abbiamo

Ma noi siamo i ladri che rubiamo la nostra stessa vita

Sia nel trattene che nel cercare

Perché l’ansia assorbe tutte le energie

L’uomo vive di relazioni

L’Altro è il luogo dove l’uomo respira

E’ il Tu che ti definisce

Non possiamo morire compressi trattenendo aria

E’ respirare che da vita

Noi ci rubiamo il tempo per amare

Ci releghiamo in spazi mortali perché angusti

dove nessuno ci trova

Anche il divertirsi è impegno e presenza

Perchè posso prendere e trovare

Che vita da cani di una volta

Oggi i cani sono diventati idoli

Perché il Tu non c’è più

Lunedì 3 dicembre

Affanni della vita

Se volessimo contare gli affanni di ogni giorno

Il numero sarebbe più grande dei minuti di un giorno

Abbiamo la pretesa di superare il tempo

Il tempo non si stanca

Siamo noi che non ci rendiamo conto che siamo finiti

Siamo isolati da noi stessi in quella megalomania

Che ci fa principio e fine di ogni cosa

Poi un palo che ci sbatte sui denti ci sveglia

E ci accorgiamo che non abbiamo un tu

La paura ci prende

Ci accorgiamo di non sapere amare

Perchè abbiamo un solo modello il nostro io

A cui abbiamo sacrificato tanti tu

Il palo preso ci fa rendere conto della nostra sterilità

E l’eco assordante che riempie la nostra testa

Ci fa capire che siamo fuori da noi

Nella corsa ci siamo innamorati del nostro io vincente

E abbiamo smarrito il Tu che ci definisce

Il Tu ti dice :

Abbi fede in Me nel mio cuore c’è un posto per te”

Preparati a questo incontro con una mentalità sponsale

Altrimenti il sacrificio del palo non è servito a niente

Venerdì 30 novembre

Il fare 3

Devo ancora prendere messa

Devo avere la gioia

Devo ascoltare

Devo impegnarmi di più

Devo seguire il Signore

Devo osservare i precetti

Devo confessarmi assolutamente

Allora sono cristiano

No!!!! Non lo sei mai stato

Questi doveri sono precetti di uomini

Lui ci invita a camminare insieme

Possiamo mettere i piedi dove lui li mette

Questo seguire non è un dovere

E’ un amore grande che ti prende dentro

E’ Lui che ci fa

E’ Lui il Vasaio

Noi ci possiamo mettere nelle sue mani

E in questa libertà lasciarci lavorare da Lui

E’ Lui che fa bene tutte le cose

È in questa fiducia che si passa dal dovere al volere

Mercoledì 28 novembre

Il fare 2

Ecco un’altra domanda

…e allora?”

