Semi di fede

venerdì 25 settembre

Pastorale della zappa

Ieri Signore dodici ore di lavoro senza sosta

Quanta solitudine ! quanta sofferenza !

Ieri ho incontrato almeno una ventina di fratelli personalmente

Vederli tornare a casa in pace era per me una grazia

Lo Spirito Santo ha lavorato veramente bene

Gli ho fatto ogni volta l’occhiolino

Se mi avesse chiesto tu cosa pensi di me ?

Gli avrei risposto:

Sei grande e fai i miracoli economici”

Sono andato anche in una struttura a fare una benedizione

Gente molto cortese e imbalsamata

Pezzi di marmo scolpiti bene, ma senz’anima

Sofferenti e assetati , pieni di soldi e di potere

Dire una parola non era il caso

Ho pregato in silenzio

Ho benedetto uno per uno

Sulle mie spalle è calato un dolore angosciante

Allora ho capito:

C’è un dolore caldo pieno di umanità

Che si scioglie con l’amore e diventa pace

C’è un dolore freddo non riconosciuto tale

Anzi viene nascosto a se stessi

Dove si pensa di stornarlo in modalità nascoste

Per umanizzarlo occorre lo Spirito Santo

Che scioglie ciò che è rigido e gelido

giovedi 24 settembre 

Pastorale della zappa

L’orto l’ho diviso in piccoli quadrati di terra

Questi giorni guardo con gioia l’insalata

E’ proprio bella, fa bene vedere quel verde

che passa a un bianco venato di verde

Fa gioire e mi rende felice

Ho pensato a luglio quello stesso quadrato

Aveva prodotto degli agli piccoli

Ora un’insalata stupenda

Ed ecco una parola del Vangelo mi risuona dentro :

“ Peccatori e prostitute vi passeranno avanti “

e ancora:

“In cielo si fa festa per un peccatore pentito che si converte

che per novantanove giusti

che non hanno bisogno di conversione “

Quel piccolo quadrato di terra mi aveva fatto gioire

Dio gioisce quando un’anima peccatrice si converte

Come quel quadrato di insalata mi aveva fatto gioire

Più del resto dei quadrati che erano stati costanti nel produrre

E’ vera quest’altra profezia (Ingresso a Gerusalemme)

“ Se questi tacciono parlano le pietre”

Se tutti i cattolici tacciono e non annunciano

Parlerebbe un quadrato di terra con sopra l’insalata

C’è poco da fare il Signore le prova tutte per attirarci

mercoledì 23 settembre

Pastorale della zappa

Dammi Signore intelligenza e sapienza

La Tua parola sulle mie labbra sia intera

Se la spezzo è per darne infiniti pezzi di pane

Niente venga a mio vantaggio

Se non la gioia di servirti

Allontana la cupidigia dalla mia casa

Che io mi contenti di quello che mi dai

Perchè tu non metti la museruola al bue che ara

E il passero non cade per mancanza di cibo

Dammi la saggezza nell’amministrare :

I doni che tu mi hai dato siano partecipati a tutti

Le grazie siano investite per il bene di tutti

Niente rimanga per me se non il tuo amore

Quello lo custodirò come dono supremo

Anche questo non sarà trattenuto

Se è bene per i fratelli

In ogni istante fammi vegliare il mio cuore

Sii geloso del mio cuore in modo che sia tuo

Perchè molte sono le volte che si perde

E per tornare a te fa fatica

Dammi la pazienza di sopportami

E ironizzare sulle mie mancanze

In modo che l’intelletto faccia risaltare la Verità

Tu Verità infinita tienimi lontano dalla menzogna

Perchè nel Tuo volto possa specchiarmi

martedì 22 settembre 

Pastorale della zappa

Spesso può succedere

Ci sono tante cose da fare

E si vuole tirare un po il fiato

Si vuole far riposare il cuore

Crede che dopo una lotta dura

Ormai si trova nel porto sicuro

Non tiene conto di qualche piccolo vento

Non ha preso l’ancora della preghiera

Succede che le passioni nascoste

Affiorano alla mente e turbano

E la barchetta si cappotta

Non abbassare mai la guardia

Puoi anche rilassarti,

ma invoca sempre il Suo Santo nome

Allora dai continuità alla tua esistenza

Perchè sei sempre vigile e allenato

Quando vai in montagna fa pure la sosta,

ma non ti stravaccare

Rimani in piedi pronto a ripartire

Altrimenti conterai i dolori delle tue ossa

Come la passione che è affiorata al tuo cuore

Non ti lascia in pace

lunedì 21 settembre 

Pastorale della zappa

Mi son trovato a setacciare i semi di rapa

E’ un lavoro che si fa con le mani

Occorre una buona vista perché sono semi piccoli

Quelli che non erano buoni li buttavo

Quelli buoni li ho seminato

Mi veniva da pensare,

la stessa pratica va fatta con i pensieri

Il tribunale del giudizio deve essere il cuore

Ogni pensiero che arriva vaglialo con il cuore

I pensieri buoni custodiscili

e chiudili in una cella interiore dell’anima

Sarà il suo patrimonio per l’eternità

I pensieri negativi allontanali in modo ragionevole

per poi bandirli dalla mente

Questo è un lavoro di pazienza

I semi buoni vengono custoditi nel terreno

Marciscono e danno i frutti

Quelli cattivi saranno preda di uccelli o formiche

Non abbiamo paura di fare questo lavoro

Nel tempo saremo ricompensati

Setacciare è un lavoro duro ,

infatti nel setaccio rimane ciò che è cattivo

Anche questo occorre per allontanare il male da noi

venerdì 18 settembre 

Pastorale della zappa

Testimoni del Risorto

Portiamo un pegno nel cuore che è la Speranza

La virtù è che crediamo in un Dio vivo

Proprio in questo tempo dove le speranze sono fittizie

Possiamo testimoniare la forza che viene dalla vita

Cristo mia Speranza è risorto e vi precede

Lo trovi in ogni atto che compi

E lungo il cammino ha seminato la Speranza

Certo è morto come il chicco di grano

E’ Risorto con la forza della vita

Perchè non rendiamo quotidiana questa nostra Speranza ?

Questa nostra testimonianza oggi è necessaria

Fa bene prima a noi che crediamo

E questo bene si propaga dalla nostra vitalità

Tutte le differenze abbattute hanno puzza di morte

Anche se per un attimo danno speranze

Sono come foglie secche prese dal vento

Cadono per poi marcire per sempre

La nostra vita è eterna ci è stata donata con la resurrezione

Questo termine è stato allontanato dal nostro parlare

Eppure facce redente le vedo dietro le rughe della sofferenza

E’ necessario questo annuncio oggi

Perchè rende liberi e non mette paura

Testimoni smarriti ciondolano nel loro cammino zoppicando

Mentre dritti e passo svelto

dovrebbero camminare verso il Risorto

Se quest’anno la Pasqua l’hanno vietata

Il significato profondo è: il Risorto la vuole vedere in te

Succede sempre così la chiesa risorge sempre

specialmente nelle persecuzioni ;

Ha in se il Seme del Risorto

giovedi 17 settembre

Pastorale ella zappa

Grazie e merito

Se conoscessimo veramente la differenza

Avremmo dato una bella batosta all’invidia

E non solo anche l’orgoglio avrebbe partecipato

costernato alla morte della gelosia.

Dio dona la grazia in abbondanza

e non ci tenta oltre le nostre forze

Per contro noi invece di usufruire la grazia

Ci mettiamo a fare i bravi bambini pur di meritare

Che cosa ? Non lo sappiamo

O meglio lo sappiamo benissimo

Dobbiamo presentare il conto dell’essere stati bravi

Tu Dio mi devi….perchè….

E poi sono stato migliore dell’altro….(invidia)

Tutto ciò distrugge in te la vera essenza di Dio

Piuttosto gioisci della grazia che oggi ti è concessa

Perchè Dio non ha il braccino corto

Anzi ti dona più di quello che pensi di ricevere

Perchè la bellezza dell’amore è quella di sorprendere

Ti sforzi facendoti del male e facendo del male

perché pensi di essere giusto

Se Dio dovesse essere giusto con ciascuno di noi…..

La cosa più giusta che potremmo fare verso di Lui

E’ quella di mettere la mano sulla bocca

Invece sbraitiamo e rinfacciamo alzando la voce

Perchè siamo al centro dell’universo e abbiamo diritto

Di che cosa? Non lo sappiamo neanche

Perchè non conosciamo

che il Padre le grazie non solo le dona personalmente

Ma poi manda il fratello

che ci sta a fianco a darci ciò di cui abbiamo bisogno

L’amore del fratello è il braccio visibile di Dio

Anche su questo noi miseri mortali riusciamo a lamentarci

Si sa che Dio non fa mai niente di Buono

Ha il difetto di perdonare una peccatrice e dirle “…. che molto ha amato”

Piuttosto ama e non perdere le grazie

Ricordati che siamo tutti peccatori e bisognosi del Suo perdono

mercoledì 16 settembre

Pastorale della zappa

Il vangelo di oggi ci invita a essere responsabili

Ci chiama a essere maturi per la nostra età

Per ogni cosa abbiamo la giustificazione

Per scusarci e fare ciò che abbiamo sempre fatto

Umanamente questo atteggiamento è da immaturi

Perchè per ogni cosa abbiamo da dire qualcosa

Il Signore ci vuole veri e capaci di essere responsabili

Abbiamo abbassato la mangiatoia” è un detto contadino

Ogni animale aveva la sua mangiatoia

I maiali mangiavano in una pietra di basalto scavata posta a terra

Gli è stato fatto una mangiatoia di cemento

Si sa che i maiali mangiano tutto anche il cemento

Per le galline le si raccoglie chiamandole in modo

che mangiano subito e poi razzolano nella terra

Le abbiamo messe nelle stie con le luci e mangiano giorno e notti

Cavalli buoi e asini la mangiatoia sta a un’altezza tale

Dove gli animali mangiano il fieno tranquillamente

Per questi animali ci sono a disposizione gli ormoni

Sono rimasti gli stessi solo gli asini

Noi abbiamo alterato tutto questo per interessi economici

Il Signore ci da mangiare con parole semplici

ma noi le semplici parole evangeliche le snobbiamo

con le scuse e i giudizi

Un detto dei padri del deserto dice:

Le cose complicate le facciamo subito perché ci interessano

Le cose semplici le facciamo con difficoltà,

perché pensiamo che non sono alla nostra altezza”

E cosi ci incartiamo come salami

Cerchiamo di essere semplici

e approcciamoci alla Parola con umiltà

Perchè l’orgoglio di sapere

e la presunzione di dare qualcosa di più del vangelo

Non ci fa essere nella Verità

martedì 15 settembre 

Pastorale della zappa

Se uno guarda la montagna

Che si staglia con la sua vetta

Pensa come sarebbe bello essere lassù

L’interno dell’uomo si muove

E cerca di salire per respirare aria buona

E tutte quelle sensazioni della vetta

Se tu guardi l’Amore e vuoi arrivare a Lui

L’interno del tuo essere si muove

Per salire su in montagna ti devi agganciare

Il tuo corpo deve aderire alla roccia

E’ come farsi amica la pietra

Allora la montagna si concede a te

Il desiderio che si trasforma in emozione

Ti fa scalare e quando sei su

Leggero come una piuma respiri a pieni polmoni

Se tu prendi le stesse emozioni

E vuoi salire verso Lui

Devi fare corpo con Lui

Abbandonare la superbia che sfida

E fare casa con Lui

Lui ti accoglierà e l’aria che respiri è fine

Come per la montagna guardi orizzonti infiniti

Con Dio dalla Sue altezze guardi il mondo

Quando scendi dalla montagna sei sereno e felice

Dopo che sei stato nelle vette alte dello spirito

Scendi tra gli uomini e dona ciò che Lui ti ha donato

Non trattenere niente del bello vissuto

Da a chi ti chiede

Come la montagna dona leggerezza Dio dona la gioia

Non fa mancare la gioia richiesta

Accompagna alle vette dello Spirito chi ha bisogno

Allora tu hai conosciuto un pezzo della tua montagna

lunedì 14 settembre

Pastorale della zappa

Esaltazione della Croce

Fammi conoscere Signore la tua logica

Vedo l’uomo mascherato un po’ smarrito

Anzi è diventato arrogante

E’ come un bambino che si deve difendere

E nel suo isolamento porta se stesso

Non gli interessa più del fratello

Se non per dirgli: “mettiti la museruola”

Nell’ipocrisia generale il furbo fa soldi

E corre da solo nell’isolamento

Chi comanda mette vincoli e regole

Che rende la vita una rete fatta di trappole

Gesù:

Invece di guardare i primatisti mascherati

Guarda la Croce che spicca in alto

Come uomo sono sceso nelle miserie dell’uomo

Certo mi sono ridotto male

Questo per amore dell’umanità

Vi state disperando nell’agitarvi

Scendi nelle piaghe della tua umanità

Non abbatterti

Certo il lavoro è duro ma proficuo

Perchè entri nella tua miseria

Trovi me crocifisso che ti sana

Poi puoi fare un altro lavoro

Guarda l’umanità che ti sta accanto

E prendi su di te la sua croce

E in tre Io tu e l’altro camminiamo

Ricordati che chi urla è solo spaventato

e perde il controllo

Il frutto di questa esaltazione dello scendere

E’ la resurrezione e tanti uomini anche di chiesa negano

Ora chi è negazionista ?

Chi nega il virus proclamato dalla sacerdotessa scienza

Chi nega che Cristo è risorto

Non dire c’è una confusione generale è troppo comodo

Guarda piuttosto i martiri di oggi e di ieri che pagano per la resurrezione e danno la speranza

Mentre i pontefici della scienza proclamano economia di pochi e noi come cani randagi ci aggiriamo a fregarci

Non combattete il virus annunciate la resurrezione

venerdì 11 settembre

Pastorale della zappa

Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; Lc 6,39-42

Signore liberaci dalla superbia di pensare di essere più di Te

Poichè la superbia ci rende stupidi ai tuoi occhi

Correggere il fratello senza il suo permesso è già una violenza

Da cui ci dobbiamo liberare in quanto non siamo maestri

Tronfi del nostro clericalismo pensiamo di correggere tutto e tutti

Presumiamo di guidare e accompagnare il fratello

Prima di tutto la vera e originale Guida è il Maestro Gesù

Che spesso dimentichiamo e non poniamo al centro dei colloqui

Sembra che tutto debba passare attraverso quelle quattro nozioni

Accompagnare un’anima verso il Signore

Occorre:

Ringrazia il Signore che ti ha scelto non per la tua dignità ma per la Sua misericordia

Affida quell’anima a Dio giorno e notte nel silenzio

Chiedi allo Spirito Santo che ti dia luce e sapienza

Ascolta nel silenzio anche per un’ora e dalle un ritorno che viene da Dio

Non sfoggiare il tuo sapere facendo una lezione privata

Oggi le anime hanno bisogno di ascolto

Perchè sono intasate di tutte le porcherie che ascoltano

e desiderano vomitarle a te

Tu in silenzio e senza commento ascoltale

Abbi sempre cura che partano via da te sempre nella pace e nella gioia

Ricordati accogliere un’anima è accogliere Gesù in persona

giovedì 10 settembre 

Cerchiamo tutti acqua fresca perché assetati

E al primo rubinetto che fa uscire liquido proviamo a bere

Signore nessuno sa proporre più come te

Il vangelo di oggi è una proposta

che ti porta fuori dagli schemi

Oggi il Signore il ci invita a essere generosi

Certo sono parole che abbiamo sempre ascoltato

Oggi con un battito di ali vogliamo vivere

Usciamo dalla minestra delle considerazioni

Alle analisi socio-economiche proponiamo relazioni vere

Alla paura che ci spinge negli angoli della vita

E ci fa chiudere nel privato isolandoci

Mettiamo l’amore aperto alle situazioni nemiche

A tutte quelle forme privatiste la generosità

Alla giustizia liquida se non gassosa

proponiamo quel modo giusto che educa la persona

Non ci accodiamo a quella maggioranza di pensatori

Che hanno mille proposte

e loro non sono capaci di alzare con un dito

Oggi il Signore ci invita a essere responsabili

Uniamo le forze è solo quando diventiamo corpo

E la paura perde la sua forza

Piccoli passi nell’amore legano tanti uomini che cercano amore

Forse è un sogno era un sogno poco tempo fa

Distrutto dalla violenza del Divisore che prima ha sedotto

E ora tiranneggia

Mercoledì 9 settembre

Pastorale della zappa

Cerchiamo una fede senza rischi

Fatta di comodità e senza intoppi

Dio deve esaudirci quando chiediamo

Il più delle volte pensiamo

Che l’amore non è rischio

Anzi amare è rischioso perdi tutto

Quando poi la tentazione ti fa vedere i rischi

Batti in ritirata

Le beatitudini di oggi sono un rischio

Per essere pacifico non puoi ammazzare

Infatti coloro che sono violenti

Non ereditano la terra

Essere prede della rabbia vuol dire ingannarsi

La terra dei pacifici è avere sempre parole buone

Dare speranza e non essere uccelli nefasti

La consolazione è per chi è afflitto

L’afflitto non è chi piange un caro

Le lacrime degli afflitti non sono quelle dei morti

L’afflitto è chi si prende cura del dolore del fratello

E tante volte si sente impotente nell’asciugare le lacrime

Dio gli concede il dono delle lacrime

Attraverso le quali la sua impotenza viene consolata

Beato il povero che si fa carico del ricco

Il povero è chi ha raggiunto la libertà dalle cose

non solo quelle materiali anche quelle spirituali

Il povero non ha nessun potere serve

Libero di aprire le porte,

perché non ha nessun segreto da difendere

di accogliere perché ha l’unico bene, il cuore

martedi 8 settembre

Pastorale della zappa

Chi è umile si rinnova

In questi giorni vedo l’orto rinnovato

Durante agosto sono rimasto Roma

Ho zappato tolto le piantine vecchie

Ho messo le nuove per l’inverno

Ora l’orto è verde e tutto nuovo

Ho rivoltato il terreno

Ho trapiantato nuove piantine

Ho innaffiato

Ora ammiro questo tappeto verde con le sue piantine

Penso e parlando tra me e me:

L’umile è come questo orto conosce tutto questo

Non rimane fisso nei suoi schemi

Non è che si ricicla cambiando solo l’esterno

Porta in se il segreto

che Chi lo ama lo rinnova sempre

Umile nella fede è chi come Maria

Sa di essere ultimo

Sa che l’amore del Suo Amato è così grande

Da abbassarsi fino a Lei

In questo sta la verità dell’umiltà

Non ha bisogno di complimenti o dinieghi

Nel semplice scorrere della propria esistenza

Vive il suo ordinario come l’unica cosa vera

Per questo l’umile non è un alieno

E’ come Maria la donna del quotidiano

 Lunedì 7 settembre

Pastorale della zappa

Togliete il lievito vecchio

Sento la puzza del vecchio con la sua malizia perfida

Metti gli azzimi dell’amore

Questo imperativo mi sconvolge e mi attira

E’ vero solo l’amore guarisce

E’ l’amore che ti fa battere le ali e prendere quota

La dove la vita si era mischiata con la morte

E il limite è confuso

Dove la libertà subisce dei condizionamenti

E non si è capaci di tagliare le catene

L’amore scioglie le catene senza rumore

Guarisce nel profondo

Ti da nuova forza di vita e ti porta dove tu non vuoi

Tu sa invece che l’Amore vuole

Allora davanti a te non ci sono più due strade

C’è la Vita che ti aspetta

Il lievito vecchio ti conduce alla logica sterile

Dove le tue strategie diventano pula

L’amore non ha strategie

Infatti gli azzimi sono nuovi e le confondono

E’ sempre così l’amore

Di nuovo in nuovo c’è la gioia e la fertilità

Il vecchio invecchiato nelle strategie

Va di vecchio in vecchio fino alla mummificazione

Li si tocca con mano la sterilità del vecchio

Stendi la mano e crei con la tua fantasia

Tienila ferma puoi usare solo l’indice

Guarda i santi hanno l’indice verso l’Alto

Guarda i legalisti hanno l’indice per accusare

Venerdì 4 settembre

Pastorale della zappa

Vedo queste piccole piantine di basilico

Hanno le foglie grandi come le foglie di insalata

Composte sullo stelo duro

Le foglie convesse verso l’esterno

mostrano con orgoglio la loro ampiezza

Le guardo e penso verrà un buon pesto

Metto mano alle forbici e comincio a tagliare

Le mani profumano della loro essenza

E’ inconfondibile l’odore di queste piante

E poi queste foglie mi ponevano una domanda:

Quale è il tuo profumo di credente?”

Pensavo ad un rimprovero visto che le tagliavo

(solito atteggiamento moralista clericale)

Poi questa espressione di Paolo:

Noi siamo il profumo di Cristo” 2Cor 2,15

Il nostro profumo è la coerenza

Quella piantina è stata coerente

e ha dato il massimo nel suo profumo

Il Cristiano coerente :

E’ chi da pur non avendo niente

e lo si vede dal suo stile di vita

mercoledì 2 settembre 

Grazie Signore per quello che mi dici

L’amore dato nella gratuità

è più grande di quello dato perché devi

Il dolore vissuto con Te

Non ha paragone di quello vissuto soli

La solitudine può generare pensieri dannosi

Quando sono autoreferenziali al proprio io

Generano dolori che portano alla consumazione

Solo nel coraggio di uscire da se spingersi nell’abbandono a Te

Comincia la pace, prima medicina per comprendere il dolore

Valutiamo il dolore nella sua complessità

Perchè può essere anche medicina

Ho visto tanti malati redenti

E ne ho visti altri disperati

Non dobbiamo moralizzare

Dobbiamo essere solo accanto a tutti e due tipi

Perchè in essi c’è il dono della croce

che fa bene prima a noi

martedì 1 Settembre

Riprendiamo il nostro cammino dopo le vacanze estive …..

Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Lc 4,31-37

Una volta mi è capitato di leggere questo passo in un esorcismo

Chiedendo che fosse il Signore a parlare

E di attuare in quel momento ciò che Lui aveva detto e fatto

nel momento presente in cui le pronunciavo

La bestia ebbe una reazione la stessa del vangelo

Dopo l’esorcismo mi fermai davanti al tabernacolo

Ringraziai il Signore e gli chiesi perdono per tutte le volte

Che non avevo letto il vangelo con la stessa fede

E’ vero quello che dice S. Paolo:

La Parola di Dio è un’arma a doppio taglio che penetra fino alle giunture”

Se noi avessimo più fede nell’ascolto

Potremmo avere a che fare con la potenza di Dio

Questo non succede per la nostra poca fede

venerdì 31 Luglio

Pastorale della zappa

Ed era per loro motivo di scandalo. Mt 13,54-58

Il Signore è ancora oggi motivo di scandalo

Quando le nostre aspettative non vengono soddisfatte

Il primo verbo che coniughiamo è “non riconoscere”

Quando le attese false da un’interpretazione non di fede ma di magia

Allora si alza il grido : “Dio dove sei ?”

Dio non è il maggiordomo dello spirito

Che quando viene chiamato

Deve conoscere la pietanza desiderata

Si da il caso che Dio è nostro Padre

Certo Dio quando si presenta non lo fa secondo schemi

O con forme evanescenti che sono illusioni

E’ vero si presenta come uno comune

Ma tu preferisci la scarica di adrenalina

Perchè ti fa sentire vivo

Eppure riconoscerlo ti fa entrare nel Suo mondo

Dove i fiumi di pace e di serenità ti sommergono

Il tu ha un senso è il tuo nome

E tu a Lui non sei nascosto perché cerca te e solo tu

Ma nella foresta del pensiero unico gassoso

Ti sei perso in mille bolle

Meglio farsi gestire dai burattinai di turno

Che incontrare il Figlio del falegname

Mastro Ciliegio ha cercato sempre suo figlio Pinocchio

Fino a quando non è entrato nel seno della balena

E poi vomitato come uomo non potrai mai capire la bellezza di Dio

mercoledì 29 Luglio

Pastorale della zappa

La via dell’amore perfetto

La via dell’amore perfetto non ha tempo

Inizia dall’eternità e va verso l’eternità

E’ così impercettibile come l’amore

Spesso la confondi come una qualsiasi vita

E’ la tua personalissima vita

Spesso la definisci con tanti aggettivi :

Scialba bella insignificante dura dolce

bella brutta dolorosa avventurosa

e altri mille aggettivi

La via dell’amore perfetto è diversa

Non è una diversità percettibile dalla realtà

Solo l’occhio puro della verità entra in questa perfezione

Non fai cose diverse dal tuo quotidiano

Ci hai fatti per Te e il nostro cuore non riposa che in Te

Dio ci ha fatti per Lui non per asservirci ad altri uomini

Lui vuole stare con noi

Nella nostra libertà scegliamo di stare con Lui

Si arriva alla via dell’amore perfetto come scelta di vita

Perchè la via dell’amore perfetto è una proposta

La vita imposta con l’inganno in questi tempi bui

E’ da fuggire più della peste

Dove il fantasma della paura riemerge per controllare le coscienze

Questo Dio non lo vuole l’amore perfetto si esprime nella libertà

martedì 28 Luglio

Pastorale della zappa

Frenesia di partire

dove andare ?

Fa un viaggio dentro di te

Devi avere solo la pazienza e il coraggio di andare

Ti puoi concedere una vacanza che ti dia luce

In questi tempi bui avere riserva di luce è bene

Beato chi rimane vigile

La vista dello spirito gli allarga gli orizzonti

Gli fa vedere particolari in arrivo

Sgama gli imbrogli satanici che si stanno preparando

Ed è pronto a lottare fino in fondo

Non vi alienate nel dire eccolo qua o la, il regno

Il regno di satana piochè è limitato ha le sue strategie

Non abbiate paura di resiste

Il regno di Dio viene nell’attimo di questi due tempi

viene-è già

lunedì 27 Luglio

Pastorale della zappa

«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Mt 13,31-35

Una cosa è certa,

le parabole scompigliano le nostre sicurezze

Tutti siamo protesi a fare i soliti rituali

Che ripetiamo in maniera programmata

Come se fossero fini che ci aprono alla vita

Le parabole che escono dalla Sua bocca

Non sono quantità da raggiungere

Non sono schemi da copiare

Non sono progetti da realizzare

Non abbiamo ancora capito che il tesoro nascosto

E’ Dio che si fa trovare e ti da gioia quando lo trovi”

E che la perla preziosa:

Se lo cerchi da esperto di Dio ti fa trovare una perla che ti stupisce”

O le piccole quantità di lievito:

Non solo altro che pochi cristiani che si perdono nella farina”

Altro che progetti pastorali e piani pastorali questi sono così pomposi

da rendere rancida la farina

Se poi prendi la senape, è un piccolissimo seme, che diventa un albero

Trovami il progetto pastorale e la sua spiegazione logica ?

Non c’è c’è una legge naturale impressa da Dio

Che il cristiano è:

Uno che si lascia trovare da Dio

Se è un intenditore di perle sa trovare la perla vera, Gesù Cristo

Si confonde nella massa di folla e la fermenta facendola diventare popolo

E’ un terreno dove il seme fruttifica e porta certe quantità che sono per il bene comune

Leggi le parabole e trova il tuo progetto di vita

La nostra maestà orgogliosa non si china davanti a tanta semplicità

Per questo le vostre case sono diventate deserte

E avete affidato il mio popolo al deserto dove i leoni li stanno sbranando

venerdì 24 luglio

Pastorale della zappa

Gli agli sono piccoli che delusione!

Sono andato a scavare gli agli

A dire la verità sono un po’ rachitici

Durante la primavera lo stelo forte e le foglie rigogliose

mi davano da pensare

Che sotto, il bulbo sarebbe stato grande

Invece, mi sono trovato davanti capoccette d’aglio

Riflettevo sull’apparenza tutto è bello

Ma nel profondo non c’era niente

Allora ho pensato forse la terra non è adatta

Le cure non sono state sufficienti

Però la domanda è d’obbligo:

Perchè un fogliame ricco e stelo forte con radici

è in disarmonia con il bulbo ? ”

Non volevo cadere in una riflessione ovvia

Fatta di moralismo e sentenza stupida

Ci sono variabili nella vita molto fini

Che non riusciamo a calcolare

Perché il giudizio è sempre grossolano

E’ come se l’aglio mi rimproverasse e mi dicesse:

Attento prete contadino anche in piccolo

non sono apparenze, perché il frutto c’è stato”

Poi, ricordati che se mi vuoi paragonare al fico evangelico,

il paragone non tiene il fico aveva solo foglie, neanche mummie”

e ancora…

Io ho deluso le tue aspettative di grandezza

perché ti potessi vantare

A te il compito che quando cucini metti il giusto

Vedrai che il mio sapore e odore sarà uguale”

Non sono io piccolo sei tu

Che sei un moralista matematico equazionale

Lasciati meravigliare non tanto dalle dimensioni

o dalle quantità e accetta tutto come dono di Dio”

giovedì 23 luglio

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.

Gv 15,1-9

Non puoi fare niente senza di Lui

E’ solo l’amore che fa rimanere in Te

E’ dell’amore vincolo di unità

Altrimenti il tuo ego si espande

E pretende di portarti dove lui vuole

In questa folle unità con Te

Dove l’anima muove il corpo

E opera con il suo sguardo verso Te

Lascia al mondo che sei vivo

Se guardi alle opere dei santi

Esse sfidano i secoli

Questo ci fa capire che creature piccole

Unite a Te hanno fatto portenti

Buona parte dei santi sono cacciati dalle loro opere

Come Cristo è morto fuori dalle mura di Gerusalemme

E’ così dell’amore, fa e si allontana

L’anima sa ciò che fa, non è opera sua

Sa anche una cosa importante

Tutto ciò che ha fatto è opera dell’Amato

E sempre l’anima segue l’Amato e non le opere

Questo sta a significare

Che la fertilità non dipende dal fare

Ma dallo stare sempre con Lui

Penso ai padri del deserto dei primissimi tempi

Le loro opere resistono ancora

Ciò che hanno scritto con la loro vita

E’ attualissimo e la conoscenza di oggi

Arrossisce perché non scrive niente di nuovo

Veramente senza di Lui non possiamo niente

Basta saperlo e la libertà fa capolino a casa tua

mercoledì 22 luglio

Pastorale della zappa

Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città:
Avete visto l’amore dell’anima mia?”.
Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l’amore dell’anima mia». Ct 3,1-4

Quando l’anima passa ogni ostacolo

Non è ancora arrivata

C’è un ultimo ostacolo da superare

Oltrepassare le sentinelle della morte

E’ quella morte quotidiana

Che per amore ti fa rinunciare persino a te stesso

Allora troverai l’Amore dell’anima

Non è facile fare questo passaggio

Tante volte l’anima si mette di polso buono

Dopo ore di veglia e di corsa

E’ stanca

Qualsiasi appiglio è buono ma non trova

C’è un oltre che chiede la morte quotidiana

Meglio dire spoliazione quotidiana

Una ginnastica , solo chi ha vissuto sa insegnare

Un peso ti schiaccia se non sai portarlo

Un peso ti schiaccia se con il pensiero pensi di riuscire

Un peso ti realizza quando vai in cerca dell’Amore

Solo quando l’hai veramente trovato

Devi morire perché c’è un solo amore che ti fa nuovo

Fuori di questo Amore ci sono relazioni belle

Ma sono sempre limitate se non pericolose

Quella con Cristo è diversa

Perché ha vinto la morte

E ci ha assunto nella sua carne risorta

Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura;

le cose vecchie sono passate;

ecco, ne sono nate di nuove. 2Cor 5,14-17


lunedì 20 luglio

Pastorale della zappa

E poi ti accorgi in un attimo di silenzio

Quando tutto va bene e stai in pace

Che non l’hai amato come si dovrebbe amare

Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora».Sal 49
Tu Signore non mi hai rimproverato

Mi hai fatto solo notare il mio amore funzionale

Correre a Te quando le cose vanno male

E amarti quando le risolvi

Eppure fino a ieri sera pensavo di amarti

E’ dell’amore darsi fino al tutto

E il tutto è un oltre che riconosco di non conoscere

Insegnami ad amare quell’oltre

Il Tuo, Signore, è un amore che non ha confronto

Dammi d’amarti come Tu fossi il tutto della mia vita

E se non lo sei voglio che lo diventi

Non guardo ciò che mi hai insegnato questa notte

Ti ringrazio di ciò che la tua voce

Ha suggerito al mio orecchio

Una vera offerta se non è fatta nella gioia e nel silenzio

Pur restando l’anima nella sofferenza

Non onora l’amore

Che Tu dai ad ognuno nel fondo della sua anima

venerdì 17 luglio

Pastorale della zappa

Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Mt 12,1-8

Facciamo fatica davanti a questa espressione

E rimaniamo perplessi a pensare

Perchè non abbiamo capito

Mettere la misericordia al posto del sacrifico

Signore ma che stai a dì !

Un sacrificio fatto bene mi da accesso più vicino a te

Se mi sacrifico veramente ho pieni diritti

La cosa più importante è che sono migliore di te

I sacrifici che faccio mi danno la possibilità di giudicare

Perchè il sacrificio è l’unità di misura

Che come la lama della ghigliottina cade

Quando il giusto nella pienezza della sua giustizia vede,

chi sa godersi la vita

L’idolatria del sacrificio ha fatto tante vittime

Solo perché ti sei sacrificato all’altare

Pensi che hai diritto al contraccambio

E chi non riconosce le tue rinunce

Deve subire la tua condanna

Questo atteggiamento di giustiziere è ipocrisia di prima scelta

Perchè nel segreto quando nessuno ti vede

Sei così trasgressivo che i demoni si scandalizzano

Ti giustifichi dicendo almeno non do scandalo

Lo scandalo più grave davanti a Dio

E’ che nella tua ipocrisia hai condannato un innocente

E tu carnefice ti sei assolto da solo

Questo è lo scandalo comune che non fa notizia

E addormenta la coscienza

Nella misericordia affidi tutto a Dio

anche chi è più peccatore di te ( ammesso che potessi giudicare)

Poi, ricordati che la giustizia e la verità sono sorelle

e si trovano davanti al trono di Dio

Cedono il passo alla misericordia

giovedì 16 luglio

Pastorale della zappa

.imparate da me che sono mite e umile di cuore

e troverete ristoro per le vostra vita Mt 11.28-30

Quanta pesantezza regna nel nostro cuore ?

E’ fatta: da preoccupazioni, liti, ingiustizie fatte e subite

Tutto ciò trasciniamo con fatica e sudore

E non riusciamo ad avanzare neanche un po’ nella vita

E se avanziamo, un carico che trasciniamo, ci fa compagnia

Non so se è il caso vivere in questo modo

Eppure con una musica triste avanziamo

Perchè questa pesantezza che opprime l’anima ?

Scrollatela da voi – dice il Signore – e datela a me

In un mondo fatto di marmo levigato

Dove neanche l’olio ci lascia traccia

Pensiamo che dietro la nostra apparenza

Possiamo di lasciare e prendere qualcosa

Peccato!!!

Andiamo a rovistare sempre nel carico che trasciniamo

Il nuovo che sta davanti a noi

Si propone e ci vuole insegnare qualcosa

Ci vuole accompagnare su i Suoi sentieri

Non sono erti ma dolci

Poichè il nostro sguardo è rivolto indietro

Gli diciamo “ la mia merda la voglio con me”

Mentre Lui ci dice “dalla a me”

Lui aspetta

Fino a quando non decidiamo di lasciare ciò che vano

E dopo avere fatto delle sceneggiate strazianti

Quanto tempo perso nei nostri tortuosi ragionamenti ?

La Sua pazienza senza limiti aspetta

E’ d’obbligo prima di lasciare il carico di merda

Il capo chino dovuto alla tristezza di ciò che perdiamo

Alza invece lo sguardo la tua liberazione è vicina

E’ Lui che ti vuole insegnare a vivere

mercoledì 15 luglio

Pastorale della zappa

Ci sono cose nascoste

Che non riusciamo a capire

Anche quando qualcuno ce le fa vedere

Non comprendiamo perché non è il momento

Poi un giorno ci svegliamo e sulle nostre labbra

Una domanda:” Perché non l’ho capito prima ?”

