Semi di fede




 


17 Aprile

Tu mio Signore non ti stanchi mai di chiamarmi

 

Ascolto la tua voce e ne sono felice

 

Poi mi perdo perché non abituato ad ascoltare

 

Mi rendo sempre più conto

 

che ho vissuto di idolatrie

 

che otturavano le mie orecchie

 

Poi la tua voce è diventata sempre più forte

 

Fino ad irrompere nel mio profondo

 

E tutto ciò che prima mi sembrava vero

 

Ora è solo fuffa

 

Ha accecato gli occhi dell’anima

 

Quando la tua voce ha fatto irruzione

 

Mi sono rivolto a te come ad un idolo

 

Invece il tuo urlo era per me

 

Era un urlo di bene per me

 

Mentre pensavo ad un rimprovero

 

Ho capito la tua passione per me

 

Certo Signore

 

non seduci per farmi abboccare come un pesce

 

Che non vede l’uncino sotto l’esca

 

Quando irrompi nella vita si ha paura

 

Poi avendo confidenza con la passione che hai per me

 

Scopro la dolcezza di quella forza

 

Mi chiedo quanto fiato hai dovuto sprecare

 

Affinché questo misero asino capisse

 

Ma non lo chiedo non perché non voglio conoscerti

 

È solo perché la tua presenza in me

 

Fa dimenticare ogni affanno

 

Certo porta per sentieri che sembrano brutti

 

Tipo quei sentieri fitti di boscaglia

 

Dove confondi le sagome degli alberi

 

come uomini che sono appostati per far paura

 

E gli spettri del passato confondono

 

Poi arrivi in una chiazza verde

 

dove le stelle a frotte ti aspettano

 

Il buio rimane ancora

 

Ma la domanda è d’obbligo:

 

Chi ha messo quei puntini luminosi fissi in cielo?

 

Davanti a tanto bello

 

Chi è Colui che ha gusti così belli?

 

Solo tu il Creatore noi possiamo godere di questo bello

 

Le cose fatte da noi sono limitate

 

Relativizzano il male e il bene

 

Tu invece mio Dio hai fatto bene tutte le cose