Invece di buttarti a fare in maniera sconsiderata

Cerca di capire cosa ti è capitato

Ricordati che l’entusiasmo è bello se non lo bruci come paglia

Godi del bello che ti circonda e della Sua ineffabile presenza

Ricordati che la pioggia leggera penetra nel terreno

E Dio si propone a noi come una brezza del mattino

La bottiglia non può contenere l’oceano

La sua acqua può donarla all’oceano

E’ quello che avviene nella relazione con Dio

Perdendoci in Lui siamo di Dio

Certe volte la relazioni non va non ti scoraggiare

Prenditi il tempo dell’attesa come opportunità

Per non incorrere nel problema del fare

Comincia a vivere la relazione come un incontro ordinario

Ti senti solo? Cerca la sua presenza

Vivi con gli altri? Cerca la sua presenza nell’altro

Lavori ? Stai contribuendo alla bellezza del regno

Ti diverti? Lui gioisce con te

Martedì 27 novembre

Il Fare

Cosa devo fare?
Una domanda che tanti di noi si fanno
quando iniziano un percorso spirituale
E’ una domanda che nasconde un’ansia
L’ansia di chi è abituato al sacrificio
Più mi sacrifico più l’Altro mi accetta
E’ doloroso avere a che fare con questa persona
Dove ti devi sacrificare per essere amato
E poi sei sicuro che questa Persona vuole che tu ti sacrifichi ?
Oppure a te basta la legge del fare per sentirti apposto ?
E dici…”Ho fatto ? Ora mi paghi”
Non è questo quello che Dio vuole da te
Devi imparare a stare con Lui nella relazione
Quando tu stai nella relazione ti agiti
L’agitarsi è un fare che sposta aria
E invece di dire: “Devo amare e voglio che Lui mi accetti”
Una bottiglia è già piena di suo
Come può ricevere l’acqua dell’oceano?
Così sei tu davanti a Lui
Sei pieno di te delle tue cose pure e impure
Lascia a Lui la possibilità di amarti
La Sua delicatezza e la Sua discrezione ti circonda
Fatti circondare da questo perché la Sua forza
E’ la Sua dolcezza

Lunedì 26 novembre

Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere». Lc21,1-4

Getta la tua vita nel cuore di Dio

Come questa vedova che ha dato tutto

Tu invece di gettare vuoi trattenere e conservare

E invece di investire conservi per il futuro

Hai tanta cura per darti un’ immagine

Poi devi mantenere la stessa con il silicone

Arrivati i quaranta devi correre al restauro per l’immagine

E quando la plastica cola vai in crisi

Questa vedova getta nel tesoro poca roba

E attira lo sguardo di Dio

Sicuramente Dio provvederà a lei

A tempo opportuno la incontrerà chiamandola “benedetta”

Si passa la vita a trattenere

Non solo hai sciupato ciò che avevi

La tua stessa vita ti è passata avanti agli occhi

Quanti parlano dicono e non fanno

Questa vedova ha dato la vita

Passi la vita a fare corsi, itinerari,… e poi?

La delusione di quei maestri che dicono e non fanno

Gesù guarda questa vedova e invita gli apostoli

Come a dire:

Invece di guardare i ricchi che danno il superfluo

Guardate, piuttosto il libro della vita di questa donna

Getta il tutto per essere figlia del Padre onnipotente

Venerdì 23 novembre 

………..si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Lc 19,45-48

La tua casa è casa di preghiera

Una domenica di agosto ero in Iran e cercavo una chiesa

Sopra una cupola ho visto una croce blu

Era circondata sbarre e cancelli quando ho oltrepassato i cancelli

Sono entrato in chiesa

La sensazione che ho avuto è trovarmi a casa

Ricordo molto bene l’impatto che ho avuto

Entrato in quella chiesa era la mia casa

C’eri Tu che mi aspettavi non parlo ne arabo ne farsi

Però quelle braccia aperte sul legno mi accoglievano

Quelle facce sorridenti mi faceva pensare ad una casa

Ho visto un papà che dopo messa è andato in una pasticceria

All’uscita portava le paste per far festa era domenica

Aveva preso un permesso non pagato

Che fede e che dignità viveva la sua domenica con te Signore

Sono un uomo fortunato non ho la canonica lontano

Quando voglio passo da te e faccio casa con te

Sono momenti particolari e intensi

E’ vero la tua è casa di preghiera Tu ci abiti

Tutti trovano riparo e sollievo presso di te

La tua casa aperta non solo è rifugio

Porta in se i segreti di tanti di noi

Entrare in chiesa è fare silenzio e rispetto

Non solo per la tua presenza ma tanti di noi

Hanno lasciato nella chiesa:

Le lacrime, le sofferenze le gioie le speranze

le paure i sospiri

Le mura delle chiese ascoltano tutto questo

per questo tutto è sacro

La chiesa è il laboratorio dove l’umano e il divino si uniscono

Giovedì 22 novembre 

Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.  Lc 19,41-44

Ogni Eucarestia che si celebra è fonte di pace

Tutto questo è nascosto ai nostri occhi

Perchè il nostro cuore è lontano da questa conoscenza

Il nostro cuore celebra l’Eucarestia come un dovere

Tante volte nelle pieghe del nostro cuore si nasconde il peccato

L’offerta della pace fatta al fratello è falsa

Entra nella logica di una cosa da fare

Eppure quella mano che non si apre durante un intero giorno

Si offre a dare pace

Un giorno cadde il mio sguardo sulle persone che di davano la pace

Fui molto triste perché quei gesti offendevano il Padre

Gesti svogliati come a dire “Ma tu che vuoi?”