E nel nostro cuore le domande sono tante

Che come tessere di un mosaico cercano di dare un volto

Ai perché non hai capito

Lascia stare e fattene una ragione

Avevi bisogno dei tuoi tempi

Poi la grazia viene quando la possiamo capire

Se per pigrizia o stati d’animi diversi ci sfugge

Ritorniamo a Lui con cuore sincero

Manifestando la nostra compunzione

E avanti senza fare propositi eroici

Perchè i propositi è pellicola trasparente

Che ripete sempre lo stesso film

Un cortometraggio piccolo e monotono

Ti porta poi alla noia e ti allontana da te e da Lui

Ritorna a Lui con cuore contrito

Abbandonati al Suo volere

Dagli il tuo niente

E Lui ti darà l’intelletto e la sapienza

I primi due doni dello Spirito Santo

Un consiglio non interpretare cose nascoste

Che non puoi conoscere ancora

Senza saperlo ti trovi sul burrone della solitudine

martedi 14 luglio

Pastorale della zappa

Vedere il bene è difficile

E’ più facile vedere ciò che fa rumore

Anche perché noi vediamo solo il male in noi

Non è che non c’è il male in noi

Dal nostro cuore esce di tutto

Facciamo male e ci facciamo male

Il nostro occhio invece di fermarsi

nella contemplazione del bello

Cerca di vedere il male intorno

L’anima allora si rattrista e si abbatte

Nel vangelo di oggi ci sono dei guai

Il Bene ha fatto bene

Gesù denuncia il fallimento pastorale

E come giudice condanna che ha visto il bene

e non vuole prenderlo

Oggi come allora l’uomo è lo stesso

Davanti alla vita sceglie la morte

Eppure vuole vivere

Fai tanti tentativi di bene che falliscono

E desolato ti chiudi

Continua non fermarti mai

Comincia a coltivare il bene che è intorno a te

Puoi cominciare dalla natura

Questo tempo è tempo di colori

Se guardi i colori della frutta

Noti i passaggi di sfumatura di colori

Rimani colpito da tutto ciò

Neanche il pittore più bravo può

mettere certi colori sfumati

Prova a imparare dalla natura

E guarda passaggi sfumati

Educa i tuoi occhi a quelle piccole variazioni

di colore del bene fino a trovare il vero Bene

Lui ti aspetta

lunedì 13 luglio

Pastorale della zappa

 

Smettete di presentare offerte inutili;

l’incenso per me è un abominio,

i noviluni, i sabati e le assemblee sacre:non

posso sopportare delitto e solennità. Is 1,10-17

Salga a te Signore la mia preghiera come profumo d’incenso

E’ il vero orante che ama il Signore

Più delle parole che escono dalla sua bocca

Amiamo più le parole che escono dalla nostra bocca

E che sono sincronizzate con il cervello

E il nostro ego pasciuto in se stesso

Pensa!! “Sono stato proprio bravo”

Beato chi sa stare in silenzio nella preghiera

Il fumo dell’incenso lo vediamo

Il profumo lo sentiamo

Non ci dobbiamo vedere come preghiamo

O ciò che abbiamo scritto

Piuttosto dobbiamo avere dentro

che abbiamo ascoltato

Forse non c’è scritto:

Prima che la parola esce dalla mia bocca

già la conosci ?

Ora se il profumo lo sentiamo

Perchè non sentiamo la dolcezza della Sua presenza

La Sua presenza diventa profumo per noi

Nelle ore che seguono alla preghiera

Circostanze, parole ricevute, carezze

situazioni difficili e Lui è lì

Ricordati che il profumo d’incenso è:

Il tuo lavoro, la tua sofferenza, il tuo amore

il darti senza misura

Poi c’è la sosta dove i due che si sono amati nel giorno

E nella sosta il Creatore con la sua creatura

si dicono parole indicibili

venerdì 10 luglio

……..

fiorirà come un giglio
e metterà radici come un albero del Libano,

si spanderanno i suoi germogli
e avrà la bellezza dell’olivo
e la fragranza del Libano.
Ritorneranno a sedersi alla mia ombra,
faranno rivivere il grano,
fioriranno come le vigne,
saranno famosi come il vino del Libano. Os 14,2-10

Hai mai visto un giglio fiorire?

Ritto sullo stelo con la sua chioma bianca,

e il fiore che profuma

Il suo vestito non ha difetti

Fai tanto per apparire e ostentare

Guardate i gigli non cuciono non mietono

e non tessano

Neanche Salomone con la sua saggezza vestiva come loro

Gente di poca fede voi valete molto di più

La chioma del cedro del Libano

è pari alla radice che non vedi

Tante volte il nostro manifestarci è senza radici

E quando parliamo siamo tristi

Perchè ciò che diciamo con la bocca

Non ha a che fare con la nostra vita

L’olivo

La sua maestosità e la sua longevità

Al soffio del vento le sue foglie argento e verde

I suoi fiori con un odore delicato

I suoi frutti perle ciondolanti

all’orecchio di una bella donna

Il Signore è tutto questo per noi

Dio non sta in queste piante

Queste piante sono i testimoni

Di ciò che Dio fa per noi

giovedì 9 luglio

…ero per loro
come chi solleva un bimbo alla sua guancia,
mi chinavo su di lui
per dargli da mangiare. Os 11,1-4.8-9

Sollevare un bimbo e poi portarlo alla guancia

E’ un gesto d’affetto di un padre

Ho visto bimbi piangere

Ma appena sollevati ridere

E accoccolarsi alla guancia del padre

Due gesti che Dio fa con noi

Egli ti solleva sulle Sue ali

Affinché tu non inciampi Sal 91

Quando arrivano le consolazioni

Egli fa così con noi

E noi ne vorremmo ancora

Ci piace di più la sensazione che proviamo

E non riconosciamo che ci ha riconosciuti

Dio ti ha riconosciuto come Suo

E’ il Dio tuo che ti ha liberato dalla terra

E ti ha portato alla Sua guancia

Poi si da a te come cibo

Per farti crescere e irrobustirti con la Sua grazia

Ma come bambini che pensano di conoscere tutto

Ci allontaniamo da Lui

La presunzione ci porta per luoghi lontani

E nel giogo del ritorno Lui ti solleva alla Sua guancia

Poi pensiamo di essere adulti

Qui la nostra superbia lo ferisce

Ma Lui continua a imboccarci con il pane della vita

Il Suo amore eterno in eterno ci alimenterà

Perchè la farina dell’orcio non finirà

E l’olio della giara non si prosciugherà 

mercoledì 8 luglio

..Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino». Mt 10,1-7

Nel tuo cammino verso Dio

Annunciati che il Regno è in te

Lo dimentichi perché la vita ti occupa

E non hai il tempo di guardare il cielo

Che è dentro di te

E’ questa la tua condanna

Non poter guardare il cielo

Oppresso come sei da tante cose

Poi quando sei libero dalle preoccupazioni

Ti disperdi in mille pensieri

Il regno è in te ricordalo

Non fa rumore per farsi sentire

La sua presenza è fedele

Il suo parlare è debole

Sei tu che devi aderire al regno

Non è viceversa

Quante volte si è presentato a te il regno ?

E non lo hai riconosciuto

Ricordati il regno è un pezzetto di cielo

E’ in un vicolo stretto e buio

Assorto a guardare nel buio

Non riesci ad alzare la testa

E’ quello il regno

E’ l’azzurro che scorgi tra due palazzi

E li sovrasta

E’ un fazzoletto di blu

Che ti fa volare

E tu voli guardando dall’alto

Ciò che vedi buio dal basso

Il regno ti fa scorgere la bellezza

Che è in te

E ti fa dare ciò che tu sei

Perchè tra te e il Bello c’è unità

martedì 7 luglio

Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Mt,9,32-38

Gesù vede le folle e non il popolo

Vede una massa disordinata che non sa dove andare

Questo può succedere quando non c’è il pastore

Compito del pastore è quello di tutelare gli agnelli e le pecore

Avere un contatto diretto con le pecore

Sono gli agnelli che debbono essere tutelati poiché deboli

Il pastore porta gli agnelli sul petto

E conduce pian pian le pecore madri (Salmo)

Gli agnelli possono trovare delle spine

Che si infilano negli zoccoli teneri

E non possono camminare

Il pastore tiene il passo con le pecore madri

Per dare la Vita e affinchè questa possa entrare

Il pastore non può stabilire i tempi e i modi

Deve dare ciò che ha dentro

Altrimenti non sa dove condurre le pecore

Pastori ,indecisi e organizzatori, non sono tali

Perchè non ascoltano la fame delle pecore

Rendono fiacche quelle forti

E ammazzano quelle deboli

possono avere sempre dei vantaggi in carne e lana

Questa modalità distrugge il gregge

Perchè disorientato gira a vuoto per le montagne

E le pecore nella loro fame

Quando incontrano la seduzione del lupo

Gli vanno dietro e si perdono

Il vero pastore non fa proclami o programmi

Da ciò che ha imparato alla scuola del Pastore Crocifisso

lunedì 6 luglio

Pastorale della zappa

Spesso sorge una tentazione a cui prestiamo i fianchi

Pensiamo che una volta abbracciata la fede

Siamo esenti dalle difficoltà

Puoi arrivare a scrutare persino il cielo

Ma da te non si allontana la difficoltà del vivere

Uno perché le piccole idolatrie, dove ci inchiniamo,

diventano le compensazioni da quattro soldi

Cadiamo in questo attaccamento

e non ci accorgiamo della tirannia di essere schiavi

Altre volte usiamo la relazione con Lui per le consolazioni

Che Lui non ci da non perché è di manica corta

Lui guardando la nostra perversione è astuto

Lo stare bene non significa non lottare

Ricordati che quando lotti Dio fa il tifo

Fin quando lotti puoi sempre vincere

Solo quando dai il consenso al pensiero negativo

O fai decidere a forze esterne a te

Allora la caduta è sicura

Nel primo caso hai deciso tu

Nel secondo caso hai fatto decidere alle circostanze

Pensando che la tua vita sia una monetina gettata in aria

In questi casi il peccato è sicuro

Il secondo è più grave ti sei venduto a causa della tua accidia

Venerdì 3 luglio

Pastorale della zappa

Questo è tempo di frutti

Notavo le piante di pomodoro sviluppate

e portano grappoli di frutti che sono grandi

Piante un po’ malandate con frutti piccoli e malati

Alcune le ho piantate a tempo giusto

Altre invece piantate , le più piccole, tardi già quando il sole era forte

Nella natura c’è una legge immutabile

Da i frutti nella loro misura e nel tempo opportuno

Noi invece vogliamo fare cose grandi più delle nostre forze

E nei tempi che decidiamo noi

Tutto ciò non viene a nostro vantaggio

Facciamo un esempio:

Voglio fare un’opera di misericordia

Tu calcoli anche la portata inizi l’opera e non la puoi finire

E’ superiore alle tue forze

Hai sbagliato misura

Voglio fare una novena al terzo giorno la chiudi

Non è colpa del demonio che te l’ha fatta interrompere

Sei tu che non hai calcolato i tempi

Ci sono molti che si ingolfano di pratiche di pietà

E non hanno il tempo per amare

Non perché la pratica è dannosa, è consigliata

Ma tu sbagli i tempi e le dimensioni

Questo succede spesso con i digiuni e le buone intenzioni

Perché anche un pianta di pomodoro rachitica porta frutto

Se il rachitismo della pianta è colpa del contadino

Dio ti da la libertà di fare le cose

Sappi:

Per ogni opere c’è una misura e ogni pratica il tempo è noto

Se comincia qualcosa oltre misura e fuori dal tempo

Hai solo danni e nessuna utilità

giovedì 2 luglio

Pastorale della zappa

Le infermità, i bisogni, il tormento del corpo

o la paura che viene dalla sue pene

Tutto ciò turba il pensiero

E lo allontana dalla gioia e dalla speranza

E’ come se andassi lento

Perchè il corpo non permette altro

Allora ti senti prigioniero e solo

Vorresti spiccare il volo

Ma le ali della meditazione e della preghiera

non battono più

Il corpo attira tutte le tue attenzioni

E la vita dello spirito subisce un arresto

Vedi solo una necessità, uscire fuori,

Perché frate asino (corpo) si è fermato

Tante volte pur di uscire da queste situazioni

Nel nostro intimo ci agitiamo

Non ci occupiamo del Signore

Non solo il corpo si ferma

Ma anche l’anima comincia a vivere nel deserto

Quello si può chiamare il deserto delle potature

E’ come se il corpo parla all’anima

Le suggerisce parole nuove

Il cuore si scuote e ribalbetta la parola amore

Anche se lo stato non passa, non è importante

Anzi proprio in quello stato di impotenza fisica

l’anima si staglia tra le vette come un aquila

martedì 30 giugno

Pastorale della zappa

Scegli quello che vuoi

E’ nella tua libertà lo scegliere

Stai attento a non farti sedurre dalla realtà

Quando guardi per scegliere

Vigila su i tuoi pensieri

Perchè la suggestione è solo l’inizio della fine

specialmente nella vita dello spirito

Coltiva in te il seme della Parola

Entra nel tuo cuore e cerca tra il tesoro che è in te

Il gioiello di cui ti vuoi adornare

Scegli tra la bigiotteria e il vero oro

Tra la virtù e il vizio

Non mettere il tuo io prima della Parola

Oggi ti sei svegliato perché vuoi dimostrare

Chi sei e farti valere

La Parola suggerisce:

Imparate da me che sono mite e umile di cuore

Scegli tra la vana gloria e l’umiltà

Oggi vuoi imparare ogni cosa in maniera famelica

La Parola suggerisce:

A che serve guadagnare il mondo intero se poi perdi la tua anima

Prima di mettere i piedi a terra hai già programmato la giornata

Parti già fuori tempo

Non vi affannate di quello che mangerete o berrete

Ti fa godere gli istanti che vivi

Se poi tutto il giorno ripeti la Parola come preghiera

La Sua compagnia non viene meno

E i tuoi pensieri evadono

Lunedì 29 giugno

Pastorale della zappa

Resisti ai pensieri forse non se ne andranno

Ma certamente tu stai lottando

Importante che la tua volontà metta un argine

Anche se accolti, di primo achitto,

pensi di abbassare la guardia… resisti

E invoca il nome del Signore Gesù

Come un lottatore che non aspetta il termine della lotta

Ma si accorge che la lotta è finita

Quando i suoi pugni sono dati all’aria

E nel cuore sorge l’aria di pace

Spesso ci sono anime che perdono tempo a pensare

Se sono uscite dalla lotta o sono dentro

Tutto ciò aiuta il pensiero a prendere possesso

Come chi scappa da un pericolo pensando al pericolo

Mettiti prima in salvo poi quando la calma i avvolge

Invece di pensare al pericolo scampato

Pensa alla tua sensibilità cresciuta

Invocare il nome di Gesù ha fatto scappare la bestia

E nel tuo cuore cresce la conoscenza

Chi lotta nel nome di Gesù contro i pensieri

Nel suo cuore aumenta la compassione

Venerdi 26 giugno

Pastorale della zappa

Vogliamo fare il nuovo senza Dio

Solo con le nostre misere forze

Pensando di imitare i peccatori

Non si rimodella il nuovo

con le nostre misere mani

Abbiamo bisogno di Te Signore

Rimodella con le tue mani la nostra umanità

Come all’inizio hai plasmato questa creta

E hai fatto Adamo

Davanti a questo scempio che assistiamo oggi

Dove il silenzio di chi dovrebbe parlare è eloquente

Dove l’ostinazione senza la realtà porta avanti il suo pensiero

Non stendere Signore la Tua mano di giustizia

Perchè saremmo travolti nella nella nostra miserabile miseria

Con la stessa mano di giustizia

plasma il cuore ingrato di questa umanità

Facendole dono della Tua misericordia

E’ vero:

I ladri prendono e affamano

diventano ricchi del sangue dei poveri

Quelli boriosi vogliono creare una nuova umanità

I curiosi cercano tra gli uomini qualcosa dove ci si può inchinare

E’ come cercare tra l’immondizia la soluzione

Altri, i giustizieri senza macchia, invocano che la tua mano si stenda

Come se loro fossero esenti da peccato

Davanti a questo mercato del niente invoco misericordia

Abbiamo bisogno della tua misericordia per non sbranarci

Perchè siamo tutti perdenti e poco penitenti

Tutto ciò è realtà sotto i nostri occhi ciechi

Donaci la vista per vedere il tuo amore

Pungi il nostro cuore con la tua misericordia

Affinchè ci accorgiamo che solo in te c’è la pace

giovedì 25 giugno

Pastorale della zappa

Vogliamo fare il nuovo senza Dio

Solo con le nostre misere forze

Pensando di imitare i peccatori

Non si rimodella il nuovo

con le nostre misere mani

Abbiamo bisogno di Te Signore

Rimodella con le tue mani la nostra umanità

Come all’inizio hai plasmato questa creta

E hai fatto Adamo

Davanti a questo scempio che assistiamo oggi

Dove il silenzio di chi dovrebbe parlare è eloquente

Dove l’ostinazione senza la realtà porta avanti il suo pensiero

Non stendere Signore la Tua mano di giustizia

Perchè saremmo travolti nella nella nostra miserabile miseria

Con la stessa mano di giustizia

plasma il cuore ingrato di questa umanità

Facendole dono della Tua misericordia

E’ vero:

I ladri prendono e affamano

diventano ricchi del sangue dei poveri

Quelli boriosi vogliono creare una nuova umanità

I curiosi cercano tra gli uomini qualcosa dove ci si può inchinare

E’ come cercare tra l’immondizia la soluzione

Altri, i giustizieri senza macchia, invocano che la tua mano si stenda

Come se loro fossero esenti da peccato

Davanti a questo mercato del niente invoco misericordia

Abbiamo bisogno della tua misericordia per non sbranarci

Perchè siamo tutti perdenti e poco penitenti

Tutto ciò è realtà sotto i nostri occhi ciechi

Donaci la vista per vedere il tuo amore

Pungi il nostro cuore con la tua misericordia

Affinchè ci accorgiamo che solo in te c’è la pace

Mercoledì 24 giugno

Pastorale della zappa

Dio non ha bisogno del nostro grazie

Ma ci ama di un amore generoso

Allora il grazie della creatura

Non aumenta la Sua grandezza

Serve alla creatura stessa

Perchè noi a Lui non possiamo dare niente

Il grazie serve a noi come mezzo

Perchè vogliamo amarlo ancora di più

Sicuramente ti è capitato

Che quando hai detto grazie

Il tuo cuore si è allargato ancora di più

Per contenere l’Impossibile

Allora perché tanti lasciano Dio ?

L’ Amore è incontenibile perché è Creatore

Noi lasciamo Dio perché feriti

Non da Dio

Ma per il peccato che è in noi

Che ha ferito la nostra affettività

Questa assetata per il proprio egoismo

Distrugge si allontana si divide

Allora il padre diventa una sicurezza

la madre il segno della realizzazione

l’amico il bastone per appoggiarti

il fratello il luogo del proprio sfogo

Tutti frammenti di amore che vanno ancora in frantumi

Lasciano all’anima l’orfananza

Anima mia ritorna al tuo Creatore

E’ Lui che sana e guarisce e ti fa Lui

Affinchè tu sia padre madre fratello sorella

Ma non di uno… di tanti

martedì 23 giugno

Pastorale della zappa

Stamani il vangelo ci propone la porta stretta

Credo che sia simile alla basilica della Natività

Per entrare ti devi abbassare

Per essere agile nel passare non puoi avere niente in mano

Mi ha sempre impressionato il passaggio

Per vedere il luogo dove il Figlio di Dio è nato

Ti devi abbassare per capire la Sua grandezza

E meravigliarti per la Sua Maestà

Senza questi due atteggiamenti non puoi capire

il senso della porta stretta

Impone una riflessione tutto ciò

Non inorgoglirti quando le porte si aprono davanti a te

E altezzoso entri come se fossi il re

In fondo alla reggia c’è la discarica della merda

Combatti ogni cosa che ti fa pensare di essere più di quello che vali

Negli esorcismi mi capita spesso di ascoltare due demoni:

Uno mi seduce con complimenti

Io sto zitto e gli impongo di tacere

Un altro mi chiama ignorante contadino

Rispondo : E’ vero

Poi riprendo e gli dico “ Vedi come ti sei ridotto!”

Silenzio rabbioso da parte sua

Chi sa cosa voglia dire con quella rabbia

Peccato che nella mia vita quotidiana

non riesco a fare questo distinguo

E’ grazia di Dio accorgersene

lunedì 22 giugno

Pastorale della zappa

Trovare un punto di contatto tra la fede e la vita

Oggi è indispensabile altrimenti si rischia di essere fuori

Questo essere fuori e non centrati ci aliena

La nostra vita è spaccata a metà e questo ci disturba

Ci fa stare male

Dove è il punto di unità ?

E’ proprio lì

dove la saggezza della vita ti porta a essere vigilante

Un frutto cade quando è maturo

La pianta lo cede e Dio lo fa cadere

Una scelta quando diventa matura

Va realizzata

Perchè quando è arrivato il suo tempo

Ti devi buttare con l’aiuto di Dio

Dio poi compirà l’opera insieme a te

Ma se tu nei tuoi miseri ragionamenti

Fai il calcolo delle probabilità

Mille pensieri si affastellano

E in mano hai un mazzo di ortiche. Queste pungono

Quanti scienziati che giudicano?

La saggezza parla quando viene interrogata

Altrimenti tace

Quando si parla troppo e tutti insieme

Si abita a Babele

La saggezza fa le cose piccole

Perchè sa che unire la vita dello spirito a quella umana

Questo è duro

In questo sta la concretezza che non da adito a giudizi

Allora una volta che hai imparato

Dio puro Spirito e Creatore ti sposerà

venerdì 19 giugno

Pastorale della zappa

Quando la vita ogni giorno ti presenta il conto

E ti accorgi che qualcosa in te non va

Anche fuori di te vedi che si corre come matti

Ingoi come uno che mangia voracemente

Il tempo è tiranno

e l’ansia come cane ti addenta il polpaccio

E’ come se ti volessi salvare da qualcosa che neanche tu sai

Nella confusione travolgi tutto

Un gesto d’amore non lo sai vedere

E il senso di colpa comincia a cucire il vestito dell’orgoglio

E’ colpa del tempo, ne hai poco

E’ colpa dell’ansia che non sai gestire

Allora la violenza viene invitata a pranzo a casa tua

Essa è un ospite indesiderato che prende posto a capotavolo

Mentre tu che sei ospitante diventi ospite

Come vedi hai perso la lucidità

“Imparate da me….”.dice Gesù

Prima di andare a scuola da Lui

E’ bene che ti fermi a stare con Lui

Ha un solo desiderio donarti la Sua pace

“ Vi do la mia pace…”

E’ sempre Lui che lo dice

Chiedigliela te la darà

E’ l’unico vero bene

che ti fa essere padrone di te stesso

Se hai la Sua pace puoi imparare da Lui

Altrimenti sei il solito bambino capriccioso

Che urla perché non sa fare il compito

Mi dirai…. Come si fa?

E’ semplice leggi il vangelo per viverlo

Lui ti fa vedere dove è mite e umile di cuore

Non occorre fare altro

Non per fare discorsi di alto livello

C’è un livello basso è quando zappi perché vedi la terra

Domani anche il tuo corpo si mescolerà con la terra

Mentre il tuo spirito contemplerà l’oceano della sua Misericordia

Giovedì 18 giugno 

Pastorale della zappa

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi;

ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Mt 6,7-15

In un mondo tutti sono vittime, è difficile il perdono

Se veramente vuoi amare, dona di più

In un mondo dove l’indifferenza regna

La parola perdono è inconsistente

In un mondo dove la competizione e il farsi valere regna

La parola perdono è una bestemmia

Non siamo più capaci di vedere il nostro peccato

Perchè abbiamo eliminato la tentazione

Chi non si sente più tentato

Ha abbandonato Dio

Ma vogliamo far valere i nostri diritti

Dove non c’è lotta non c’è vittoria

E la parola perdono è anacronistica

Eppure quel perdonare settanta volte sette

E’ un segnale indicatore che ti fa stare sempre allerta

Peccato chi non sa perdonare

Si perde la poesia della vita

E’ nel ricominciare sempre

In questo sta il sale della vita

Come il sale si perde nella minestra e da sapore

Il perdono ti rende nuovo e non lascia spazio al negativo

Il perdono ti aiuta ad abbattere il tuo io

che devi sempre foraggiare altrimenti ti tiranneggia

Tutto ciò porta alla chiusura delle relazioni

Se per caso pensi di avere ragione, lascia perdere, ama per primo

La terra la conquistano i miti e i puri di cuori

Se veramente ami la terra e il cielo puoi perdonare

Altrimenti entri nel perdonismo

Dove il cuore è lontano

Mentre sulla tua bocca il “ti perdono” o”scusami” parole vane

Sono le bestemmie che rattristano lo Spirito Santo

mercoledì 17 giugno

Pastorale della zappa

 

State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro,

altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Mt 6,1-6.16-18

Questa espressione è molto profonda

Chi può capire la profondità?

Non è l’essere visti o fare le cose di nascosto

Affinchè l’altro non vede che tu hai fatto

Come fai a fare una cosa per l’altro

e non essere visto dallo stesso?

Quando poi l’altro scopre, complimenti ipocriti,

rendono inutile l’atto fatto

Perchè ?

Un atto buono quando è umano

Dura nel tempo limitato o meglio è finito nel suo compimento

Mentre un atto buono fatto a Dio nell’uomo

Rende Dio tuo debitore e quindi eterno l’atto

Dio poi ti ricompenserà a tempo opportuno

Quel segreto visto solo da Dio che conosce il cuore

Sa realmente per chi l’hai fatto

Tu devi discernere nel segreto del tuo cuore:

Se fai l’atto per te, per un semplice tuo desiderio

Se lo fai per il fratello,

c’è il desiderio da parte tua essere riconosciuto

Per Dio perché il tuo amore per Lui è così grande

Lo fai a Lui nel fratello,il fratello non lo saprà mai

Tu invece Si

Le prime due condizioni ci potrebbero anche stare

Ma la terza è fondante per arricchire davanti a Dio

Un atto buono quando è umano, finalizzato all’uomo,

E’ solo umano e quindi limitato

E’ un bicchiere d’acqua portalo a chi è assetato

Ma quell’acqua dalla a Dio nel silenzio del tuo cuore

Solo Dio ti può ricompensare di quell’acqua

E tu non corri il rischio di richiedere l’amore del fratello

Perchè hai dato un bicchiere d’acqua

Questa è la sostanza

Nella realtà l’ipocrisia regna

martedi 16 giugno

Pastorale della zappa

Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

L’amore è e ama

Tutto questo è di Dio

Per amare occorre essere se stessi

Quando questo non c’è

Ci sono le forme di amore:

Cortesia, tolleranza, accoglienza e altro ancora

Siamo bene lontani dal vero amore

Chi conosce se stesso e quindi si ama

E’ andato alla scuola di Dio

Ha una tale nostalgia di Dio

Che vuole assomigliargli

Rimane la differenza tra creatura e Creatore

E’ importante conoscere questa differenza

Per non incorrere nel peccato di superbia

e quindi di stupidità

Amare il “se stesso” umano

E’ diverso amare “ il se stesso” in Dio

Il primo bada alle forme

Perchè vuole farle vedere e testimoniare la perfezione

Ma poi al dunque questo amore presenta il limite; è auto referente

“un prete sopra l’altare maggiore sembra un santo predicatore

poi vai nella sacrestia 1000 lire per un AveMaria” Canto napoletano

Quasi sempre si corre il rischio di idolatria

Non perché quell’anima lo vuole

Ma non fa di Dio il suo specchio

Non porta a Dio e non da Dio

Chi ama se stesso in Dio

E’ nascosto

Proprio il suo amore silenzioso e continuo da sapore

Il sale nella minestra non si vede, ma da sapore

Quando ama, sia le sconfitte come le vittorie non lo turbano

Sono messe ai piedi del vero Amore

Queste anime non badano a spese del loro corpo

Perchè sono elette nel proprio essere

Es. santa Teresa la piccola, non è uscita mai dal monastero

E’ la santa delle missioni di coloro che vanno

Oggi tutti hanno paura della malattia e non solo

Oggi parlano dei soldi che danno o fanno finta di dare

Eppure c’è un piccolo gregge che ama Dio veramente

Fermano la sua destra che è capace di distruggere sia anima che corpo

L’amore perfetto è questo

Lunedì 15 giugno

Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Mc 10,28

Tante volte si lascia tutto e poi si rimane attaccati

C’erano monaci che avevano lasciato tutto

E litigavano per i cesti che facevano

Quando Gesù dice:

Di lasciare la casa

E’ lasciare il luogo della tua intimità

Di lasciare la moglie

E’ lasciare l’affetto più completo

Pechè vuole che tu ti unisca a Lui

“Il tuo volto Signore io cerco non nascondermi il tuo volto”

“Mio padre e Io verremo a lui e prenderemo dimora in lui”

L’Eterno quando sceglie e tu quando gli dai il consenso

Farà casa con te casa allora tu sarai uno con Lui

Ma occorre che tu costruisci una mentalità sponsale in te

La smetti di fare lo scapolo uomo solitario sterile

Che non ha unito in se:

La parte bella e la parte malata;

Dio non viene da te

perchè sei perfetto come un marmo scolpito

Vai a trovare sul marmo vegetazione? E’ sterile

Di lasciare il tuo Io

E’ la cosa più difficile da fare è lavorare di pazienza

Questa virtù fa risaltare la tua essenza

che trova compimento e pienezza

Quando si perde nel mare della Sua misericordia

Quando hai LUI hai tutto :

Hai l’amore verso te

Hai l’amore verso il fratello

Tutto nella pienezza dell’amore

Ma se non fai la salita al monte Carmelo

Nel tuo cuore non ci sarà mai uno sguardo ampio

venerdì 12 giugno

Pastorale della zappa

Spesso andiamo in cerca di esperienze forti

Anche nella vita spirituale si cercano esperienze totalizzanti

Fatte a base di volontà personali e sforzi improponibili

Certo lottare occorre avere una certa forza

Dio nella sua misericordia propone la fiducia

E’ la fiducia che rende le relazioni feritili

E’ un po’ come dare il letame alla terra

Un io che non si da fiducia, ha come metro se stesso

Certo ottiene negli sforzi qualcosa anche di grande

Ma fondamentalmente è solo

Nella saggezza contadina è dove coltivi spesso

Devi dare al terreno il letame serve a dare forza alla terra

Tanti basano tutto su se stessi raschiano fino al fondo

Tanti pur facendo sforzi titanici sono soli

Altri danno fiducia cercano di fare cose per se stessi

Arrivano anche al successo

ma poi si mangiano ciò che hanno costruito

E’ sempre l’io che viene difeso e si distrugge

La fiducia in se stessi ti porta a guardare le cose nella verità

Infatti la fiducia porta con se la Verità

Lo Spirito di Verità vi guiderà

E’ lo spirito che ti illumina e ti da luce

L’io invece ti fa fare sempre le stesse cose

Perchè si barrica in se

non vede niente se non se stesso e le sue miserie o i suoi piaceri

Si sa che poi diventa preda ro Z’zzus

E non vede altro che la sua verità

La fiducia ti fa guardare l’Altro

anzi ti fa specchiare nell’Altro

Una volta che ti sei fatto raggiungere dalla fiducia

Cominci a tagliare tutti quei legami che il tuo io ti impone

Lavora la terra del tuo cuore con il letame della fiducia

Il letame non è bello però rende fertile il terreno

Fai una scelta :

Vuoi avere risultati spumeggianti subito e senza tempo

O la fatica di ogni giorno della fiducia continua che porta il cuore verso L’Eterno ?

Fatte sta domanda e datte na risposta

giovedì 11 giugno

Pastorale della zappa

Le piante dell’orto cariche di frutti belli

In mostra tra i brevi filari è come se mi dicessero:

“Ecco il nostro lavoro abbiamo preso dalla terra

il nutrimento, questa è la nostra ricchezza”

Ho gioito nel vedere i frutti un po’ ho lavorato

Poi alcune parole mi passavano nella mente:

Fate frutti di conversione

I frutti dello Spirito

Ogni giorno sono chiamato a dare frutto

Perchè dalle opere che si vede la fede

L’opera più bella che puoi fare è il vero cambiamento

Dove, invece di lamentarti, cominci a presentare i tuoi frutti

Lascia perdere come sono, sono come sono

Se a te non piacciono

tu presentali a Chi ha lavorato nell’orto del tuo cuore

E con umiltà canta il tuo magnificat

Lascia perdere come sono non guardare eventuale brutta figura

Tu canta !!! E fidati della misericordia di Dio

Non essere troppo perfetto nel presentare

Anche la pianta tra i suoi frutti belli ci sono alcuni marci

Quelli marci Dio non li guarda come guardiamo noi

Tu non li nascondere; questo a Dio dispiace

Perchè anche quelli piccoli e brutti attirano il Suo sguardo

Affinchè si manifesti la Sua Misericordia in te

Allora nell’unità dello Spirito Santo con il nostro spirito

Arriva al nostro cuore: la bontà la gioia il Suo timore

il dominio di te stesso e altro ancora

mercoledì 10 giugno

Elìa si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando salterete da una parte all’altra? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». 1 Re 18,20-39

Oggi Elia ci invita a scegliere di seguire il Signore o Baal

Il popolo era caduto nell’idolatria a causa di Acaz

Per seguire il re il popolo passava da una parte all’altra

C’era la fede dei padri e le “proposte” di Jezabele la moglie di Acaz

L’unico profeta era Elia che denuncia l’ipocrisia

Passare da una parte all’altra saltando è come scegliere il niente

E quando non c’è nessun profeta che ti indica la strada

C’è uno smarrimento totale

Elia propone un sacrificio al vero Dio

Il vero dio è il covid-19

Davanti al quale tutti hanno avuto paura

Perché non c’erano profeti che parlavano chiaro

Bisogna seguire il dio che mette paura

e obbedire ad Acaz

L’offesa che è stata fatta al vero Dio

E’ stata la Pasqua

Il Dio che sconfigge la morte non poteva sconfiggere la paura

Allora il popolo è stato allontanato dall’Eucarestia

Poteva partecipare con le nuove tecnologie alla messa

Creando una nuova mentalità minando la vera fede

Ora il vero Dio viene trattato con i guanti

Non si sa se per rispetto, (e non credo) o per paura

Con la mascherina che copre il volto e non ci definisce

Tutto condito da una frase ipocrita

Ho cura per te se la metto”

Perchè quelli che non portano la mascherina sono pericolosi

Ipocriti avete prima avete confuso ora usurpate

Chi ha cura di quelli che sono senza cibo?

Chi ha cura cura delle depressioni dilaganti?

Chi ha cura dei suicidi ?

Chi ha cura dei litigi ?

Forse non sapete che la paura fa diventare aggressivi ?