Occhi sfuggenti che non sono difronte

Facce di marmo infastidite per quel piccolo gesto verso il fratello

Come il Padre essere felice vedere quello spettacolo ?

Vi offro la mia pace e non è la pace del mondo”

Ma credo che subito dopo dirà :

Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”

Quante grazie sprecate perché non siamo dove stiamo

Certo il nostro corpo è lì ma il nostro spirito è vagabondo

Siamo decentrati anche in chiesa

La predica può essere anche noiosa e va bene

Eppure!!!

Ma la sua parola la sua pace il suo corpo sono doni

che ogni giorno ci vengono offerti dalla sua persona

E’ lui stesso

Dove li facciamo cadere ?

In quella morale perfetta che non conosce mobilità

In quella liturgia stantia fatta di pizzi e merletti tutta forma

Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. 

Buona giornata!!!

Mercoledì 21

Mentre passo tutta la vita a pensare cosa devo fare

Tu stai ad aspettarmi, mi chiami e mi richiami

Mentre io nell’entusiasmo corro a fare

Nel fare mi incarto e comincio a qualificare i miei atti

Dicendo :

Ho fatto bene ho fatto male”

Perdo solo tempo a contare gesti e modi di fare

Tu stai sempre ad aspettarmi e cerchi il mio cuore

Che si è smarrito dietro al fare per sentieri non conosciuti

Ansioso del Tuo giudizio mi perdo

Questo fare che poi è un pensare di fare

Indicami Signore la tua via a me basta camminare con te

Sveglia i miei sensi dormienti o deviati dal pensiero

Apri le mie orecchie all’ascolto

Sveglia i miei occhi nella lettura della tua parola

Fa in modo che al mio cuore arrivi la conoscenza

Continui a meravigliarmi della Tua presenza

Alla Tua presenza c’è tutto il mio essere

Dolcezza del cuore che conosce e si perde in Te

Altro non voglio che questo la vita passa in Te

Sorgente e oceano d’amore

 

Martedì 20 novembre

Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Lc 19,1-10

Zaccheo ha accolto

Se tu lo accogli la salvezza, la benedizione di Dio entra in casa tua

Oggi lo puoi accogliere perché oggi passa

Puoi dire:” Aspetto domani”. E’ nella tua libertà farlo

Ma Lui passerà

Tu non sarai certo di incontrarlo domani

E’ quell’oggi che continuiamo a rimandare e questo ci rende mediocri perché non sappiamo rendere solenne l’incontro

Tutti siamo un po’ smarriti nei nostri pensieri

Questo ci rende distratti e l’oggi ci sfugge via

Non è quell’oggi fuggente che vuole la tua morte

E’ l’oggi della salvezza che è grazia e misericordia

Questo un vero peccatore lo sa , perché conosce il proprio peccato

Cerca il Salvatore che è Cristo

Vivere l’oggi ci rende vivi e accoglienti

Perchè la tiepidezza è vomitata da Dio

Lunedì 19 novembre

Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Lc 18,35-43

Se veramente vuoi vedere devi gridare forte

Quelli che lo sgridavano erano impegnati a spartirsi i posti di potere

Erano gli apostoli che stavano discutendo tra loro

Perchè Giacomo e Giovanni erano andati a chiedere il posto

Era una discussione tra sordi che vogliono vedere solo quello che loro desiderano

E il cieco che vuole vedere il Signore della verità

Se veramente vuoi vedere devi urlare Lui ti ascolterà

Non tirarti indietro

Ti puoi sentire smarrito davanti alla cecità che ti circonda

Tu urla più forte

Il tuo urlo sale fino a Lui

Lui ascolta la tua voce e si mette a tua disposizione

Cosa vuoi che io faccia per te”

Signore che io veda “

Che io veda…”

Come tu vedi ognuno di noi

Il senso delle cose che succedono intorno a te

Ogni uomo come una tua parola incarnata

Ora che ti vedo fammi mettere i miei piedi sulle tue orme

Lunedì 12 novembre

Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».Lc 17,1-6

L’aggiunta di stamani è :

Io credo nel Tuo amore Signore”

Oggi è lunedì un po’ intontiti un po’ delusi per ieri

Le domeniche sera il sipario della delusione cala

Comincia il lunedì senza forza e già stanco

Oggi diventi…. un disastro ecologico

Quel gelso sei tu e piantati nel mare della misericordia

Non essere riottoso e scontato come tutti i lunedì

Ieri è andata come andata tu sradicati e gettati nella Sua bontà

Non fare il bambino capriccioso che ripete il solito rito

Il lunedì faccio sempre lo stesso e sono stanco

Ma se tu dici “ Io credo nel tuo amore Signore”

Che fatica fai?

Forse per la tua lesa maestà questo è duro

Meglio fare un gesto di umiltà espropriante del negativo

Che piangersi addosso

Prenditi così come sei e buttati nel mare dell’amore

E’ questo un modo concreto di far aumentare la tua fede

Prendi ogni cosa buona o cattiva come un’occasione per dire “Grazie Signore”

Ti cambia la vita e tu hai bisogno di credere a questo amore di Dio per te

Venerdì 9 novembre

Governare il fuoco

Dopo un po’ di tempo nella vita spirituale

Si assiste  al fenomeno della sciatteria

È come trovarsi un po’ spenti

I legni che prima erano incrociati

Ora si trovano isolati fanno  fumo

E qualcuno fa una piccola fiammella

Allora si deve governare il fuoco

Rimettere insieme i legni rimasti

Aggiungere dei nuovi mettendoli incrociati

È in questo modo che prendono fuoco

E il fuoco va… la fiamma prende vigore

Svolge la sua funzione di luce e calore

Forse devi governare il tuo fuoco interiore

Prima di tutto chiedi aiuto allo Spirito Santo

Poiché di fuoco ne capisce

Fallo soffiare in modo da allonare la cenere

Vedrai con dolcezza allontana l’abitudine

Facendoti vedere la brace sempre viva

Riattizza il fuoco con i legnetti semi consumati

In modo da completare ciò che porti avanti per inerzia

Prendi nuovi legni e mettili incrociati

Tutte le tue difficoltà mettile ai piedi della croce

Cominci a sentirti più leggero

E ricomincia di nuovo sapendo che hai a che fare con L’Eterno

Giovedì 8 novembre

Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.Lc 15,1-10

Davanti a questo amore senza ragione mi perdo, resto smarrito, lasciare il cento per uno