Leggendo questo pensiero duro e i fatti sono ancora sotto i nostri occhi

Mi vuole individuare e non ho paura

Mi definisco:

Non sono fanatico, non sono un profeta

Non sono un pensatore fine, le minuzie non sono il mio forte

Sono solo un prete che sa di essere sacerdote

Contadino come provenienza e quando ha tempo zappo

martedì 9 giugno

Pastorale della zappa

Quante volte abbiamo ascoltato :

Voi siete i sale della terra”

Voi siete la luce del mondo”

Molte sono le volte che il nostro io

Non si perde nella minestra della vita

E intorno a non nasce niente

Altre volte ci poniamo come fari

Ma poi al dunque facciamo solo spettacolo

Diciamo delle cose belle

Le facciamo anche ma poi il nostro io

Si ciuccia quello che ha fatto

Forse non sappiamo chi siamo

Perchè non ci perdiamo in Lui

E ci attacchiamo al nostro io

Che il più delle volte è sale impuro

Chi si perde in Lui da Lui

Per questo voi siete il sale della terra

L’opera meritevole di gloria

E’ prendere il nostro niente e darlo a Lui

E’ la più bella opera buona

Che possiamo fare

Perchè sul nostro niente Lui mostra la Sua gloria

Ma noi su i nostri progetti vogliamo mettere la firma

E continuiamo a insistere

Fino a che non ci accorgiamo di aver perso tempo

Non puoi prendere l’aratro di Dio

E poi dire che hai lavorato la terra con la tua zappa

Perchè la tua firma non è quella di Dio

Quando il Signore mette la Sua firma

Ciò che vedi è veramente buono e semplice

Quando si vedono i tuoi progetti sono sempre noiosi

Un detto ebraico recita:

Figlio non fare progetti, perché fai ridere Dio

lunedì 8 giugno

Pastorale della zappa

Le pagine bianche

Nella vita ci possono essere pagine bianche

Dove non c’è scritto niente

Se ci fai caso tu ricordi solo le cose brutte

Anche se hai scritto qualcosa di bello

E’ solo una sublimazione per alimentare il tuo ego

E dargli un taglio particolare

Ma quelle pagine bianche diventano una tortura non ricordare

Poi cammini a testa vuota come gli gnocchi che vengono su

I pensieri ti portano in momenti molto belli che hai vissuto

Dove hai fatto dei cambiamenti radicali

Quelli fatti da soli con la propria volontà molto dolorosi

Quelli fatti nella volontà di Dio

Quelli fatti insieme padre spirituale

Quelli vissuti nella preghiera e stampati nel cuore

Vedrai che quelle pagine non sono bianche,

solo perché non sono scritte

Ma le vedrai scritte sul tuo volto nelle rughe

I tuoi occhi hanno lo stesso colore o forse no

Ma guardi e vedi in maniera diversi

Tu sei quella pagina vivente scritta in bianco

venerdì 5 giugno

Pastorale della zappa

Non vivere fuori di te corri il rischio di non conoscerti

Sempre proteso verso

Anche quando stai solo, sei fuori

Pensa una pianta che viene trapiantata spesso

Non darà mai frutto

Perchè mentre si sta adattando all’ambiente

Viene prese e trapiantata in un altro ambiente

E deve riadattarsi e il tempo passa

Quando è la stagione dei frutti non da niente

Tale è un’anima sempre girovaga

Che cerca si informa sogna

E ogni pensiero che arriva la sposta fuori di se

Coglie l’effimero e non mette radici

Tutto ciò perché essendo fuori

Non vede la propria bellezza

Proprio a causa delle radici, che non sono tutt’uno con la terra

Guarda la novità del nuovo ambiente

Si intristisce (gergo contadino) per adattarsi

E deve aspettare guardando le altre piante

Che sono avanti, perché hanno foglie e fiori e frutti

Cosi è l’anima che non trova mai il tempo per pregare

La preghiera viene trascurata con qualche impegno sociale

O l’anima che spazia in un infinito di pensieri

Che la fanno volare verso istinti passeggeri

Il tempo passa,

Si guarda intorno vede gli altri che fanno progressi

Si intristisce

E’ vero

Hai pregato forse il tuo corpo era davanti a Lui

Ma tu eri lontano a risolvere cose con la mente

Non eri in te nel confronto con Lui

L’acqua della grazia l’hai usata per innaffiare i tuoi pensieri

L’inganno è proprio questo questo stornare la Grazia fuori di te

E pensare che sei ispirato mentre sei spirato ossia morto

Perchè tutto festoso ti alzi dal posto dove sei

E cerchi soluzioni alle cose che hai pensato durante la preghiera

La vita della conoscenza di se vuole costanza e deserto

In modo che le radici dell’anima cercano la Grazia

Tutto ciò è doloroso pensa ai peli radicali

Essi devono perforare il terreno e accogliere la Grazia

Ricordati i pensieri mentre stai pregando

Sono come gettare acqua calda su i peli radicali

Rimani sempre nel posto dove stai a pregare

Anche se può essere luogo di distrazione

Tu ami così tanto il tuo Signore

che neanche le bombe ti spostano

giovedì 4 giugno

Pastorale della zappa

Un piccolo ramo di fagioli era diventato nero

Non si era necrotizzato

Era solo pieno di pidocchi neri

Vedendo bene anche altre piante erano infestate

Sono andato a prendere il veleno per ammazzarli

Ma poi ho visto delle coccinelle

Che giravano in mezzo ai pidocchi

Questi insetti sono proprio belli

Le ali sono arancione con puntini neri

Poi sono utili in agricoltura

perché ogni larva mangia circa 500 pidocchi al giorno

Ho pensato:”Se metto il veleno muoiono tutti pidocchi e coccinelle”

Mi sono ricordato della preghiera di Abramo cfr Gn 18,20-33

Sulle piantine c’erano almeno dieci coccinelle

Non potevo distruggere tutto, avrei mangiato meno fagioli

Ma le coccinelle non si toccano

I tempi che viviamo sono brutti perché il male fa rumore

Non abbiate paura anche il bene cresce senza rumore

Per questo Dio ha ancora la sua destra ferma

Quando la muove anche gli scienziati con i potenti moriranno

Per adesso la Sua Misericordia sa aspettare

Perchè ci sono Abramo che intercedono

Perchè le coccinelle possono aumentare e far di questa terra un giardino

Basta che quei pochi smettano di pensare ai loro interessi

Perchè se ciò non succede

Dio penserà a fare uscire da Sodoma il nipote di Abramo

E distruggerà Sodoma con gli scienziati e i pochi potenti

mercoledì 3 giugno

Pastorale della zappa

Invoca il nome di Cristo nella preghiera

Non perdere tempo dietro a tante ciance

Perchè basta un piccolo pensiero e ti perdi

O meglio ti disperdi in tanti rivoli

Invoca il nome di Cristo nella preghiera

Non fare la lista delle cose che hai bisogno

Esse ti portano via da te e da Lui

E tu nella savana dei pensieri non ti accorgi

Che dietro un cespuglio c’è il leone appostato

Questi va in cerca chi divorare

Invoca il nome di Cristo nella preghiera

Vedrai che il Nemico viene allo scoperto

Ricordati che il Nemico è subdolo

Mette nella mente cose anche buone all’apparenza

Ma sono polpette avvelenate

Invoca in nome di Cristo nella preghiera

Se la giornata è faticosa affrontala nel suo nome

All’inizio ha un sapore amaro

Ma quando si snoda nel tempo di un giorno

Ha il suo sapore

Perchè la dolcezza del nome di Cristo

Assorbe l’amarezza delle vita

Fa la preghiera vocale va bene

Però cerca di muovere l’intelletto, la volontà e il cuore

Sono elementi basilari nella preghiera

Essi fanno in modo che tu possa incontrarLo

Allora il Nemico invece di sbranarti scappa

Invece di disperderti ti ricomponi nell’unità

Invece di fare la lagna di richieste

Guardi Lui e il tuo giorno presente che hai tra le mani

martedi 2 giugno

Pastorale della zappa

La magnanimità del Signore nostro consideratela come salvezza. 2Pt3,11-15.17.18

Crede che Dio è buono facciamo difficoltà

Quante volte abbiamo ascoltato il bambino

Che urla alla madre… cattiva!

E ci prova pure a menarla

Noi facciamo la stessa cosa con Dio

Non crediamo alla bontà di Dio

Se Dio fosse buono non dovrebbe succedere

Quello che vediamo sotto i nostri occhi

Pensiamo a questo tempo;

Nella pandemia abbiamo trattato Dio con indifferenza

E’ stato il peccato grave che abbiamo commesso

L’Onnipotente che non può aiutarci

E’ vero che non lo abbiamo verbalizzato

Si sa che certe comunicazioni

è bene non darle direttamente

Questo ignorare la presenza di Dio tra noi

Neanche un urlo si è alzato da terra per invocarlo

Un paio di volte è stato rimproverato Dio perché dormiva

Al di la della pandemia l’indifferenza fa male a chi ama

Lui poi non ha smesso di amarci con la Sua bontà

Io credo fortemente nella Sua bontà

Non posso dire Padre chi mi è indifferente

Ma chiedo di ricordarsi di me che sono suo figlio

Ho diritto al Suo sguardo

Lui al dovere della Sua bontà non è mai mancato

Tutto questo ci sfugge

Al di la della nostra ipocrisia siamo coerenti nella indifferenza

Prima e dopo la pandemia ci siamo preoccupati:

Delle mascherine, dei guanti, di come muoverci

o di come dire o non dire Amen

Scusate è bene dire ci hanno caricato di paura

Ma l’Onnipotente ha parlato a tanta gente

Certo io sto in un posto sperduto

Mi è successo di incontrare gente che era senza fede

Hanno incontrato Dio ai margini della pandemia

Hanno sperimentato la Bontà di Dio

E molti ho confessato perché sono stati amati da Lui

Dio ci lascia liberi di sbagliare

Lui però non può fare a meno di darci la Sua bontà

L’ha data alla periferia dove ha trovato tanta fede abbandonata

lunedì 1 Giugno

Pastorale della zappa

Ieri abbiamo celebrato la Pentecoste

Interessante l’espressione,

gli apostoli chiusi nel cenacolo per timore dei Giudei Cfr At

Irrompe lo Spirito Santo e li scaraventa fuori

Lo Spirito Santo parla al nostro spirito e ci porta fuori

Ci hanno inoculato tanta di quella paura

E siamo paralizzati, abbiamo il timore di alzare la testa

Non abbiamo bisogno di essere liberi come i falchi

Che girano per cacciare e poi tornano sul braccio del padrone

Cosi non ci realizziamo ne nella carne e ne nello spirito

Lo Spirito Santo dice al nostro spirito:

Vedi l’aquila che punta nel sole

Tu sei chiamato a puntare in Dio”

Ma sono paralizzato dalla paura

La paura è solo una nuvola piena di vapore

Come l’aquila la trapassa e vede il sole

Tu vai altre le tue paure

Ricordati che queste sono paure democratiche

Hanno un po’ di zucchero e la pillola della paura va giù

e ti avvelena

Il tuo spirito cerca il Santo Spirito che procede dal Padre e dal Figlio

Una volta trovato esci e va

Dio che ti ha creato non vuole vederti prigioniero di altri uomini

Ma solo accoglierti affinché tu possa stare bene

e prendere il volo verso di Lui

E’ sempre così la menzogna per resistere

Crea inganno, paura e ricatto economico-sanitario

Se sai leggere la storia che hai vissuto e stai vivendo

Usa l’intelletto la volontà e il cuore

Vedrai che non c’è ragione di avere paura

Solo ciò che ha creato Dio è eterno

L’uomo può distruggere e creare mostri tutto ciò è passeggero

venerdì 29 Maggio

Pastorale della zappa

Gv 21,15-19

Quando l’amore è differenza

Pietro mi ami?” dice Gesù

TI voglio bene” dice Pietro

Gesù quando chiede vuole un amore grande

Pietro è disposto ad amare nella sua misura

Nonostante la risposta limitata di Pietro

Il Signore continua e chiede di pascere

Pascere è stare al servizio delle pecore

Portarle dove c’è acqua e fieno grasso

Sapere che Pietro può amarlo come Lui ama

Mi fa pensare

Pietro è coerente nelle risposte

Ha risposto ti voglio bene

Perchè è deluso da se stesso

Si è sempre lanciato con generosità

Ma davanti alla realtà ha frenato

E’ arrivato fino a rinnegarlo

Il ti voglio bene non è amore

E’ prendere dall’altro per se

Il ti voglio bene nella relazione

Sfrutta le occasioni a proprio vantaggio

Ma non si dona a differenza dell’amore

Perchè l’amore è espropriato da se stesso

Esce fuori di se e sa pascere le pecore

La terza volta Pietro è sempre frenato

Lo vediamo quando Paolo lo prende “a viso aperto” Cfr At

Lo vediamo sull’Appia

Sul colle vaticano Pietro ha detto finalmente

Ti amo”

Chi ama non giudichi chi va con il freno a mano

Chi dice “ ti voglio bene” non abbia paura

Guardi sempre Chi l’amato per primo

giovedì 28 maggio

Pastorale della zappa

Se tu conoscessi te stesso

e l’amore che porti nel cuore

La sana inquietudine ti assalirebbe

E andresti a cercarlo in ogni posto

Chi conosce se stesso

va e cerca l’Origine che fa esistere

Allora l’anima pur di cercare per conoscere

Affronta il suo viaggio d’amore

Non ha bisogno di mangiare cibo visibile

Perchè il suo cibo è l’incontro con Lui

Non ha sete di acqua normale

Ha sete invece della Sua presenza

Chiede di conoscere

E spera di trovare testimoni

Va per le valli del suo vuoto

E affronta la fatica delle salite

Ma tutto ciò è niente

Fino a quando non si specchia nel suo Originale

E una volta trovato pur dire ora so chi sono

In Lui trova :

la pace

Che le permette di vedere la sua origine

La bellezza

E’ vedere con i sensi dell’anima tutto il Bello

La misericordia

Nel mare di misericordia nuota

E si ricorda di quanto amore è sostenuta

Proprio perché non le basta questa conoscenza

L’anima osa oltre

Sa che sarà amata ancora di più

Perchè conosce l’amore che sempre da e non chiede

Trova il Sangue, è il prezzo del riscatto

E’ stato pagato per lei per la sua felicità

Allora l’anima sussulta di gioia

E’ un misto di tutto e dice:

Mi basta Signore questa Tua Grazia

Anche se la mia debolezza rimane

Mi vanterò delle mie fragilità

Affinchè si possa manifestare la Tua Gloria

Mercoledì 27 maggio

Pastorale della zappa

L’amore che si dona

Più che amare vogliamo essere amati

E tante volte amiamo solo con le nostre forze

Non abbiamo l’umiltà di attingere alla vera Sorgente

Succede poi che nelle relazioni più che donarci

Facciamo strategie relazionali che ci consumano

Vuoi amare o essere amato?

Voglio fare tutte e due le cose…. e hai ragione

C’è un amore che ha la Sorgente

Da cui esce solo amore

E’ una sorgente che all’apparenza non è bella

Si d’attirare il tuo sguardo

E se per caso ci provi a guardare vorresti tu amare

Da quella Sorgente escono fiumi di acqua viva

Attingi e vedrai

Quella Sorgente ama dare la Sua bontà

Quella bontà che trasborda e si dona

Beato l’uomo che sa attingere e prendere

Beato l’uomo che sa accogliere

Perché bisognoso di questo amore

La nostra diffidenza non ci fa abbandonare

Questi sono i ragionamenti:

Devo meritare questo amore

E’ vero che Dio da, ma poi chiede

Se prendo dopo devo dare

Frasi che sono freni che non ti fanno abbandonare

Non ti fanno fare un’esperienza da redento e da risorto

Allora il tuo amore è di sacrifici e sospiri

Se riuscissi a fare solo per un attimo il tuffo in questo amore

Ne avresti sempre voglia di bere

Pensa quest’amore non ti impegna a fare il primo della classe

Come peccatore potresti sempre attingere e rimanere tale

Perchè la forza di quest’amore sta nel bere

Quanto più bevi tanto più ti trasforma

Un bambino al seno della madre pensa a mangiare

Non pensa a diventare grande

E se la mamma ha saputo allattarlo da adulto è sano

Se ti dovesse dimenticare tua madre io non ti abbandonerò cfr Isaia

Capisci allora da peccatore puoi bere è Lui che ti trasforma in Se

Lunedì 25 maggio

Pastorale della zappa

La Grazia

Spesso guardando i frutti delle piante

Sono riuscito a capire la Grazia

Oltre la cura che l’uomo da alla pianta

C’è qualcosa di primaria importanza

Questa è l’acqua

Senza acqua la pianta non scioglie i sali che sono nella terra

Essa è nutrimento che diventa frutto

Con l’acqua i frutti sono abbondanti

Nella vita spirituale l’acqua è la Grazia

Che innaffia l’anima,

le da la possibilità di fruttare

C’è una differenza,però con la pianta

Dio è generoso e da all’anima un’abbondanza di Grazie

Che l’uomo il più delle volte dissipa

Le fa scorrere via come l’acqua,

non trova una conca intorno all’albero

e scorre senza dissetare la pianta

La pianta non ha responsabilità

E’ l’uomo che non sa fare il suo mestiere di contadino

Il Padre mio è Agricoltore” dice Gesù

Intorno a quella pianta ci zappetta fa la conca e mette acqua

Cerchiamo di capire la grazia in noi

E’ come l’acqua e Dio ne da abbondanza

Però l’uomo fa scorrere la grazia e non approfitta

Allora Dio fa una conca intorno all’anima

Ora cerchiamo di capire:

Dio da la Grazia

L’uomo fa scorrere parte delle grazie via da se

Perchè?

Vuole fare da solo con Dio

Il Vangelo dice:

Il padrone della vigna andò e si lamentò con il contadino:

Perchè questa pianta non da frutto? Tagliala”

Il contadino rispose: “Aspetta ancora un tempo se mai la tagli”

Il Padrone per misericordia aspettò

Vediamo i personaggi:

Agricoltore e Padrone è Dio

Il contadino è il Sacerdote che la chiesa da alle anime che vogliono

crescere

L’uomo siamo tutti noi

che se veramente vogliamo crescere nella vita dello spirito,

Abbiamo bisogno di confrontarci e umilmente farci indirizzare

L’anima che vuole fare da se spreca la Grazia

è causa della sua aridità e confusione

E se il sacerdote sbaglia?

Cadi sempre sul morbido, Dio non tiene conto del tuo errore

Ma il sacerdote ne deve rispondere…. Tranquillo

Io voglio fare solo con Dio

Attento!!! Alla polvere che metti sotto il tappeto e alla superbia”

venerdì 22 maggio

Pastorale della zappa

Un mio carissimo amico una volta mi ha fatto notare:

Se tu leggi la scrittura trovi esempi visibili nella natura.

E da come guardi gli esempi che sono sotto i tuoi occhi

capisci cosa vuol dire la Parola di Dio”

Oggi chi scrive deve seguire linee ideologiche

Oggi chi scrive deve giocarsi il cervello

Perchè deve scrivere quello che vuole il padrone

La Parola invece quando fa esempi agricoli

Ti fa capire che quello che succede nella natura

Accade anche nella tua vita

Leggi la storia di ogni giorno della luce

Che combatte e vince le tenebre

Leggi l’alba che per vincere colora il cielo

Leggi il tramonto

che con i colori ti lascia un cuore pieno

Anche se c’è il buio

Ci sono sempre quelle piccole luci

che danno speranza

Hai mai visto l’argento brillare?

Vai nelle notti di luna piena e guardati intorno

La bibbia è piena di questi esempi

Che ti aprono la mente e ti fanno avere un tuo pensiero

Oggi siamo diventati tutti pappagalli

O comari che vanno al mercato a pettegolare di ciò che si dice

Non clonare il tuo cervello dietro una stampa corrotta

Perchè tanto chi scrive deve servire il padrone

La Scrittura ha il compito di servire l’uomo

E farlo arrivare a vette alte

Un vetta alta ti fa toccare il Cielo con le mani

E non razzolare nel cortile della globalizzazione

giovedì 21 maggio

Pastorale della zappa

Mi chiedo quanti piani sono sfumati

Appuntamenti fissi che avevamo previsti sono sfumati

Piani dove avevamo posto tutte le nostre speranze

Sono saltati

C’è chi si ostina a voler continuare come prima

Ma tutto è saltato

Signore abbiamo capito che siamo fragili

Tu dove vuoi che iniziamo ?

Questa è la domanda saggia che ognuno si vuole fare

C’è un nuovo da iniziare

Cercalo con tutte le tue forze

Non avere paura e comincia a chiedere al Signore

Certo la paura fa da padrona e paralizza il nuovo

Lasciate perdere la strategia del terrore che ci vuole legati

In questi giorni ho incontrato tanta gente

Anche quelli che stanno lottando contro la morte

In tutti questi c’è una piccola speranza

Tutti mi dicono non è come prima

Qualcuno mi ha detto:

Anche se il nodo scorsoio si stringe intorno al collo

E mi fa mancare l’aria ho avuto modo di pensare e di sperare”

Questo ha un tumore e vuole vivere

Ha trovato la fede che aveva smarrita e la forza di vivere

E’ vero che o’ Z’zzus fa le pentole ma non i coperchi

Solo Dio definisce le cose e dalle macerie costruisce

L’uomo che si abbandona a Lui trova la forza

Chi ha puntato su i soldi da elargire e non arrivano

Deve fare i conti con questa nuova realtà

Essa cresce e non fa chiacchiere

mercoledì 20 Maggio

Mi fa pensare il rompicapo dell’Eucarestia

Come ricevere l’Eucarestia ?

In macchina, con i guanti, nei sacchetti di plastica

Ognuno sta a trovare una forma

Tra barzellette e ironia, Gesù tu sei un problema

Quando tu ti presenti a noi nel tuo vero corpo

Puoi essere veicolo di pandemia

Stiamo sempre là a trovare forme senza rispetto per la sostanza

Questi paradossi creano presupposti per ammazzare la fede

Signore Tu non guarisci anzi sei veicolo di infezione

Tu Signore non ci salvi dalla peste che distrugge

Cosa diremo dall’altare ?

O Gesù quando ti contemplo mi sento protetto

Quando prendo il tuo corpo ho vigore

Molte cose ho ancora da dirvi,

ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Gv 16,12-15

Il peso della verità ha il fondamento nella fede

Questa verità è fondante nella relazione

Non puoi ricevere Cristo senza fede

Se hai paura che prendi il virus

che prendi a fare un tocco pane insipido ?

Basta che ti lavi le mani e metti la mascherina

Lavarsi le mani è buona educazione

Le messe si possono anche moltiplicare

Non sono un dipendente dei Mec

Prendi a pizza e via con la macchina

Stiamo dando il meglio di noi con queste trovate

In Francia la messa in macchina nel parcheggio

Poi dopo la comunione fare la fila per uscire

Ma dove è la dignità dello stare insieme ?

Meglio non leggere certe trovate

Rimanere fedeli alla cena dell’Agnello insieme guardandoci in faccia

martedì 19 maggio

Il fiore di zucca chiede aiuto

Stavo con il coltello recidendo un fiore di zucca

Per immergerlo nella pastella e farne frittelle

Quando un urlo mi arriva “Aiuto non mi recidere,

Sono sbocciato appena stamani, sono bello e aperto,

aspetto un’ape che si sporca e va verso l’altro fiore”

Guardo

e vedo un altro piccolo fiore all’apice di una zucchina

E’ in attesa di essere fecondato dal polline

Il fiore continua a parlare e dice: “ti ricordo che vivo pochi giorni,

lasciami la possibilità di rimandarmi in padella.

Voi avete il diritto di cibarvi di noi

Sempre per la legge impressa nella natura dal Creatore.

Ma non fate le cose con temperanza nella giusta misura.

Il diritto non è fare violenza, prendere, arraffare,

come se foste padroni assoluti.

Il Creatore ci guarda con discrezione e amore

Lui ha più diritto di voi e invece ci rispetta

Quel rimprovero mi è stato di aiuto

Non potevo castrare quella pianta di zucchine

Bastava aspettare due giorni

Non tutto e subito ma l’attesa affina il desiderio

Non interrompere il ciclo naturale in maniera violenta

Ma aspettare che ogni essere dia prima gloria a Dio

E così l’armonia testimonia la presenza del Creatore

Qualsiasi deificazione della natura è idolatria

Lunedì 18 Maggio

Pastorale della zappa

Una fragola sale in cattedra

Guardando una fragola rossa bella

I suoi tessuti lisci con alcuni puntini marroncino

Mi sono detto: “Guarda i merli che hanno fatto?”

E lì una voce dignitosa e forte mi diceva:

Non piangere su di me,

Tu rosichi perché un merlo ti ha fregato

Vedi voi uomini non capite la legge della natura

E’ vero tu mi hai coltivato e hai avuto cura di me

Sei un contadino biologico vero ,non sei come quei finti,

che parlano di biologico, poi appena sono invaiata mi mettono

in camera buia con gas per maturarmi e fare più soldi

perché prodotto biologico. Per non parlare di quelli,

che usano prodotti chimici.

Questo non è argomento della mia lezione,

voi siete abituati a fare chiacchiere

Devi sapere che il merlo ladro come tu chiami

Mi ha corteggiato da quando ero verde

Poi ha aspettato l’invaiatura

quando il bianco cede il passo al rosso

Piano piano sono diventata rossa

Non perché mi corteggiava anche perché c’era la merla

La natura ha una legge quella dell’istinto

Anche voi avete l’istinto

peccato che non lo lavate nel sangue di Cristo

Invece lo imbastardite con la ragione

pensando di creare e invece rovinate

Devi sapere che ragione quando non segue l’intelletto

è una scheggia impazzita e infatti….!

Sto per finire non ti annoiare

Appena rossa ecco il merlo con la compagna

Mi beccano e mangiano tutto anche i semi

Portandoli in alto per poi lasciarli lontani in qualche prato

I semi sono i miei figli mi fa dolore lasciarli

Non li ammazzo e non li trattengo come fate voi

Perchè usate la ragione senza intelletto

Fate allora frutti secondo lo spirito

Perchè i vostri frutti sono preziosi agli occhi del Signore

Grazie fragola rossa maestra di vita

venerdì 15 maggio

Pastorale della zappa

Mi sto attrezzando alla fase 2

Stamani dopo tanto tempo sono uscito per pregare

Il sole era ancora a dormire iniziava l’alba

Il cielo mi sembrava una volovia

Il solito fagiano indispettito che vedeva un ospite nuovo

E’ dovuto passare in un altro posto

La fagiana silenziosa cercava di oltrepassare il confine del campo

I passeri silenziosi qua e la per il cielo

Gli estracomunitari i pappagalli verdi volavano in gruppo

felici di volare e scoprire altre terre

Il cardellino con il suo canto dolce

La colomba con il suo tubare

Il merlo a fa danni nell’orto e mangiarsi le fragole

Un po’ ho rosicato anche loro hanno diritto a vivere

Le rondini acrobatiche facevano il loro volo in frac

C’era un bioparco in aria molto interessante

L’ultimo quarto di luna calante

Che causa vento veniva coperta da una nuvola dispettosa

Tutto questo succede in cielo in un mattino di primavera

Al guardare pensavo a noi uomini

Il fagiano si è spostato noi abbiamo il diritto di proprietà

e anche usurpare le proprietà altrui

La fagiana cerca l’amore e si sposta

L’uomo vuole essere amato e si ferma

I passeri dopo che hanno nidificato se la divertono

Gli uomini ammassano proprietà e dopo muoiono da soli

I pappagalli volano e cercano

Gli uomini invadono e usurpano

Il cardellino da il meglio di se con il canto

L’uomo è stato abituato a dare il peggio di se

La colomba sempre innamorata e dolce

L’uomo sempre affranto nei suoi pensieri e malattie

Il merlo mangia ciò che trova

L’uomo non solo mangia il cibo, ma anche il sangue del fratello

La rondine quando vola è elegante

Fa bene ciò che sa fare e segue la legge dando gloria a Dio

L’uomo vuole fare di più trasgredendo la legge

Dimentico di essere immagine di Dio e gloria di Dio

Pensa di essere più di Dio poveraccio addio felicità

giovedì 14 maggio

Pastorale della zappa

Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone;

ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Gv 15,9-17

Questa dichiarazione d’amore da parte del Signore

Ci inchioda alle nostre responsabilità

Non è vero che vogliamo essere amici di Dio

Ne tanto meno Gesù propone quella amicizia senza struttura ossea

Vi chiamo amici perché vi ho partecipato del Padre mio

Ho fiducia in voi da eleggervi a miei amici

Noi amiamo essere servi che eseguono e non conoscono

Inevitabilmente la conoscenza impone di entrare nello spazio dell’Altro

Gesù ha un desiderio di portarci nel Padre

Ci vuole far godere la bellezza della figliolanza

Noi sempre sull’uscio e mai entrare, con la possibilità di scappare

Poniamo il nostri se….(se volete su questi puntini mettete i vostri se)

Oppure le nostre domande che chiedono assicurazioni

Tu mi dai…. ?

Tante volte cadiamo nelle trappole allettanti “ro Z zzus”

Che puntualmente ci presenta il conto che non possiamo pagare

E diventiamo proprietà di lui, schiavi di una creatura fallita

Che ci tiranneggia nei sensi

Questa proposta di amicizia gratuita da parte di Gesù ci fa diffidenti

Perchè non sappiamo discernere

E cerchiamo il nostro piccolo tornaconto

Mi trovo spesso a contatto con gente che ha usato i sensi

Pensando di bere vino buono,

ma poi al conto quel vino si è trasformato in fiele

Il vino dell’amicizia di Cristo è vino D.O.C.

Perchè l’Origine è nel Creatore

mercoledì 13 maggio

Pastorale della zappa

Stamani è un po’ difficile scrivere il bello

Non perché non c’è… anzi è molto

Ma noi siamo tentati dal tangibile e reale

Avviene in noi molte volte qualcosa di forte

Dove pensiamo che è nostro e ci siamo guadagnati

Persino pensiamo che sono doni di Dio

Niente di più aberrante di questo e di falso

Nel fondo del nostro cuore ci sono forze

E noi quando le prendiamo in considerazione

Queste prendono forza e vigore e ci fanno stare bene

Quella gioia immediata fatta da fuoco di paglia

Che quando finisce ci fa disperare e c’è l’Esattore

L’inganno viene dal nostro cuore

La gioia falsa è perché non sappiamo discernere

Noi siamo legati a doppio filo con la Vite

Io sono la vite e voi i tralci… il vangelo di oggi

Tante volte siamo quei tralci senza frutto, vigorosi

Ma non hanno nessuna gemma fruttifera

Tutta apparenza e un contadino accorto li scacchia

Perchè sono tralci parassiti prendono si dalla Vite

Appaiono belli forti ma dentro sono vuoti

La Vite (Gesù) non si stanca di tenerli

E aspetta

fino a quando non fanno una piccola gemma che da frutto

Sono i cosiddetti racimoli due o tre chicchi d’uva

E’ il Contadino (Padre) che li taglia e getta via:

Quelli che hanno solo foglie

Mentre quelli che portano frutto li pota

E i racimoli piccoli grappoli di tre chicchi li lascia

Servono al pellegrino che passa per campi

Vede questo misero grappolo e addolcisce la sua bocca

Dio si accontenta di un piccolo grappolo

Attenti all’Esattore che ti pone uno specchio davanti

E ti fa pavoneggiare davanti allo specchio

Il Contadino è il tuo TU è Lui che ti fa essere ed esistere

A te la scelta e il giudizio

lunedì 11 maggio

Pastorale della zappa

Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gv 14,21-26

L’amore chiama sempre amore

Gesù cerca questi amanti

E’ come se Dio cercasse casa

Prenderò dimora presso di Lui

Quella parte nostra che ha l’odore di divino

L’anima mia ha sete del Dio Vivente

Così recita il Salmo

Chi ha cura della sua persona conosce questa sete

Sa che nell’amore l’anima trova pace

Non solo la pace, ma canta

come cantano gli uccelli in questo tempo

L’anima che ama apre le porte della sua casa

Vi entra la Trinità che prende dimora

Dio ha tutto ha tante case

Vuole fare casa con noi in modo che siamo perfetti

E’ l’amore che ci definisce

Il giusto quando muore sarà seguito dalle opere

Sono tutti gli atti d’amore fatti

Ciò che fai per amore e in Dio è eterno

Ciò che fai per te e per gli uomini

E’ legato alla tua esistenza terrena

venerdì 7 maggio

Pastorale della zappa

Forse è il silenzio

Forse è la notte

Forse è lo sforzo che fai

Forse è il desiderio

Forse è…. cerchi un motivo

Un motivo non c’è

Una morale che non ha senso

Sai solo che hai davanti a te

Qualcuno che ami

Un senso di gratitudine ti invade

E’ la preghiera ma non è preghiera

La preghiera ha i suoi canoni

Hai i suoi titoli:

E’ vocale

E’ silenziosa

E’ del cuore

E’ liturgica

E’ canonica

Allora l’immagine di un bambino che porta un fiore alla mamma

Un gesto che il bambino istintivamente fa

Lui è felice

La mamma è felice

Quelli che guardano sono felici

Quel gesto ha il sapore della gratuità

Ma anche quello non è

E’ indefinibile l’amore che ho per Te

E’ inconcepibile l’amore che hai per me

Arrivo alla soglia dell’Amore

Anche nudo mi devo fermare

Forte è l’amore che sprigiona quella soglia

Basta al mio essere la luce che vede

Altro non vuole perché sazio

Vorrebbe solo offrire un fiore

Senza una ragione o un motivo

Sa solo una cosa

E’ Misericordia quella che ha permesso tutto ciò

giovedì 7 maggio

Pastorale della zappa

In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato.

Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Gv 6,13-20

Signore guardo le tue consegne e mi chiedo, facendo questa riflessione

E i verbi sono :

Andate

Sono veramente uscito da me stesso dalle mie teorie, dalle mie idee?

Per annunciare Te mio Signore e mio tutto ?

Sono stato come un agnello che si lascia tosare davanti a tosatori ?

Ho creduto alla beatitudine che mi hai promesso?

Ho fatto amicizia con i tosatori e ti ho tradito

Annunciate

Signore qui ho annunciato me stesso e non Te

Il tuo nome non l’ho mai pronunciato

Per non nominarlo invano, in questo sono stato coerente

Ahimé questo mi ha fatto sentire più grande di te

Ho pensato di annunciare le mie idee e non la Tua persona

Sei Tu che mi hai mandato e dovevo parlare di Te

Portate

Avrei voluto portarti tante cose che sono già Tue

Mentre le ho sottovalutate

Mi sono incantato e sposare cause che non ti appartengono

Penso al bene che mi hai fatto

E mi sento traditore mi sento un misto tra Pietro e Giuda

Perchè ho pensato che qui non è in gioco una teoria

E’ la Tua persona che ho tradita e che un giorno mi giudicherà

Sarà un giudizio di misericordia nella vita presente

Dopo la morte sarà giudicata l’anima che è tua immagine

E lì sarà pianto e stridore di denti

Perchè l’intelletto dovrà rispondere dei dono ricevuti

Mercoledì 6 maggio

Pastorale della zappa

Ci sono dei momenti che sono di passaggio

Te ne accorgi da come fai le cose

E’ come se avessi nel cuore uno stop

Non c’è voglia di costruire

E demolire si fa fatica

Non perché l’anima è legata alle cose

E’ un po’ come quando si esce da una situazione

Proprio questo stato ci permette il cambiamento

Non devi aumentare le cose da fare

Ma puoi risistemare ciò che hai imparato questo tempo

Il tempo dell’ascolto va tenuto

Mentre il tempo dell’ozio o delle telefonate va abbandonato

Il tempo della famiglia va consacrato

Mentre la perdita di tempo girando a vuoto va tolta

E’ un po’ entrare nel guardaroba per il cambio stagione

Qualcuno può pensare che questi continui cambiamenti

Ci possono disorientare…. è vero

Quello che devi sempre tenere fisso è sapere dove vai

La meta in qualsiasi tempo e stagione rimane sempre fissa

E’ Lui

Martedì 5 maggio

Pastorale della zappa

Un cuore che ama vuole conoscere

Inevitabilmente desidera dare e avere fiducia

In questa relazione diventa pregnante la conoscenza

Si sa che noi creature siamo imperfette

E al cuore diamo il luogo del sentimento

Mentre Dio fai i fatti con noi e si mostra a noi

Titubanti come siamo e diffidenti

Ci mettiamo in competizione con Lui

E cerchiamo di aumentare la nostra fede

Facciamo atti da matti novene, digiuni, preghiere

Quanto più aumentiamo queste pratiche

Tanto più pensiamo che abbiamo fede

Questa è stoltezza e questa fede è fallace

Non viene da un sano discernimento

Oppure diventiamo come quegli stolti pensatori

Che quando sentono parlare di cuore pensano al romanticismo

Niente di tutto questo

Uno straccetto d’amore tutti l’abbiamo avuto

E ci siamo educati

Che il luogo del cuore è il luogo della quantità

La fatidica frase un po’ così: “Quanto mi ami?”

Con Dio le cose sono diverse

Lui ti ama e non bada a spese visto che ci ha donato il Figlio

Già questo ti dovrebbe far capire il Tipo che è

Tu non puoi mai competere con Lui

Se nel cuore hai capito e hai questa conoscenza

Gli dai fiducia e la tua fede è salda

Ricordati che la fiducia si da a chi veramente ci ama

La fede è insipida quando deriva dalla stoltezza e ragionamenti vani

Allora la fiducia non tiene

Questa modalità è lasciare Dio all’asciutto dopo tante preghiere

lunedì 4 maggio

Pastorale della zappa

Tutti sono chiamati alla vita

E l’abbiano in abbondanza

Questo è il pensiero di Dio

E’ anche la proposta che Dio fa agli uomini

E’ mai possibile che Dio voglia la morte?

Cerchiamo da tutte le parti vita

Ma se dentro di noi c’è chiusura non c’è vita

Non ho nessuna ricetta di vita

Ho solo da annunciare la solita bellezza

Che è antica e nuova

Siamo sempre lì a costruire e demolire

Abbattere ciò che hanno costruito gli altri

E i figli distruggono ciò che i padri hanno costruito

C’è un anelito costante come il venticello

Che in questi giorni ci accarezza

Seguiamolo invece di farci attirare da discussioni

Il soffio di Dio oggi si fa sentire

Seguiamolo se veramente questa clausura è servita

Non facciamo come lo spumante

Ma piano piano cominciamo a prendere contatto

Cerchiamo un luogo dove possiamo trovare qualcuno

E parliamo di noi di come stiamo

Raccontiamoci e oggettiviamo i pensieri

che ci hanno tenuti fermi dentro

Lasciamo perdere tutte le raccomandazioni paternaliste

Che i giornalisti servi ci offrono

Cerchiamo un sacerdote o una persona saggia e parliamo

Questa è la nostra necessità

Siamo stati scekerati in casa da notizie inutili

Oggi fuori cerchiamo di ricomporci

I padroni vogliono salvare il loro portafoglio

Noi abbiamo bisogno di compensazioni futili

La necessità vera e reale è ricomporci nell’unità della persona

Mi raccomando: guanti, mascherine,

non superate il numero di 15 che al 16esimo scatta il virus

al 17esimo succederà un ecatombe

Abbracci, congiunti e altre acrobazie lasciamole a chi è confuso

Disintossichiamoci dalla paura che ci hanno messo addosso

giovedì 30 Aprile 

Pastorale della zappa

Vani pensieri affollano la mente

Eppure ci colpiscono

Vane fantasie ci fanno volare

E ci disorientano

Vani propositi trovano posto nel vuoto

Le cose vane ci attirano

nel tempo della luce di un fulmine

Portiamo in noi questa fragilità

Beato chi la conosce e ne fa tesoro

Tutto ciò è come quello scossone

Non ti fa agitare ma ti scuote

Un albero sotto il vento per non cadere mette le radici

E le fa andare sempre più in fondo alla terra

Anche una folata di vento può essere utile

Peccato che il nostro io sempre in difesa

Non riesce ad imparare per andare in fondo alle cose

L’uomo spirituale tutto utilizza per il bene

Le cose vane sono quei buchi che trovi nel cammino

Quando ci cadi dentro almeno sai dire: “Mi sono distratto”

E non ti arrabbi con il buco dicendo che è colpa sua

Come vedi la vanità serve per aumentare la pazienza con te

Mercoledì 29 aprile

Pastorale della zappa

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.