Pur rimanendo perplesso ho bisogno di questo amore unico

Sapere che tu mi ami nel mio essere unico

Che mi cerchi e mi ricerchi mi fa capire che mi posso fidare

Senza giudizio senza rotture di ossa

Mi carichi sulle spalle e ti rallegri

Le altre 99 non le lasci in balia del maligno

Tu ci vuoi far capire che ognuno di noi è unico

Tu mio Dio sei sensibile a questa unicità

Questi unici figli insieme fanno la Tua ricchezza

Peccatori e santi rimaniamo tuoi figli

Non c’è bisogno di smarrirsi per sentirsi amati

Il dolore più grande rimane, essere stati lontani da Te

Quel tempo sottratto al Tuo materno amore

Ti chiedo perdono non quando mi sono sentito peccatore

Perchè sul tuo amore ho sempre contato

E questo ha reso il mio cuore pronto all’ascolto

Ti chiedo quando mi sono sentito giusto nel mio ruolo

E quando Tu mi hai trovato

Mi sono comportato come una pentola di fagioli

Ho dimenticato di essere peccatore e bisognoso del Tuo amore

E ho fatto valere le quantità di cose che mi mancano

Cara mia stoltezza sei sempre vicina a me e mi fai deviare

Non hai ancora capito l’insensatezza del Suo grande amore

Alla Sua cena ci vuole tutti….e insieme

Mercoledì 7 novembre

Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Lc 14,25-33

Signore fammi sedere al Tuo tavolo per iniziare

E’ la prima espressione da dire

Insieme con Lui tutti i progetti hanno un tetto

Altrimenti ti rimane la paura e l’orgoglio

Che ti fanno mostrare perfetto e esigente

E dentro al tuo cuore c’è il fallimento e la delusione

La tua onorabilità è compromessa proprio da questo atteggiamento

Non ti sei seduto a parlare con Lui

Arbitrariamente hai interpretato ciò che Lui non ha detto

Quando agli occhi del mondo tu rimani ai margini

Ma nel tuo cuore c’è la gioia di Lui il tetto lo farai

Ma se sei agitato confuso rabbioso e il mondo ti cerca

Povero te

Non hai calcolato il prezzo del dono

Hai pensato di pagare il dono e questo ti ha messo fuori strada

Il dono si paga con la gratuità

E’ poi nella gratitudine che il Dono investe su di te

Tutto ciò fa parte del dialogo che tu hai fatto nel calcolo

Allora ti diverti da matti

Forme di attrito ci sono e menomale

Proprio questo ti fa capire il bisogno che hai di Lui

Martedì 6 novembre

Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”». Lc 14,15-24

Oggi svolto nella mia esistenza dice l’ottimista

Se riuscissi ad avere fortuna farei tanto bene dice la vittima

Se avessi il lavoro e la salute ti farei vedere il bene che farei

Frasi del genere sono sulla bocca di tutti, frasi che si realizzano nella esistenza dell’uomo dove l’uomo si sente ormai affrancato da Dio

Prima aveva i buoi, aveva preso moglie, aveva da comprare

Oggi non ha tempo per consumare e va in apnea.

Quindi come vedete veloci o lenti l’uomo quando sente la chiamata di Dio diffida di Dio e non di se stesso

Gentilmente una preghierina un segno di croce alla Totò anche questa è fatta

Mentre Dio ha voglia di invitarti a stare con Lui e fare festa

Non la sagra del paese, quella noiosa e ripetitiva fatta di abbuffate e di polemiche

L’invito che Dio ti fa è mangiare con te

Dove Lui è dono e si consegna a te e si fa mangiare e tu vivi di Lui

In quanti affetti hai cercato, ma per questo invito non hai tempo

Lui non si scoraggia manda i suoi servi per l’invito

Li manda tra quelli che non hanno niente

E poiché c’è sempre posto e la casa di Dio è un porto di mare invita a cercarne altri, fuori dal recinto

Sono quegli esseri grezzi che non sanno fare inchini e genuflessioni

Proprio quelli entrano; per il rosicamento delle brave persone

Quanto sei grande Dio

Ci inviti e scappiamo

Tu ci cerchi ancora e noi rifiutiamo

E Tu ?

Cerchi altrove perché è in Te l’amore dono e si dona

Se noi conoscessimo veramente quello che perdiamo

Moriremmo di dolore

Ci dai sempre la possibilità del Dono

Perchè Tu Dono ti consegni e riconsegni sempre a noi

Lunedì 5 novembre

«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Lc 14,12-14

C’è una mamma nel mondo che è sempre generosa

In qualsiasi posto del mondo tu vai

Potrai vedere opere che i suoi figli hanno fatto

Opere che i figli fanno senza pensare a se stessi

Questa mamma infatti ama questi figli

Che nel segreto costruiscono, istruiscono,accolgono sfamano

Ho girato molto e ho sempre trovato opere di bene

Questa mamma è la chiesa….. Perché parlare sempre male ?

E’ vero ci sono figli e figli ma non ci sono solo quelli cattivi

Ci sono anche quelli buoni che ogni giorno danno la vita senza chiedere niente

Di questi nessuno ne parla è proprio qui la gratuità e la forza soprannaturale di questa mamma

Sicuramente non faccio un buon servizio a questa madre

Ora che parlo della sua bontà e della sua generosità

Però nella verità dobbiamo dire la bellezza di questa sposa

Ama i suoi figli Giuda e i suoi figli Giovanni

Il Suo Sposo le ha lasciato questo testamento

Certo è molto più facile prendersela con questa mamma

La sua fecondità è immensa

Una piccola chiesa spersa nella foresta con un prete con una tonaca consumata

Tanti bambini tanta allegria e anche cibo

Quanti figli anonimi hanno contribuito e quel volto sorridente di quel prete

Tutti questi grazie a Dio non hanno una lapide ricordo

Questa madre li ricorda nelle preghiere e lo Sposo li accoglie in paradiso

Venerdi 2 novembre

Un giorno da meditare

Oggi c’è questa domanda:

Quale è la qualità della tua vita?”