Mt 11,25-30

Signore la stanchezza si fa sentire e con essa l’oppressione

Sembra che siamo senza via d’uscita

E’ una prova questa difficile da superare ma non impossibile

Tu solo Signore sei la Via d’uscita per la nostra libertà

Tutti questi dialoghi mediati da ragionamenti umani

Dove il proprio ego vuole vincere senza mettere Te

Questo è quello che mi fa più paura

In questi dialoghi ci sono entrato e ho visto che sono senza uscita

Tu solo ci puoi salvare non tanto da questa peste che ci minaccia

Quante pestilenze o carestie i nostri padri hanno affrontato?

E le hanno vinte nel tuo nome?

Questa peste ci sconfiggerà

Perchè noi uomini siamo stati coerenti con la nostra stoltezza

Abbiamo deciso che Tu mio Signore è bene che stai fuori

Questo inganno continuerà

fino a quando il proprio io-dio non si fa da parte

Ora Tu sei messo da parte ci guardi con tenerezza e aspetti

Anche perché il vaso mi sembra colmo

Sia il Tuo intervento Padre non secondo giustizia ma secondo misericordia

Intervieni con la Tua onnipotenza

Lascia,Padre, la piccineria infantile del detto e non detto

Aiuta i poveri che sono quelli che soffrono di più

C’è un’onestà di fondo che distingue l’uomo dalle bestie

Quella di ammettere la propria impotenza e finitudine

E invocare il Tuo Santo nome

martedi 28 aprile

Pastorale della zappa

Anche l’orto ha bisogno delle piccole cure quotidiane

L’erba parassita va estirpata

Alcune piantine si reggono da sole

Altre hanno bisogno di un sostegno

Altre trovano appoggio da sole e vanno avanti

Tutte crescono con la loro naturale bellezza

Non hanno il tempo per paragonarsi alle altre

E gridare verso Dio: “Perchè a lei si e a me no?”

Sono impegnate a portare frutto e offrirlo

La legge che hanno ricevuto è quella di crescere e donare frutti

Anche noi siamo chiamati a dare frutti

Paolo dice:” Fate frutti di conversione…”

Se perdessimo meno tempo nel paragonare il nostro io

E seguire la naturale inclinazione di cercare la nostra Immagine

Certamente non davanti allo specchio

Ma entrando in noi e porre tutto noi stessi nelle Sue mani

Avremo nel confronto luce e doni

Tutto ciò serve per vivere la vita

Allora saremo dono per gli altri

Il dono quando viene ricevuto va partecipata la luce che ne deriva

Beati coloro che realizzano tutto ciò

Saranno come alberi piantati lungo i corsi d’acqua

Daranno frutti a suo tempo e le foglie sono sempre verdi

Forza e avanti il Signore ci libererà da questo inganno masso

Lunedì 27 aprile

Pastorale della zappa

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Gv 6.22-29

Signore a noi ci impediscono di mangiare il tuo pane

Ho come l’impressione

che dobbiamo cercarti come ai vecchi tempi

Noi abbiamo bisogno del Tuo pane

Perchè il tuo pane va mangiato insieme e non da soli

L’omino piccolo piccolo ci ha vietati di incontrarci

Ha permesso i funerali anche di quelli morti di malattie infettive

Ma la messa per il popolo che ha necessità NO!

Si stanno svelando i pensieri dei superbi

Che si perdono nel loro cuore misero misero

Possiamo rivolgerci solo a Te Signore nel segreto del nostro cuore

E correre il rischio di celebrare la messa in notturno

Io sono pronto a fare e trasgredire un decreto fatto di domenica sera

I superbi trovano sempre il modo di rovinarti la vita

Funerali con quindici familiari ma che vo di ?

Un defunto morto infettato

e 15 persone che assistono al funerale non si contagiano ?

Signore come vedi vieni barattato con i sentimenti

a cui noi siamo sensibili

Mentre le necessità che ognuno di noi ha fanno paura

O tu Signore fai paura ai superbi?

Ti vogliono blindare nella tomba del sabato santo

Ma non sanno che sei risorto

Ma almeno speriamo che i cosiddetti testimoni lo sappiano

Buona giornata a tutti

Hanno aperto tutte le attività commerciali per avviare l’economia

Ma si sono dimenticati dei poveri

L’omino piccolo piccolo deve sapere che ai poveri ha provveduto la chiesa

Come sempre chi aiuta deve essere punito può infettare

Perchè l’amore cattolico è un virus più pericoloso del Cov.19

venerdì 24 aprile

Pastorale della zappa

Chi sa se questo virus ci fa rinsavire ?

Troppa confusione e amarezza regnano

Anche i capponi stanno sul palco e urlano

O si presentano nelle chiese

ed esprimono la loro ignoranza

I cristiani si sa se sono tali

Sono segno di contraddizione

Come lo è il loro Maestro

Ma non si agitano come le canne al vento

Quella frase acidula “Va tutto bene”

Ci ha illuso e con il passare dei giorni

Ci siamo accorti che era spumante da quattro soldi

Il vino buono della costruzione viene ora

Ora che siamo stanchi e sfiduciati

Ora che il lutto ha visitato tutti

Ora che sul volto portiamo le righe della sofferenza

Non è continuare come prima

Prima non era vita

Il virus ha fatto crollare tutte quelle certezze

Ora si costruisce con umiltà

Abbiamo capito che non siamo dei padri-eterni

Ma semplici vasi e che la scienza smetta di fare la sacerdotessa

Solo Dio cura l’uomo nella sua integrità umana e spirituale

Lui solo l’Onnipotente che con umiltà si fa piccolo e vuole aiutarci

La Sua giustizia si paleserà nell’altra vita

E fino a quando siamo nel mondo la Sua Speranza e Presenza ci alimenterà

giovedì 23 Aprile

Pastorale della zappa

L’amore servile

E’ questo l’amore più diffuso tra gli uomini

Dove il furbo pensa anche di ingannare Dio

Tutto per un tornaconto fatto di poche briciole

Nella Parola di oggi risuona questa espressione:

“Bisogna obbedire Dio piuttosto che agli uomini”

Questo amore obbediente e non servile

Ha una potenza che nessuno conosce

Perchè l’amore non è una dottrina

Ma una relazione dove la pietra angolare è la Verità

Quando l’amore è dottrina, è qualcosa di umano

E gli atti d’amore compiuti sono finiti

Infatti tutte le ideologie del secolo scorso

Partite in maniera apparentemente buona

Sono sfociate nei massacri degli uomini

Sono rimasti solo servi nostalgici arrabbiati

Anche quell’amore predicato verso la fine del secolo scorso

Basato “sull’amore verso se stessi e il proprio benessere”

Ideologia pericolosa ha alimentato l’avidità democratica

E la crisi economica dove i furbi mangiano e i poveri rosicano

L’amore obbediente ha una relazione diretta con il Padre

Sulla roccia della Verità che è il Figlio

Questo amore è mansueto nella sostanza

Perchè è in Dio e si sa che Dio mena da fermo

In più è un amore eterno

Dove l’amore verso se stessi non è centrale

Ma è subordinato a Dio da cui proviene ogni bene

Dio è capace di obbedire agli uomini facendosi piccolo

Ma l’uomo è capace di arrivare a questa piccolezza di Dio?

Ho l’impressione che fare questo per l’uomo è difficile

C’è una Speranza profonda che chiedendolo a Dio;

Può succedere

Allora la libertà sarà pane quotidiano per tutti

mercoledi 22 aprile

Pastorale della zappa




Un cuore ama solo se conosce

Spesso diciamo che Dio è amore

Ma non lo conosciamo

Facciamo la solita affermazione da catechismo

L’affermazione di Gv “Noi abbiamo creduto e conosciuto

l’amore che Dio ha per noi”

Bisogna che crediamo all’amore

Se credi all’Amore. Lo segui.

E’ la sequela che porta alla conoscenza

Per amare non occorre ne la radiografia e ne il sentimento

Perchè la forza che Dio porta con se

Quando bussa al cuore è indefinibile

Perchè il credere e il conoscere fanno sintesi

E ti fanno trovare davanti a Qualcuno

Dove l’unica parola che puoi dire è “bello”

Poi questo amore è così forte

che di primo achitto pensi che sia impossibile

Perchè il luogo dell’incontro è il campo del tuo cuore

Il cuore è stato bonificato dall’Amato:

Dai rovi che sono le ansie

Dai sassi che sono i pensieri

Dalla merda che è stata trasformata in humus

E ha portato al tuo cuore la conoscenza di se

E cerca acqua e solo l’Uomo della croce sa dare

Proprio qui la tua sete trova nella frase dell’Uomo della croce:

“ Ho sete….. di te” la pienezza della conoscenza

L’intelletto, l’anima il cuore si fondono

Perche attraverso quella carne che mangi sei mangiato

Quel sangue che bevi sei preso dentro e lavato

E tu nel fisico ti accucci come un bambino nel seno della madre

Che mangia e bevi l’Amore che non tramonta

martedì 21 aprile

Pastorale della zappa

Come si fa a ripartire ?

Se in questo tempo ci hanno terrorizzato

Senza nessun contegno e ritegno ci hanno invaso

Quel paternalismo becero che raccomanda e viola

Certo ci siamo presi un bello spavento

Potevamo risparmiarcelo

Ora si tratta di ricominciare

Abbiamo bisogno di Lui

E Lui ci sta vicino più di quello che noi pensiamo

Questa sicurezza dobbiamo acquistare in noi

E’ un po come aprire il cuore alla Speranza

Quella vera dove lo sguardo non è riposto nelle cose

Perché le cose non ci aiutano

Lui che sembra assente ma è presente

La Sua è una presenza che opera nel tempo

La nostra mentalità è quella del subito

La Speranza vera è quella che si da del tempo

Affinchè ciò che abbiamo vissuto non succeda di nuovo

E questa soluzione non la può dare il mondo

Siamo chiamati a guardare in alto e vedere le cose del cielo

Come la pioggia di ieri che cadeva lenta

Non perché era triste, era perché poteva penetrare nel terreno arso

La grazia del Signore scende come quell’acqua

In noi porta vita senza fare rumore

Credere fortemente in questo è già avere speranza

lunedì 20 aprile

Pastorale della zappa

Che cosa è la pazienza?

Come si esercita ?

Se vai in montagna il tuo desiderio è prendere la vetta

Se la vedi da basso, pensi “E’ facile e in poco arrivo”

Illuso!!! non conosci il percorso le salite e le discese

O dici:”quattro salti e ci sono” Se! Quattro salti in padella

Poi cominci il percorso e subito si affaccia la difficoltà

Le salite con le loro ansie io le chiamo le spacca polmoni

Allora non guardarle metti la testa giù , umiltà

Il pensiero suggerisce datti da fare e subito arrivi

I primi passi agitati convulsi contro il tempo

E capisci che non va demoralizzato vuoi tornare indietro

Non puoi ne abbandonare ne tornare indietro

Quella è la strada della vita

Allora ciondolando e imprecando cammini verso l’inferno

Fino a quando non capisci che ti stai facendo del male

Ecco uno stop naturale alzi gli occhi e poiché sei ai piedi del monte

Non vedi la vetta ti vorresti agitare

Pensi:Già vengo da una agitazione mi sento solo.

Mi rivolgo a Lui e continuo con il dammi una mano” fede

C’è in me passo dopo passo avanzo e guadagno la vetta

I passi diventano cadenzati costanza

L’umore si fa più leggero e comincio a fare silenzio

Tenendo i piedi fermi sul sentiero decisione

Mi concedo di guardare intorno non per controllare

Par godere ciò che vedo e questo mi riempie e mi trasforma

Arrivo su

Mi sento pieno dentro e leggero

Sono cresciuto dentro e ne godo

Umiltà Fede Costanza Fermezza una buona miscela si chiama pazienza

venerdì 17 Aprile

Pastorale della zappa

Quante volte abbiamo detto:

Dio si è allontanato da me

Oppure mi sono allontanato da Lui

Questi due movimenti sono veri

E l’avvertire questo è segno di cambiamento

Ti sei allontanato perché non tolleri di peccare

Il tuo peccato come macigno ti scoraggia

E ti sembra impossibile il perdono

Ritorna a Lui fidando nella misericordia

La Misericordia è più grande dei tuoi peccati

Chiediti se il tuo orgoglio alimentato da “o Z’zzus”

Non ti impedisce di inginocchiarti

E chiedere perdono

Dopo un po’ di tempo dopo avere avuto le consolazioni

Può succedere anche che le consolazioni non ci sono

Lui non è andato via

Ma vuole fare con l’anima un gioco

Il gioco d’amore presenza e oblio

L’anima si smarrisce e vive di alti e bassi

Anche lì è scoraggiata da questa altalena

Pensa di ritornare ai vecchi tempi

Perchè il giocattolo delle consolazioni ha tempi brevi

Li occorre costanza e pazienza per un tempo

Che solo Lui stabilisce

Perchè l’Amato detta le regole

E l’amante si deve inventare l’amore

E’ un tempo molto bello e delicato

giovedì 16 Aprile

Pastorale della zappa

Ci sono degli ingiusti

Che affermano la giustizia con forza

Alcuni che si credono giusti

E educano alla trasgressione

Poi ci sono di quelli che affermano di essere veri

E trasbordano dal loro parlare menzogna

Altri invece che sono falsi

E parlano di verità

Nel campo religioso arriviamo ai paradossi

Ci sono di alcuni grandi maestri

La Parola che annunciano

Non diventa mai carne in loro

Decantano la morale e percuotono la schiena dei fratelli

Altri sono trasgressivi e poi accusano di moralismo

Ieri sera seduto sul muretto basso del campo

Il sole volgeva al tramonto

l’erba era accarezzata dal vento

Vedevo il loglio con le sue spighe ritte e vuote

Non è il grano

Vedevo la malva piante medicinale

La cicoria bassa buona da mangiare

Ero sempre seduto su questo muretto

Avevo lo sguardo all’altezza di quelle erbe

Con il sole che cambiava di colore

Ho immaginato quel campo come il mondo

Nel mondo c’è di tutto un po’ come in quel campo

Il Vento accarezzava tutte le piantine

Il sole brillava su tutte le piantine

Tutto è armonia perché ogni piantina ha impresso una legge

L’uomo ha impresso nel suo corpo una legge

Di guardare Dio

Non per giudicarlo Non per fare il pietismo

Non per accusare il fratello

Non pensare di ungerlo con parole unte

Perchè Lui con il perverso è astuto

Tu mi dici pregare

Quante preghiere che dici sono meritorie

E non ascolti il povero

che ha bisogno del pane dei pellegrini

Ecco la disarmonia

Non guardare alla tua presunta perfezione

essa stessa ti condanna

Guarda Dio che ti vede nel profondo e ti ama

Non ti accorgerai mai del Suo amore

Fino a quando sei ripiegato su di te e le tue miserie

Alza lo sguardo e cerca nel Risorto la Speranza

Con la tua mano mettila nel costato e aggrappati

Non puoi lacerare la sua carne

Metti lì tutta la tua fragilità Misericordia poi ci pensa

Mercoledì 15 Aprile

Pastorale della zappa

Stanotte il vento era forte sono uscito

Vedevo gli alberi agitarsi

sembravano i due di Emmaus

che discutevano tra loro

Tra i filari passava il vento

Che con il suo sibilo rendeva l’immagine reale

Dei due che discutevano

Il vento fa agitare gli alberi

Questi due perché sono stati delusi

Noi agitati dentro dalla paura

Da un organismo invisibile ad occhio nudo

Chi è il più forte ?

E’ la domanda

che mi sono posto tra un battito di denti per il freddo

E un cuore che vuole conoscere

Il vento continuava la sua corsa

E andava dove non so

La luna sorgeva con l’ultimo quarto di gobba a levante

E’ ancora la luna piena del giovedì santo

Ogni giovedì santo la luna è piena

Ecco il Viandante che si accompagna

I due ascoltano e il cuore gli arde nel petto

Hanno capito l’Amore

perché l’amore è come un roveto brucia ma non si consuma

Ritornano indietro è buio intorno

Ma il cuore che brucia fa vedere la via

E’ proprio vero quando il cuore brucia fa vedere

Il loro ritorno non è agitato

Diventano apostoli raccontano una storia vera

Hanno visto Chi fa ardere il cuore d’amore

Mentre a noi fa tremare un organismo

che non si vede a occhio nudo

Se tu hai veramente capito

E il cuore ti arde nel petto

fa atti concreti da redento

martedì 14 aprile

Pastorale della zappa

Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ …… Gv 20,11-18

Un imperativo che congela

e fa capire che le cose sono cambiate

Gesù è risorto ma Maddalena pensa che è ritornato

Tutto sarà come prima

Non ha capito la sofferenza del Maestro e anche la sua

Tale è la gioia di vederlo e tale è l’esperienza che sta vivendo

Vuole fuggire dal dolore per attaccarsi di nuovo

Vuole trattene il Maestro per un semplice possesso

Le cose sono cambiate;

Perchè il Maestro e Signore è primizia della carne redenta

E deve presentarsi al Padre come regalo di ciò che Adamo distrusse

e che Satana per invidia aveva fiaccato

Se vogliamo trovare uno spunto per la vita spirituale

Usiamo l’espressione “Non trattenere”

Non trattenere l’angoscia è sempre un inizio di cambiamento

Non trattenere la tua fragilità è piccola cosa di fronte al Suo amore

Non trattenere le esperienze belle o brutte generano tristezza

Perchè tu sei chiamato a salire al Padre

Non trattenere niente è vero ti rimane il vuoto

Ricordati che su quel vuoto che vivi,

Dio vuole prendere possesso per riempirlo della Sua gloria

Avete denunciato i mali del venerdì sappiate godere del Suo amore

Non vi attaccate a cose o persone imparate da questi giorni

Di usare l’intelletto la volontà e il cuore

Queste sono le armi per una vita da redenti

“Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello”

Ogni cristiano è chiamato a vivere tutto ciò da risorto

venerdì 10 aprile

Pastorale della zappa

Se noi conoscessimo l’amore del Padre moriremmo sul colpo

In cielo, infatti, possiamo godere della Sua presenza

Oggi è venerdì alle 15 c’è il saldo del riscatto

Se potessimo solo per un attimo capire da dove ci ha tirato fuori il Signore?

Ci sentiremmo riconoscenti e non ingrati come lo siamo

Per quanto ci sforziamo a non sentirci vittime

La sofferenza, quando bussa alla porta, non sappiamo accoglierla

Qualcuno ci parla e dice : porta la croce

Non so se questa è una risposta saggia

Ieri è venuto da me un bambino accompagnato dalla nonna

Nel venire era caduto e mi ha fatto vedere la mano

Gli ho fatto una carezza e subito tutto è andato via

Nelle nostre cadute o sofferenze c’è sempre Lui che ci aspetta

“Tu prete mi stai dicendo che aspetta che noi cadiamo?

Non potrebbe aiutarci prima?”

Chi cade sei tu che non sei stato attento

Dio ti ha lasciato la libertà che tu avevi all’origine

E che tu non sai gestire perché le tue colpe ti tengono prigioniero

La libertà, poi, non la sai gestire

Vivi con la testa verso la terra

Nella tua megalomania guardando la Croce l’unica espressione che sai dire:

“Povero Gesù ,pensi che quel sentimento anonimo, espresso così ami Gesù?

O quando la colpa ti attanaglia, e dici: “Il mio peccato è più grande della sua misericordia?”

Pensi che riesci in questo modo ad aver pagato il saldo?

Povero te!! non conosci l’Amore

Alza la testa è gratuito per noi possiamo attingere a quel sangue che è già mischiato nel nostro

Alza la testa la tua liberazione è totale

E comincia ad essere grato solo allora conoscerai l’Amato del tuo cuore

Che ancora sospira per amare per credere per sperare per adorare

giovedi 9 aprile

Pastorale della zappa

E’ questo il giorno

In cui Dio trova il modo di rimanere sulla terra

“Prendete e mangiate” è il dolce imperativo

Che Gesù ci ordina per vivere e sostenerci

Rimanere senza è doloroso e faticoso

Il cammino diventa difficile e fiacchi nello Spirito

Come pecore disperse ci aggiriamo senza un luogo

Tu Signore nella Tua misericordia e bontà

Hai voluto che la nostra carne fragile si mischiasse con la Tua

Che il nostro sangue fosse mischiato con il Tuo

In modo che la linfa della vita eterna scorresse in noi

Tutto ciò produce in me gratitudine verso Te

Senza questo pane l’anima diventa sterile

Con questo pane l’anima si rafforza

Cerca come la sposa il Suo Sposo

Fa fatica e come il bambino appena nato ha gustato il latte

Cerca il suo latte e grida e fino a che non si sazia… urla

Ci troviamo ad avere fame

Chi può capire questa fame ?

Solo chi ha amato e ha mischiato il suo sangue con quello di Dio

Questo non mangiare il Suo corpo e bere il Suo sangue

Cerca l’Amato dl suo cuore

E gira e non trova pace finché non trova l’Amato

Questa gratitudine ci permette di sopportare la fame

L’anima non morirà perché ora vive di desiderio

Questo tempo finirà allora il desiderio ci fa incontrare

Ricordiamo il tempo dell’esilio lontano da Lui

Dove la privazione del pane degli angeli e dei pellegrini

Ci ha fatto morire dentro

Ora che questo tempo finisce ricordiamo la privazione

E quando il desiderio si realizza che lo incontriamo

Mangiamolo con rispetto e devozione

La gratitudine che avvertiamo diventa ringraziamento vivente

mercoledì 8 aprile

Pastorale della zappa

Mercoledì santo oggi il terzo giorno

Affina il tuo cuore all’ascolto

Perchè questi giorni di grazia siano fruttuosi

Nei prossimi ti seguirò

Ma oggi affina il tuo cuore

Stamani quando ho iniziato la preghiera Eucaristica

Per un bel po’ mi sono fermato

Era l’inizio della preghiera e recita:

“Padre veramente santo

fonte di ogni santità”

Mi sono fermato

Al centro della celebrazione la Tua presenza Padre

Mi incoraggia a entrare nel mistero

Tu sei l’origine di ogni cosa

Tu che mi hai preso dall’anonimo giorno

E fai di me uno strumento reale della Tua presenza

Al solo pensiero della Tua infinita grandezza

Apre il mio cuore a una sapienza nascosta

Non è comprensibile a coloro

che non sanno chi Sei e chi sono

Tu immensamente grande

Tu immensamente piccolo perché sei materno

E fai questo per donarti a me

Ti prego fammi entrare ancora di più in questo mistero

Tu lo faresti pure perché mi hai creato

Ma la mente si atterrisce e si confonde

E tu sorridendo e rassicurandomi mi dici:

“ Per oggi ti basta questo dono e questa grazia

donala agli altri miei figli per questo ti ho consacrato”

martedì 7 Aprile

Pastorale della zappa

Sempre legati alle cose della terra

Cerchiamo un respiro verso il cielo

Diventa diventa difficile trovare un segno

Che ci possa dare speranza

E allora il parlare di cose che ci coinvolgono

Ci fanno sentire vivi

Vivi perché respiriamo?

Vivi perché abbiamo paura e dobbiamo difenderci?

L’Uomo che si incammina verso il patibolo

Dopo aver subito un processo da quelli che contano

Si avvia lungo la via a subire un altro processo

La rabbia della gente lo invade

E l’uomo comune sentenzia con uno sputo o parole volgari

Quello che vedo nessuna parola esce dalla Sua bocca

Forse quel legno che porta in silenzio

Mi rimprovera e io non ci sto

Non sono colpevole di quella condanna

Già!!!

Non stare a giustificarti perchè il rifiuto ti fa colpevole

Perchè quando l’amore si mostra hai paura

Perchè le tue paure sono più importanti

O uomo comune non capisci?

La sta portando Lui per te

Donagliele! Non difenderti?

Tu vuoi Denunciare la tua presunta innocenza

Ma verso l’Amore siamo tutti colpevoli

Il nostro intelletto sa questo

I nostri ragionamenti paurosi ci portano via

E abbandoniamo l’Uomo della Croce

Rinunciando alla guarigione totale

Perchè la vecchia che ci accompagna è cieca

E non è in grado di accompagnarci

Forse non sai quella vecchia ha un nome:

E’ la fede

Lunedì 6 Aprile

Pastorale della zappa

Signore guarda l’umanità sfinita nella sua debolezza

Eppure vogliamo vivere

La stanchezza cede il passo allo scoraggiamento

Stiamo a provare di tutto vieni in nostro soccorso

A noi basta il tuo sguardo che rasserena

Come il sole di questa primavera che fa luce

e da tepore

Ormai non abbiamo più niente ci sei rimasto Tu

Signore non essere sordo al nostro grido di aiuto

La messa di oggi si apre con queste parole:

“Signore guarda l’umanità sfinita”

E’ lunedi della settimana santa

Vogliamo attirare il tuo sguardo pregando

Nonostante lo scoramento che abbiamo dentro

Alziamo il capo verso te sommo bene e ti offriamo

Tutte le nostre speranze riposte nei nostri figli

Provvedi a loro alla loro vita

Sono la vera ricchezza che abbiamo tra le mani

Non ti abbiamo mai ringraziato per loro

Provvedi al nostro passato ai nostri vecchi

La storia che vive ancora e che insegna

Anche verso loro abbiamo peccato

perché abbiamo cercato altro

Provvedi a noi il presente è vero abbiamo seminato vento

Ora raccogliamo tempesta

Lunedi della settimana santa santa

Troviamo un angolo e preghiamo perché questo presente

Sia un tempo di piantare con il Tuo aiuto una nuova società

Dove la vita si offre per l’altro e non per noi stessi

venerdì 3 aprile

Pastorale della zappa

Stanotte quando mi sono alzato

C’era una calma e mi sono detto:

Speriamo che questa calma non mi inganna

e stamani quando vado a vedere il campo

Non trovi le piantine ghiacciate…

Appena finito di pensare questo

Un pensiero è entrato in me

E la parola inganno ha fatto irruzione

Mi approssimavo a offrire al Padre la messa

Ero tutto un vulcano

La notte poi amplifica tutto

Il desiderio di offrire al Padre questa messa

E il cuore in subbuglio

Uno scontro tra desiderio di bello di amabile

E il soffio”ro o’Z’zzus” (del Demonio) attizzava il fuoco della rabbia

La notte del nuovo giorno si presentava incandescente

Ho continuato a vestirmi per la messa

Ho fatto il segno di croce…. e poi?

Non potevo offrire al Padre una messa con questo cuore

Confesso gli inganni ricevuti

e questo atteggiamento mi faceva davanti al Padre vittima e giustiziere

Figuriamoci se il Padre può accettare un affronto del genere

Ammazzi i suoi figli con il giudizio e fai la vittima

Lui sempre in silenzio stava;

Se conoscessimo il silenzio di Dio che parla

Mi sono ricordato un giorno in cui l’ho chiamato Misericordia

Non ero degno di chiamarlo Padre

Se prima non ascoltavo nel silenzio la parola Perdono

Ho perdonatoe ho chiesto a tutti coloro che mi hanno ingannato

Li ho chiamati per nome anche i defunti e ho detto “Ti Perdono”

E da li è iniziata l’offerta al Padre della celebrazione

Una messa durata un’ora e mezza dalle 2.46 alle 4,20

Alle 5.40 ho iniziato a scrivere a voi e speriamo

questa calma non abbia danneggiato le piantine

giovedì 2 aprile

Pastorale della zappa

Ogni cosa ha il suo risvolto

Il bene volge al meglio

Il male attira il peggio

Piccoli semi di bene sono caduti nel cuore

Il nostro calore nell’accoglierli

La nostra pazienza nel non abbatterci

Il male che ci è capitato

L’abbiamo accolto con pazienza

Dio lo sta trasformando in bene per noi

Dove c’è stata la semina della zizzania

Dio ha fatto un bene per noi

Ora bisogna avere pazienza e resistere

Perchè il Nemico è sconfitto

E come leone ruggente cerca ancora chi divorare

Resistiamo nella fede cfr 1Pietro

E’ proprio la fede che ci fa arrivare alla pazienza

Quella pazienza che tutto spera

Quella pazienza che tutto ama

Che come pilastro ci sostiene

Perchè la pazienza ti fa vedere Dio

Mentre se ti agiti e hai ragione ma non serve

Se ti arrabbi diventi violento e ti fai male e fai male

Neanche questo serve

Anzi ti fa distruggere te stesso e gli altri

Esercitati in questa pazienza ed erediterai la terra

Vuol dire che sarai luce per molti

mercoledì 1 aprile

Pastorale della zappa

Stanotte ho raccolto le ceste di pane avanzato

Ci sono a volte delle cose

che non si possono raccontare

Non perché uno vuole fare lo scienziato

E’ solo perché non trovo le parole adatte

Avete mai fatto un regalo a uno che sapete che ama ?

Facciamo i regali a qualcuno che ci interessa

Che amiamo profondamente

Che è una persona importante

Vedete è amore tutto ciò

Per per la scelta del regalo

A secondo dell’importanza faccio o compro il regalo

E’ come esprimere il prezzo e le dimensione di un amore

Una persona che ama e che voi amate

Non ha bisogno di tutto ciò

Perchè per la ricchezza dell’amore basti tu

Quanti abbracci abbiamo desiderato di dare e di ricevere?

Quanti baci abbiamo desiderati di dare e di avere?

Quante strapazzate abbiamo pensato di fare……

Alle persone che amano e amiamo ?

Ci siamo accontentati del virtuale

Ci siamo accontentati del niente

Per il tempo che ci rimane visto

che prima non l’abbiamo fatto

E che oggi non possiamo fare

Appena finisce questo carcere democratico

Lo possiamo fare

E visto che a fare decreti ogni notte

non abbiamo da vivere non spenderemo un euro per regali

Perchè gli abbracci non costano ma potenziano l’amore

Martedì 31 marzo

Pastorale della zappa

Signore scendi in mezzo a noi

Le abbiamo provate tutte

Ora siamo stanchi e abbiamo bisogno

Ora fermati!!! perchè la paura ci assale

Uscire stare in casa mangiare o non

Sono cose di secondo piano

E’ vero manca ancora una cosa

Entrare in noi e riflettere su questo stare

Ora veramente siamo poveri

Tutto crolla rimane una Verità

L’amore che diamo e riceviamo

Questo ci fa rimanere in piedi

Il nocciolo dell’esistenza è questo

Tu Signore ci puoi tirare fuori da questo inferno

In questo crollo dove la paura come cane randagio

Azzanna il mio polpaccio

Mi abbandono a Te Padre

E’ proprio in questo abbandono a Te

Che l’amore mi centra e mi fa sperare

Contro ogni speranza rimane la Speranza di Te

Al di la di ogni fede rimane la Fede in Te

Contro ogni amore rimani Te Amore

Portaci fuori da questo inferno

lunedi 30 marzo

Pastorale della zappa

Due espressioni stolte escono da noi:

“ Tanto Dio è misericordia alla fine perdona tutto”

“ Se penso che Dio è misericordia poi uno ne approfitta”

La stoltezza dove è ?

E’ quella che tu non tieni conto di Dio

Dio è l’onnipotente e conosce la parola

Prima ancora che esca dalla tua bocca

Dio è persona di cui noi siamo sua immagine

E certi discorsi non dovrebbero uscire dalla bocca

Allora Dio dovrebbe tapparmi la bocca così non pecco?

Dio non fa il tappa cloache

Ti da la possibilità di farti rendere conto delle tue parole

Queste infatti sono parole di giudizio

La prima contiene:

“Posso darmi alla pazza gioia tanto Dio mi perdona”

Tu stai dicendo che la vita non vale niente

Hai bisogno di ubriacarti di cose

Ricordati che Dio non spreca il Suo amore

A chi non sa spendere bene la sua vita

Sulla tua bocca non ci sia questa espressione

La seconda nasconde una diffidenza pericolosa

“Siamo così prigionieri di noi stessi per gli errori fatti”

Che non ci diamo possibilità di essere amati da Dio

La nostra immaturità continua, non fa sbocciare la vita che è in noi

Quanta tristezza da un bocciolo di rosa

Nel vedere i suoi petali chiusi di color marrone….

E’ marcito senza mostrare la sua bellezza

Questi sono coloro che si rendono la vita pesante

I primi è bene che si esercitano nel timor di Dio per avere misericordia

I secondi nella pazienza per chiedere misericordia

Coloro che sono un po’ per sorta chiedere spesso la misericordia

venerdì 27 Marzo

Pastorale della zappa

Taci e abbandonati

Ieri dopo la preghiera pensando al freddo di questi giorni

Che ha bruciato un po’ di piantine

Ho pensato alla vita di tanti contadini

Che investono un capitale e poi tutto è bruciato dal freddo

Che fai ti disperi? Imprechi?

Ti arrabbi con Dio ?

O suggerisci a Dio che certe cose non devono accadere?

Ho pensato al mio rapporto con Lui in questi anni

Una relazione ormai che si avvia a nozze d’oro

C’è stato un tempo di arrabbiatura

Un tempo di silenzi affollati di pensieri

Un tempo dove davo consigli a Dio

Un tempo dove il lamento era una nenia noiosa

Un tempo di dolcezza, ma anche lì le parole si sprecavano

Un tempo di lode dove le parole più belle erano da scrivere

Un tempo di ringraziare dove l’adulazione è come il miele che sbrodola

e ti ci s ‘appiccica alle mani

Vedendo le piantine sfatte dal freddo

I pomodori con le foglie bruciate e i peperoni stesi

Che fare? Aripigli la zappa e risemina

Mi dirai…. Che ci azzecca con la preghiera ?

E’ un po’ quel rifare che mi suggerisce di rinnovare la relazione con Lui

E coniugare questi due verbi taci e abbandonati

I pensieri come insetti noiosi affidali al sangue di Cristo

Il suo sangue è un antiparassitario efficace e la tua mente è libera

Ma i pensieri tornano ? E tu continua a dare questo antiparassitario

Perchè non devi raggiungere risultati

Devi stare solo con Lui nell’abbandono

Ma poi non posso scrivere niente? Quante cose hai scritto e non ricordi?

Non vivere di sensazioni ?

In Una relazione nell’abbandono Lui si fa trovare

Tu vuoi Lui ?…. o alimento per il tuo ego?

Che come parassita ti trasporta in ogni dove

E fa sì, la luce che tu vedi è solo la fiamma di un fiammifero?

Non riscalda e rimani con il cerino spento in mano

Abbandonati anche se dormi c’è di buono che non pecchi

Buona prigionia e trova un angolo della tua cella dove puoi volare con Lui

Giovedì 26 marzo

Pastorale della zappa

La preghiera dell’uomo buono

Sulla terra non c’era nessuno mite come Mosè

Leggendo la lettura di oggi si nota la relazione

di come Mosè ha con Dio

Mosè parla con Dio faccia a faccia

Dio prova la sua fedeltà

Si vede come Mosè dice a Dio

Che è stato Dio a far uscire dall’Egitto

Mosè si mette tra Dio e il popolo

Affinchè Dio non punisca il popolo

Pregare per gli altri o intercedere

è la preghiera gradita a Dio

Mosè è così pronto a morire (farsi da parte)

E Dio desiste di distruggere il popolo

Moltiplichiamo le messe spettacolo

Raccomandiamo cosa bisogna fare

Ma non ci buttiamo a terra davanti a Dio

Per chiedere di far finire questo flagello

Questo flagello finirà come tutte le cose

Portando con se feriti e morti

Ora è tempo di implorare la Sua presenza

Come Mosè che dice:

Signore tu dici a me che ho fatto uscire il popolo dall’Egitto

Signore tu hai fatto uscire il popolo dall’Egitto con mano potente

e braccio teso ora fa in modo da condurlo alla terra che tu hai promesso

La bellezza di questa preghiera è farla in silenzio

Non per se stessi perché scampiamo dal pericolo

Ma perché tutti ci salviamo

Anche coloro che assistono e rischiano la vita

Intercediamo per loro affinché possono tornare a casa

Allora il Padre si commuoverà e riparerà i danni fatti dall’uomo

mercoledì 25 marzo

Pastorale della zappa

Oggi 25 marzo festa dell’incarnazione

Eravamo smarriti e preda di noi stessi

E non solo questo ma anche preda della bestia

Nell’incarnazione il Signore ci ha voluto regalare la dignità

Nella sua morte ci ha salvato pagando il riscatto

Nella resurrezione ci ha dato la Speranza che non delude

Tutto questo per amore e dono

E noi non conosciamo questi doni

Con la stessa ignoranza se non peggio

Non conosciamo il male che ci facciamo

Come bambini capricciosi ci vendiamo per dispetto

Alla Samaritana Gesù dice:

“ Se tu conoscessi il dono e chi ti chiede da bere”

Dio ha sete di noi e lo cerchiamo anche noi, ma non tutti

Perchè la bestia vuole farci credere

Che la Scrittura è un libro di favole

Poi gli leggi la Scrittura diventa isterico

Una volta gli ho detto mettiti d’accordo con la capoccia

Ma la bestia continua a negare

Il seme della menzogna ha invaso la nostra società

Per sapere un po’ di verità

Contempla questa festa, per amore Lui si è incarnato

A non chiede niente che non sia il tuo bene

Hai molto tempo a disposizione leggi il vangelo di oggi

Vai ad ascoltare il pezzo della buona novella di De Andrè

Dove Maria racconta l’annunciazione

E’ un canto dolce con parole che ti fanno volare

Se tu conoscessi il dono che hai tra le mani

Ti fideresti di più di Dio

martedì 24 marzo

Pastorale della zappa

Ieri c’era un vento fortissimo

Vedevo le piantine trapiantate da poco sballottate

Quasi tutte hanno un sostegno

Resistono anche se oggi alla luce del sole

Vedrò chi di loro ha bisogno di essere sostenuta

Cerca oggi all’interno della tua famiglia

Chi ha bisogno di una buona parola

Tante volte per darci una ragione

Ci mentiamo e giudichiamo

In una maniera fredda e senza amore

Lasciamo la nostra carne allo scoperto

Abbiamo cura di quelli che sono in casa

E’ forte il nostro dolore

Cerchiamo un sostegno

In modo che possiamo confrontarci

E sostenerci insieme

Rivolgiamoci al Signore che veglia su di noi

In questa solitudine ci sorreggerà

Facciamo sì di non fiaccare le pecore forti

E ammazzare le pecore deboli

Tutti i sostegni delle piantine devono essere

Forti per le piante robuste da resistere al vento

Dolci per quelle delicate in modo da non soccombere

lunedì 23 marzo

Pastorale della zappa

Fino a quando si tratta di far fronte comune

Va tutto bene come si dice

Ora il virus serpeggia nelle relazioni

E quello che è il limite dello stare insieme

Ci costringe nello stare

Noi siamo brava gente lo eravamo anche prima

Ora il vivere attaccati all’altro diventa il mio limite

Sapete che zappare è bello specialmente i primi venti centimetri

Poi ti trovi con la zappa un altro strato

Si chiama cappellaccio è duro da rompere

Per muovere la terra devi usare il piccone

Ora stando insieme già da un po’ di tempo

Le relazioni sono un po’ più difficili

Mettici le paure le ferite i limiti

Tutto questo è una miscela esplosiva

Che fare ?

Ricorda il tempo

quando hai incontrato l’amore della tua vita

Ricorda la bellezza della decisione di avere in casa il figlio

Ricorda lo stesso animale

che hai preso in casa e ora lo vuoi buttare dalla finestra

Ora cominci a rompere il cappellaccio del tuo cuore

Un piccolo ha coniato il nome a questo tempo

La quarantesima ora si tratta di vivere questo tempo bene

Ora la preghiera diventa pausa per respirare

Ora Dio questa persona incomoda

Che vogliamo metterlo chiuso in chiesa

Lo vogliamo spettacolizzarlo in tante forme

Ha un unico desiderio entrare in te

Vuole fare quattro chiacchiere con te

Vuole che tu gli dai il permesso di aiutarti

Prendi il piccone del tuo urlo

E vedrai, rompe il cappellaccio del tuo cuore

Sotto il cappellaccio c’è uno strato di terra ricco

Sotto quelle paure limiti ferite c’è la bellezza

Questa quarantesima ci fa entrare i noi stessi

Tirando fuori il bello da poi investire nelle relazioni

In questi anni siamo scappati via da noi stessi

E i ruoli ci hanno distrutti nelle relazioni

Sotto il cappellaccio c’è la storia vera della nostra chiamata

Non è il ruolo del prete che mi fa vivere

Mi tiene vivo la chiamata a stare con Lui

Non è il ruolo del genitore che mi sostiene

Ma la vocazione alla paternità e maternità

Che mi fa chinare sui i figli miei e i deboli

Non è il ruolo di marito o di moglie che mi fa stare con l’altro

Ma è la vocazione di essere sposo o sposa

Perchè il mio intimo non è solo ma è nell’altro

Questa settimana lavoriamo sotto il cappellaccio.

venerdì 20 marzo

Pastorale della zappa

Tu mio Signore non ti stanchi mai di chiamarmi

Ascolto il tuo chiamare e ne sono felice

Poi mi perdo perché non abituato ad ascoltare

Mi rendo sempre più conto

che ho vissuto di idolatrie

che otturavano le mie orecchie

Poi la tua voce è diventata sempre più forte

Fino ad irrompere nel mio profondo

E tutto ciò che prima mi sembrava vero

Ora è solo fuffa

che ha accecato gli occhi dell’anima

Quando la tua voce ha fatto irruzione

Mi sono rivolto a te come ad un idolo

Invece il tuo urlo era per me

Era un urlo di bene per me

Mentre pensavo ad un rimprovero

poi ho capito la tua passione per me

Certo Signore

non seduci per farmi abboccare come un pesce

Che non vede l’uncino sotto l’esca

Quando irrompi nella vita si ha paura

Poi avendo confidenza con la passione che hai per me

Scopro la dolcezza di quella forza

Mi chiedo quanto fiato hai dovuto sprecare

Affinche questo misero asino capisse

Ma non lo chiedo non perché non voglio conoscerti

E’ solo perché la tua presenza in me

Fa dimenticare ogni affanno

Certo porta per sentieri che sembrano brutti

Tipo quei sentieri fitti di boscaglia

Dove confondi le sagome degli alberi

con uomini che sono appostati

E gli spettri del passato fanno paura

Poi arrivi in una chiazza verde

dove le stelle a frotte ti aspettano

Il buio rimane ancora

Ma la domanda è d’obbligo:

Chi ha messo quei puntini luminosi fissi in cielo?

Davanti a tanto bello

Chi è Colui che ha gusti così belli ?

Solo tu il Creatore noi possiamo godere di questo bello

Le cose fatte da noi sono limitate

Relativizzano il male e il bene

Tu invece mio Dio hai fatto bene tutte le cose

Giovedì 19 marzo

Pastorale della zappa

Festa del Papà e della mamma

Se ci chiniamo su chi ha bisogno

Se accogliamo chi è solo

Se proteggiamo il piccolo

Se abbiamo cura di chi è malato

Oggi è la festa di tutti coloro

che amano per primi

Il papà e la mamma amano per primo

Oggi è una festa bella

Giuseppe ha protetto il Bambino e Maria

Noi tutti possiamo essere tanti Giuseppe e tante Maria

Perchè per festeggiare non abbiamo niente

Solo le nostre persone che vogliono avere cura dell’altro

Oggi siamo tutti papà e mamma

E’ dal nostro interno che nasce tutto ciò

E’ la nostra vita che diamo all’altro

Eravamo come smarriti nel proprio isolamento

Ora siamo precari e pieni di vita

Il dolore ci sta e si taglia con il coltello

Però si vede che viene diviso

Oggi siamo tutti papà perché protettivi

Oggi siamo tutti mamme perché accoglienti

Siamo tutti pazienti ci si sopporta

C’eravamo addormentati non eravamo più noi

In questa prova sta venendo fuori ciò

che era nascosto sotto la coltre dell’indifferenza

La nostra bellezza di essere padri e madri

mercoledì 18 marzo 

Pastorale della zappa

Non c’è nulla che avvicini il cuore a Dio quanto la compassione;

e non c’è nulla che dia pace al pensiero quanto la povertà volontaria.

Ho trovato queste parole che danno senso alla nostra vita

Ci troviamo in un tempo di privazioni forzate

Aprire il nostro cuore alla compassione per coloro che sono con noi

Pensate il mondo per il Signore è un puntino eppure non cessa di amarlo

Sì è proprio così ci ama e riama di un amore sempre nuovo

Non solo ci ama come comunità ma anche come singoli

Questa è la compassione di Dio per noi

così dovremmo farlo per il prossimo

La povertà volontaria porta la pace al cuore

E’ il vero distacco da tutto non perché uno basta a se stesso

E’ proprio perché povero volontario si aspetta tutto da Dio

Che come Padre buono provvede sempre

Quanti volontari in questo tempo

nel silenzio hanno provveduto al necessario a chi è solo?

martedì 17 marzo

Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse:

“Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato.

Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”.

Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.

Mt 18,21-35

Siamo tutti debitori davanti a Dio

Questo spesso lo dimentichiamo

Non sapremo mai quanto Dio ha condonato a noi

Perchè non riusciamo a conoscere il nostro peccato

Questo manca alla nostra interiorità

Forse conosciamo il titolo di qualche peccato

Ma siamo sempre peccatori della cioccolata

per questo il nostro giudice spesso si assolve

Dando delle motivazioni molto personali

E Condanna il fratello

Un padre tornando da un cenobio

dove aveva condannato un fratello

Ritornando a casa trovò un angelo che lo aspettava

L’angelo non lo voleva fare entrare nella sua cella

Il monaco disse all’angelo:”Perchè?”

L’angelo rispose :

“Dio mi ha chiesto di chiederti

dove deve gettare il fratello

che hai condannato”

Il monaco si prostrò chiedendo perdono

L’angelo rispose:”Alzati! Il Signore ha perdonato il tuo peccato

Ma d’ora innanzi non giudicare nessuno prima che Dio l’abbia giudicato”

Possiamo portare tante motivazioni ai nostri giudizi

Proprio le motivazioni sono le nostre condanne

Che il nostro orgoglio tollera con i sensi di colpa

Per questo non possiamo conoscere il perdono

lunedì 16 marzo

Pastorale della zappa

Nel giardino sono usciti i primi tulipani

Hanno un color carne

Ieri verso sera si sono chiusi

Sicuramente con la luce del sole si aprono

Ora è ancora presto sono chiusi

Sono le primizie del giardino

e sempre ieri li ho recisi e messi davanti alla statua della Madonna

Le piante hanno il loro appuntamento

Forse sono monotone perché puntuali

Eppure catturano il nostro sguardo

Vediamo la vita del fiore scorre nella quiete

Quiete che tutti cerchiamo

e pensiamo di trovare scappando dal mondo

Certo la tranquillità si ha a contatto con la natura

Ma tutto questo non basta

Occorre avere la libertà dagli affanni

Certo questi ultimi sono in cima alle nostre preoccupazioni

Eppure nel vangelo c’è scritto:

Guardate i gigli dei campi non mietono e non ……

Pensate al tulipano color carne che si apre e si chiude

Qualcuno ha pensato a farlo crescere

Un altro elemento per avere la quiete,

è dominare le passioni

E’ vero è più difficile, ma non impossibile

Il distacco dalle cose ci può aiutare

Prendiamo le cose con un certa indifferenza

Altrimenti facciamo del male a noi stessi

e a quelli che ci sono vicini

E chi ce la fa altri giorni a stare in questo inferno ?

Alleniamoci alla quiete

Venerdì 13 marzo

Pastorale della zappa

Ieri nell’orto facevo questa riflessione

Era caldo il sole splendente

però qualche piccola nuvola intercettava il calore

e sentivo un po’ di freddo

Altre volte mi arrabbiavo con il tempo

Che non si sa come ci si deve vestire

La solita lagna comune che riempie il nostro vuoto

E non ci permette di comprendere e capire

Quella nuvoletta era stata capace con la sua ombra di fammi sentire freddo

Quante nuvolette tipo cirri passano nel nostro cuore

e sono capaci di distogliere il nostro spirito?

Sono capaci di rompere la quiete che viviamo :

C’è la nuvoletta dell’invidia che spacca la quiete degli occhi

C’è la nuvoletta dell’ira che agita il sangue nelle vene

C’è lo spirito vendicativo che fa ingrossare il fegato

C’è la tristezza che fiacca il corpo e fa scapocciare

Tutti questi cirri sono nel cielo del tuo spirito

Prega incessantemente lo Spirito Santo

che con il Suo soffio li allontana

e tu possa serenamente godere la presenza del Sole

Che con il suo calore rende il tuo cuore umano

La pillola da usare spesso e non ha controindicazioni è la preghiera continua

Gesù confido in te e arriva la quiete

Forza e avanti sono con voi

Mi potete scrivere per chiedere qualcosa a dire la verità ho poco tempo

Prendetevelo lo dono volentieri

giovedì 12 marzo

Pastorale della zappa

Per trapiantare le piccole piantine nella terra secca

Si fa fatica

Basta prima del trapianto un po’ d’acqua

La terra diventa morbida e non fai fatica

Ieri era così un po’ d’acqua e giù a mettere piantine di pomodoro

Signore fa piovere la tua grazia su di noi

Affinché il nostro cuore può accogliere

Ciò che Tu vuoi mettere

A questa prova siamo arrivati impreparati

Poniamo tante resistenze

perché la paura ci fa irrigidire

Lo smarrimento e la responsabilità ci rende vulnerabili

Il Tuo amore di Padre non verrà meno ora

Anche ora che stavamo trovando l’altro

Ora ci stai chiedendo per l’altro e per noi di isolarci

Ci vuoi fare apprezzare ciò che ieri rimandavamo

Ti chiedo di pensare a chi è solo e non può muoversi

Ti chiedo di pensare a chi gli manca il necessario

Può succedere che combattiamo contro la malattia

E dimentichiamo chi ha il superfluo ma non ha il necessario

Perchè impedito dalla salute o dalla vecchiaia

Lo sai Signore il pane ci tiene in vita

Mentre la ricchezza che abbiamo cercato

non possiamo metterla sotto i denti

mercoledi 11 marzo

Pastorale della zappa

Affidati e speri

E’ sempre la natura che fa da maestra di vita

Guardavo l’orto era una desolazione

Sparsi qua e la piantine di broccoli romani

Con le sorelle che hanno dato i cavoli

E i ravanelli che a chiazze colorano il fazzoletto di terra

Vedere un orto disordinato è brutto

Siamo alle porte della primavera

Chi sa cosa mi diranno le rose ?

Quando orgogliose usciranno con il loro fiore

I tulipani già sono quasi pronti

Armato di zappa abbiamo pulito

Tolte le erbacce dalle fave

Le cipolle e l’aglio respirano

Il terreno è dissodato e pronto per accogliere nuove piantine

In questa desolazione riprendiamo a curare l’orto del nostro cuore

E’ vero stiamo in emergenza ferma

Come in un orto c’è un po’ di tutto

C’è da sistemare l’orgoglio della rosa

allora potiamo in noi ciò che è inutile

C’è da sistemare gli odori per la cucina

che hanno passato i rigori dell’inverno

Nella vita infernale che hai fatto fino a ieri

Da una bella sistemazione, ma senza propositi

Guarda che togliendo le erbacce sotto la terra del cuore

Troverai ciò che hai nascosto in questi anni

Fai buon lavoro in questo tempo forse in città è un po’ difficile

Roma ha il verde e le chiese sempre a debita distanza di un metro

In modo che nessuno veda ciò che scrivi o dici, cominci a curare il tuo orto

E’ vero io posso vedere e imparare

I vecchi sono come i bambini imparano solo se vedono

martedì 10 marzo

Pastorale della zappa

Abbiamo bisogno di te Signore

Come singoli questi anni ci siamo esercitati

Ora abbiamo bisogno di ritrovarci insieme

Ci siamo illusi di essere potenti

Ti abbiamo spinto ai margini

E qualcuno continua ancora a farlo

In questo smarrimento totale ci guardiamo

Negli occhi lo smarrimento e la paura del tu

Invece si sta creando una solidarietà tra noi

E’ ancora poca cosa perché la para è grande

C’è però un noi che spunta timidamente

Quel noi che non è appartenenza a qualcosa di effimero

Quel noi che ci fa appartenere a Te

E in Te tutti ci ritroviamo

E’ proprio la distanza imposta

Che ci fa vedere l’altro e vorremmo toccarlo

Ma la distanza fisica ci fa desiderare l’abbraccio

Ora non è tempo di abbracci

E’ tempo di capire l’essenza degli abbracci

Ora gli sguardi sono smarriti e paurosi

Prima erano assenti

e lo smarrimento sta diventando conoscenza

Ora ci stai facendo capire da dove tu vuoi iniziare

Guardiamo bene dentro

perché l’isteria che ci sta attraversando fa più danni del virus

lunedì 9 marzo

Pastorale della zappa

Questa sofferenza ci deve insegnare qualcosa

E se questo non succede vuol dire

che siamo diventati di pietra

Cerchiamo di trovare soluzioni

che puoi trovare solo Tu

Anche le soluzioni diventano inadeguate

Allora dobbiamo andare ancora più giù

Ti ringrazio Signore per questo tempo

E’ duro quello che viviamo

Non solo la pandemia

Ma ci stai portando nel deserto per trovare noi stessi

Allora questo tempo diventa provvidenza:

Hai la possibilità di stare con i tuoi figli

Tempo che sei obbligato a fermarti puoi purificare la tua mente

Anche la celebrazione è vietata

Fa di questo, tempo di verifica

Pensa alle volte sciattamente e senza rispetto

Hai mangiato il Pane dei poveri Pane dei pellegrini

A te prete quante volte dell’altare hai fatto il luogo di teatro

E il sacrificio di Dio vivo l’hai vissuto come una cosa da fare

Se ci deve essere una riflessione che sia seria

E che i numeri del pericolo non ci distraggono da questa riflessione

Ci troviamo in un tempo straniero

E’ bene che lo trasformiamo in un tempo quotidiano

Alimentiamo le nostre menti con letture

Apriamo il nostro cuore agli affetti veri

Cerchiamo di stare sereni e ringraziare Dio

Chi sa che guardando i danni che ci siamo fatti con le nostre mani !!!

Non intervenga e ci guarisca

venerdì 6 marzo

Pastorale della zappa

Rimane sempre nel cuore ciò che è desiderabile e bello

Nessuno potrà mai togliere dal nostro cuore il Bello

Anche se tante volte la nostalgia diventa tristezza

E ammazza la verità allora cerchiamo tante verità

Queste verità appesantiscono il cuore

Pochi giorni fa stavo in metro quasi vuota

Ora vedevo gli uomini persi nel vuoto e senza vita

Non molto tempo prima erano persi nei giochi dei cellulari

Ora sofferenti e pieni di paura

Una tristezza mi ha invaso

Vedevo in quei cuori il frutto del brutto

Non alimentiamoci con statistiche e focolai di virus

Che ci paralizzano e abbattono

Prendiamo in mano la corona può fermare all’istante ogni cosa

Beati voi quando assistite alla morte delle speranze

E voi continuate a dare la Speranza

Perchè la grandezza di Dio non si celebra nei libri

Bensì in questi momenti è bello credere e sperare

Che tutto ciò serve a farci comprendere quanto male siamo capaci di fare

giovedì 5 marzo

Pastorale della zappa

Certe volte ti sembra che Lui non ti parli

Lui non alza il tono della voce

Perchè non parla alle tue orecchie fisiche

La Sua è una voce bassissima e delicata

Sono i tuoi pensieri che fanno rumore

E ti sviano dall’oggetto dei tuoi desideri

Tu invece nella preghiera aspetta

Lui verrà e quando verrà

La Sua presenza ti riempirà di luce

Tutto lascia sul terreno del tuo cuore

Il seme poi prende il suo posto

A tempo opportuno dopo che è marcito spunterà

Abbi pazienza quando esci dalla preghiera

Non fare nessuna valutazione,

perché il bello in se è anche buono

Tante volte succede che scrivi dopo la preghiera

E ciò che è bello si disperde perché vuoi trattenere

“Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore”

E’ proprio quella sottile superbia che ti fa inscatolare Dio

Non mettere la camicia di forza all’amore

Scivola via come l’acqua e ti lascia nell’illusione

Tu cambi alla luce di Dio questo il cuore lo sa

Impara dalla pianta solo se esposta alla luce del sole

Si rafforza nella terra con le radici e nell’aria con la chioma

Non ha bisogno di scrivere

perché la sua forza sta nella memoria delle sue cellule

Così sia la tua preghiera ciò che di bello Lui ti da

Viene impresso sul terreno del tuo cuore

mercoledì 4 marzo

Pastorale della zappa

“Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”

Ci sarà un modo per entrare in questa bellezza?

Dio ha fatto in noi grandi cose

Noi invece ci fermiamo a vedere l’esterno di noi

La natura, il sole che sorge e tramonta questo è per noi

In noi ha fatto grandi cose

E’ così proprio nell’alternarsi di vittorie e sconfitte

Che il vaso tra le mani del Vasaio prende forma e si definisce

Tu puoi anche essere creta scadente,

ma tra le sue mani diventi nel corso degli anni qualcosa di bello

Allora il tuo crescere non è un verbo che porta alla morte

Bensì la concretezza di ciò che Dio ha fatto in te

Dio non ha fatto solo la forma del vaso

In quel vaso ha messo ciò che di bello poteva mettere

Tutto ciò avviene lungo il corso della vita

Vedi… tutta la tua esistenza come una bella storia che Dio fa con te

E’ proprio così, perché questo nasce dalla relazione che hai con Lui

In te ha messo cose che tu non pensi di avere

Forse sono le stesse che vedi negli altri con nostalgia

Perchè il pezzo che devi suonare lo vai a vedere sul leggio dell’altro

Suona il tuo pezzo nessuno ha mai vissuto la tua vita

Questa uniformità dove ci siamo messi per farci controllare

Ci fa vedere gli uomini-dei che suonano e dirigono

Mentre l’Onnipotente che è grande

Ti da il tuo spartito con la Sua musica e aspetta che suoni

Tra stecche e brutte figure tutto misto con musica geniale

Tu pure fai il tuo concerto insieme agli altri

Tutto ciò avviene nella vita e nella relazione con Lui

Affinchè la sinfonia Paradiso possa essere rappresentata nel teatro Eden

martedì 3 marzo 

Pastorale della zappa

Padre ti chiedo e aspetto

Padre ti invoco aiutami

Padre ti prego per i fratelli

Padre ti lodo

Padre ti amo

Padre merito

Perchè sei Onnipotente

Padre stanotte ti voglio presentare

ciò che hai fatto per me

In questo silenzio ti voglio presentare

come fa un bambino

ciò che tu hai fatto in me

Tutti i doni che tu mi hai donato

E’ una lista lunga

e poi non è bene che io scriva

Questo fa parte della nostra relazione intima

E non ha bisogno di carta e penna

Penso uno per uno i doni ricevuti

Non ho mai trovata tanta ricchezza in me

Il Tuo silenzio non era assenza

Bensì dono che mi facevi trovare in qualche esperienza

Ti chiedo perdono per il tempo sprecato nella meritocrazia

Mi viene in mente il Rosso quando veniva a scuola

Pulito con il fiocco colorato della classe e il grembiule

Non giocava mai sempre fermo nel banco

Prendeva sempre 9 in condotta

E si sentiva il primo in tutto stando sempre seduto

Invece ora posso portarti la gioia di aver conosciuto i doni

Condividerli con Te Padre mi fa essere adulto

Il poterti amare in questo modo nuovo e diverso

Fa nascere il me il desiderio ancora più forte di Te

venerdì 27 Febbraio

Pastorale della zappa

Il digiuno dell’attesa

Nell’attesa dello sposo non agitarti

Il digiuno non non è una terapia

Non è gareggiare a fare il fisico scolpito

Non è mostrare agli altri la tua fedeltà

Il digiuno mette in discussione:

Il tuo attaccamento alle cose

Il tuo attaccamento alle persone

Il tuo attaccamento a Dio

Se digiuni stai imparando a vedere le cose sotto una luce nuova

Guardi i fratelli per amarli e non per possederli

Guardi Dio nel silenzio della tua stanza

Dove nessuno ti vede

Fa il digiuno nel silenzio del tuo cuore

Dove l’anima gioisce della sua presenza

Il digiuno prepara alla testimonianza

E’ come un vuoto dove Dio

ti presenta ciò che di bello ha fatto in te

Lui non ha il braccino corto

Allora invece di cercare cose inutili nel digiuno

Cerca i doni che ti ha dato e sono tanti

Perchè il digiuno ti fa essere povero

E ti fa vedere nella tua povertà ciò che sei

E ciò che Lui ti ha donato

Lo sguardo nel digiuno si raffina

E ti fa vedere il Donatore

giovedì 26 Febbraio

Pastorale della zappa

Dacci anche oggi la pazienza e la gioia

Di andare avanti portando la croce

La pazienza che sfronda l’inutile ragionamento

E lascia al combattimento prendere forza

La pazienza purifica l’orgoglio insano

E porta alla luce la Sua immagine in te

Lo sfrondare quelle foglie che sono di ostacolo

Esse coprono il centro della tua vita

Hanno il linguaggio degli uomini

Il mondo ti chiama a conservare

Dio ti chiede di dare

Il mondo ti chiede di proteggere la tua vita

Dio ti chiede di perderla

E tu in questo combattimento affoghi

La pazienza fa si che tu faccia cadere ciò che è vano

Ti fa lasciare in piedi solo la Verità

E’ la luce che nel folto sottobosco indica la via

E’ la via che ti porta gioia

Perchè la pazienza ha reso prudente il tuo cammino

Se hai imparato, la gioia di per se non va trattenuta

Anche li c’è il perdere affinché tu vada oltre

E spogliato di tutto hai la pienezza che ti aspetta

Impara dalla natura che oggi ha una grande forza

La vedi fiorita ha passato il freddo dell’inverno

Oggi ti dona la gioia dei colori

Tempo di quaresima pazienza e gioia

mercoledì 26 Febbraio 

Pastorale della zappa

Mercoledì delle ceneri

Fa scendere un po’ di cenere sul cuore

Sulla fronte il marchio della croce di cenere

Va bene

Ma poi tutto va via con qualche ragionamento

Fai cadere la cenere sul cuore

E’ il cuore che deve cambiare vita

Il cuore se sa riconosce il proprio peccato

Può avvertire l’abbraccio di Dio

Sul cuore triste e ingrugnito fa scendere la cenere

Dai a Dio la possibilità di farsi vedere da te Misericordia

Non prendere decisioni affrettate di pentimenti emozionali

La cenere non cade sul cuore ma viene portata via dal vento della superficialità

Fa cadere la cenere sul cuore le lavandaie la usavano come soda

Così il tuo cuore sarà puro

martedì 25 Febbraio

Pastorale della zappa

Ieri sera recitavo il canto del Magnificat

Si recita ai vespri anche dopo gli esorcismi

Stavo lì è pensavo

Maria non ha cantato la sua bellezza

Ma ha ringraziato dei doni ricevuti

Si è fatta educare da Dio

Anche se Lei è perfetta senza peccato

Infatti secondo la tradizione è vissuta nel tempio

Ha fatto un’esperienza di Dio

Fino alla pienezza esplosa nel magnificat

Perchè il suo ascolto è così pieno fino ad accogliere Dio

Il Magnificat è riconoscere a Dio i doni che Lui le ha fatto

Questa parte della relazione con Lui è bella

E’ ringraziarlo di tutti i doni che Lui ci ha fatto

I doni hanno un nome come Maria recita nel Magnificat

Noi generalizziamo i doni perché non li conosciamo per nome

E non diamo gloria a Dio

perché abbiamo una relazione con Lui da bambini

Pensate a Nazareth Giuseppe e Maria vivevano con Gesù

Anche Giuseppe ha cantato il suo magnificat

Insegnando a Dio il lavoro dell’uomo

Gesù gli ha insegnato il lavoro di Dio

Per questo il silenzio di Giuseppe

E’ il magnificat di ogni uomo

Dio l’ha fatto Padre di Suo Figlio

Giuseppe ha ringraziato Dio nel dono avuto

Crescendo ed educando Gesù da vero uomo

Tutti siamo chiamati a questo Magnificat

lunedì 24 Febbraio 

Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Mc 9,14-29

Quanta diffidenza abbiamo verso il Signore Gesù?

Quanti dubbi nel coniugare il verbo credere?

Con diffidenza e dubbi ammazziamo la fede

Siamo noi i primi assassini a fermare lo Spirito Santo in noi

Noi non crediamo alla Verità della Parola

Siamo disobbedienti a ciò che la Parola porta in se

Ecco l’orgoglio demoniaco che non ci permette di vedere i segni

Questo padre è disperato nel vedere il figlio trattato in quel modo

Urla la sua fede dicendo: Credo; aiutami!

Credo aiutami Signore non soltanto quando sono disperato e Tu sei l’ultima spiaggia

Credo aiutami Signore nelle cose quotidiane quando il mio orgoglio non permette di chiedere

Sono proprio questi piccoli sassi che si cementano con l’orgoglio e mi allontanano da te

Credo aiutami quando la ragione offusca l’intelligenza e mi fa chiedere cose insensate

Credo aiutami quando il cuore è come quello di Erode che ti tratta come fenomeno da baraccone

Credo aiutami…………….. donami il tuo Santo Spirito nel chiedere

Perché tante volte chiedo senza sapere ciò che chiedo

I demoni non vanno via senza la preghiera

Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

Il male si combatte con la preghiera e il Maligno soccombe davanti all’Onnipotente

giovedì 20 Febbraio 

Pastorale della zappa

La notte cedeva il passo all’alba

Sul tavolo il Suo Corpo messo sospeso sul calice

Che notte!!!

Era appena finita l’adorazione

Davanti a Lui ho scritto gli ultimi peccati

All’orizzonte l’alba con i suoi colori delicati

Ho ricominciato a leggere le 28 pagine di peccati

Lui li sul tavolo il sole che sorge la candela accesa

Un sapore di antico sempre nuovo

dove il tempo non è tempo

Un pianto senza freno rompe il silenzio

Il Suo sguardo dolce era luce

Una luce che non denuncia il peccato

Lo risalta e lo copre di un velo d’acqua

Tutto ciò sembra un assurdo

Ecco un nuovo giorno

E’ proprio nuovo

Misericordia mi ha visitato

E’ tramonto

Anche i colori sono come quelli dell’alba

Sono un po’ più accesi

Mi sento piccolo e al centro di un giorno senza tempo

Dove i colori hanno scandito la sintesi dell’Infinito

mercoledì 19 Febbraio

Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, …..Mt,8,22-26

La Sua compagnia non è mano nella mano anche se è bella l’immagine

Lui ti prende e ti porta fuori di te

Ti invita a uscire dal tuo stare cheto

Per fare cosa?

Se le tue paure ti lasciano nell’immobilismo

Se le tue ansie ti agitano

come se il mondo avesse bisogno solo di te

Lui continua a farti compagnia

Perchè?

Lui vuole fare le cose con te

E ti vedi alla fine del giorno quando fratello asino

Chiede la sua razione di riposo,perchè stanco

Mentre il cuore vuole ancora fare

Lui si siede accanto a te e ti dice “ora riposiamo”

La pienezza invade il tuo cuore

Perchè non hai fatto le cose per ….

Su questi puntini scrivi quello che vuoi

E’ sempre quel per che rovina tutto

La frase è “Oggi ho fatto le cose con l’Amato del cuore”

Il cieco viene preso nelle sue chiusure quotidiane

Usci con Lui fuori dal suo quotidiano

Vedeva gli uomini come alberi

Vedeva gli uomini come cose

Quando Lui posò su gli occhi i suoi umori

Vide tutto nitido

Lui gli ricordò di non entrare nel villaggio per …

Ma doveva andare oltre

Vai più su facendo le cose della terra

Perchè i piedi poggiano a terra

Il cuore va in su con Lui

martedì 18 febbraio 

Pastorale della zappa

C’è un’evidenza dei fatti, dove i segni si manifestano

Perchè continuiamo a non credere ?

Gli apostoli continuano a discutere che manca il pane

E hanno distribuito pane per due volte a cinquemila e quattromila persone

Hanno Gesù con loro l’Autore di quei segni

Certo anche tu mi puoi dire se oggi noi potessimo vedere Gesù

Le cose sarebbero diverse noi non siamo come gli apostoli

A parte la presunzione che ti fa dire certe cose

Di fatto Lui ha detto che tutti i giorni sta con noi

Lui veramente sta ed è vivo

Hai mai provato a dire nella preghiera un tuo bisogno?

L’hai esplicitato senza essere dubbioso?

Oppure hai detto:

“Mi piacerebbe avere questo”,ma declini la richiesta

Solo perché non sai quello che vuoi

e tu vuoi che Lui faccia la tua volontà

Nel Vangelo Gesù domanda sempre

“Vuoi tu questo?”

E chi vuole il segno risponde: “ Si lo voglio”

C’è anche un vizio di volontà ed è questo:

“Vorrei questa cosa”

Il vorrei è una volontà da irresponsabili

Perchè una parte di te vuole e un’altra parte non vuole

Queste due volontà fanno a cazzotti e si annullano

Il Donatore ha fatto sempre la volontà del Padre

Perchè tu vuoi nella tua presunta discrezione,

non chiedere in maniera assertiva?

Forse ti aspetti che Lui faccia questo solo perché è Onnipotente? Lo é !!!

Dio ha bisogno della tua libertà

Invece o’Z’ zzus si infila senza permesso e la sua invadenza è nociva

lunedì 17 Febbraio 

Pastorale della zappa

Un’ansia di ricercare i segni

Senza arrenderci alla fiducia

Cercatori di segni fino all’impossibile

Senza mai fermarci a contemplare la Fonte

Tanti cercano segni e quando li hanno

La loro vita è la stessa di prima

In più non cambia niente

Si cerca un sole che rotea e poi?

Anche se risorgono i morti

le cose non cambiano

Oggi più di ieri i segni sono di portata mondiale

Eppure andiamo sempre peggio

Dio si ritira perché non cerchiamo Lui

Siamo di quelli che quando ricevono i regali

A seconda di quanto costa

Sul nostro volto compare delusione

Oppure qualche sorriso di plastica

Chi dona è un emerito sconosciuto

Questo è quello che facciamo con Dio

C’è un segno sotto i nostri occhi

Che viviamo è Dio

che si dona a noi in un pezzo di pane

Quando entra in noi ci porta

dove la nostra fantasia non è in grado di andare

Quell’oltre del segno dove non riusciamo ad andare

Perchè?

Non abbiamo fiducia

Non ci perdiamo in chi è più Grande di noi

Costringiamo il Grande nel nostro misero ego

Perchè pensiamo che noi siamo capaci di amarlo

Mentre Lui no!

Noi facciamo l’atto verso di Lui

Lui che si da a noi non è contemplato

Capisci ora che se anche tu avessi una montagna di segni

Non potresti cambiare mai

Ti manca la fiducia in Lui

Perchè la fiducia in Lui ti permette di leggere il segno


Venerdì 14 febbraio

Pastorale della zappa

Andare e rimanere

C’è un andare verso l’altro per dare una notizia

Non per convincerlo quello che deve fare

Ne tanto meno imporgli la tua vita

Il tuo andare sia :

Per curare la solitudine del fratello

Annunciare che l’amore è una persona

Dare la Speranza e non proporre le speranze

Ricordati che nell’andare non vai a titolo personale

La Trinità ti accompagni nell’andare

Quando entri in una casa ricordati che porti :

La Bontà del Padre

La Verità del Figlio

Il fuoco della Spirito Santo

E tu sei inserito in questo grande amore

Se tu conoscessi questo dono non porteresti con te:

Il potere,il successo o tutto ciò che sa di personalismi dottrinali

Tu come l’Agnello cureresti e daresti la vita

Rimanere

Quando è il tempo di andare e tu come Davide rimani

L’Ozio prende possesso del tuo stare fermo

L’unica parte del corpo che si agita è l’occhio

Che guarda ciò che gli interessa e fa ciò che vede

Rimanere nello stare con se stesso è nocivo

Ti fa ripiegare su di te e ti porta al tribunale della tua giustizia

Dove l’Accusatore che non sta mai fermo

Ti sommerge nei sensi di colpa

Almeno se vuoi rimanere:

rimani con Lui per riposare

Teni gli occhi fissi su di Lui e l’anima lasciala andare

Dove il tempo non c’è e dove mille anni anni

è come il giorno di ieri

giovedì 13 Febbraio 

Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia.