Ieri Gesù ci ha parlato delle Beatitudini

Abbiamo bisogno di Lui per viverle e nel Vangelo è tutto scritto

Oggi abbiamo bisogno dello Spirito Santo

E’ lo Spirito che da vita e ci porta nell’eternità

Viviamo nello Spirito non siamo immuni:

senti la stanchezza del giorno, ma è una stanchezza piena

Il dolore bussa lo stesso alla porta, tu la apri e lo accogli

Che fai resistenza secondo i tuoi istinti ?

Perdi più tempo e vieni divorato dalla rabbia

Lo Spirito da continuità alla tua vita

La congiunge con la vita eterna ossia la vita che non finisce

Vivere la vita a pezzettoni tra il bianco e il nero

E’ una vita grigia

Non essere daltonico ai colori di Dio

Lo Spirito rende i tuoi occhi profondi che sanno guardare il cielo  

Nei cimiteri non cercate i morti ma i vivi

Ormai certe tombe sono diventate dei bazar disadorne per incuria e botteghe delle nostalgie

Mercoledì 31 ottobre

31 ottobre vigilia dei santi e ultimo mercoledì del mese.

Questa Sera ci incontriamo per celebrare la messa nella basilica

Il vangelo è quello delle beatitudini

Quando sono sceso in basilica da solo per un po’ di tempo mi sono fermato ad occhi chiusi

Ho pregato e ho chiesto l’intercessione dei tanti santi martiri il cui corpo ha trovato riposo in quelle grotte

La terra ha bevuto il loro sangue 

Le lacrime di chi ha perso il fratello la sorella la madre il padre erano custodite dal silenzio e dal buio

Come i canti di lode nella notte per sfuggire alle persecuzioni

Le mura della basilica e dei cunicoli mi testimoniano il Dono

Il Dono firmato con il sangue

Seguiamo chi per primo e sulla Sua pelle ha vissuto questo

Lui povero non aveva dove posare la testa

Lui afflitto per la morte del suo amico Lazzaro

Lui mite riferimento per imparare da Lui mite e umile di cuore

Lui giusto la sua giustizia è amare

Lui misericordia infinita ti aspetta sempre a braccia aperte

Lui puro si è consegnato a noi senza riserve

Lui pacifico ha preso su di se la nostra violenza

Lui perseguitato perché il suo bene per tutti non era legale

La legge degli uomini va osservata ecco la schiavitù

Non pensare di fare di queste beatitudini la tua vita

Diventi solo un moralista becero

Vai da Gesù e impara per almeno un po’ di anni

Conosciuto il Maestro potrai cominciare a balbettare qualche parola

Martedì 30 ottobre

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Lc 13,18-21

Un piccolo seme viene gettato e diventa un albero

Qualcosa che si confonde e viene nascosta nella farina

Impastata ne fa aumentare la massa

Il programma che Dio ha con noi per la diffusione del regno è:

Chi vuole essere grande deve diventare come un bambino

Chi vuole comandare si deve fare servo

I titoli di piccolo non sono indicazioni stradali che ad ogni incrocio vedi

E’ quella semente che non ha valore secondo l’uomo

Ma dalla propria morte fa nascere una foresta

Dio non lo vedo è nascosto

Non pensi che sei daltonico al colore di Dio ?

Lo vedi in chi ha bisogno

Abbraccia quel lebbroso, che ti fa schifo, con amore

E ti accorgi che l’Amato che sta in te ti dice “Eccomi”

E’ Lui che ti cambia le coordinate della tua esistenza

Sappi che il regno è fatto così

Il fare viene sempre dopo la conoscenza