Ed egli le rispondeva:

«Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».

Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli».

Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia». Mc 7,24-30

L’amore di madre non tollera il male di sua figlia

E’ una straniera che cerca Chi può soddisfare questo suo bisogno

Quando il cercare è un bisogno puoi anche sbagliare

Questa donna ha trovato il Pane di vita eterna

Si accontenta anche di briciole che questo uomo le può dare

L’amore è fatto così si accontenta di poco

Perchè già porta in se qualcosa di forte vitalità

La fecondità di madre accompagnata dall’amore

Questo Uomo riconosce tutto questo

Perchè Dio è fecondo e ama la sua creatura come una mamma

Nonostante un apparente diniego

L’amore e la fede di questa donna fanno saltare la promessa antica

Dio si arrende davanti a questo amore

Dio non le da briciole ma da la Sua Parola che sazia la fame materna

Lui vuole dire che è Dio di tutti coloro che hanno bisogno

Armati di fede e di amore come una mamma

E chiedi!!!

La forza di questa donna è che non si è lasciata cadere le braccia

Ne ha desistito nel chiedere chiudendosi e cercando surrogati

Chiedere il pane è riconoscere il Pane che si dona

Quando Dio è riconosciuto non può fare altro che farsi riconoscere

La Sua potenza non ha spazi o confini

Perchè l’amore allontana il male anche a distanza

mercoledì 12 Febbraio 

Cura la parte interiore di te

Abbi cura del tuo interno

Perché :
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.

Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male:

impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno,

dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.

Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo». Mc 7,14-23

Come si cura questa parte interna?

Bisogna tenerla a bada come curi la parte esterna

Quando metti un vestito quando tempo impieghi?

Abbastanza tempo

Per dare una risposta neanche un secondo

Infatti nella risposta veloce dai il peggio di te

E la relazione si arena non parte

Rendere puro il cuore è quello che dobbiamo fare

Stiamo attenti a non tenere a bada il male

Bensì curare le virtù come hai cura nel metterti il vestito bello

Abbi cura nel crescere nell’esercizio delle virtù

Puoi prendere un vizio che ti rende impuro

Trova la virtù corrispondente

E una volta trovata

Cerca nella Scrittura la frase corrispondente

Perchè la frase ti serve per pregare e ricordarti della virtù

Negli atti concreti realizzi la virtù

Logicamente è una lotta che ti vedrà vincente e perdente

Ma tu dritto per la tua strada anche quando sei perdente

Ricordati che sei figlio di un Padre che ti vuole vedere che lotti

Ossia metti la tua volontà nel costruire i mattoni del tuo castello interiore

Poi per cementare i mattoni ci pensa lo Spirito Santo

lunedì 10 febbraio

Pastorale della zappa

Mentre la vita scorre e la sera ferma questo scorrere

Ti trovi a pensare al giorno ormai trascorso

E cerchi briciole di verità

La giornata dei pettirossi

Entrò attraverso la finestra aperta un pettirosso

Non riusciva a trovare l’uscita e lo presi tra le mani

Mi sembrava di toccare la seta

In me sorse la paura di fargli del male

Uscii nel chiostro dell’eremo e lo feci volare

Mi venne questo pensiero:

“Vedi quanta delicatezza hai avuto per questo uccello

Abbi la stessa cura con il corpo del Signore

quando si fa tra le tue mani”

Sempre nello stesso giorno mentre uscivo dall’eremo per dire il rosario

Un altro pettirosso mi ha accompagnato lungo la strada

Mentre recitavo le Ave Maria per poi volare via

“ Quando preghi anche il creato recita la sua preghiera

Nella preghiera non si è mai soli “

Dopo aver fatto la camminata nel bosco al ritorno

trovai un altro pettirosso alle prese con una piccola mollica di pane secco

Mi fece tenerezza nel guardarlo,

dalla sua mollica non si allontanava nonostante la mia presenza

Capii che quella mollica andava sbriciolata

Cominciai a sbriciolarla e quei piccoli frammenti di pane

Venivano mangiati prima che cadessero al suolo

Finito il pane volò via

Guardai con tenerezza quel volo

Poi una domanda :

“ Hai mai guardato con tenerezza chi prende il corpo di Cristo?”

Tre piccole briciole di verità mi fecero chiudere gli occhi

Mi addormentai nella pace

Nel mio cuore c’era tanta gratitudine verso il Signore

Perchè tre pettirossi mi avevano insegnato l’immensa grandezza dell’Eucarestia

venerdì 31 gennaio

Pastorale della zappa

cfr Mc 4,26-34

La pazienza è l’attesa che fa sperare

Il contadino quando semina aspetta e spera

Perchè il seme ha il suo percorso

Questa attesa fa sperare che il seme porterà frutto

Quindi qualsiasi pensiero negativo o ansiogeno non serve

La pazienza è preghiera è guardare a Dio

Sono almeno duemila anni che aspetta la realizzazione del regno

Che pazienza!!!

Espropriandoti da tutte le aspettative e se guardi Lui

Nella preghiera ti accorgi che nasce un’attesa che diventa preghiera

Non sono le aspettative che hai sul seme

perché il seme non si adatta a te

Il contadino non si adatta al seme lo cura

e accetta ciò che il seme gli può dare

La pazienza esercitata ti permette di conoscere Dio

Non è un estasi è la bellezza concreta che si snoda sotto i tuoi occhi

La pazienza quindi ti permette di amare l’altro

Infatti come il seme hai suoi tempi anche il fratello hai suoi

Come il seme una volta cresciuto come un albero, accoglierà

Così il figlio cresciuto nella pazienza imparerà ad accogliere

La pazienza è la virtù dei forti perché ti fa trascendere da te

E ti porta nel seno del Padre

Se pensi a Dio che attende la realizzazione del Suo regno

Aspettando questo seme che è l’uomo affinchè porti frutto

Puoi capire la grandezza del suo amore e la Sua pazienza

Altro che debolezza

Certo se prendi come paragone l’uomo la pazienza è debolezza

Se guardi i santi come hanno vissuto la pazienza contempli Dio

E lo conosci

mercoledì 29 gennaio

Pastorale della zappa

Cfr Mc 4, 1-20

Il campo è l’uomo e il terreno è il suo cuore

Il Seminatore è Dio che è generoso semina dappertutto

E’ così generoso che non guarda il tipo di terreno

Ogni terreno ha sassi, erbe infestanti, rovi,

alcuni tratti di terreno sono troppo battuti e quindi duri

In questo tempo c’è la prima aratura

Tutto il terreno del campo viene rivoltato

Il campo sembra pulito ma il terreno ha rimasugli di tutto

sassi, semi di erbe infestanti, altre parti restano dure

e buona parte del terreno rimane buona

La conversione è l’aratura dove il cuore viene smosso

Ma non è ancora cominciato il vero lavoro di conversione

Perchè bisogna togliere i sassi e c’è una pratica agricola

C’è da togliere le erbe infestanti c’è una pratica agricola

C’è da rendere soffice il terreno c’è una pratica agricola

Ma dopo la conversione cosa bisogna fare ?

Vivere l’umiltà è rendere vivibile la vita mettendo insieme

le parti buone e fare delle negative un’occasione

Ricordati che la parola humus è la radice dell’umiltà

ma è anche sterco in francese merda questo rende soffice il terreno

l’umiltà rende umano il cuore pronto per accogliere la grazia

I sassi sono gli inciampi che abbiamo nel cuore

Quelli vengono allontanati dal campo e quindi dal cuore

Qui ci vuole la pazienza e la continuità

Togliere i sassi è la pratica più noiosa,

infatti la pazienza e la continuità sono le virtù del lungo periodo

Noiose all’inizio, ma quando le eserciti con costanza

Sono come gli aghi del ricamo

fanno spazio per far passare il fili colorati dell’esistenza

martedì 28 gennaio

Pastorale della zappa

….disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». Mc 3,31-35

Carissimo Apostolo che hai fatto un’affermazione di panza e non di testa

Ora se vuoi essere credibile chiedi scusa a coloro che stanno con il Signore

Sappi che anche coloro che stanno fuori e criticano

Nel vangelo di oggi abbiamo che Gesù non dice “andate da un’altra parte”

Presenta chi è Sua Madre e chi sono i suoi fratelli

Poi sappi che la chiesa è il luogo degli uomini liberi

Tutti possiamo criticare, ma al dunque non possiamo escludere

Perchè figlio è il povero, quello che critica, e altro

I fratelli di Gesù lo credevano pazzo eppure Gesù non dice :

“andate da un’altra parte”

Pensa caro Apostolo “ Gesù per tre anni si è spupazzato Giuda”

Lui sapeva che era traditore

Gesù non l’ha mandato in un altro partito

Alla fine gli ha dato un boccone di pane

E tu a questa gente che critica li mandi via

Abbi pazienza ritorna in te

Fa di questa figuraccia un’opportunità

Sai faccio pastorale della zappa

Una piantina che viene storta su non la butto via

ma le metto un sostegno e la faccio stare nell’orto

Forse sei preoccupato perché le cose non vanno

Mi fa piacere che ci tieni

ma sappi che la chiesa è sposata a Cristo

Lui il Capo prende dentro tutti

C’è un salmo che è il mio cavallo di battaglia

“Uomini e bestie tu salvi Signore”

Perchè ti affanni e mi diventi un segretario di partito

mentre sei Apostolo?

Dici pubblicamente che hai sbagliato e può succedere

Vedrai quelli che criticano capiranno

Sappi che è questo il modo di vivere il vangelo

Ho una certa…. Conosco solo il vangelo nudo e crudo

Nuove o vecchie evangelizzazioni sono in funzione delle mode

Il Vangelo la Parola ieri oggi e sempre Amen

lunedì 27 gennaio

Quando vedi la croce non girare il collo

E pensi di stare a posto

Solo, perché non hai fatto niente di male

…..ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno:

è reo di colpa eterna». Mc 3,22-30

Quando controlli il tuo bilancino della giustizia

Cerca di essere più veritiero che realista

Il più delle volte proprio lavorando sull’idolo della giustizia

Perdi di vista la misericordia che Dio ha usato verso di te

Attento a quella giustizia affettata

Che non da e non chiede perdono

Quello è il peccato contro lo Spirito Santo

Il Giusto si è fatto peccato perché tu fossi redento

Il Giusto si è fatto ultimo affinché tu fossi primo nell’amare

Il Giusto si è fatto cieco perché tu potessi scrutare l’Infinito

La Vita che ti ha dato il Giusto non potresti mai pagarla

Invece di stare ritto come un palo di ferro nella tua chiusura mentale

Rendi salde le ginocchia e piegale

Raccogliendo il Sangue della Misericordia

Se non fai questo pecchi contro lo Spirito santo

Non perseverare nella tua giustizia

Perchè davanti a Lui nessuno è giusto

Solo da Lui possiamo avere e dare il perdono

Puoi negare il nome del Padre e del Figlio

Ma non puoi negare la misericordia che viene dal loro amore

venerdì 24 gennaio 

Pastorale della zappa

….perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.

Mc 3,13-19

Prima di tutto bisogna stare con Lui

Lo stare con Gesù è una necessità

Da parte sua, perché Lui vuole darci tutto di se

Da parte nostra ne abbiamo bisogno in quanto fragili

Se l’uomo non avverte in se questa necessità

Andrà sempre avanti con la sua presunzione

Puoi fare sulla carta tutte le strategie,

ma se non entri nella relazione con Lui rimani fuori

Come fai a parlare di Lui se di Lui non ha fatto esperienza?

Oggi impariamo sui i libri tante cose belle,

e trasmettiamo ciò che abbiamo letto

Il guaio che non abbiamo fatto esperienza di Lui

Non abbiamo fatto carne nostra la Sua Parola

Se questo non c’è allora parliamo del Demonio

come qualcosa di arretrato e del passato

Poveri!!!! Questi scienziati non solo non sanno stare con il Signore

Ma non sanno neanche percepire il danno

che fa nella mente e nel cuore la presenza di questo Spirito immondo

Per scacciare il Demonio è importante che tu vada alla scuola di Gesù

Lì si impara l’umiltà elemento indispensabile

Vivere come San Giuseppe che è stato in silenzio con Maria e Gesù

Allora il tuo stare con Loro ti fa stare nella Luce

Il Bene e il Bello lo puoi portare con le tue caratteristiche

Ma prima devi imparare a obbedire a Loro

Servi obbedienti del Padre

giovedì 23 gennaio

Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero.Mc 3,7-12

La barca è il simbolo della chiesa

La chiesa è il luogo dove nessuno possa essere schiacciato

Tutti abbiamo fatto nei viaggi l’esperienza della folla

Ci siamo sentiti schiacciati

Gesù cammina tra la folla che lo schiaccia ma una solo lo tocca

Schiacciati o toccati

Ci schiaccia tutto ciò che non ci rende felici

Ci schiaccia tutto ciò che non ci rende liberi

Il nostro senso oppressivo che abbiamo dentro

E’ tante volte l’ingolfamento che abbiamo dentro

La chiesa è sempre il luogo degli uomini liberi

Non si sta nella chiesa solo perché non siamo liberi

Abbiamo sempre bisogno che qualcuno ci definisce

Un gruppo una setta o altro dove c’è quel controllo democratico

Che ti determina e schiaccia

Il toccare è il modo per stare in comunione

Gesù si lascia toccare nella folla ,

solo da chi ha tra la ressa che schiaccia

C’è una donna che lo tocca con il cuore

Le nostre mani mosse dal cuore toccano Gesù

E mentre cammina tra la folla che schiaccia

Lui dice: “ Chi mi ha toccato?”

Chi vede la realtà e non conosce la Verità

Si meraviglia di tale domanda e dice:

“ Tutti ti sono intorno e ti toccano; Tu dici chi mi ha toccato”

Una lo tocca con il cuore gli altri lo schiacciano

Chi sa perché?

Mercoledì 22 gennaio

E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

Mc 3,1-6

Erodiani e farisei si mettono d’accordo per ammazzare Gesù

Pilato ed Erode diventano amici nel processo contro Gesù

Quando il male si incontra è comunque solidale

Questa è una riflessione strana che mi chiedo.

Perché fa così paura il Bene ?

Il male ha bisogno del buio per essere progettato

Il Bene si manifesta senza ostentazione e nella libertà

Ed è proprio questo che fa paura

Paolo dice amo il bene e faccio il male che non voglio

Tutti ci troviamo in questa barca pieni di buchi

C’è chi tappa la sua barchetta con la perfidia,ipocrisia, menzogna

Prima o poi la Luce della vita chiede i conti

O meglio l’uomo si accorge di questo e vuole cambiare

Beato quell’uomo che ascolta la Parola e si converte e cambia

E non segue il consiglio degli empi

Se ci fate caso il vangelo di oggi presenta due scene in contemporanea

Gesù al centro della sala con l’uomo dalla mano chiusa

E i farisei e gli erodiani in posti diversi

Gesù guarisce e fa in modo che questo uomo possa collaborare con Dio

Tutto questo avviene alla luce del sole

I farisei e gli erodiani si uniscono e vanno verso il buio

Tennero un consiglio in un altro luogo per ammazzare

Hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi

Hanno calunniato me lo faranno anche con voi

Forse questo non sta succedendo oggi con i veri cristiani?

Le tenebre non hanno vinto la Luce quella vera

Questa espressione profetica del prologo di Giovanni

Ci deve dare speranza e andare avanti

senza pensare alle polemiche ideologiche cristiane questa roba è tenebra

Tu zappa l’orto del Signore e la sua luce ti accompagna

martedì 21 gennaio

Pastorale della zappa

Inizio

C’è un inizio nella natura ed è questo

Nei campi ci sono piccoli fuochi che bruciano tralci vecchi Gv 15

E’ la potatura delle viti siamo a gennaio e questa pratica va fatta

Entro gennaio tagliare i tralci altrimenti la vite piange

Nell’orto bisogna iniziare a raccogliere il resto delle stoppe e bruciarle

Perchè il gelo li ha seccati e sistemare il terreno

Nel giardino sistemare il terreno e potare le rose

Aspettando il fico che mette le orecchiette di topo Mt 24

Piccoli esempi in natura che ti possono servire a iniziare

Ora cerchiamo di non inventarci il clericalismo ecologico

Cominciamo a prepararci e pensare alla quaresima

Cerchiamo di capire cosa cambiare in noi

Iniziamo di imparare cosa tagliare e cosa coltivare

Questo è tempo di preparazione alla quaresima

Fai un elenco di cose negative da tagliare

O fai un elenco di cose positive da voler vivere

Prendi una sola cosa negativa o positiva

Comincia a corteggiarla con il pensiero

Fa una domanda alla tua intelligenza e verificala

In modo che quando il 26 febbraio inizio della quaresima

Fai la pratica di esercitarti nel tagliare nel bruciare nel concimare

Si taglia il peccato, si cerca di bruciare il male, si concima la virtù

Ricordati che Dio ti ama personalmente

E tu personalmente devi rispondere a questo amore

Non ci inventiamo il vangelo-ecologico

Rimaniamo fedeli al Vangelo di Cristo altro che ecologia

C’è la salvezza eterna

Vi do una buona giornata e un inizio di carnevale

Tempo di divertimento e riflessione

C’è una saggezza nella sposa di Cristo

la Chiesa!!!

E’ antica ma non morta è giovane ma non superficiale

lunedì 20 gennaio

Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro?

Mc 2,18-22

Può un vecchio rinascere ?

Noi diamo troppo peso alla nostra carne

Che vive l’usura del tempo

E non puoi fare niente

Con questa carne usurata dal tempo

Rimaniamo offesi e anche depressi

C’è un tempo senza tempo

Che definisce la vita dello spirito

E’ nascere ogni volta

Quando lo Sposo ci invita a nozze

All’incontro con Lui nella relazione

L’incontro di oggi non è quello di ieri

Certamente non sarà quello di domani

Mentre la vita della carne si basa sul contingente

Quella dello spirito è un fascio di luce

Che attraversa la carne

E’ come l’otre nuovo cerca il vino nuovo

E’ andare alle nozze e mettersi un vestito

Che lo sposo ti ha regalato per le nozze

E’ la carne che entra nel vestito preparato per la festa

Tutto questo lo puoi provare

Senza farti sconti e compromessi

Fino alla nausea di te stesso

E nel vederti cominci ad avere pietà di te

Cominci a capire cosa vuol dire:

Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai.
Tu eri dentro di me ed io ero fuori. Lì ti cercavo.
Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te.
Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità;
diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace (Sant’Agostino nelle Confessioni)


venerdì 10 gennaio

Pastorale della zappa

C’è un tempo di grazia

Dove l’annuncio della Parola è come la goccia nel deserto

In estate calma l’arsura

In inverno fa sciogliere il ghiaccio

Lascia che il cuore sia aperto e accogliente

Non basta solo l’apertura del cuore

Occorre anche l’accoglienza

Questa riserva alla Parola un posto importante

E l’accoglienza da alla Parola la possibilità di germogliare

Se la Parola non produce chiediti il perché

Se da frutto allora dona

Non solo perché Dio ama chi dona con gioia

Ma la Sua misericordia ti ha permesso di fare frutto

giovedì 9 gennaio

E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito. Mc 6,46-52

Quando ci capita un segno,… e ci capitano!!!

Non entriamo nel significato ,gioiamo , ma poi…

Siamo come coloro

che si infervorano e si ammosciano allo stesso tempo

Invece entra nel segno e comprendi

L’Onnipotente attraverso di esso ti ha fatto una dichiarazione d’amore

E se tu vai ancora più dentro rendendo il tuo cuore di carne

Capisci che ti sta chiedendo di battere nuovi sentieri

Pensate gli apostoli hanno visto un miracolo

La gente lo cerca che vuole farlo re

E loro non sanno ancora con chi hanno a che fare

Il loro cuore è indurito

Come un bambino capriccioso continui a rivendicare

Lo sai.

Perché non ti contenti mai?

Perchè hai paura anche del bello e del bene

Il tuo cuore è malato di paura

E’ come quella musica che ti piace ma il disco è rotto

Tu continui a sentire la musica che ti piace

E quando la puntina che solca il disco gracchia

Tu continui a sentire una musica gracchiante, ma è bella

Butta il disco e compratene un altro facendo qualche sacrificio

Ora ti fai distrarre dicendo ma oggi non ci sono più i dischi

Lo so è un esempio dei miei tempi

Prendi l’esempio

E vai a vendere la tua paura che da anni ti tiene schiavo

E fa si che il tuo cuore non diventi di carne

mercoledì 8 gennaio 

Pastorale della zappa

I trattori con gli aratri frangizolle rompono la terra

Poichè è resa compatta dal ghiaccio tra poco si semina il grano

Il terreno deve essere sciolto per accogliere il seme

Un cuore duro e freddo non può accogliere il seme

Lo fa marcire anzi non permette al seme di entrare

E scivolare tra le zolle dove si accomoda e si ripara

In modo quando sarà la spiga piena non si piega

E le radici possono tenere erta la spiga

La vita ha un continuo bisogno di vivere

Se vuoi che la Parola possa vivere in te

Accoglila rendendo il tuo cuore accogliente

Poichè la Parola ti fa figlio di un Padre generoso

A cui puoi rivolgerti sempre

E che Lui da secondo i tuoi reali bisogni

Il terreno come il cuore non può accumulare

Altrimenti quello che accumuli diventa nocivo

Nel terreno si disperde con le piogge

O va finire in quei intercapedini di zolle dure

Nel cuore si perde nei meandri dei pensieri ed emozioni

Che rendono inefficace l’azione della Parola

In parole semplici ti fa incartare in ragionamenti

Che offuscano la mente all’intelligenza del cuore

E la Parola rimante prigioniera in te

E’ un po’ come se tu non conoscessi il Bene che porta la Parola

Allora il terreno alla tua vista ha delle chiazze marroni

Piccole o grandi a secondo dell’accoglienza

Che tengono prigioniere il seme

Sperando che possa essere liberato in primavera

Quando il terreno è morbido e la forza della vita irrompe

Allora vedi ciuffi di verde che recupera per Misericordia

Poichè il Padre generoso fa recuperare anche a chi arriva in ritardo

martedì 7 gennaio

Pastorale della zappa

Con i botti e lo spumante il passato è stato allontanato

e i propositi moralisti sono stati abortiti sul nascere

I Magi dopi che avevano visto il Bambino e la Madre

per un’altra strada fecero ritorno a casa

C’è una strada nuova da battere non la solita strada

Voglio percorrere una via nuova per il cambiamento

Non può essere la stessa,

ma prima voglio cambiare me stesso e preparare il terreno

Affinchè intorno a me ci sia vita

Nessuna strategia, come nessun bilancio o proposito

deve avere il potere di distrarti

Il cominciare come il ricominciare non è un fare

Cominci ad amare perché ti sei impantanato nella melma

E dopo che ti sei pulito dal fango incrostato puoi battere sentieri nuovi

Ricominci perché ti sei trascinato nella relazione atteggiamenti vecchi

Ora è tempo di porre fine e coniugare verbi nuovi che ti spingono in profondità

Mi sono accorto ieri, parlando con una amica ho fatto delle battute

Che sulla bocca di un vecchio sono insipide

Il ricominciare è molto importante perché non puoi tornare a prima

Perchè l’intensità bella della relazione deve rimanere

Ma dentro ci deve stare la voglia di approfondire e scrostare il di più

E’ il di più che appesantisce in quanto superfluo

E il riprendere viene più spedito e rinnovato

Buon anno dopo che hai visto il Bambino e la Madre fai ritorno a casa

Il Bambino è l’onnipotente che si fa piccolo e tu fatti piccolo

La Madre è colei che custodisce e ama tu diventa Lei

Perchè il Suo amore è una sorgente che zampilla


martedì 31 dicembre

Pastorale della zappa

Buon Momento Presente

Festeggiare un anno che passa è un assurdo

E’ come ringraziare il tempo che passa

Perchè ti fa morire

Cronos è l’unico tempo che ammazza i figli

Per noi il tempo non ha dimensioni

Dio ha pensato a noi da sempre

Dio ci vuole con Lui per sempre

Il Padre che aspetta il figlio pensandolo

Il Padre che aspetta il figlio per averlo per se

Che cosa vuol dire festeggiare la fine di un anno ?

Niente!!! Se non l’assurdo di chi sa di non esistere

Il Padre ha un progetto per noi eterno

Ha pensato per noi un posto nel regno Suo

Dove lo stare non ha tempo o altre dimensioni

Se non quella dell’amore

Se hai amato l’anno che passa amerai anche l’anno che viene

Allora perché festeggiare?

Per l’amore è sempre festa

Prete il dolore dove lo metti?

Certamente non lo affogo in un bicchiere di spumante

e poi butto il bicchiere è come buttare il dolore

No!!! Il dolore è un’occasione di come io possa amare

Non una persona qualunque

Perchè se Dio mi ama e mi ama veramente

Il dolore è l’onestà della relazione è come posso amare Dio

In questo il tempo è eterno

Altro che buon anno

lunedì 30 dicembre

Pastorale della zappa

Basta un niente Signore

E il mio sguardo è altrove

Lontano da Te

Basta un niente e tra mille rive

Mi trovo a disperdermi

Che fatica nel ricompormi!!!

Ti cerco e basta un niente

Smarrirmi nei pensieri

Che come coltre coprono lo sguardo

Anche qui basta un niente

Desolato e deluso di me

Ritorno a Te

La gioia del  ritorno

Ti fa trasalire di gioia

Quello che non riesco a comprendere

La Tua gioia nel mio ritorno

Il niente che torna e la Tua immensa gioia

Il niente che mi assale e mi disperde

Questo divario che mi fa correre lungo la riva

Non mi fa arrivare da Te

Mentre Tu sei già in me

Allora il passaggio all’altra riva

E’ un salto nel vuoto

E’ solo un salto, quello definitivo

Dove le Tue braccia mi accoglieranno

Dove il mio niente è il Tuo tutto

Venerdi 27 dicembre

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Gv 20,2-8

Giovanni era stato mosso dall’amore ed era arrivato prima

Infatti l’amore ha le sue certezze, crede, prima di tutto

Arriva prima, entra dopo e quando entra vede e crede

Gli occhi dell’anima hanno già visto il Suo Signore nell’amore

Ognuno di noi è un Giovanni se ama veramente

Sa che l’anima vede sempre nell’amore

Tanti di noi nella nostra cecità non vediamo tutto ciò

Lo si evince dal fatto che pur avendo visto miracoli

Pur avendo fatto esperienza di miracoli, passati sotto i nostri occhi fisici

In un lasso di tempo che si chiama attimo dimentichiamo tutto

Perchè noi anche nei miracoli facciamo una scala

Allora il miracolo diventa un valore

Non un atto d’amore e allora tutto scompare

Su questa disonestà spirituale bisogna fare verità

La Verità nasce nello spirito per mezzo dell’amore

E si rivela nella pienezza portando all’anima frutto

Giovanni vide e credette

Cosa vide?

L’amore vede oltre la realtà perché cerca le cose di lassù

Dove lo sguardo è fisso e dove è orientato il cuore

lunedì 22 dicembre

Pastorale della zappa

La pianta buona per sua natura da frutti buoni

Le dimensioni dei frutti possono essere vari

Il Signore chiede per se le primizie

E’ passato il tempo di avvento ora cerchiamo le primizie

Non è la quantità che conta

Cerca il primo frutto che hai vissuto in questo tempo

Preparalo e portalo a messa è per celebrare il tuo natale con Lui

Questa è la vera celebrazione del natale

Non dire come gli ipocriti:

In parrocchia quest’anno abbiamo fatto cena per i poveri ho contribuito

Gesù ha risposto così a Giuda :“I poveri li avete sempre con voi cfrGv

la celebrazione della mia nascita viene una volta all’anno”

Certamente hai detto “Approfitto del Natale,

per fare la telefonata così mi tolgo il pensiero, lascia stare in pace il fratello

tu vai dal Signore a portare la tua primizia”

Gli ipocriti hanno già fatto la lista delle persone a cominciare da quelle più influenti

a quelle scadenti per fare gli auguri

Risparmia tempo hai già ricevuto la ricompensa su questa terra

Ci sono altre cose ancora da dire

Tu invece stai con il tuo Signore nella verità

E’ proprio solo davanti a Lui libero da vincoli e convenzioni natalizie

Fai il tuo buon Natale

venerdì 19 dicembre 

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

E l’angelo si allontanò da lei. Lc1.26-38

Guardando questo ultimo versetto è la conclusione di una relazione

Che si è svolta nella verità e nella chiarezza

Maria conclude con: “eccomi sono la serva”

Per l’angelo basta la risposta e parte “va via”

Di quello che conosciamo Maria non si pente della Sua decisione

L’Angelo è sicuro che quella risposta sarà realizzata nella fedeltà

E’ l’accoglienza di un porto sicuro dove Dio si incarna

Le nostre relazioni hanno di un non so che di problematico

Dove l’unico bene che il Signore ci ha dato non sappiamo usare

Questa è la libertà

Gli altri beni noi li abbiamo, ma si trovano sotto la coltre del peccato

Per questo motivo non riusciamo ad andare in profondità

Il terreno del nostro cuore lo lavoriamo solo superficialmente

E’ vero basta un metro o due di stato di terreno fertile e i frutti ci sono

Ma per portare frutti nel tempo occorre un pozzo profondo dove c’è la sorgente

Invece ci siamo fatti cisterne screpolate che non tengono l’acqua

Perchè nella temporaneità delle relazioni si attinge acqua torbida

E la relazione finisce perché si vuole andare altrove a scavare altre cisterne

Rimane la libertà di farlo ma quello porta ancora a delusioni

E l’ anima lavora per fare cisterne e il cuore rimane tappezzato da mille ferite

Se tu metti tutte le cisterne una su l’altra potrai raggiungere la profondità di un pozzo

Troverai l’acqua che ti fa esercitare le virtù e vivere con la Sorgente nell’eternità

giovedì 18 Dicembre

Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita ……..

……….. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, Lc 1,5-25

C’è la preghiera che viene esaudita

e quando avviene non si crede

Zaccaria ha fatto questo

Quante volte diciamo il miracolo è arrivato troppo tardi

Perchè la ragione con i suoi ragionamenti stabilisce il tempo

Dio deve agire nei tempi stabiliti da noi

Noi infatti conosciamo bene la realtà mentre Dio poverino ha troppo da fare

Dietro questa presunzione c’è la grettezza del nostro cervello

Che non vede oltre il proprio desiderio condito con l’ansia

Stabilisci i tempi i luoghi e le modalità come Dio deve agire

Scusami perché non ti fai il miracolo casareccio ?

Tu allora mi dirai “ Lui dice che è onnipotente”

Io ti dico “fa fare a Lui il Suo mestiere di Padre”

Come vedi Dio deve dimostrare la Sua onnipotenza

Dio non farà mai questo

Ti racconto questa storiella:

Un giorno una zanzara sfidò il bue a un duello

Decisero il giorno e l’ora e il bue sicuro di vincere arrivò prima

Arrivò anche la zanzara trovò il bue già attrezzato al duello

E disse:”Ho già vinto perché tu che sei grosso hai accettato il duello”

e andò via con una certa spocchia

Noi ci crediamo come questa zanzara

Ti posso rassicurare che Dio non è un bue

lunedì 16 Dicembre

Rispondendo
a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro:
«Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
Mt21,23-27

Potrebbe sembrare una ripicca e invece non è

C’è un’ignoranza di chi non conosce perchè non sa

….glisi avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e
dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato
questa autorità?».

Questa ignoranza si chiama saggia

Vuole conoscere per comprendere e capire

Questi capi saranno anche saggi,

ma hanno un’amica la malizia

Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”.

Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta».

Questa ignoranza è quella furba esclude la verità

Il Signore non può dare nessuna risposta e tace

Poteva anche sterminarli per la menzogna

Recita un salmo “Con il perverso tu sei astuto”

Ma si limita a dire di non poter dire

Il motivo di questo è perché non ci sono margini per una relazione

Spesso noi facciamo questo con Dio e tra noi

La relazione si chiude e non riusciamo

Non è questione di giustizia o di altro

E’ solo che quando smarriamo la via vera siamo fuori

E non siamo liberi poiché la menzogna ci perseguita

Non ci lascia nella pace e siamo schiavi di noi stessi

Il non detto per difenderci porta ad allontanarci da noi stessi

da Dio e dai fratelli

Quel “non so” dei sacerdoti è la chiave della non conoscenza

Ipocriti voi non siete voluti entrare e non avete permesso ad altri di entrare

Diamo fiducia a Dio ed Egli ci salverà


venerdì 13 dicembre

Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Mt 11,16-19

Avere questa sapienza che sappia discernere il bene e il male

Essere aperti a giocare la vita vera senza i se e i ma

Cogliere la bellezza che la vita offre nel presente

Prendere la vita per il suo verso senza fare resistenze

Tutto questo e altro ci porta a vivere il bene

Alcune volte siamo devastati dalla tristezza

Che ci porta a stare sempre fuori luogo e fuori tempo

Perchè non sappiamo riconoscere dove siamo

Anche un po’ dispettosi notiamo sempre che manca qualcosa

E’ molto probabile che quello che manca a noi

Lo vogliamo proprio quando manca intorno a noi

Già sapere questo è qualcosa

Restiamo sempre nella zona del grigio e della mediocrità

Per giocare bene nella vita:

è bene distinguere la tristezza per il male e la gioia per il bene

giovedì 12 dicembre 

Pastorale della zappa

L’origine dei nostri mali ha un nome, amare noi stessi in modo sbagliato.

E’ proprio non saperci amare che ci fa dimenticare di essere uomini

Corriamo il rischio di diventare egocentrici e superbi.

Pensate che un superbo faccia una vita tranquilla?

Vi posso garantire che la vita del superbo è una vita da cani.

Cerca sempre stabilità,conferme e approvazioni

Quando queste non arrivano se la prende con se stesso.

E’ vita?

Gli egocentrici sono coloro che hanno solo diritti,

non hanno misure per determinarsi ed essere liberi.

Scimmiottano i demoni, in quanto come questi ultimi hanno bisogno della pompa.

Il non amore verso se stessi genera altri mali come la gola.

Noi tutti abbiamo bisogno di nutrirci per vivere,

chi non si sa amare si abboffa.

Questo poveraccio a che cosa va incontro?

Dopo mangiato deve dormire, si sente stanco, svogliato,poco lucido

e per sturare i condotti otturati ha bisogno di alcolici,……

ora ditemi voi se questo è volersi bene…

mercoledì 11 dicembre

Pastorale della zappa

Fatti sfidare dal bene per realizzarlo nella tua esistenza

Cerca sempre il bene e puoi anche sbagliare

Ringrazia il Signore che hai sbagliato per eccesso e non per difetto

Ritorna nei ranghi perché l’amore ritorna inse e trova la Sorgente

Non avere paura di sbagliare per amore

Il Signore nella sua via crucis venne deriso,

gli fu sputato addosso, o preso in giro proprio da coloro che aveva beneficato

Prendi questo come occasione e non lamentarti

Offri al  Signore quell’eccesso d’amore 

Lui lo rende utile per chi è assetato

Ti diranno che sei un idealista,poco concreto,la tua concretezza si vede nel lungo periodo

E’,infatti, nel lungo periodo che si scopre che hai amato veramente

Perchè l’amore è fatto così nasce e cresce come una boscaglia in modo confuso

Poi muore e marcisce come le foglie d’autunno

Poi rinasce in maniera ordinata

E se non rinasce?

Non è un problema… Hai amato !!!

E’ come il seminatore: il buttare il seme non è uniforme quantitativamente

Ma lui non torna indietro a riprendere il seme in più

Lo lascia è proprio questa generosità che rende l’amore dato vero

Ti diranno che sei ingenuo, e che in un mondo di furbi è inutile,tu continua a realizzare il bene

Non ti far condizionare dai giudizi o dalle critiche

Perchè dopo che sei uscito dal tuo egoismo

Non puoi permettere a nessuno che ti metta la museruola

Perchè tu il bene lo devi continuare a fare

L’uomo giusto quando muore lo seguirà l’amore che ha dato

martedì 10 dicembre

Pastorale della zappa

Tienimi stretto tra le Tue mani nella tentazione.

Fammi sentire i battiti del Tuo cuore

I battiti del Tuo cuore son musica ai miei orecchi

La tentazione mi seduce, distraendomi dal presente

Mi attira a se, con suadenti promesse

Io come inebetito mi spingo altre il ciglio

Voglio provare l’ebbrezza del niente

Faccio ciò che non voglio mi accorgo solo quando l’ho fatto

Allora il senso di colpa misto al peccato fa di me un cartoccio

E preso dal vento sbatte da tutte le direzioni

Fluttua nel vento senza mete

E’ come quando qualche passero entra in chiesa

Vuole uscire e passa il tempo sbattendo il grugno sui vetri delle finestre

Con la fuliggine che muove dalle pareti sporca l’altare

Dove ogni giorno l’agnello è sgozzato

Tu mio Dio

Non lasciarmi andare, legami a te anche se mi divincolo.

Tu non puoi trattenermi oltre la mia volontà, io lo so.

Mi lego al palo della mia barca, dolci canti io ascolto.

Fermo al palo tra i canti a due cori

Cerco la Tua parola al mio orecchio diventa viva

E mi porta cantare il mio canto libero pur legato al palo della barca

lunedì 9 dicembre 

Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Lc 5,17-26

Dove c’è il peccato e la miseria

che paralizza l’uomo nelle sue relazioni

Lì sta Dio con la sua misericordia

Dio non vuole la morte dell’uomo

Vuole scacciare dall’uomo il male

Questo l’uomo non lo sa

L’uomo ha bisogno di essere amato senza condizioni

Quando questo non succede si difende o attacca

Il peccatore che conosce il male paralizzante

Quando viene perdonato capisce due cose:

Capisce che Dio lo ama profondamente

E ne ho avuta la testimonianza diretta:

“ Nel perdono mi sono sentito amata da Dio”

Altre volte mi è capitato di ascoltare questa espressione:

“ Ho avuto sempre schiaffi, quando ho sentito le tue mani

Ho avuto la netta sensazione che Dio mi toccava la testa

Mai mio padre mi ha toccato la testa Dio si”

Allora l’uomo viene amato infinitamente da Dio

e cambia vita per quell’amore amore infinito

L’uomo che è passato dallo stato di ripiegamento a quello eretto

Ha capito e visto :

Che tutti gli uomini sono amati infinitamente

Questo è il grande miracolo

che si avvera ogni giorno nel chiedere il perdono

lunedì 2 dicembre

Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”,

ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene;

e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Mt8,5-11

Gesù si meraviglia di questo uomo

La fede porta in se un segreto una fiducia senza limiti

Se veramente credo alla parola

che contiene la promessa che Dio mi fa

Quella parola si realizza

Quando sto davanti a Lui ed esprimo il mio bisogno

Con la coscienza pura del bisogno reale

Se chino la testa davanti alla Parola

C’è un’attesa attiva e da povero

Che dice “Io non ci riesco, ma so che Tu puoi”

Quello è il terreno fertile che accoglie la Parola

L’orgoglioso fa le cose che riesce

Il suo cuore è pieno di finta umiltà

E si fa passare come uomo di fede

La fiducia nella Parola che si realizza in me

Dio è fedele alle promesse e le mantiene se tu credi

C’è una bestemmia molto frequente che si annuncia così :

“Una cosa è la fede un’altra cosa è la realtà”

Spesso sento questa espressione

Ascoltarla poi sulla bocca di coloro che presumano di avere fede

fa pensare :

E’ uno che non conosce i suoi bisogni

Quindi non ha una vita interiore

Pensa di conoscere la Verità

e non la sfiora nemmeno con uno sguardo

Tutto ciò non ci rende credibili

e anche umanamente siamo come quelle canne al vento

venerdì 29 novembre 

Pastorale della zappa

Accogliere

Si parla spesso di questo verbo, ma si coniuga poco

Eppure l’accoglienza è introdurre l’altro a stare

La formula del matrimonio comincia così:

“Io accolgo te….”

Chi accoglie è colui che viene definito da chi viene accolto

E questo stare di fronte la parola bussa all’orecchio aperto

E gli occhi vedono per essere visti

L’accoglienza muove i sensi dell’anima

Che portano al cuore calore e apertura

Chi sa accogliere è chi non si ferma all’apparenza

Anzi è chi riesce a vedere Cristo in tutti gli uomini

Può diventare l’accoglienza una falsità

Quando tu devi accogliere l’altro con amore

mentre lo vorresti strozzare e lo fai solo per formalismo

Allora il sorriso a prova di dentifricio

Il cuore accoglie e si protegge con una corazza

Accogliere come Gesù ci accoglie

E’ difficile:

mette in gioco non solo la fede

perché occorre vedere nell’altro Gesù

Poi c’è bisogno dell’umiltà

che permette al fratello che accogli Gesù

Ci sono poi quelli che quando accolgono

Fanno una grande accoglienza del proprio io

giovedì 28 novembre 

Pastorale della zappa

La pazienza è una virtù

Che diventa oro nel tempo

Ho assistito al dialogo tra un mosto e un vino vecchio

Il mosto esuberante voleva essere vino novello

Bolliva nel tino e faceva sentire i suoi gorgheggi

Poi passò a prendere in giro il vino nelle botti che da anni stava li

Il più vecchio dei vini fermò la sua boria facendo sentire il suo profumo

Il silenzio cadde nella cantina

Il vino novello si interrogò e chiese:

“Perchè hai quel buon profumo e sei pure vecchio ?”

Rispose:

“Ho conosciuto l’Agricoltore che fin dalle origini ha avuto cura.

Posso condividere con te la gioia che hai tu, perché giovane e pieno di vita

Sono contento per te perché la tua gioia è stata la mia gioia

Ora è diverso…..

La curiosità del vino novello interrompe il discorso

“Voglio essere come te”

“Già sei come me- rispose il vino vecchio- Ma ti devi fare amica la pazienza”

Il vecchio vino cominciò a dire :

Dopo la pigiatura non sei vino anche se hai sofferto

Dopo la bollitura nel tino non sei vino anche se hai sognato

Poi inizia la vita vera lontano dai riflettori e dal chiasso della gente

Perchè quel vino che viene bevuto subito è novello e inesperto

Ti trovi in cantina al buio dove il tempo non ha colore e i giorni passano

Ti viene da pensare che la vita è una fregatura abbi pazienza entra nel fuori tempo

L’Agricoltore che ti curava è scomparso abbi pazienza Egli arriverà e ti dirà:

“Vieni amico mio è il mio tempo e ti invito alle nozze”

Non avere fretta impara a rinnovare la tua fedeltà all’Amore

Anche se ti sembra inutile

I primi tempi quando mi hanno messo nella botte ho avuto delle difficoltà

L’incontro e lo scambio nel tempo e mi sono invecchiato

E ora ho il profumo che senti

mercoledì 27 novembre

Pastorale della zappa

Sfumature

Diffidare di se stessi e non accaparrare diritti è l’atteggiamento sano.

E’ importante diffidare di se stessi

Non per l’insicurezza che portiamo dentro

Ma per essere aperti e non prevenuti nella relazione

La diffidenza verso noi stessi ci permette di parlare a tempo opportuno

A differenza della insicurezza che ci fa parlare

Che ci fa prendere delle decisioni non sempre sane e parlare  definendo qualcosa che non conosciamo e non abbiamo sperimentato Della serie ci fa parlare troppo

Questa condizione di diffidenza verso noi stessi ci pone in una situazione di essere un foglio bianco dove tu Signore puoi scrivere

Signore scrivi su questo foglio l’amore

In modo che io possa sempre ricordare il tuo amore per noi Metti il colore rosso che risalta sul bianco come sangue

In modo che possiamo capire che amando fino alla fine si rimane nella Verità

Scrivi Signore!!!

E’ grazia la tua Scrittura

Voglio che Tu scriva qualcosa in modo da dare al mio ego nessuna possibilità.

Io voglio solo ciò che Tu vuoi.

Nella fede Padre mi abbandono a Te causa della diffidenza verso me

Tutto ciò mi dice che tu sei contento di questa mia decisione e mi basta questo.

Lo Spirito Santo mi guiderà a Te e farà verità in me

martedì 26 novembre

Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Lc 21,5-11

La fine del mondo viene vista come qualcosa di straordinario

Gli esempi che fa Gesù sono fatti di vita quotidiana

Il regno di Dio si compirà sotto i nostri occhi

E questo avviene senza che ci accorgiamo

I segreti di qua i segreti di la,

qualche venditore parla delle ultime catastrofi

Dio ha nelle Sue mani la verità

Vuole che la maggior parte di noi va da Lui

E sicuramente non è uno sprovveduto

Dobbiamo fare del nostro quotidiano una lode continua

Solo allora toglieremo a Satana la forza

Visto che viviamo di paura,infatti questa è entrata nelle nostre menti

Satana vede tutto ciò e ci spinge a fare qualcosa di egoismo

Il regno vive di quotidiano e si manifesta in un giorno che non conosciamo

Del resto Gesù ci ha detto:

La catastrofi cadono all’improvviso

Quando svolgiamo le mansioni di tutti i giorni mangiare bere dormire

In tutto questo essere vigilanti

Diamo quello che possiamo come ultimo momento

Diamo come se non abbiamo mai fatto quel gesto

Diamo come che se fosse la prima volta

Tutto ciò per il Signore

Facendo così siamo entrati nel regno

lunedì 25 novembre 

Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere Lc 21,1-4

Questa donna è coraggiosa è in miseria

e getta via da se quel poco che ha da vivere

Anche Abramo si avvia verso il monte con il figlio Isacco

Il suo unico figlio che deve sacrificare

e dice: “sul monte Dio provvede”

Forse anche tu stamani ti trovi a fare i conti con la realtà che vivi

E nella testa un cumulo di pensieri si abbatte

Non sai da che parte cominciare

Come si suol dire la coperta è corta

Sempre qualcosa rimane scoperto

Getta via la stessa coperta anche se copre una parte

E fidati senza condizioni

Forse oggi ti giochi la vita, giocala fino in fondo

Non mettere da parte neanche un centesimo

Perchè anche il centesimo può essere di intralcio al tuo cammino

Come fai a dirmi questo ? E’ la tua domanda

Ti dico che tante volte nella fede o si gioca tutto

O è meglio non prendere in mano l’aratro

Perchè è quel poco che mette il limite alla scelta che fai

Quel poco causa il dubbio perché vuoi proteggere te stesso

E ti infogni nella menzogna dove la chiarezza è un miraggio

Getta via da te anche quelle piccole sicurezze

Perchè nella stanchezza diventano catene e non ti fanno andare spedito

Getta via da te tutte quelle strategie che hai messo in atto per proteggerti

Ora ti trovi da solo e non sai a chi dare i resti

Nella fede non lasciare niente nascosto perdi Dio per Dio

E’ bene che faccia Lui

giovedì 21 novembre

Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!

Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Lc 19,41-44

Oggi e non domani e non ieri

Oggi siamo chiamati ad accoglierlo

Nelle azioni che l’oggi ti presenta

Lui viene a farti visita sin dall’inizio di oggi

Se non l’accogliamo nell’oggi

Siamo avvolti su noi stessi

Nei giorni della lotta va il pensiero

L’emozione fa rivivere qualcosa di buono o di brutto

E il nostro volto deformato dal negativo

ci fa ripiegare nella mosceria dell’oggi

Lui che ti fa visita vuole solo darti la pace

Mentre tu appena alzato hai già acceso la mitraglia

Il tuo fare deve essere centrato e non hai tempo per la pace

Se tu avessi compreso che quest’oggi hai un’opportunità

La prima volta che ami

L’ultima volta che ami

E l’azione che compi oggi è unica e non avrai altre

Per fare questo devi abbandonare il fare

L’amore dell’oggi è la sua presenza

che si staglia nell’ordinario

Allora l’oggi non ha il tempo

Ha il tuo e il suo tempo e tu ne apprezzi la visita

Ha portato al tuo cuore la pace

Che quando scende su di te ti accorgi che gli appartiene

Perchè un altro non la può dare

Vi lascio la pace vi do la mia pace non quella del mondo

martedì 19 novembre

….ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Lc 19,1-10

Caro Zaccheo non riesci a vedere il Signore

Tutti ti temono ma nessuno ti fa posto

Sei solo devi fare i conti con la tua statura

Non riesci, eppure vuoi vedere che ti può aiutare

Quanta sofferenza hai nel cuore per la tua statura?

Sei su di un albero per superare il limite

Forse ti sei sentito ridicolo, l’uomo temuto di Gerico scala un albero

Mi fai tenerezza e mi fai ridere nel vederti scendere dall’albero come una bertuccia

O forse sei un uomo coraggioso che ha deciso di cambiare ?

Tu sapevi che la tua statura non era come quella di Gesù

A me hai insegnato che quando un limite diventa invalicabile

E’ meglio vedere Gesù che viene da te

Entra nel tuo intimo dove i limiti diventano corde che paralizzano

Lui sa sciogliere quei nodi che tengono paralizzati

Non occorre salire sugli alberi per vedere

Bisogna dare indietro ciò che il limite ha rubato

E dividere per quattro volte ciò che non siamo riusciti a dare di noi

In questa dimensione conosciamo la statura del nostro amore

Usando il limite che ci ha legato per una vita intera

lunedì 18 novembre

Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Lc 18,35-43

Gridò quando gridi è perché esprimi un bisogno

Vogliamo tante cose e ci perdiamo in esse

Non riusciamo ad andare al centro dei nostri bisogni

Li smorziamo sul nascere

e quando ci travolgono li narcotizziamo

Questo non urlare non è perché non hai bisogni

E’ perché non ti fidi di Lui

e vuoi fare le cose da indipendente e non da uomo libero

Questo cieco lo vogliono far tacere e lui grida più forte

Conosce Chi sta passando, infatti lo chiama Signore

Il cieco poiché sa che è il Signore grida

Ha il bisogno di vedere e grida più forte senza riguardo

Tante volte fai tante richieste e Dio non ti da niente

Non perché non gridi sei solo un bambino che vuole tutto

E non conosce veramente ciò che ha bisogno

Oppure ti nascondi dietro a delle formalità per giustificare la tua mancanza di fede

E partorisci nella tua mente: “Ho chiesto molto e Dio non mi ha dato niente”

Sei da compiangere quando il tuo bisogno viene ad essere soddisfatto

E tu lo rifiuti solo perché i tuoi pregiudizi verso la persona che fa da tramite

non è degna, mentre tu pensi che meriti di più

La tua superbia ti fa essere sempre infelice

Hai fatto due errori uno per la tua superbia,

hai tradito la tua libertà per l’indipendenza

Si sa che Dio usa per il regno degli incapaci

Tu aspetti Dio in persona che soddisfi i tuoi bisogni

Questo cieco ci vede bene dietro la sua cecità

Quelli che lo vogliono zittire (gli apostoli) perchè sono disturbati

E sai perché? Stanno discutendo chi è il più grande

Tu non urli non perché non sei capace, ma perché non ti conosci veramente

Ascolta quel grido vero che sta dentro di te

Da un nome al tuo bisogno urlalo o verbalizzalo

Ma non mettere in atto strategie che abortiscono il tuo bisogno

Perchè questa è perfidia figlia della superbia

Se ti senti minacciato urla più forte

Non ripiegarti su te stesso dandoti delle giustificazioni fasulle

Immagino il cieco vede con la sua fede chi è Colui a cui grida

Ha in se la certezza della salvezza

venerdì 15  novembre 

Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.

Lc 17,27-37

C’è un’espressione nel vangelo che dice : “Venite dietro a me”

E’ l’invito che il Signore ci fa a camminare sulle sue orme

Quando vai in montagna e la neve è alta per non sprofondare

Metti il piede sulle orme di un’altra orma

Quando fai così vedi che la strada è spedita e sei felice

Poi arriva il tempo della tentazione dove l’orgoglio ti solletica

Ti fa sentire capace di fare da solo

Oppure anche la superbia questa è più fine nella stupidità

Allora, il venire dietro a me, diventa asfissiante

Oppure l’ansia dove il controllo è forte e non ti fa vedere la strada

Chi sta davanti a te, deve essere superato, perché non ti permette di vedere

Fa ancora peggio non ti sa dare risposte ai tuoi perché, quindi è da superare

Comincia l’inquietudine e tu vuoi salvare la tua vita dall’altro

Sorpassi il Maestro e vedi che sei pure più bravo

Esci fuori dal sentiero battuto e pensi nella tua megalomania

che hai preparato un nuovo sentiero per gli altri

e il sentiero di prima era pericoloso mentre il tuo è il migliore

Il sorpasso, il nuovo sentiero è come salvare la propria vita

Invece è egoismo che ti spinge a lasciare l’amore

E batti zone a te sconosciute dove ti perdi e non riesci a trovare la vita

L’orgoglio ti vieta di chiedere aiuto

La superbia ti fa sentire superiore a tutto quasi invincibile

L’ansia come una mosca di di questi tempi,

che girano a vuoto perchè malate

se ci fate caso toccano sempre la stessa parte del corpo per questo noiose

Dice il Signore per mezzo di Isaia

“Ritornate a me su trattiamo…”

Se Dio è Dio e si umilia con te e vuole trattare

Perchè tu non esci e riprendi in mano la tua vita perdendola nell’amore?

O forse pensi che Dio deve fare così se non perde i clienti?

Ci perdi tu se Dio si umilia davanti a te e ti chiede di trattare

Umiliati davanti a Lui e riprendi la tua relazione d’amore

giovedì 14 novembre

Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi! Lc 17,20-25

Come fai a vedere il regno di Dio, mentre vedi intorno a te solo macerie ?

Ognuno di noi ha una visone di regno a secondo di ciò che ci suggerisce la parola regno

Il Regno è un piccolo seme che tuo cuore può accogliere e fare di quel seme un albero

Il Regno è un po’ di lievito che si perde nella farina tu sei quel lievito che si perde

Il tuo perderti nell’amore di chi ti passa accanto porta il Bene

Il Regno è la lampada che arde e da luce

Quante lampade umane si consumano e danno speranza con il loro dolore?

A te fa male vedere quella sofferenza

Ma chi è smarrito trova la via della speranza

Il Regno sono i doni che un Re da e chi li riceve li investe

Il Regno non ha una struttura monolitica pesante

E’ come prendere un pezzo di pane immerso nel vino

Ha l’esperienza del vino invecchiato nel buio di una botte

E il sapore del pane appena sfornato

Il vino che allieta il cuore dell’uomo

Il pane che da forza nel cammino

Se metti gli occhiali dell’amore vedi intorno a te tracce del Regno

Ogni piccolo gesto d’amore, nascosto agli occhi del mondo

Dio lo utilizza per il Suo Regno

mercoledì 13 novembre

Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce,

e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo.

Era un Samaritano. Lc 17,11-19

Una vera relazione d’amore ha il senso della gratitudine

Diamo per scontato ciò che Dio deve fare con noi

Ma noi nel nostro andare non ci fermiamo per tornare indietro

Dobbiamo arrivare al tempio un edificio fatto di pietre

Dobbiamo andare avanti nel realizzare le nostre quattro carabattole

Ma non torniamo indietro come questo Samaritano

Lui Riconosce che è guarito e ringrazia Chi l’ha guarito

Noi pensiamo che siamo convertiti

Non abbiamo bisogno di ritornare alla fonte della guarigione

di incontrare chi ci ha guarito abbiamo bisogno di essere sanati ma non di guarire Dio ha fatto il suo mestiere ci ha sanati ha fatto il miracolo Ma siamo molto lontani dalla relazione di gratitudine e riconoscenza Le nostre relazioni opportuniste non ci permettono di rendere grazie Tanto Dio non ha bisogno del grazie

“E gli altri nove dove sono?”

Questo peccato di superficialità non ci permette di guarire Sanati nella carne ma lo spirito è lontano dal rendere grazie Passiamo la vita di credenti ordinari che fanno il loro dovere

Costoro non canteranno mai il loro magnificat Perchè ciò che Dio ha fatto per loro è un atto dovuto

Ciò che loro fanno con Dio è un atto dovuto

Questa relazione naftalinica sa di morte

non è viva è un piattume da quattro soldi

Dove la gratitudine nel dare e nel ricevere è un puro formalismo

“ E gli altri nove dove sono?”

Gesù si meraviglia dell’uomo che ama

E si accorge a Sue spese della sua ingratitudine

martedì  12 novembre 

Pastorale della zappa

Ora la nostra gente soffre

Ieri pioveva e bussa alla porta una nonna con il nipote

Questo bambino ha cinque anni è stato buttato fuori dalla scuol Perchè picchia i suoi compagni e le maestre l’hanno sloggiato La nonna è venuta da me disperata Pensa che il nipote ha qualche problemaE’ la seconda volta che viene, e sempre per il solito motivo Questa volta l’aveva combinata grossa Lo guardo e non ho niente da rimproverare Mi abbraccia e mi dice mi manca la mamma La mamma è scomparsa Ma che gli vuoi dì a un fringuello triste

Ho pensato ai vari orfanatrofi dove sono stato non ultimo quello di Calcutta

Ieri davanti a me la nostra gente che soffre

Forse la giornata uggiosa che metteva tristezza Ho visto la solitudine di questo fringuello con la nonna

Una mamma non la puoi dare è insostituibile

Vedere gli occhi smarriti di chi chiede di avere la mamma

Mi sono sentito venire meno

E’ vero davanti a tanta sofferenza innocente Cominci a chiedere a Dio pensaci tu Oggi e tra poco incontrerò solo la nonna per capire qualcosa E’ un po’ preoccupata perché pensa che anche oggi sarà buttato fuori dalla scuola Dietro questo nostro benessere c’è morte e solitudine Ai miei occhi questa sofferenza sta diventando quotidiana Credetemi fa soffrire vedere la sofferenza vissuta da soli Almeno negli orfanatrofi c’è la gioia dei bambini che giocano

Cosa fa un fringuello pieno di vita ?

Io so che è da solo con la nonna mentre vuole la mamma

lunedì 11 novembre

Pastorale della zappa

E’ domenica, la messa è finita ,vado a preparare il pranzo.

Quando mi chiamano:” una persona ti aspetta in chiesa”

Vado, è una donna che piange, mi avvicino è una mamma.

E’ confusa vuole parlare e dire il suo dolore

Ascolto le dico qualche parola e poi la benedico

Va via, è un andare senza meta andrà sicuramente a casa

Quell’andare è di chi non sa quello che deve fare

E’ un camminare stanco e affannato, prende la macchina e va

Questa settimana mi sono capitati almeno quattro casi

Gente confusa che vuole avere a che fare con Dio

Prima capitava di vedere poveri che avevano bisogno di cose

Oggi c’è un’emergenza molto più sottile e profonda

Ci sono poveri che hanno tutto e anche la morte nel cuore

Tu non ti accorgi di questi poveri non sono arroganti

Questi poveri sono umili e piegati nel loro dolore

Cercano con gentilezza un aiuto

Sono disperati e cercano Dio

Questi mali invisibili che rendono la vita impossibile

Fanno andare senza meta

La chiesa è l’unica tenda che accoglie e da ciò che ha di più caro “Dio”

Basta l’ascolto la benedizione e una parola buona….poi Dio fa tutto

Ti vedi questi poveri ritti che prendono il loro cammino

C’è il grido senza voce nascosto e non ti accorgi

Perchè chi porta questo dolore è isolato e oggi si pensa alla quantità

Grazie Signore tu ci ami personalmente e ci chiami per nome

Nel dolore chiami questi figli personalmente e loro cercano la vota

venerdì 8 Novembre

Pastorale della zappa

Il desiderio di tutti è trattenerlo in modo privatistico

Lui quando era con noi si è fatto uno di noi

Quando è risorto ci ha portati nel seno del Padre

Guai a quell’uomo che lega a se le persone

Ogni creatura non ha potere sulle creature

Se è nella verità deve fare come Gesù

Vedo tanti maestri e pochi testimoni

Vedo tanti piccoli appezzamenti e nella chiesa

Tanti capi che si fanno il loro orto presumendo di essere il Cristo

Vedo nuove congregazioni almeno così dicono con abiti colorati

Sembra la fiera di carnevale e nessuno che lavora nella vigna del Signore

Questa presunzione di pensare di essere proprietari di messaggi o visioni

Mi fa pensare alla Maddalena che vuole trattenere Gesù

Lui parla di Dio vostro e Padre vostro Lui solo può dire “figlio mio”

Noi dobbiamo dire “Padre nostro” come Gesù ci ha insegnato

Gesù della fede e della verità vuole che noi non ci appropriamo di Lui

Ma viviamo per Lui tutti

Non giudico gli amanti della Sposa ma ricordo che siamo amici dello Sposo

Non voglio polemizzare con quelli che sono pieni di Spirito Santo

Ma chiedo almeno di imitare lo spirito del Signore che si è fatto piccolo in noi

È in questa povertà che sta la vera fede in chi non vuole trattenere Cristo come proprietà privata

giovedì 7 Novembre 

Pastorale della zappa

Oggi manca il Tu in cui ti puoi abbandonare

Ramingo e solitario cerchi la felicità

Non la trovi fai sforzi per essere perfetto

E poi ti trovi da solo

Ieri è venuta una ragazza buddista a cercarmi

Abbiamo parlato aveva fatto tante tecniche per elevarsi

Ma non aveva nessuno in cui perdersi

L’amore non esisteva e sola è venuta da me

Sperava che le insegnassi una tecnica e le ho detto:

che potevo farle conoscere una Persona

Mi ha detto: che conosceva Dio perché battezzata

e le ho chiesto di scoprire questo Tu che stava in lei

Invece di fare tecniche autoreferenziali

che la portavano a disperdersi

Quanta paura in quegli occhi ?

Non c’era il Tu

Aveva girato a vuoto cercando la felicità

E si è dispersa in mille rivoli

Così è per molti cercano e non sanno che il Tu aspetta

Devi solo farti trovare da Lui

Invece di incaponirti da solo a cercare qualcosa che ti isola

Basta un tuo cenno e Lui si presenta a te

E’ la fede che ci fa credere nella Sua presenza

E’ la fiducia che ci fa aprire la porta e farci trovare da Lui

E quando questo avverrà la gioia sarà piena

mercoledì 6 Novembre 

Pastorale della zappa

Ieri mattina dopo la messa mi arriva una ragazza esile vestita di nero

Il sorriso era triste

Ascolto la sua storia e dopo un po’ le ho fatto una domanda

“ Hai mai visto il bello davanti a te ?”

Risposta

“ Ho paura del bello”

Per un attimo ho visto la sofferenza di un’anima

Questa anima aveva vissuto tanta di quella sofferenza

Che il suo grido si era fermato come un tappo alla gola

Nello stesso tempo vedevo la sofferenza di Dio

Che cercava quest’anima che non era mai partita

Perchè gli uomini con la loro violenza avevano impedito il suo andare

Anche Dio grida il suo dolore:

Non fare del male a mio figlio è tuo fratello

Il grido fermato alla gola della ragazza mi diceva :

Violenza fin dal seno materno ho solo esperienza di morte

Ho visto il sole che non mi riscaldava aveva una coltre nera

I suoi tramonti rossi erano incendi devastanti

Le sue albe rosacee sangue vivo

Leggo la parola amore e non ho mai fatto esperienza

Ecco la società di morte che si presenta

Dio spinto ai margini e per Lui c’è il filo spinato

Figli incarcerati immobili perché pieni di paura del bello

E’ una scena raccapricciante e potrebbe far disperare

Invece no :

Per togliere il filo spinato basta volerci bene come fratelli

In modo che Dio possa entrare nella nostra vita

C’è una sete d’amore di cui tutti siamo bisognosi

Ma pochi sono coloro che rinunciano a bere per dare acqua agli altri

Chi vuole conservare la vita la perderà

Chi perde la vita per amore la troverà perché nasce nel cuore degli assetati

martedì 5 Novembre 

Pastorale della zappa

Quando gli chiedi qualcosa Lui la da con i suoi tempi

Non stare a chiedere giocattoli come fanno i bambini

I giocattoli degli adulti sono diversi

Sono proporzionati alle eta :soldi potere successo e altro ancora

Scandaglia nel profondo di te e trovi desideri nascosti

E proprio quelli Lui vuole soddisfare

Tanto che nel vangelo trovi questa espressione:

A coloro che chiederanno lo Spirito santo sarà concesso

Credimi non è poco Lo Spirito Santo è la vera Guida che ti fa andare

Perchè suscita in te la vera ricchezza

Il Padre disse a Salomone chiedimi :

Salomone chiese la saggezza, non è poco

Salomone voleva regnare secondo lo Spirito di Dio

Come vedi chiedi esprimi i desideri profondi del cuore

Dio ti darà quello di cui hai bisogno

Quello che ti serve lo puoi costruire anche tu da solo

E’ bene che continui a dire il Suo amore per te

Quando dici nel dolore Lui si è dimenticato di me

“Si può dimenticare la madre del suo piccolo ?”

“Cosi il tuo Creatore non si dimenticherà di te”

Sotto il Suo sguardo discreto e vigile ti guiderà alla Verità

Egli si chiama Misericordia e amministra la giustizia

La Misericordia è Lui stesso

La giustizia gli diamo noi il metro

“Bussò alla porta di una parrocchia un povero che non aveva niente

aveva bisogno di dormire, il parroco gli disse stai qui tre giorni e poi vai via

Mori un giorno il parroco e andò in paradiso

Il Signore gli disse stai tre giorni e poi vai via

Quando il samaritano diede i soldi per due giorni con la promessa

che se l’oste avesse speso di più il terzo giorno quando Lui passava

l’avrebbe rimborsato Cfr Lc

Quello che spendi per il povero Dio pagherà il suo debito a te

lunedì 4 Novembre 

Pastorale della zappa

Sai dove sei arrivato

Ma non sai dove stai andando

E’ quello che succede quando si vive la vita a scampoli

Viviamo più l’attesa e già la sera della vigilia tutto muore

Tutte le volte che ci mettiamo in viaggio

la preparazione è bella poi arrivati alla meta arriva anche la noia

Ma tu dove stai andando?

Non lo sai e il velo della tristezza ti avvolge

Fai digiuni, fai un sacco di cose anche nuove

Ma dove stai andando?

Non ti agitare eppure questo ti serve per essere vivo

Alienati nel lavoro questo ti serve per poi sentirti vivo

Come vedi sono tutte cose appiccicaticce

Durano il tempo dei fuochi d’artificio

C’è qualcosa o Qualcuno a cui vuoi consegnare la vita?

Hai un compagno di viaggio che ti fa vedere chi sei ?

Hai un amico la cui relazione è libera e profonda e non ti fa sconti ?

Io conosco Uno

Che non si propone ma ti aspetta

Uno che non pensa che tu possa essere cattivo

Uno che non ti chiede di essere alle Sue altezze

Ma se tu ti abbandoni ti porta al settimo cielo

Uno che vuole essere amato da te senza giudizio verso te

A Lui non interessa quanto lo ami o come lo ami

In questo è molto rustico

Perchè il Suo amore gentile ti copre nel tuo essere più profondo

A domani se Lui vuole ti racconterò il resto

mercoledì 30 Ottobre 

Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Lc 13,22-30

La vita dipende da come la vivi

Passi la vita a meritare di essere amato

E ti presenti alla porta stretta con le credenziali meritorie

Non entri è sicuro

Passi la vita a dare per poter essere amato

Fai un errore e ti scartano ti disperi e ti scoraggi

Non entri è sicuro

Passi la vita a fare del bene e poi ti accorgi

Che il tuo bene era interessato

Non entri è sicuro

Ci sono tante sfumature del non amore

Che se vai a vedere sono impedimenti per entrare

Cerchi la salvezza e la vuoi anche pagare

Ci provi e ti sottometti a degli sforzi inumani

La porta stretta non la troverai mai

Perchè la tua vista non va al di la del tuo ombelico

L’amore nella sua bellezza ha dalla sua l’umiltà

Si espropria e da senza misura

L’amore diventa piccolo per amore del Suo Signore

E confida in Lui e allora nella ressa di entrare per la porta stretta

Viene chiamato “ Ehi tu piccolo vieni ed entra”

E passando in mezzo agli altri entra alle nozze

Se noi conoscessimo le altezze a cui Dio ci chiama

Staremmo sempre con gli occhi al cielo

e i piedi ben piantati in terra

martedì 29 Ottobre 

A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape

A che cosa posso paragonare il regno di Dio?

È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, Lc 13,18-21

Dio ha un’ economia diversa dall’uomo

Sia nei parametri delle dimensioni e sia nelle quantità

“ E’ nato per voi un bambino che vi salva”

Chi si affida a un bambino nato in una mangiatoia ?

Il seme di senape viene gettato in un giardino e diventa un albero

Cristo viene sepolto in un giardino dopo la crocifissione

Si sa che l’Uomo della croce morto in modo ignobile e scartato

Porta in se la vita che non muore sull’albero della vita

Nella scrittura ci sono molti di questi esempi di economia di Dio

L’economia di Dio ha delle vie obbligate

La via dell’umiltà si vive nella quotidianità del giorno per giorno

La via della povertà dove il dono è bellezza e ricevere è grazia

La via della pazienza dove il patire fortifica e rende saldi nelle decisioni

Come vedete questo si oppone :

alla mondanità dove la visibilità l’ostentazione diventano fuochi d’artificio

All’orgoglio dove l’altro non esiste se non per essere offeso

Alla prepotenza atteggiamento di chi prende e non da

Tutto ciò ci fa poco credibili

lunedì 28 ottobre 

Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli….Lc 6,12-19

Dopo una notte di preghiera chiamò Dopo essere stato con il Padre in preghiera chiama i discepoli Li chiama per farli comprendere la bellezza della figliolanza

Siamo prima figli e dobbiamo imparare a crescere in questa figliolanza Uno che non sa di essere figlio non potrà essere mai discepolo Chi ha la presunzione di sapere già tutto E rifiuta il suo essere discepolo non potrà essere mai apostolo Perchè il discepolo impara dal Figlio come essere figlio Perché Figlio ci da la conoscenza della bellezza paterna E’ il Padre l’origine da cui viene ogni cosa E’ nel seno del Padre dove il buio della notte riempie il cuore del Figlio E il Figlio da a noi uomini ciò che E’

Lui vive dell’amore del Padre e a noi da Il Suo amore per il Padre Questi discepoli, dopo che sono stati con il Figlio, vengono inviati Si chiamano apostoli Tutti noi siamo chiamati ad essere apostoli Perchè l’amore che portiamo nel cuore per il Padre e il Figlio Ci spinge ad andare verso Quella spinta che abbiamo dentro la Luce La fiamma si vede perché la candela arde Gli apostoli portano la Luce, quella vera che illumina ogni uomo Il loro non è proselitismo ma il grido di Paolo:

“Guai a me se non evangelizzo”

Perchè è l’amore verso il Padre Che ci porta alla condivisione Una volta condiviso si va via Come è successo a Maria dopo che Lei ha detto il suo Si

Dice Luca nel vangelo “ L’Angelo partì da Lei”

Dio non ci lascia si fida di noi

E noi viviamo di questa Paternità

Altrimenti creiamo gruppi settari che credono di essere loro dio E oggi ci sono troppi eletti secondo la carne del potere E pochissimi sotto l’azione dello Spirito Santo

Che ascoltano il grido del Padre che soffre perchè i figli si perdono Per l’economia di Dio è sempre il piccolo il poco il povero che vince

venerdì 25 Ottobre

«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”,

e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade.

Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?

E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Lc 12,54-59

Quando il vento viene da ovest porta acqua

Quando viene dal sud caldo e quando si ferma acqua con polvere

C’è il tempo che determina le stagioni

C’è il tempo in cui sappiamo quando seminare

Gesù ci domanda :

Come mai non sappiamo discernere il tempo opportuno?

Il tempo opportuno è quando vengono fuori i conflitti

Ed è nelle conflittualità che il male viene fuori

Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta,

comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi;

profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. Ef 5,15-16

Il tempo opportuno è per agire, quando i giorni sono cattivi

Non è che cercando di stare bene rimani tranquillo

Perché corri il rischio di andare di male in male

Se uno non conosce di avere sentimenti cattivi

Vuol dire che li rimuove li rivive senza accorgersene

Le situazioni cambiano e il negativo lo sommerge

Spera in una felicità inesistente

Se uno riconosce di avere sentimenti negativi

Comincia a ragionare e a dire Signore Pietà

Ha capito in se che c’è una lotta spirituale da sostenere

Quando si aspettano tempi migliori c’è una finta pace

Che ci immobilizza e ci fa dire tutto tranquillo

Tranquillo morì e non seppe mai il perchè

Il male quando ci sta davanti è il momento per darsi da fare

E se nel fare cadi, meglio cadere che fare finta di niente

Ricordiamoci il massimo bene l’abbiamo ricevuto dall’Uomo della Croce

Quando abbiamo ammazzato Dio

Lui ci ha dato la vita vera

Signore Gesù con la tua croce hai redento il mondo

mercoledì 23 ottobre

……, conoscendo la volontà del padrone,

non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; …….,

non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. Lc 12,39-48

La legge non ammette ignoranza

E la giustizia non conosce l’amore

Allora la mediocrità risponde faccio come mi pare

C’è un conoscere che mi invita ad andare oltre

E’ quello di conoscere la volontà del Padre

Tanti conoscono la Scrittura e non se stessi

Allora enunciano denunciano,

ma poi non sanno entrare nel mistero della propria esistenza

Tanti conoscono la morale con i suoi ritmi

Li vedi affannati nella conoscenza di se stessi

E fanno una scelta, “meglio pagare il biglietto”

e avanti nella superficialità

Tanti cercano una relazione con il Padre

ma non sanno entrare nel silenzio della vita

E si bevono il cervello, lasciando il cuore nella sterilità

Come vedete poiché non conosciamo avremo poche percosse

Allora la conoscenza ci impone a coniugare questi due verbi:

Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dio Gv 6,69

E’ il credere di chi conosce se stesso,

perché si confronta nella relazione con Lui

E’ questa conoscenza che ti porta davanti al Padre

E non ti fa dire di Lui che è misericordioso

Perchè Dio non è misericordioso

E’ Misericordia

E’ troppo grande questa conoscenza

Che già dire Misericordia e non approfittare di questo amore

Vuol dire che riceverai poche percosse

Ma la vita te ne da tante perché non hai voluto essere abbracciato da Misericordia


martedì 22 ottobre 

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli;                                                                                                                                                                                                                                                                                   in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!». Lc 12,35-38

Il padrone si fa servo dei suoi servi

Pur stando fermi nell’attesa sono pronti

Pronti per accogliere chi arriva

Pronti per partire e fare luce a chi deve andare

Questa immagine dei servi svegli è bella

Lo Sposo che arriva dalle nozze e si mette a servire

E’ come se volesse gioire della nostra umanità

Visto che ci ha regalato la Sua divinità

E se ci trova svegli nel mezzo della notte beati noi

È nella notte buia dove la solitudine regna Che Lui si fa presente e ci fa compagnia

E se ci trova svegli verso la fine della notte dove il sonno fa capolino

Lui dona se stesso perché abbiamo vegliato con Lui

Non lasciamoci cadere le braccia come rassegnati

Perchè la lanterna fa luce finché arde

Altrimenti è un coccio da buttare

lunedì 21 ottobre

E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché,  anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Lc 12,13-21

Quando la vita è legata alle cose da possedere Il salto di possedere gli altri è molto vicino E si cade nell’idolatria dove l’io ha ragion di essere solo se prende Allora la giustizia diventa la stampella della ragione E’ la cupidigia l’inizio di tutti i mali Far dipendere la vita dal possedere Ingolfa il cuore di cose Tanto che la sua forma è come un salvadanaio La stoltezza del possedere acceca la vista L’uomo ricco pensa di vivere fino a quando i suoi beni non finiscono L’uomo vuole dividere i beni con il fratello e chiama Gesù in causa Queste due forme di stoltezza portano fuori strada La prima ti fa pensare che sei eterno e puoi godere di tutto La seconda ti fa usare Dio a comodo tuo e ti metti in una situazione mondana dove la forma è vera idolatria Noi siamo chiamati a evitare questi inganni che non ci permettono di vivere la nostra fede nella purezza Ma il viscidume che ci avvolge ci fa essere più accettati Scappa dalla cupidigia e ti salverai dai legacci Che una volta imbrigliato ti portano al vizio

venerdì 18 Ottobre 

Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione.

Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della seduzione. Sir 2,1-2

Quando fai il male lo fai bene anzi non ti accorgi neanche di farlo

Le difficoltà cominciano quando vuoi fare il bene che lofai male

La tentazione è quella di perdere la fiducia e la costanza

E’ la tentazione il luogo della sconfitta o della vittoria

Nei colloqui quando il bene si propone

La domanda nasce spontanea di chi vuole cambiare vita:

“Come faccio a fare il bene?”

Nell’anima della persona mille dubbi mille perplessità

Lo scoraggiamento dietro la porta che abbatte inesorabilmente

E’ proprio lì in quella tentazione la conferma del bene

Che l’anima comincia a capire che ha imbroccato la strada buona

Allora la tentazione è un’ occasione per andare avanti

La scelta è facile da prendere portarla avanti con costanza che è dura

Gesù prima del suo battesimo ha fatto la fila con i peccatori

La scelta di Dio è stare con i peccatori e salvarci

Poi come l’ha portata avanti tutti conosciamo come ha fatto

Con volto deciso si avvia verso Gerusalemme

Arriva sull’altare della nostra salvezza la Croce e la Resurrezione

Per noi le tentazioni dopo la scelta sono tante

I dubbi che ci minano e ci fanno ripiegare su noi stessi

E’ proprio li non ascoltarli e procedere con passo sicuro

I compromessi dove mettiamo verità e menzogna

E cerchiamo di dare una soluzione e l’inquietudine aumenta

Cambiamenti di scelte che fanno di noi gente senza onorabilità

Dio quando ci ha scelti peccatori ha onorato la scelta con il sangue

Lo so è difficile portare avanti le scelte fatte

Forse devi verificare che la scelta fatta non l’hai fatta nella serenità

L’hai fatta nella violenza e nella rabbia

Figlio ricordati che le scelte vanno fatto quando le cose vanno di bene in meglio

perché tante volte le scelte sono via di fuga

E invece di vivere nella pienezza vivi di surrogati di bene

Questo è il grande inganno che ti fa essere mediocre


giovedì 17 ottobre 

Pastorale della zappa

Non farti rubare Dio

Basta poco e tutto va in fumo

Solo perché sei stato dietro alle cose

Ti sei attaccato alle cose che avevi lasciato

E le cose ti governano ora

Avevi fatto tanta di quella fatica a non giudicare

Poi ti sei trovato in un intreccio di relazioni malate

Hai smarrito la fiducia e ti sei chiuso nei tuoi pensieri

Pensavi di essere forte e di volare alto

Ti sei accorto come l’uccello che ha la zampa legata

Spicca il volo, ma poi ritorna giù

I pensieri a cui ti affidavi erano passioni nascoste

Allora scoraggiato ti sei arreso

Dio è scappato No!!! Dio è fedele alle promesse

Tu lo hai smarrito nei meandri dei tuoi pensieri

Che ti hanno fatto perdere nella melma delle tue passioni

La tua supponenza ti ha distratto visto che volavi alto

E ti sei fatto rubare Dio

Dio vola basso si incarna nel quotidiano

Voli troppo alto con il niente all’orizzonte

Perchè Dio lo trovi nel basso

Infatti “ Spogliò se stesso assumendo la condizione di servo” Fil 2

Non farti rubare Dio vola basso


Mercoledì  16 ottobre 

Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge,

che caricate gli uomini di pesi insopportabili,

e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!». Lc 11,42-46

Quì Gesù va duro con i dottori della legge

Perchè ?

Pesi insopportabili sulle spalle degli uomini

Sono tutte quelle minuzie , fatte di virgole

Che ingannano e rendono la relazione con Dio pesante

Sul mercato della pignoleria trovi molto di queste cose

In periodo di magra si serrano le fila

Affinchè attraverso discorsi forti e noiosi le pecore sono scappate

Ho trovato pecore disperse nel cuore perché minacciate

Minacce di questo tipo :

“ Se vai via da noi, andrai all’inferno”

“ Ti devi impegnare di più altrimenti Dio ti abbandona”

Poveri cristiani entrano per liberarsi e si trovano con la corda al collo

Perchè le leggine fatte dagli uomini diventano una corsa ad ostacoli

E le pecore si azzoppano, vanno lente e appesantite

Gesù dice:

“il mio giogo è leggero” spero che l’abbiate ascoltata questa parola

Come può il giogo essere leggero?

E’ un pezzo di legno massiccio che viene messo sul collo di due buoi

Che devono arare

In un anello del giogo c’è Gesù e nell’altro anello ci sei tu

Gesù ara con te, il peso del lavoro che spetta a Gesù lo porta da solo

La parte che spetta a te la divide a metà con te affinchè tu non soccomba

Lui ara con te nel terreno della tua vita

Non fa le leggine fregarole per ingannarti

Il peso lo porta con te

Spero che tu te ne accorga che Lui ara con te

E non ti fa fregare dagli scienziati odierni

Anche loro come quelli antichi mettono pesanti fardelli sulle spalle

E loro non li toccano nemmeno con un dito

Martedì 15 ottobre 

Pastorale della zappa e Vangelo

E’ tempo delle mele Capita di trovare delle belle mele grosse e rosse Gli occhi corrono subito e il cervello ti dice di comprarle Le porti a casa e quando le tagli ti trovi che sono marroni dentro Perfette all’esterno, ma dentro sono necrotizzate Se poi le tagli in maniera orizzontale vedi due cerchi concentrici Uno interno marrone che prende anche il frutto Un altro esterno bianco, ma che è compromesso E la mela la butti via Per dare quella veste esterna a quella mela è stato un lavoro duro :

Le reti antigrandine, gli antiparassitari, tutti gli anta… per farla perfetta Non hai comprato la mela piccola perché brutta Aveva forse sulla buccia qualche macchia, costava di meno Eppure quella mela è dolce , dentro la pasta è bianca, il frutto è nitido e ha contorni definiti

Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto,

ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria.

Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno?

Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

Lc 11,37-41

Passiamo la vita a mostrarci perfetti ,consumando vista e il cervello, affinché gli altri ci vedano Superbi abbastanza da non essere presi di mira, Pieni di ego per farci accettare e questo lo facciamo con gli uomini Qualcuno lo fa anche con Dio, perché non ricorda la Parola che recita così:

Signore con l’uomo buono tu sei buono

Con il perverso tu sei astuto cfr Salmi

Fai tutto sto casino e non dai in elemosina per il regno :La tua dolcezza, la tua bellezza costruita sulla tua sofferenza perdi tempo a costruire relazioni effimere e perse in partenza invece di animare con il tuo sorriso e la tua gioia la vita Guarisci il tuo cuore che si sta necrotizzando Con questa medicina : umiltà Sei oftamicopatologico metti gli occhiali dell’amore E darai sapore alla tua vita e intorno a te

Lunedì 14 ottobre

Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. Lc 11,29-32

Passiamo la vita a cercare segni e non riusciamo a capire la realtà Fino a quando cerchiamo segni personalizzati che ci esaltano Siamo fuori dalla figliolanza di Dio Fino a quando cerchiamo segni che ci confermano
Tutto il mondo gira intorno a noi e siamo fuori della realtà Chi nei segni cerca la propria realizzazione
Vuol dire che non ha un contatto con se stesso L’unico segno che dobbiamo guardare è la morte e resurrezione di Cristo Perchè ci mette difronte alla realtà dell’amore Se il segno dell’Uomo crocifisso e risorto Non ti da niente sei molto lontano dalla fede e dall’amore Se vuoi cercare un segno Lui te lo da :

Il segno della piccolezza

Il segno del servizio

Il segno della povertà

Il segno di espropriarsi

Il segno della libertà

Quanti segni sparsi davanti a noi che ci portano al Suo amore Ma forse noi cerchiamo segni che esaltano il nostro ego

Venerdì 11 Ottobre

…alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni».

Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Lc 11,15-26

Al versetto 14 il Signore ha fatto un esorcismo

Ha scacciato uno spirito muto

E ci sono questi che la sanno lunga che dicono:

“ Gesù scaccia il male con il male”

Queste affermazione non vengono dalla gente comune

Ma vengono dai teologi gente che ha studiato e conosce la scrittura

E’ la stessa pantomima che si ascolta oggi fatta sempre dagli scienziati teologi:

“ Il diavolo non esiste “ non faccio nomi perché grandi intellettuali

Io mi occupo della zappa

Ecco il demonio muto che non vuole parlare

Ma fa parlare di parole menzognere coloro che gli sono amici

Noi miseri mortali la verità la impariamo giorno per giorno e chi ha l’arroganza e la presunzione di saperla non sa che Dio nasce ogni giorno in noi E piano piano come un Padre buono ci accompagna a conoscere

la cosa più bella di questo Padre è che tutti i giorni ci istruisce Ci porta per mano nella conoscenza e grazie allo Spirito Santo ci unisce nell’amore e ci riconosciamo fratelli e figli del Padre

Dio non ha tempo per parlare alle folle, perché parla a ciascuno di noi

Tutti coloro che hanno le certezze e le verità nella loro malizia negano l’evidenza dei fatti

Gesù con questa espressione “ Un regno diviso in se stesso va in rovina”

Questa gente con le loro certezze false e ipocrite portano divisione, portano Satana

Giovedì 10 Ottobre 

Pastorale della zappa
Sulla tua parola getterò le reti cfr Luca
Pietro ha fiducia e fa una pesca abbondante
I 10 lebbrosi vengono mandati a Gerusalemme e
lungo la via sono sanati perché hanno fiducia
Oggi ci sono tanti stressati è perché non hanno fiducia
Tanti lebbrosi isolati che non hanno fiducia
Oggi la Parola non ha un valore
Ho il ricordo nitido quando da bambino  Sono
andato al mercato delle bestie con un mio padre Ho
visto fare una compravendita tra due Che
per stipulare il contratto ci si sputava nel palmo della mano ci si dava la mano quella parola data rimaneva sigillata nel contatto Nessuno poteva cambiare 
E’ bello avere fiducia
Siamo tutti lebbrosi ma per dare fiducia vogliamo le prove
Sia Pietro che i lebbrosi hanno obbedito alla parola e hanno avuto fiducia 
Siamo lebbrosi e stanchi perché non ci fidiamo di Dio, di noi  e degli altri 
Così si fa una vita da paurosi e diffidiamo di tutti
Passiamo una vita ad escludere i pericoli
La morte è la mancanza di fiducia
Solo l’amore da fiducia e vita
Fino a quando uno non ha fiducia nell’amore chiede sempre prove E più prove chiede tanto più rimane infelice  perché non crede nella Parola
E’ proprio lì il punto dove c’è bisogno di camminare dietro la Parola
Nel cammino verso Gerusalemme guariscono i lebbrosi
Nel gettare le reti dopo una notte di lavoro si prende il pesce Non lasciarti cadere le braccia con la paura Abbi fiducia e la felicità altro non vuole che  donarsi a te Non
dar retta alla paura con i suoi calcoli Perchè
la margherita quando le togli i petali è
brutta da vedere Non fare della tua vita una bruttura

Mercoledì 9 ottobre

Lc 11,1-4

Una relazione costante fatta di piccoli atti

Recitata con parole semplici

Che parte dal cuore e arriva al cuore

Il silenzio è il luogo dell’incontro

Il perdersi nell’abbandono è sapienza

La relazione ha tempi diversi

La modalità è varia

Il tempo è presente ed è parte dell’Infinito

Nel parlare si dona ciò che uno ha dentro

Si riceve solo nell’ascolto sincero e aperto

Lui quando parla vuole incarnarsi in te

L’incontro non prevede un tempo stabilito

L’ azione è un frutto della relazione

I miracoli di questa relazione sono ordinari

Tocchi con mano la tua povertà

Guardi con gioia la Sua grandezza

Allora la tua preghiera è aperta alla speranza

La fede ti porta dove la ragione mette la mano sulla bocca

E sa che deve tacere

L’ amore si bea perché sta con chi ama

La preghiera

Martedì 8 ottobre

Pastorale della zappa

Stamani mi sono alzato con questa frase

“ La rugiada del mattino bagna i petali della mia anima”

Credo che sia un canto e il ricordo è sfuocato

Poi pensando alla preghiera di stanotte

E’ proprio così

Raggomitolato nel sonno e poi disteso dalla preghiera

Veramente l’anima prende forza e si apre

E’ la luce del sole che apre il fiore

E le gocce di rugiada all’apice del fiore scorrono con lentezza sui petali

Si possono fermare in diverse forme ovali a fuso o a bolla

Così l’anima quando si trova nella luce della preghiera

Si schiude e la rugiada che è grazia bagna i petali

Come il fiore con la rugiada affronta l’arsura del giorno

Così l’anima affronta la sua battaglia giornaliera

Veramente pregare è bello

Ritrovarsi a pregare dopo che l’anima si era accartocciata

E’ veramente rugiada la preghiera

L’anima ne percepisce la presenza e si bea davanti a Lui

Poi quando la luce colpisce i petali con le gocce di rugiada

I colori dell’iride in quella minuscola goccia esplodono

La bellezza si imprime nell’anima

Il silenzio della notte ti fa tornare a letto

E non si sa se è un inizio di giorno o fine

E’ il tempo al punto pieno

Lunedì 7 Ottobre

Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». Lc 10,25-37

C’è un mandato evangelico a cui tutti siamo chiamati:

Ad assistere a questo uomo che ci passa a fianco

ed è tramortito nel suo dolore

Va e anche tu fa così

Fare come il Signore che si avvicina e cura

Ci mette l’olio della misericordia per lenire il dolore

Mette il vino per purificare le ferite

Quanto amore è presente in questo Samaritano?

E’ uno che paga di persona o meglio che ha pagato di persona

Paga per il primo e per il secondo giorno

Il terzo giorno carissimo oste non aver paura

Al Suo ritorno ti ricompenserà con gli interessi

Dio quando ci chiede d’amare non ci fa fare brutte figure

Il debito d’amore che possiamo contrarre

Lo compensa con il centuplo

Eppure il nostro braccino corto non ci permette di andare oltre

Va e anche tu fa così

Il tuo vicino ha bisogno si generoso

Devi fare anche tu lo stesso come il Samaritano

E’ il nemico che ti passa accanto e che ha bisogno

Il nemico che si fa vicino sei tentato di farti prendere dal torcicollo

Ma non puoi è lì il tuo nemico che chiede aiuto

Se riesci ad amare quel vicino nemico hai svoltato nella vita

Le fibre del tuo cuore si sono irrobustite e si sono allargate

Poichè anche tu hai fatto come il Samaritano

Al terzo giorno Lui ti dirà :

Vieni benedetto dal Padre mio mi hai accolto nel tuo nemico

Venerdì 4 Ottobre 

Pastorale della zappa

Il gioco della danza e il gioco del lamento

Euforia di danza

Tristezza di un lamento

Dove gli stati d’animo hanno il sopravvento

E lasciano al cuore solo solitudine

Sia nella danza che nel lamento

C’è un giocare con Dio in tutte e due le situazioni

Dove l’anima condivide con il Suo Amato

La bellezza della danza per le cose belle

Il dolore della danza per le cose brutte

E’ pur sempre un danzare

Dove l’anima moltiplica la sua gioia nel dare gloria a Dio

E dove divide il suo dolore nel dare gloria a Dio

Dio è un Dio di compagnia moltiplica la gioia e divide il dolore

Forse un amico non fa la stessa cosa?

Anche l’amico fa la stessa cosa almeno…. dovrebbe

Con Dio è diverso perché il danzare è già un uscire da se stessi

E allora puoi entrare nell’Altro

L’Altro ti accoglie e ti comprende

Ti porta al Suo cuore e ti sana

Cura il male danzato perché non lo hai riversato su un Suo figlio

Gioisce con te perché Lo hai lodato per i miracoli accaduti sotto i tuoi occhi

Beato colui che sa danzare sempre davanti a Dio

Giovedì 3 ottobre

Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; Lc 10,1-12

Gesù ci manda come Lui è venuto, questo è il metodo Gesù è povero

E’ stato mandato dal Padre e non ha tenuto per se la Sua divinità

Ha spogliato se stesso affinché noi fossimo ricchi di Lui

Per andare dobbiamo essere poveri di tutto anche di noi stessi

Qualsiasi armamentario abbiamo, anche quello più sofisticato

non serve, diventa un impedimento alla gratuità del mandato

I mezzi sono pericolosi, perché nella paura diventano i fini

E dimentichiamo di andare verso i fratelli come agnelli

E andiamo come lupi che vogliono il tornaconto

L’agnello è utile perché da la lana la carne

è ricco perché si lascia mangiare non prende da altri

Gesù è umile

Siamo noi che siamo degli stupidi orgogliosi autoreferenziali

L’amore si da perché è umile

Gesù non trattiene nessuno tra le sue mani ma si consegna per amore

L’umile si consegna all’altro nella pienezza del dono totale di se

L’umile si mette al servizio di tutti

Queste sono le condizioni affinché tu possa essere un agnello

E puoi andare con la forza dello Spirito Santo

Che brucia ciò che è pula e lascia in piedi la Verità

Mercoledì 2 ottobre 

Vangelo -zappa

Chi è il più grande nel Regno ?

Una domanda che mi vuoi fare Signore

Ti posso rispondere secondo la carne :

Il più grande è il più bravo

E’ di quelli che sa tutto

e si muove con agilità come un ‘anguilla

E’ di quelli le cui mani sono appoggiate sulla testa del fratello

Emerge spingendo in giù i fratelli

Tu, Signore prendi un bambino e lo metti al centro

Mi chiedi di essere come lui

Lo guardo gli giro intorno

Mi fa tenerezza

Il suo sorriso mi confonde

Non capisco questa tua mossa Signore

invece di stare Tu al centro metti il bambino

Ma che mi vuoi dì?

Su un bambino non ci si appoggia

E tu mi dici : “ Impara a servire i fratelli come servi a un bambino”

e ancora continui “Servi nella gioia, con mobilità di spirito sempre nuova,

cura un bambino perché ha bisogno di cure tuo fratello, non ti fa prendere dalla tristezza,

abbi le lacrime grosse del pentimento e come un bambino ricomincia sempre”

Ti potrei dire tante cose, spero che hai capito il perché del bambino al centro

Grazie Signore

Ora Signore mi spieghi il perchè da conversione?

La tua conversione è quella dell’adulto-bambino

Hai mai visto giocare un bambino con la fiamma?

“E’ attratto vuole, toccare forse tocca si brucia, poi ritorna poi si ribrucia

poi si allontana e va giocare altrove, si è convertito e continua a giocare

certamente alla fiamma non va più, ma continua ad amare altro”

Tu invece quando pecchi :

“ Sul tuo peccato ci ritorni e ritorni fai novene e altro ma non ti sei convertito a lasciarlo”

“ Ami il potere di comandare fai notti in bianco, tu sai che per Me è importante servire,

e tu continui a non dormire di notte; eppure dici di amarMi, ti devi convertire lascia il sogno del potere, allontanati dalla fiamma come il bambino, e buttati nelle Mie braccia”

Gesù i tuoi insegnamenti sono semplici, io sono un uomo profondo

Sarà!!!….

Martedì 1 Ottobre

Pastorale della zappa

Ci hanno messo intorno al cuore un filo spinato

Dove non riusciamo più a vedere l’entrata

E l’uomo si espande con la ragione facendo voli pindarici

Confondendo la realtà con il virtuale

Tutto ciò diventa morte un io gassoso che esplode al tocco di uno spillo

Allora gli scienziati tutti pronti a fornire metodi tecniche o altre stupidaggini

Eppure in fondo al cuore c’è una piccola luce

A te che vuoi entrare in te taglia con amore quel filo spinato

Non occorre andare dagli scienziati

Quella luce ti racconta che sei amato da Dio

Quella luce ti racconta degli affetti umani che hai ricevuto

Ieri sera, dalla finestra della cucina, vedevo il sole rosso che tramontava

Al vederlo ho pensato alle cose semplici e belle che la vita da

E la fiammella prendeva ancora più forza nel cuore

Quanta ricchezza ha il tuo cuore e tu ti perdi all’esterno di te

Non disperderti entra in quella ricchezza che è tua

Non entrare nell’inganno che nasconde la verità

Tu sei vivo grazie a quella fiammella che continua ad ardere in te

Pensa contiene anche i sogni realizzati, le consolazioni ele attese con le risposte

Rompi quel filo spinato che ti distoglie da te e ti fa vedere niente

Hai una luce scalda le tue mani

Prendi la tua vita e da senso alla piccola fiamma

Così risplende la vostra vita davanti agli uomini

Lunedì 30 Settembre 

Pastorale della Zappa

Ieri sera mentre innaffiavo le piantine

E l’ombra spegneva i colori

Vedevo queste piantine con le foglie a penzoloni

Erano come le orecchie dei cani da caccia

Tante volte l’anima si trova ad avere le orecchie basse

Il buio l’avvolge e perde il colore della vita

Come le piantine penserà : “Il buio e il fresco mi aiuteranno”

Ecco l’acqua a sera tardi arriva e le piantine gioiscono

Il fresco della sera e l’acqua per bere e mangiare

L’anima si trova nelle stesse condizioni e si domanda?

“Dio mi ascolterà?”

Il Signore ascolta il grido del povero e ha pietà del misero

che non trova aiuto

Ecco la consolazione è l’acqua dell’ascolto

Che Dio manda a coloro che lo invocano

L’anima anche se per poco riprende forza

Nel silenzio del buio si sente riparata

Vive il buio che spegne i colori

L’anima in quel buio ha speranza

e dice:

Il Signore ascolta mi ha dato da bere con la Sua grazia

E mi ha dato da mangiare il suo corpo

Rimane nell’ombra della sera

Dove il colore si spegne

Sa forte nel cuore che la notte passa

E Lui ascolta perché è fedele alla Sua opera creatrice

Venerdì 27 Settembre

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare.

I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?».

Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Lc 9,18-22

Se la domanda fosse fatta oggi avremo queste risposte

La folla risponde così :

Gesù un grande uomo

Gesù un benefattore dell’umanità

Gesù uno Yogi

Gesù è stato nel Tibet

Gesù un idealista

Gesù una brava persona

I cristiani di nome rispondono così:

Gesù ha portato l’uguaglianza

Gesù ha portato la giustizia

Nessuno può realizzare quello che dice Gesù

Gesù un amico

I preti come rispondono:

In teologichese

Discutiamo sull’eucarestia e non credono al cuore pulsate dell’ostia consacrata

Mostrano un Gesù vivace per attirare e poi ci muoviamo come uomini senza speranza

Parliamo dell’onnipotenza di Gesù e non crediamo alla provvidenza

Come potete notare tutte risposte dette per sentito dire

E’ questa la cultura dominante

dove la superficialità ha la meglio sulla conoscenza e l’esperienza

Tutto ciò toglie al Signore la Verità

Lui è vivo ed è presente in noi e in mezzo a noi, ci ha resi redenti

Ammazza la fede

Perchè non stimola la ragione a cercarla e fare esperienza

Distrugge la speranza

Perchè fa sposare i valori distruggendo la vera dottrina e facendoci dividere con le nostre ideologie

con pensieri vani

Io so che Gesù è vivo e opera prima di tutto in noi

Perchè la vera domanda è:

E voi chi dite che io sia ?

E tu?

Giovedì 26 Settembre 

Pastorale della zappa

Un fulmine al ciel sereno tale è il dolore all’improvviso

Brucia ogni cosa e quando è passato lascia il sereno

E’ così quando Tu vuoi far vedere il suo peccato ad un‘anima

E’ un bruciare dentro e viene da piegarti in due dal dolore

Però ci sei Tu che vigili affinché l’anima non si perde

Tutto sembra tranquillo nessuno intorno si accorge

Eppure l’anima anela a stare con Te

Non è tempo di promettere

L’anima sente il bisogno di un abbandono totale

Come una figlia che sa che è arrivata a casa

Grazie alla luce di quel fulmine che ha bruciato il marcio

E ha lasciato in piedi l’appartenenza a un Padre

Tale è la pulizia autunnale dell’orto

Lo vedi povero orto con le piante di ortaggi ormai secche

Hanno prodotto ora sono steppe in più la terra è secca

Con il piccone si va duro si prepara alla semina autunnale

E si pianta ortaggi invernali tutto è fatto manca l’acqua

Il sole di settembre è bello poi un fulmine a ciel sereno

Ed ecco arriva la pioggia leggera e bagna semi e piantine

E’ la grazia di Dio che arriva

quando l’anima ha bisogno di semina autunnale

Non è il bello della primavera

E’ il bello dell’autunno con un verde diverso

Martedì 24 Settembre 

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». Lc 8,19-21

Quante volte cerchi di avvicinarti a Gesù

Ma a causa della tua folla interiore non riesci ad avvicinarti

Si sa che la folla dei pensieri è scomposta e non ti fa capire niente

Tante volte la folla alza la polvere e non ti fa vedere

C’è un desiderio quello di Maria di vedere il Figlio

Maria sa come trovare il Figlio è nel suo cuore

Perchè si ricorda quando Lui è rimasto a Gerusalemme

Sapeva da sempre che quel Figlio non era solo Suo

I fratelli restano fuori e pensano che sia pazzo (cfr Mc)

Anche noi rimaniamo fuori pur desiderando di vederlo:

Per quelle volte che abbiamo delle aspettative

Quando in maniera arbitraria da soli poniamo delle condizioni alla relazione con Lui

Quando abbiamo la presunzione che ci deve rispondere

Quando la superbia la condiamo con la falsa umiltà

Quando lo interroghiamo e Gli suggeriamo le risposte

Siamo sempre fuori e non lo ascoltiamo

Fare casa con Lui entrare in quell’intimità

Dove le parole sono sussurrate all’orecchio

E l’ascolto riempie il cuore

Ma chi è madre e fratello di Gesù?

E’ chi fa carne nella sua vita la Parola

Maria ha ascoltato e la Parola si è fatta carne in Lei

Noi siamo fratelli di Gesù quando ascoltiamo la Sua parola

E questa diventa carne in noi

Lunedì 23 Settembre 

Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere». Lc 8,16-18

Signore facci essere botti piene di vino buono

Che ha passato il tempo nel buio della cantina

E in quel silenzio ha maturato il suo bouchet

E quando lo metti sotto il naso annusi qualcosa di buono

E quando lo bevi il cuore si rallegra

Signore non farci essere come quelle bottiglie di vino

Che si presentano belle e senza polvere

o con la polvere che non segna il tempo

Dentro non c’è vino buono perché non invecchiato

Serve per fare un botto e un po’ di scena

Infatti questo vino viene lasciato nelle bottiglie e buttato

Hai pagato la confezione ma poi è il niente

Tali cristiani sono sprint sulla scena e poi niente

Quando li vai a trovare in privato capisci e dici:

“E’ tutta scena”

Qualcuno si accorge prima qualcuno dopo

ma se quel morire non avviene nel silenzio nel buio e nel tempo

Dai cristiani non uscirà mai vino buono

Tutto e subito non dai amore

e se vuoi riceverlo devi imparare ad accoglierlo

Come la luce già la parola luce ti fa capire cosa è

E la stessa luce non fa nessuna pantomima per fa luce

Venerdì 20 Settembre 

Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e … 1Tm 6,2-12

Dice Paolo :”Ho combattuto una buona battaglia, ho conservato la fede”

Arrivare verso il tramonto della vita con questa consapevolezza è bello

Come si conserva la fede ?

Certamente non si mette nella naftalina altrimenti sa di morte

Non si conserva sotto sale altrimenti brucia e rende arida l’anima

Non si conserva sottolio l’anima rimane molliccia e senza scheletro

Non si conserva sotto alcol la fede spiritata alterata la bellezza dell’ordinario

La fede nasce nel cuore di chi sa accontentarsi:

Sa di essere ricco perché gli basta poco

Sa di essere povero perché il suo metro non sono gli uomini ma Dio

Una lucerna davanti al sole si perde è l’anima che sa essere lucerna

La lucerna da luce ai tuoi passi specialmente nel buio è la fede

La fede non trova posto di chi attraverso la ragione sa tutto

Non pensare se ti trovi in chiesa hai fede

Anche gli animali li portano in chiesa ma non hanno fede

Ci sono alcuni che con ragionamenti pensano di essere profondi nella fede

Si incartano nei ragionamenti e restano fermi nel loro punto di vista

Perchè sono chiusi alla fede e al fratello

E credono di essere santi e ispirati Dio non ha tempo da perdere

Possono recuperare la loro originale bellezza nell’umiltà

Mercoledi 18 Settembre

Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli». Lc7,31-35

C’è un linguaggio sapiente di Dio

Che facciamo fatica a riconoscere

Passiamo la vita duettando con il bene e il male

Un po’ di bene diventa troppo e si scivola altrove

Il male quando lo facciamo ci giustifichiamo

E diciamo: “ Non ho fatto niente di male”

Un po’ una vita scialba e moralista

Se facciamo una piccola riflessione

Sulle prime due parabole di domenica scorsa

La pecora ritrovata viene caricata sulle spalle

La moneta viene trovata nella spazzatura

Non si dice che si convertono

Ma dice che Dio cerca chi si smarrisce

E viene a trovarci nella monnezza dove entriamo spesso

La sapienza è l’aspetto materno e paterno di Dio

La sapienza dice ancora è vero che i peccatori stanno vicino a Lui

Ma la parabola è detta per i giusti

E la conversione dove è ?

Quando i peccatori si convertono e quando i giusti si convertono

Dove è la sapienza di Dio?

I peccatori e i giusti con la conversione sono fratelli

E quindi sono figli che riconoscono la Sapienza di Dio

Una persona mi chiese se conoscevo badanti

e prima che potessi rispondere mi disse :

“Non cercarmi immondizia che gira”

Gli risposi :

”Mi dispiace io sono uno che è stato trovato nella monnezza dall’amore

materno di Dio”

Martedì 17 Settembre 

Pastorale della zappa

Piccoli miracoli di vita quotidiana

L’abbandono non è rilassarsi in Dio

Ci sono a volte dei pensieri che diventano ossessivi

E tu sei preda di quello che pensi e il cornuto si beve il cervello

Ti incarti e giri come un vortice su te stesso

E’ proprio lì

Che devi prendere tutte le forze che hai

Forse sono le ultime che ti rimangono

Parla con il Signore affidagli quei pensieri e le loroproblematiche

Affida te stesso a Lui

Farai un po’ tanta fatica

Perchè vuoi prendere in mano la situazione

Abbandonati ancora di più a Lui

In questo combattimento fai fatica a perdere il controllo a causa dell’ansia

Ma vinci questa fatica e piano piano

Il pensiero che ti assillava non lo ricordi più

Arriva come un miracolo la soluzione

E tocchi con mano che Lui ha lavorato

E’ nell’abbandono che tu ritrovi le persone che ami

E’ nell’abbandono che Lui ti indica la via

E mentre l’anima trova la pace e la sua realizzazione

Il corpo acquista più libertà

Come un miracolo arriva la soluzione e la consolazione

Lunedì 16 Settembre 

Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, ……. 1Tm 1,2-8

Quando chiedi non chiedere mai per te

Quando chiedi a Dio chiedi con amore

Quando chiedi a Dio chiedi con fede

E’ la tua fede che da il permesso a Dio

Di realizzare la tua richiesta

Quando chiedi a Dio ricordati

Che Lui è fedele alle promesse

Camminiamo certe volte nelle richieste più assurde

E non vogliamo dare niente

Come se Dio ci dovesse dare tutto

Questo non è possibile almeno cerchiamo di dare

Facciamo del nostro meglio per dare

Fosse una piccola intenzione

Una preghiera detta per amore

Un atto virtuoso nascosto è accetto a Dio

Questo vale più di una supplica

Martedi 10 Settembre 

Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

La mia fantasia vola nel cercare di vedere la tenerezza di Dio

L’ho vista in un agnello appena nato che sgambetta

Cade e si rialza in quel rialzarsi c’è la mano di Dio che l’aiuta

L’ho vista in una foto di una contadina stanca

Che si appoggiava alla vanga con dietro il sole al tramonto

L’ho vista nei solchi rugosi del volto di un vecchio

L’ho vista nel tremolio delle mani che accarezzano

perché hanno paura di fare male

L’ho vista nelle gocce di rugiada che sembrano perle

L’ho vista nei visi composti di chi conosce il dolore e l’amore

L’ho vista in quei gesti semplici ed eterni

che danno alla vista lo spazio del tempo

Il Creatore ha fatto ogni cosa bella

I nostri occhi non sanno vedere il bello impresso nel creato

E’ il bello che fa risaltare la tenerezza di Dio

Se tu conoscessi la danza delle api rimarresti a bocca aperta

Lavorare danzando solo l’Eterno ha questa fantasia

Ogni figlio di Dio è unico e ha un pizzico della Sua bontà

Perchè Dio dona senza misura fino a dare se stesso come cibo

Lunedì 9 settembre 

Il Signore è mia forza e mio scudo,
in lui ha confidato il mio cuore.

E’ il salmo della liturgia di oggi

La confidenza del salmista nel Signore è grande

Stamani anche noi possiamo dirgli:

“Tu Signore sei mia forza e mio sostegno

Mi appoggio su di Te con tutta la mia fragilità

So che Tu non guardi il mio peccato

Ma tieni molto alla mia figliolanza

Sei Tu mio Padre fedele dove trovo riparo”

Il mio io ramingo nel suo isolamento

Ha lasciato il posto al cuore

Che aperto a Te veglia giorno e notte

Il mio cuore confida in Te e lontano da Te

E’ come terra arida senz’acqua

Allora lo Spirito mi conduce nel Santuario

Dove contempla la Tua bellezza e la Tua gloria

E dove le mie labbra mosse dal cuore

Cantano la Tua lode

Tu fratello caro oggi muovi il cuore

E Lui lo prenderà tra le Sue mani

Non Gli importa che il tuo cuore sia lontano o vicino

Per Lui il tuo cuore è il cuore di figlio